Vera Dragone: “ecco la mia Rosalie Mullins del musical School of Rock”

Vera Dragone è un’attrice, cantante e ballerina in questi giorni impegnata al Teatro Sistina di Roma nel musical di successo “School of Rock” accanto al simpatico Lillo Petrolo. Diplomata all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica Silvio d’Amico, ha fatto parte del cast di alcune famose serie tv e diverse produzioni teatrali. Il suo poliedrico talento e la potente voce da soprano la portano a interpretare e co-produrre spettacoli cabarettistici di qualità e a far parte per molti anni del trio canoro Ladyvette. La bellissima e simpatica Vera ci racconta il suo personaggio del musical e le sue ricche esperienze professionali.

Vera Dragone (ph Maria La Torre)

Il musical e il personaggio

Innanzitutto volevo congratularmi per la tua magnifica interpretazione della Preside Rosalie Mullins. Mi ha molto stupito la tua estensione vocale, specie nel finale lirico-rock. I complimenti ti sono arrivati, oltre che dalla critica, persino da Ted Neeley, l’attore di “Jesus Christ Superstar”!
Grazie mille! Si, si, devo dire che le recensioni si sono rivelate tutte ottime, e questo mi ha resa contenta. Ted Neeley poi è stata davvero una sorpresa! Non sapevo neanche che fosse nel pubblico. Quando noi attori abbiamo concluso la replica, siamo rimasti tutti colpiti nel vederlo applaudire in piedi dalla platea. E’ stato decisamente emozionante!

Qualche aggettivo per descrivere Miss Mullins?
Rosalie ha due aspetti opposti: è una persona apparentemente rigida e frustrata, costretta ad indossare un vestito che gli sta stretto e seguire inflessibili regole, ma in realtà cela un’anima rock dal cuore tenero. E’ come se la prima versione fosse una chitarra scordata, arrugginita, abbandonata in un angolo, mentre l’immagine che mi viene in mente in seconda battuta è quella di una chitarra elettrica fosforescente che suona vivaci note in tutta libertà, ecco.

Cosa ti sta regalando questo tuo personaggio a livello attoriale?
Penso che quando un attore interpreta un personaggio a volte può tirar fuori quella parte che lo riguarda molto. Dopo essere diventata mamma, ho attraversato un periodo lavorativo un po’ piatto, che richiedeva un cambiamento. Sentivo di meritarmi qualcosa in più, e la svolta è arrivata con la possibilità di interpretare questa parte fantastica di Miss Mullins. La canzone “Che fine ho fatto” esprime perfettamente il suo “ritorno al rock” e quindi alla voglia di vivere liberamente. Questo il link che mi ha unito fortemente a Rosalie. E’ stato come tornare a pensare alle motivazioni che mi hanno spinto a diventare attrice ed artista. L’unico modo in cui io, Vera, posso essere Rock, ovvero stare su un palco ad emozionare le persone e donare il mio cuore gioioso. Perchè il teatro per me rappresenta una maniera di annullare le barriere e arrivare facilmente al pubblico.

Lillo e Vera alla conferenza stampa di “School of Rock

School of Rock” è uno spettacolo divertentissimo e coinvolgente che affronta il tema della musica e dell’adolescenza. Non è solo la storia di una band scatenata di ragazzini, ma uno show che lancia al pubblico anche messaggi significativi, vero?
Beh si, decisamente positivi. Quello che imparano i bambini, oltre ovviamente a suonare il rock, è di domandarsi se abbia senso sottostare a delle ferme regole che non hanno poi tutta questa utilità. La chiave vincente è sicuramente un insegnamento di stampo ludico che li spinge a capire il reale funzionamento delle cose e ad incentivare il loro singolo pensiero creativo. Riflettere con la propria testa e confrontarsi con gli altri, senza agire per imposizioni. Nella prima parte di spettacolo, per esempio, viene evidenziato come ogni studente dell’ Horace Green School debba guadagnarsi una stelletta per emergere sui compagni. Invece poi fortunatamente prevarrà tra tutti i componenti il vero spirito di gruppo, quello che favorisce unità e coralità, proprio come avviene nelle rock-band. D’altronde, con la consapevolezza di essere una squadra, è tutto più bello e si diventa molto più forti anche come singoli individui. Questa atmosfera viene proprio respirata dal pubblico, che a fine spettacolo ha ancora voglia di ballare e scatenarsi a ritmo di rock’n roll.  

