“This art is too smart”, il misticismo simbolico di Waone in mostra alla Galleria Varsi

La Galleria Varsi di Roma ospiterà “This art is too smart“, una selezione di opere realizzate negli ultimi anni dall’artista ucraino Waone insieme ad inediti creati appositamente per la mostra. Acrilici, inchiostri e gouache su tela oltre a disegni su carta saranno presentati sabato 1° Dicembre dalle 18.30 alle 21.30. Esposta anche l’opera Jump through time (vedi copertina), in cui l’artista ha fatto ricorso alla realtà aumentata. Lo spettatore potrà così visualizzare, tramite un’apposita App, un’animazione che muove dal tema dell’opera, e si svilupperà creando una narrazione in tre dimensioni. L’esposizione, ad ingresso libero, resterà fruibile fino al 12 gennaio 2019. Qui sotto la nostra video-gallery con alcune tra le tante opere presenti in mostra presso Galleria Varsi.

Il simbolismo come stile inconfondibile

L’artista ucraino Vladimir Manzhos, aka Waone, vive e lavora a Kiev. La sua passione per l’arte simbolica proviene dalla sua famiglia, e in particolare dalla collezione paterna di arte locale e di icone ortodosse il cui simbolismo millenario, dal tratto netto e deciso, ne influenza lo sviluppo artistico. Waone utilizza nei suoi raffinati  pezzi argomenti mistici, religiosi, mitologici, storici. Ed è proprio l’uso dei simboli che lo spinge a elaborare un suo linguaggio personale, il cui stile lineare particolarmente elegante alterna tratti bianchi e neri a tecniche dai colori nitidi e puliti. Negli anni, l’artista ha continuato a sviluppare la sua narrativa dalle implicazioni mistiche ed esoteriche.

Mi sono sentito dire, da chi rifiutava una mia collaborazione, che la mia arte era troppo elegante. Da allora il mio sogno è diventato di rendere l’arte raffinata accettabile a tutti ! (Vladimir Manzhos)

Composizioni complesse di universi surreali

Con costruzioni complesse simili alle composizioni di maestri classici, ma dal tratto riferibile ai grandi protagonisti del fumetto francese e belga, Waone presenta immagini apparentemente immobili, ma in costante movimento. Da cubi magici escono flussi di uomini in spirali di esistenza senza fine, sotto gli occhi attenti di uno spettatore racchiuso in un ouroboros che simboleggia l’energia che divora e rigenera se stessa in un tempo eterno e infinito.

Da sinistra Spiral of life, acrylic;  In the land of myths, ink on paper. (Waone 2017)

E ancora, opere dal riferimento classico e dionisiaco in cui scorrono creature mitologiche colme di simbologie esoteriche. Oppure, figure plastiche che palleggiano Sole e Luna, mentre dal chakra del cuore esce musica; abraxas gnostici sotto cui arde il fuoco eterno, che tengono in mano simboli dello scorrere del tempo e sopra i quali la luna appare in tutte le sue fasi. Maestri maghrebini invisibili la cui musica fa danzare un derviscio sufi su un libro sacro, mentre ai piedi un serpente ne segue le vibrazioni. In questa ricchezza travolgente di simboli, mai però pedanti o compiaciuti, l’artista sembra voler convogliare il suo messaggio di attenzione alle verità nascoste, visibili unicamente dal nostro terzo occhio dell’intuizione, e al passare del tempo che si annulla nel vortice dell’infinito. Ed è qui l’incanto dell’opera che ci richiama e ci spinge oltre, facendoci porre i quesiti che ognuno di noi possiede in maniera latente sulla verità delle apparenze o la loro illusione.

The seed of good ideas, acrylic; Chronos, ink on paper. (Waone 2017)

L’artista e il suo percorso

Waone è nato nel 1981 vicino a Kiev. Autodidatta, ma cresciuto in una famiglia di amanti dell’arte, sin da giovane rivela una vera passione per il disegno. Il suo nome Vavan deriva dal post-sovietico anni ’90, (popolare versione breve e amichevole di Vladimir) ma è stato trascritto nell’inglese Wa-One, con un occhio alla cultura urbana del rap e dei graffiti. Waone ha fatto il suo debutto nel 1999 come artista di graffiti, ma già nel 2003, stanco dell’incisione, ha esplorato il livello successivo di arte pubblica, lo storytelling visivo.

Insieme ad Aec, nel 2005, forma la coppia artistica Intersni Kazki (fiabe interessanti). I ragazzi sviluppano uno stile riconoscibile, con il quale traducono immagini dell’inconscio in storie molto colorate piene di riferimenti a fantascienza, numerologia, cosmologia, folklore, mito e  magia. In poco più di 10 anni, il duo ha realizzato grandi murales in Europa, Russia, India, Messico e USA. Quando il duo si divide nel 2016, Vladimir inizia a sviluppare un linguaggio basato su un approccio lineare elegante e finemente dettagliato. Dopo la creazione di Matter: Changing States (grande murale fatto a Kerala – India), il bianco e nero diviene uno degli elementi distintivi del suo stile, anche se parallelamente continua a dipingere con una tavolozza di colori vivaci.

Waone ha ha tenuto mostre personali e collettive in diverse gallerie europee e americane. Da Jonathan LeVine Gallery (NY), Midcity-Arts Gallery (LA), Antonio Colombo (Milano), Allouche Soho Art Gallery (NY), Avantgarden Gallery (Milano).

Waone: Transformation, murales.

Quando:

Dal 1 dicembre 2018 al 12 gennaio 2019

Orari: da martedì a sabato dalle ore 12 alle 20, domenica dalle ore 15 alle 20. Lunedì chiuso

Info:

info@galleriavarsi.it | www.galleriavarsi.it | 06 68309410

Dove:

Galleria Varsi – Via di Grotta Pinta 38, Roma