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“Arlecchino servitore di due manager”, una scommessa coraggiosa e vincente

La Bottega Dei Comici ha presentato, in anteprima al Teatro Testaccio, il suo ultimo lavoro: “Arlecchino servitore dei due manager“. Nella divertente storia, ispirata dalla famosa commedia di Goldoni, Arlecchino viene catapultato nell’intricato e perfido mondo manageriale, che impera su quello del precariato. Proprio per rendere ancor di più lo spettacolo in chiave moderna, non si utilizzano le maschere di Commedia dell’arte ma solo riferimenti a personaggi classici. Completi e giacche sostituiscono inoltre gli abiti tradizionali con le toppe. Il testo è stato scritto da Armando Vertorano, mentre regia e drammaturgia sono state curate da Gabriele Guarino. Da ricordare che questo è il primo dei 4 appuntamenti di Commedia dell’Arte previsti nel cartellone del Teatro Testaccio. Per le altre date consultare qui la presentazione dell’intera stagione teatrale.

Un misterioso omicidio, una scalata al potere politico e interessi aziendali senza scrupoli fanno da preludio alla vicenda. Al centro due case farmaceutiche concorrenti, (Rasponi e Aretusi) paradossalmente confinanti, anche con la mensa aziendale in comune. L’ambizioso Dott. Lombardi (Luca Gabos) architetta un diabolico piano per indebolire i vertici di entrambe le aziende. In primo luogo cerca di combinare il matrimonio di suo figlio Silvio (Alberto Falcioni) per imparentarsi con Pantalone (Federico Moschetti), socio di maggioranza delle società in questione. L’altra mossa è quella di produrre false prove dell’omicidio Rasponi a carico di Florindo, manager della Aretusi farmaceutica.

Arlecchino (Gabriele Guarino) alle prese con i colloqui alla Aretusi e alla Rasponi

Beatrice Rasponi, (Lorenza Sacchetto) che ha ereditato l’azienda dal fratello ucciso, è una “sergente di ferro” dal licenziamento facile ai danni dei sottoposti. Florindo Aretusi  è uno scaltro imprenditore pronto a sfruttare  i lavoratori con miseri stipendi. I rispettivi capi aziendali, pur non conoscendosi, si odiano a morte per via della rivalità professionale. Ma sta per arrivare il momento e la persona che cambierà tutto…

Ed ecco Arlecchino

Con l’entrata in scena di Arlecchino (Gabriele Guarino), che è alla disperata ricerca di un lavoro, i fatti verranno completamente stravolti. Dopo essersi fatto assumere da Florindo, in seguito a un comicissimo colloquio, si ritrova inconsapevolmente un altro impiego. Nello stesso giorno infatti, Beatrice lo promuove suo assistente, ignorando il precedente accordo lavorativo del rivale. Arlecchino, con furbizia e bugie, si ritrova così “servitore di due padroni”, con l’intento di ottenere un doppio stipendio, seppur misero. Qui incontra anche l’assistente tuttofare della Rasponi, Smeraldina (Micaela Bonito), di cui si innamora follemente.

Da sinistra Beatrice Rasponi (Lorenza Sacchetto) e Florindo Aretusi (Luca Gabos) nella scena dell’incontro.

Il destino vuole che i due capi incrocino per la prima volta i loro sguardi e, ignari della loro identità, si innamorino per un colpo di fulmine. Successivamente entrambi assegnano ad Arlecchino il compito di ritrovare la persona che hanno incontrato. Cosa inventerà lo scaltro servitore per riuscire a soddisfare le richieste dei due manager? Il finale prevederà sorprese, gag, colpi di scena e inganni mancati. Trionferà però l’amore, meno la giustizia, come al solito insabbiata da ricatti  e interessi più alti. Una sorte un po’ amara spetta invece ad Arlecchino, prima elogiato, poi ben presto scaricato da tutti.