Com’è lavorare con Lillo e tutto il cast di colleghi e produzione?
Noi siamo un gruppo che passa serenamente il tempo a scherzare e a ridere dietro le quinte. Una bellissima famiglia artistica tra le migliori che mi siano capitate, composta da persone super-positive ed entusiaste del loro lavoro. E questo partendo dal produttore e regista Massimo Romeo Piparo, che è in grado di gestire qualsiasi tipo di situazione con una calma invidiabile. Molto carini anche i bambini, anche se a volte andavano contenuti per la loro vivacità. Poi sono stati pazzeschi, hanno dimostrato di saper fare tutto ad alti livelli ! E questo conferma la genialità e bravura dell’Accademia Sistina nel formare a 360° questi piccoli artisti del futuro. E Lillo è come lo si vede, spontaneo. Lui non interpreta un personaggio, è proprio così anche nella vita. Ovviamente lo adoriamo tutti, perchè è una persona incredibile che riesce a trasmettere la sua energia e ti fa fare del tuo meglio attraverso la simpatia. Un leader carismatico ma per nulla primadonna.

Una showgirl a tutto tondo

La tua creatività artistica da cosa è stata influenzata prima degli esordi?
Io sono cresciuta in una famiglia di artisti dalla parte materna. Mio nonno Vittorio De Seta (padre fondatore del cinema documentario italiano n.d.r.) fu un regista, mentre mia nonna Vera attrice e poetessa. Inoltre ho un cugino, Toni Garrani, che fa l’attore pure lui. Logicamente anche mia madre non è da meno, perchè si dedica tutt’ora alla pittura. Da piccola il canto aveva cominciato a infiltrarsi nella mia vita, e già a 6 anni ascoltavo l’opera insieme a mia madre. Insomma, se mi si chiedeva cosa volevo fare da grande avrei risposto: cantante lirica! Da adolescente divenni incredibilmente timida, impacciata, amavo solo disegnare vestiti e costumi teatrali. Ma ad un certo punto il teatro mi è venuto a prendere, piombando in maniera improvvisa ma bella. Un giorno la signora Adele Fulciniti, a cui devo probabilmente tutto, mi disse che somigliavo tanto all’attrice Olivia Hussey, quella del film “Romeo & Giulietta” di Zeffirelli. Fui convinta a frequentare così un corso di recitazione, e all’età di 16 anni debuttai con uno spettacolo di matinèe su Shakespeare al Teatro Masciari di Catanzaro. Da li in poi il teatro è entrato a far parte della mia vita e non l’ho più abbandonato.  

Puoi parlarci delle tue esperienze teatrali e televisive che ti sono rimaste nel cuore?
L’ esperienza televisiva più bella è stata la fiction Rai “Questo nostro amore”, un racconto di uno spaccato di vita del nostro Paese, dove interpretai il personaggio di Gisella. Poi partecipai col mio trio swing Ladyvette al “Paradiso delle Signore“, dove scrivemmo anche le musiche per la serie. Nel 2016 ho inoltre lavorato ad una puntata di Montalbano al fianco di Luca Zingaretti, un attore davvero carismatico! Per il teatro sono stata nella tournèe dello spettacolo su Modigliani inscenando il ruolo di Anna Achmatova. Ma l’esperienza che mi ha cambiato più di tutte come attrice e come donna è stata incontrare la regista Cristina Pezzoli, che mi scelse per “Love is blonde”, spettacolo dedicato alla vita di Marilyn Monroe. Cristina è una persona fantastica di un’umanità gigantesca, perchè riesce a individuare le tue capacità e a farti davvero capire come funzioni a livello artistico.

