Un duo per “Nove”

Sul palco del Teatro Vittoria è andato in scena Nove, spettacolo scritto dall’autore Edoardo Erba. Diciotto diversi protagonisti ma solo due interpreti per ciascuna micro-commedia: gli attori Claudia Crisafio Massimiliano Franciosa, diretti dal regista Mauro Avogadro. La rappresentazione resterà a Roma fino al 24 marzo.

La scena dell’intervista all’imprenditore (ph Manuela Giusto)

Nove non è la classica rappresentazione teatrale, perché lo spettatore viene inglobato in una specie di scatola che ricorda lo schermo di una televisione. Al posto del sipario, un pannello occupa l’intero palco su cui vengono proiettati filmati introduttivi o di ambientazioni. Nel centro due parti mobili si aprono e si chiudono come una finestra sulle diverse scene rappresentate dagli attori. In questa scenografia ingegnosa prendono vita così nove storie raccontate da 18 personaggi. Per ognuna, un uomo e una donna sono uniti da un legame sempre diverso: amanti, amici, colleghi, estranei. Viene rispettata una tripartizione con un inizio, uno svolgimento, un colpo di scena e un finale quasi sempre surreale. Accomuna tutte le storie un modo cinico di interpretare la realtà che finisce per prevalere sull’aspetto comico delle vicende, lasciando un senso di vuoto e sospensione.

A sinistra la scena della partita; a destra la Crisafio nei panni della segretaria (ph Manuela Giusto)

Tematiche e personaggi

Nell’arco di 10 minuti ciascuna, si susseguono le varie micro-commedie interpretate sempre dagli stessi due attori, abili a calarsi in ruoli grotteschi, talvolta al limite del macabro. Una coppia in ospedale, reduce da un incidente stradale, che nasconde dietro l’apparente tranquillità il criminale rapimento di un bambino, oppure un medico-killer al servizio della mafia che dovrà eliminare una testimone scomoda: la sua segretaria! In uno studio di Sky tg24 una giornalista intervista un manager di impresa, fiero di aver inventato un nuovo business che metterebbe in ginocchio l’economia e il futuro degli stati nemici: una farfalla-bomba che scoppia tra le mani dei ignari bambini, lasciandoli mutilati.

Si avvicendano successivamente freddure e situazioni davvero paradossali. Una coppia di amici riguarda una partita di calcio storica (Italia – Germania 4-3 del 1970) che inaspettatamente cambia risultato. Questo stravolgimento comporterà la perdita di identità da parte di uno di loro. Direttamente da un futuro spaziale, un professore e un’alunna sono alle prese con sette eretiche religiose (gli Anastristi) che vorrebbero insidiare l’unico vero culto dell’ex civiltà terrestre, ovvero quello di Topolino. Poi ancora una duo attoriale che prova un copione pronto a trasformarsi in catalogo Ikea, e un illusionista che fa magicamente scomparire una colonna del tempio nel deserto e pure l’amante divenuta troppo ingombrante. C’è spazio anche per un po’ di tenerezza e sensibilità. Una donna affetta da una rara malattia della pelle decide di fare una corsa su una decappottabile per vivere per la prima volta poche ore all’aria aperta. Infine due vecchi fantasmi, travestiti da barboni su una panchina del parco, che sognano di reincarnarsi in una nuova vita.

Claudia Crisafio e Massimiliano Franciosa nella scena dei fantasmi (ph Manuela Giusto)

Gli attori e lo spettacolo

Gli interpreti sono stati abilissimi nel cambio costumi e ad entrare ed uscire rapidamente dai personaggi. Dei trasformisti unici dall’intesa eccezionale. Simpaticissima e brillante Claudia Crisafio, che ha fatto sorridere il pubblico nei ruoli di una giornalista svampita, di una segretaria tonta o di un’astronauta. Inoltre ha emozionato nelle parti del fantasma-barbona e della donna malata. Tema quest’ultimo particolarmente sentito dalla bella Crisafio in quanto direttice artistica del Festival cinematografico sulle malattie rare “Uno sguardo raro”. Rigorosa e inappuntabile la recitazione di Massimiliano Franciosa che ha parecchio divertito nei panni dello smemorato che rivede la partita dell’Italia o dell’imprenditore di armi-giocattolo senza scrupoli.

La scenografia innovativa compie un’originale contaminazione tra il genere della commedia teatrale e della televisione. Un modo nuovo e del tutto meritevole di fare teatro, utilizzando linguaggi diversi e contemporanei. Tuttavia i filmati proiettati sulla tela-sipario che intervallano le scene risultano in alcuni casi troppo lunghi e ripetitivi. Questo ha comportato l’eccessiva prevalenza di un format rispetto ad un altro. Lo spettatore ha quasi la sensazione di trovarsi in un cinema più che a teatro. Alcune commedie hanno tenuto positivamente un ritmo incalzante con effetti comici e significativi, mentre altre hanno deluso non lasciando un segno particolare a chi assiste. L’assenza di un messaggio chiaro e la rapidità con cui le storie giungono subito al colpo di scena, nel complesso rendono purtroppo poco efficace lo spettacolo.

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Nove, di Edoardo Erba

con Massimiliano Franciosa e Claudia Crisafio

Regia Mauro Avogadro

Impianto scenico e Visioni Ginevra Napoleoni
Costumi Isabella Rizza  Musiche a cura di Ivan Bicengo Varengo
Disegno scenico Marco Piras Pisanu; Organizzazione Paolo Broglio Montani
Foto e grafica Manuela Giusto

Quando:

Fino al 24 marzo 2019. Mercoledi 20 ore 17.00; domenica 24 ore 17.30

Info e prezzi:

www.teatrovittoria.it – telefoni 06.5740170 / 06.5740598.

Biglietti intero platea € 28, intero galleria € 22 (compresi € 3 di prevendita)
Ridotti in convenzione: platea € 21 e galleria € 18 (compresi  € 3 di prevendita)

Dove:

Teatro Vittoria, Piazza S.Maria Liberatrice 10,  Roma (Testaccio)