Gli attori

Gabriele Guarino ha dato vita ad un fenomenale Arlecchino, sempre molto divertente e pronto a regalare sorrisi al pubblico in sala con le sue buffe azioni. Da sottolineare la doppia splendida interpretazione di Lorenza Sacchetto, che si è divisa tra la rigida “capessaBeatrice e la svampita influencer Clarice, figlia di Pantalone. Entrambi i ruoli sono stati espressi con molto fascino e determinazione. Non da meno Micaela Bonito, che ha portato in scena una ironica Smeraldina, centrando in pieno il soggetto dal conturbante accento spagnolo e dal carattere pepato. Luca Gabos e Alberto Falcioni, poi, hanno saputo ben destreggiarsi nei loro personaggi senza far mancare ilarità e presenza scenica. In ultimo, Federico Moschetti si è calato perfettamente nei panni di Pantalone, rappresentando il tipico uomo d’affari vecchio ed avaro.

La scena dell’aperitivo aziendale e l’epilogo della commedia

La commedia

Arlecchino servitore dei due manager” ha colpito non solo per la bravura di tutto il cast attoriale, sempre molto rapido nei cambi di scena. La scenografia, grazie a luci e colori, è riuscita a dare la piena ambientazione agli spazi. Il testo, scritto da Armando Vertorano, pur nel suo complesso intreccio, ha trasmesso ripetuti momenti comici senza mai annoiare. Situazioni ironiche che sdrammatizzano per un attimo sulla realtà odierna dei lavoratori precari. Anche se lo spettacolo rompe coraggiosamente gli schemi della Commedia dell’Arte, la scommessa può ritenersi decisamente vinta.

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Arlecchino servitore dei due manager (personaggi e interpreti)

Gabriele Guarino: Arlecchino

Luca Gabos: Florindo Aretusi e Dottor Lombardi

Lorenza Sacchetto: Beatrice Rasponi e Clarice

Micaela Bonito: Smeraldina e cameriere

Alberto Falcioni: Silvio e Cuoco Brighella

Federico Moschetti: Pantalone

La Bottega dei Comici

www.labottegadeicomici.com; labottegadeicomici@gmail.com

Il Teatro Testaccio apre la sua stagione “simpatica e pungente”!

Nella serata di ieri il Teatro Testaccio ha presentato la stagione teatrale 2018/2019. Ad introdurre la programmazione in cartellone è stato proprio il direttore artistico Marco Falaguasta, che da 18 anni porta avanti con grande entusiasmo e innovazione questo spazio. Una stagione molto assortita e variegata, in cui tanti artisti hanno aderito con i loro spettacoli. Da Andrea De Rosa, Giulia Ricciardi, Gabriele Guarino, Gabriele Marconi e molti altri. Sicuramente sarà una stagione all’insegna del divertimento e del buonumore, senza rinunciare alla satira sociale, importante per far emergere alcune tematiche dei nostri giorni. Non a caso quest’anno è stata nominata “simpatica e pungente“.

Il direttore artistico Falaguasta ha inoltre aggiunto che: “Il desiderio è che questo teatro diventi sempre più un posto sperimentale. Non abbiamo strutture né voglia di essere la risposta o l’alternativa all’Eliseo o al Vittoria. Abbiamo una vocazione diversa. In questo piccolo spazio, intimo e confidenziale, si trovano progetti appena nati che poi possono emigrare in contesti più grandi. Siamo quindi una piccola palestra dove si fanno quei muscoli, non in relazione all’esperienza, ma al prodotto che si porta in scena. Ogni anno abbiamo la fortuna di ospitare degli amici che i muscoli già li hanno e che vengono qui per sperimentare novità e linguaggi diversi”. Di seguito l’intera programmazione ufficiale.