Da sinistra Vera Dragone interpreta Marilyn in “Love is blonde“, a destra durante un’esibizione canora di swing

Tornando all’ambito “musica e spettacolo”, nella tua carriera hai saputo mantenere equilibrio, professionalità ed eleganza alternando perfettamente generi canori diversi: dalle atmosfere retrò di Charleston, Jazz e swing anni ’50, al Burlesque arrivando fino al tango argentino. Qual è l’aspetto del lavoro di performer che ti piace di più?
Grazie, troppo gentile !! Quel che mi piace e diverte è stabilire un rapporto col pubblico ed intrattenerlo live anche con parti ironiche e di improvvisazione. Questo si può fare nei concerti e negli spettacoli di Burlesque, perchè a differenza di quelli teatrali, assumono i caratteri del varietà. Dal 2012 al 2016 ho fatto parte del trio canoro Ladyvette insieme a Teresa Federico e Valentina Ruggeri, le quali continuano a portare avanti questo progetto musicale. Sempre nel 2012 ho cominciato a lavorare come cantante per il Micca Club, dove ho conosciuto il “creatore” di questo storico locale Alessandro Casella, divenuto poi mio marito. Un luogo, ora trasferitosi al Salone Margherita, che sta pian piano ridando quella dignità teatrale al genere varietà, proponendo spettacoli dal sapore vintage capaci di unire tante arti sceniche. Sono poi una grande appassionata di tango argentino, mi considero proprio una “drogata” per questo tipo di ballo. Lo iniziai a studiare quando ancora facevo l’Accademia Silvio D’amico. L’anno scorso riuscì a soddisfare anche la mia irrefrenabile voglia di cantare sulle note tanguere venendo scelta dal coreografo Miguel Angel Zotto, peraltro ballerino di fama mondiale, per lo spettacolo a tema dedicato al centenario di Astor Piazzolla (Historias de Astor).

Un consiglio da dare ai talenti artistici che vogliono continuare a credere nei propri sogni e raggiungere obiettivi importanti?
Quello che posso dire è di invitare a riflettere su quali aspettative si hanno. Se si vuol fare l’attore, il consiglio è quello di iscriversi ad una buona scuola di teatro, dedicarsi con costanza allo studio e avere sempre fame di arricchire il proprio bagaglio culturale/artistico. E’ importante cimentarsi in più fronti, perchè oggi un artista deve possedere necessariamente vari skills. Soprattutto ci si dovrebbe domandare nel profondo il perchè si è deciso di intraprendere questo lavoro. L’assenza di vocazione, fortuna e riscontri poco generosi potrebbero rendere la strada tortuosa, è vero. Ma se si mettono da parte alte aspirazioni come fama e successo economico scegliendo comunque di voler continuare per pura passione, allora penso sia il lavoro giusto da fare. 

Prossimi appuntamenti che ti vedranno in scena? A cosa vorresti lavorare assolutamente in futuro?
Prima di tutto terrei a ricordare le ultime 3 date al Sistina di “School of Rock“, questo venerdi fino a domenica. Dopodichè, dal 3 aprile, partirà la tournèe che ci vedrà in scena a Genova, Firenze, Trieste e Parma. A novembre invece a Milano e Trento. Per quanto mi riguarda ho dei progetti in cantiere, fra cui anche un disco, ma ancora non posso svelare molto. Quello che mi piacerebbe fare in futuro è sognare di poter creare uno spettacolo stile “One Woman Show” in cui poter rappresentare personaggi di mia invenzione. Mi sento molto vicina al tipo di comicità e preparazione di artiste che stimo moltissimo come Paola Cortellesi e Virginia Raffaele. Vorrei inoltre approfondire di più il mio rapporto col cinema italiano, perchè ci guardiamo da lontano, ci sorridiamo, ma siamo ancora troppo timidi l’uno nei confronti dell’altra. 

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