La commedia dell’arte

Gabriele Guarino, direttore artistico della Bottega dei Comici, si è detto onorato di continuare per il secondo anno consecutivo la rassegna della Commedia dell’Arte all’interno del cartellone del Testaccio. Si comincerà con uno spettacolo famoso in tutto il mondo, quello dell’ “Arlecchino servitore di due padroni” di Goldoni. Come spiega Guarino: “L’idea della Bottega è quella di utilizzare questo spettacolo, rielaborato e riscritto, per raccontare un tema attuale in questi tempi: il precariato. Ambienteremo lo spettacolo in un contesto di lotta tra due case farmaceutiche. Fondamentalmente Arlecchino sarà un precario che unisce due part-time, con risvolti chiaramente diversi dalla scrittura originale.” La scommessa sarà quindi quella di scovare le maschere all’interno di ruoli che nel mondo di oggi si riconoscono facilmente. Saranno riproposti anche 2 spettacoli già portati lo scorso anno: La Locandiera e Don Chisciotte“. Si chiuderà poi con lo spettacolo di tradizione classica “Il finto Negromante di Testaccio“, dell’autore del ‘500 Flaminio Scala. Il canovaccio originale verrà tradotto nelle leggende dedicate al quartiere ospitante.

Un omaggio cantato a Roma

Gabriele Marconi e Marco Calvario porteranno l’11 novembre “Roma, tra ‘na cantata e ‘na sonata”. Soggetto sarà Roma e uno dei suoi cantautori più rappresentativi: Antonello Venditti (imitato alla perfezione da Calvario). Questo spettacolo si propone di parlare della città in termini positivi attraverso i brani del famoso cantautore romano. La conduzione di Marconi farà da tredunion tra le canzoni vendittiane e tra personaggi illustri come Aldo Fabrizi, Giulio Cesare o luoghi significativi come Campo dei Fiori, Trastevere. Si cercherà di trasmettere al pubblico emozioni e risate attraverso la musica, le gag e i ricordi particolari. Un lavoro di incastri che si preannuncia molto suggestivo.

Le commedie comiche

L’ammazzasomari” (dal 12 al 25 novembre) è una commedia esilarante, nata da una vicenda vera che stravolgerà una tranquilla serata tra amiche. Le reazioni delle donne, alle prese con un grande insetto che gira per la casa, garantiranno al pubblico risate a crepapelle. Il testo è sviluppato, scritto e interpretato da Giulia Ricciardi, insieme alle attrici Gio Giò Rapattoni, Margherita de Risi Paola Mojano. La regia sarà affidata a Francesca Draghetti (ex Premiata Ditta). Lo spettacolo ritorna al Testaccio dopo il grande successo dello scorso anno. Le stesse attrici, inoltre, porteranno dall’1 al 14 aprile “4 sorelle e un funerale“. Qui si affronterà il tema della morte, però in chiave ironica. Le quattro sorelle, che ereditano una agenzia di pompe funebri, daranno “vita” a un posto inusuale per delle donne, ma in modo creativo e divertente.

Gli altri spettacoli

Tra gli altri spettacoli ci sarà Psicomico Revolution (26-28 Ottobre) di Andrea De Rosa e Lucia Rossi. Successivamente, la compagnia Anonymous porterà in scena dal 28 novembre al 2 dicembre “Non vedo innocente amor“. La commedia è ambientata nella Firenze cinquecentesca, dove 6 personaggi tentano di risolvere i problemi comuni in modi non del tutto leciti. Attraverso i personaggi rinascimentali si criticherà quel mondo fatto di sotterfugi e inciuci, quantomai attuali. Il 12 gennaio Giorgio Gori racconterà l’avanspettacolo degli anni ’30 fino ad arrivare agli anni ’90 e 2000. Con “Vi raccontiamo l’avanspettacolo, ma a modo nostro” si partirà da Petrolini a Eduardo, toccando anche aneddoti su Totò e sketch di Bramieri, Tognazzi e Walter Chiari. Si ripercorrerà quindi cosa avveniva in questi tempi passati. Allo show collaboreranno anche la ballerina Luisa Pellino e la A&D Academy.

Il 27 gennaio poi sarà il turno di “Cerini“, spettacolo che non veniva rappresentato dal 2003. Il testo è stato rimesso in scena da Antonio Caruso, e vedrà protagonisti gli attori Alessio Sapienza e Antonio Starrantino. Qui due uomini, costretti a vivere nella stessa casa, sono innamorati della stessa donna. Un professore laureato e un girovago che si arrangia nel campare, all’apparenza diversi, si scopriranno alla fine della trama quantomai uguali. Nel cartellone anche lo spettacolo La Stessa Stella (1-3 febbraio) di Pasquale Palma e Gennaro Scarpato, oltre al Best of di Marco Falaguasta previsto per il 13-19 maggio, che chiuderà così la stagione. Inoltre, con tutta probabilità sono previsti inserimenti di spettacoli brillanti che vedranno sul palco giovani talenti nati nel laboratorio del teatro.

Un ringraziamento particolare a Floriana Corlito, gestione e uff. stampa Teatro Testaccio

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Info e costi:

06 5755482 ;  teatrotestaccio@gmail.com ; www.teatrotestaccio.net

Dove:

Teatro Testaccio, via Romolo Gessi 8, Roma

Don Chisciotte: follie, avventure e risate al Teatro Testaccio

La Bottega dei Comici ha presentato venerdi 6 aprile la “prima nazionale” di Don Chisciotte, rivisitazione in chiave comico-moderna del romanzo di Cervantes. Questo spettacolo conclude il percorso stagionale dedicato alla Commedia dell’Arte al Teatro Testaccio, dove la compagnia ha inscenato tra gli altri “La Mandragola“, “La Locandiera“, “Empanada” e “Lilliputto“. Protagonisti sono una serie di maschere, espressioni variopinte della regionalità italiana, che interagiscono col cavaliere errante e lo accompagnano nelle sue (dis)avventure. Don Chisciotte resterà a teatro fino a domenica 8 di Aprile.

Ai lati Lorenza Sacchetto (Brighella) e Luca Gabos (Don Chisciotte). Al centro Micaela Bonito (Maritornes) e Gabriele Guarino (Petrolino)

Il Don Chisciotte de La Bottega dei Comici vuole raccontare al pubblico la propria condizione di commedianti nella realtà di oggi. Quattro attori, comici e compagni d’avventura, apparentemente scalcagnati e precari, insistono nel portare avanti il loro spettacolo. Trainati dalla spinta creativa di uno di loro che, credendosi Don Chisciotte, permette agli altri tre di immergersi completamente nel tema dell’utopia. Si ergono a paladini di una vita possibile, rinnovata, tra le macerie e gli stracci delle ansie del quotidiano. Attraverso una girandola di travestimenti e giochi ritmici, si riflette e si ride sull’uomo e le sue battaglie perse. La comicità del testo, adattato da Gabriele Guarino, viene esaltata ancor di più nei riferimenti a spot pubblicitari e canzoni dei nostri tempi. Apprezzabile poi il finale che si conclude sulle note dell’omonima canzone di Francesco Guccini.

A sinistra la scena dei Mulini a vento, a destra le divertentissime maschere di Gabriele Guarino e Lorenza Sacchetto

Gli interpreti

Luca Gabos ha offerto un Don Chisciotte che incarna la generosità d’animo, pronto al sacrificio e fedele ai sentimenti, ma viaggia però su una dimensione immaginaria. Molto divertente lo ZanniZancho Pansa di Lorenza Sacchetto, che, con le buffe movenze e l’allegra parlata toscana, riesce nel difficile compito di spalla comica. Gabriele Guarino, oltre ad accompagnare live con la chitarra alcuni momenti della rappresentazione, ha interpretato i simpaticissimi personaggi del pastore Petrolino e della maschera napoletana di Cola. Micaela Bonito invece si è calata negli spiritosi panni di Maritornes, seducente locandiera che agisce per l’interesse dell’osteria del padre Brighella. Da aggiungere poi che gli attori sono stati particolarmente abili ad alternare i vari dialetti dei rispettivi personaggi. Al di là delle limitazioni sceniche dovute al poco spazio garantito dal palco del teatro, non ci sono aspetti negativi nella messa in scena e nell’organizzazione. Lo spettacolo è consigliato per chi voglia passare una serata in allegria e senza pensieri.

Web: La Bottega dei Comici  ; Facebook

Luca Gabos è Don Chischiotte della Mancha

Gabriele Guarino : Petrolino, Cola, Pantalone e… “mulini a vento”

Lorenza Sacchetto: Zancho Pansa, Brighella e Pantalone

Micaela Bonito: Locandiera Maritornes e Dottor Balanzone

Adattamento e Regia : Gabriele Guarino

Maschere di Stefano Perocco Da Meduna e Alberto Ferraro

Un ringraziamento a Ufficio stampa Federica Guzzon

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Quando:

Venerdi 6 e sabato 7 aprile ore 21, domenica 8 ore 18

Info e prezzi:

€ 12,00 (+ € 2 di tessera annuale obbligatoria) ; prenotazioni teatro: 065755482

Tel:  392 0334385;  labottegadeicomici@gmailcom

Dove:

Teatro Testaccio, Via Romolo Gessi 8, 00153 Roma

Drinking Theater: in scena “Con permesso, Don Raffaè”

Il 24 novembre, alle Officine XN, è previsto il secondo appuntamento di Drinking Theater che presenterà Con permesso, Don Raffaè“, ultima produzione di TradirEfare Teatro. Lo spettacolo è liberamente ispirato alla famosa canzone di Fabrizio De Andrè “Don Raffaè” (video youtube). Lo stesso giorno sarà anche occasione per festeggiare il media-partner Deliradio che compie 7 anni. Dopo lo spettacolo è prevista una festa gratuita e aperta a tutti! Dj set, minimal tchno e hip hop con Profeta Matto, Fest King, Il Maestro Dj e Dj Bacco.

Un teatro “da bere”

Da un’idea di Federica Guzzon e la collaborazione tra Deliradio.it e Officine XN nasce il progetto di portare gli spettacoli teatrali nei locali. La rassegna Drinking Theater permette di assistere allo spettacolo con un aperitivo o una birra in mano. Ovviamente questo è insolito in un teatro, ma nei locali è concesso. Il teatro viene quindi rivissuto in chiave meno austera, divenendo anche luogo di scambio, interazione, confronto e divertimento. In occasione della serata di venerdì 24, verrà rappresentato l’atto unico dal titolo: “Con permesso, Don Raffaè“, ideato e composto da Federico Moschetti e Irene Scialanca, che ne sono anche gli interpreti. La storia è ispirata alla canzone “Don Raffaè“, del grande Fabrizio de Andrè, che affronta temi di mala giustizia, mafia e carcere. Attraverso scene comico-grottesche si evince uno schema fin troppo noto e attuale in Italia: quello del servilismo nei rapporti con il potere.

La “filosofia del caffè”

I personaggi di questa vicenda “italiana” assumono i caratteri delle maschere di Commedia dell’Arte. Così il Don Raffaè del titolo diventa un vecchio Pantalone, recluso e stanco, ma ancora attaccato al proprio potere, alla propria ricchezza. Allo stesso modo Pasquale Cafiero, il brigadiere servile, incarna perfettamente un Arlecchino ingenuo e distratto, lavoratore sfaticato, alla ricerca di soluzioni per guadagnarsi il pane. Un povero diavolo disperato, che lotta per sopravvivere, in un mondo quasi più grottesco di lui. In carcere Pasquale deve sorvegliare il ricco boss camorrista Don Raffaè. Nei suoi confronti ha un sentimento di grande ammirazione e rispetto. Inoltre, grazie al rapporto di ossequiosa amicizia, chiede al boss qualche piccolo favore. Le storture di un paese e la deformità di un intero sistema sociale si accentuano ancora di più, e diventano protagoniste assolute, facendo della loro natura ironica la propria stessa forza.

A sinistra Irene Scialanca nei panni di Pasquale il “brigadiere”; a destra Federico Moschetti è “Don Raffaè”

Tra ironia e serietà

La scena spoglia, all’interno della quale si svolge la vicenda, richiama la semplicità tipica della Commedia dell’Arte. I pochi oggetti che la popolano stonano per una cella di massima sicurezza. Una radio, alcuni giornali, un televisore con video registratore, un servizio da caffè per ospiti, delle piante, rappresentano un’unicità, concessa solo a questa “personalità” reclusa. I costumi, ricchi di particolari, hanno la funzione di identificare immediatamente allo spettatore i personaggi che li indossano (una divisa logora, una vecchia vestaglia da camera). Attraverso alcuni momenti chiave si costruisce uno spaccato di un mondo assurdo, in cui il senso di giustizia e di moralità passa attraverso la lente distorta di mafiosi e corrotti. Si fa quasi fatica a distinguere fra ironia e serietà. Prendono forma dubbi su quale sia il lato corretto dal quale guardare la giustizia: al di qua o al di là delle sbarre?

La Compagnia teatrale

TradirEfare Teatro nasce a Roma nel 2014, dal confluire di diverse esperienze professionali nel settore teatrale che sfociano in un lavoro comune sulla Commedia dell’Arte. Caratteristica principale della compagnia è proprio la varietà di approccio al genere Commedia, messo in campo dai suoi attori. Ognuno di loro apporta una visione, uno stile e una sfumatura leggermente differente al lavoro complessivo. La compagnia ha prodotto finora gli spettacoli “La legge dei denari”, tratta dalla tragicommedia del mercante di Venezia” (2015) e “Scapin. Il servo nuovo” (2016). Gli attori che compongono la compagnia sono Cinzia Antifona, Valentina Conti, Alberto Falcioni, Simone Fraschetti, Federica Guzzon, Federico Moschetti, Irene Scialanca.

Quando:

24 Novembre, ore 19

Info:

380 791 5394 –  officine.xn – drinkingtheater

Prezzo:

€ 5 per lo spettacolo

Dove:

Officine XN, via dei Dalmati 15

La Commedia dell’Arte sbarca al Teatro Testaccio

La compagnia teatrale La Bottega dei Comici inaugura i suoi nuovi ed entusiasmanti progetti. Quest’anno la stagione teatrale 2017/18, interamente dedicata alla Commedia dell’Arte, sarà ospitata dal Teatro Testaccio. Il cartellone prevederà un appuntamento al mese. Si inizia a novembre con “La Mandragola” e successivamente a dicembre con “Don Chisciotte”. Il nuovo anno vedrà in scena a gennaio “Empanada. Scultore di me stessa”, mentre febbraio e marzo saranno i mesi per assistere rispettivamente a “La Locandiera” e “Lilliputto e lo scontro di inciviltà”. Ultimo appuntamento previsto ad aprile con “Storie da Testaccio”. Non perdetevi la prima e unica rassegna teatrale interamente dedicata alla Commedia dell’Arte presente su Roma !

Alla riscoperta della tradizione

La Commedia dell’Arte è la madre della storia teatrale, spesso dimenticata e relegata a un passato lontano. Non solo permette di raccontare la nostra contemporaneità, ma prepara l’attore per poter interpretare qualsiasi ruolo, anche senza maschera. L’obiettivo della giovane compagnia La Bottega dei Comici (fondata nel 2014) è proprio quello di ridare spazio a quest’arte, come sottolineato dal direttore artistico Gabriele Guarino. La ristrutturazione del nuovo sito web comprenderà anche una rivista digitale dedicata al teatro: Il Batocchio. Uno spazio per gli artisti del panorama teatrale romano con poca visibilità, per raccontare il movimento vivo dell’arte con alle spalle una tradizione da difendere e diffondere.

Dai classici alle nuove drammaturgie

Grandi classici teatrali verranno rielaborati attraverso l’arte della commedia, andando a modificare il testo, con l’adattamento delle maschere. L’esilarante commedia di Machiavelli, La Mandragola, sarà portata in scena con maschere, lazzi e comicità a non finire. L’avventura del leggendario cavaliere Don Chisciotte, raccontata attraverso una girandola di travestimenti e giochi ritmici, per riflettere e ridere sull’uomo e le sue battaglie perse. La seduzione della Locandiera Mirandolina, affidata ai talentuosi Comici dell’Arte, metterà in luce tutta la genialità della drammaturgia goldoniana. Nuove trame completeranno poi la programmazione. Empanada, scultore di me stessa è la commovente storia di uno scultore argentino che scopre di sentirsi donna e vive un percorso di svelamento della sua natura, attraverso la metafora della maschera e della materia. Lilliputto e lo scontro di inciviltà è la vicenda di un Capitano siciliano che vuole riunire la Sicilia al Continente e invadere l’Europa con un esercito di immigrati clandestini e si troverà dinanzi alle diverse “inciviltà” del mondo “civile”. Storie di Testaccio si basa sulla raccolta delle testimonianze e aneddoti degli abitanti del quartiere di Testaccio, rendendolo vero protagonista nelle sue vicende più sconosciute e divertenti.

Date in cartellone:

3-4-5 NOVEMBRE 2017 – LA MANDRAGOLA

1-2-3 DICEMBRE 2017 – DON CHISCIOTTE

5-6-7 GENNAIO 2018 – EMPANADA, SCULTORE DI ME STESSA

2-3-4 FEBBRAIO 2018 – LA LOCANDIERA

16-17-18 MARZO 2018 – LILLIPUTTO E LO SCONTRO DI INCIVILTÀ

6-7-8 APRILE 2018 – STORIE DA TESTACCIO, canovaccio originale su storie e aneddoti del quartiere 

 

Corsi di formazione per grandi e piccini

La Bottega dei Comici offre inoltre i suoi corsi di formazione che prevedono 9 mesi di studio intensivo. Tre le categorie specifiche. Il corso per allievi attori “Il Recitar Commedie è la nostr’Arte”, diretto per il 4° anno da Gabriele Guarino al Defrag (via delle Isole Curzolane, 75), è specializzato per chi vuole formarsi con un percorso di Commedia dell’Arte. Obiettivo per chi partecipa quello di imparare a lavorare improvvisando con la maschera, attraverso una preparazione fisica e lo studio della tradizione. Ad esso sono correlati i corsi di Danze Popolari e in Maschera di Valentina Puccini e di Acrobatica Comica e Parkour seguiti da Alessio Sapienza. Grazie alle tecniche di studio della danza, si potenzierà il controllo del proprio corpo sulla scena e il senso estetico. L’allievo potrà così creare un nuovo modo di costruzione di personaggi, situazioni e monologhi. Il corso dedicato ai bambini dai 6 ai 10 anni Il Carro Allegorico” è condotto da Alessio Sapienza, allo spazio C’era due volte (via Valtravaglia 12-14). I giovani allievi potranno divertirsi  liberamente con la loro fantasia e creatività, imparando a scoprire il valore della Commedia dell’Arte. Lo scopo è quello di avvicinare i ragazzi in maniera consapevole ed appassionata verso il teatro realizzando progetti di gruppo. Infine c’è il corso serale per adulti condotto da Gabriele Guarino e Luca Gabos all’Alchimista Attraverso lo Specchio (via Bartolomeo Bossi, 6) per chiunque voglia sperimentare il teatro in chiave amatoriale. Il percorso è pensato per chi vuole conoscere se stesso e il proprio corpo e sviluppare delle capacità comunicative, divertendosi.

Un ringraziamento a ufficio stampa Federica Guzzon

Info, prenotazioni e costi:

labottegadeicomici@gmail.com – 3932624269

web : labottegadeicomici

Facebook: laBottegadeiComici

www.teatrotestaccio.net/category/stagione-2017-18

Dove:

Teatro Testaccio, via Romolo Gessi, 8