Superstudio: 50 anni di design al Maxxi

Cinquant’anni (1966-2016) fa si riuniva a Firenze un gruppo di ventenni, giovani architetti che decisero concepire un modello alternativo di architettura. ”

Stanchi del Modernismo, che secondo loro non aveva rispettato la sua promessa di curare i mali della società, questi ragazzi – Cristiano Toraldo di Francia, Adolfo Natalini, Gian Piero Frassinelli, Alessandro Poli, i fratelli Roberto e Alessandro Magris – si univano sotto il nome di “Superstudio”, e cominciarono subito a sconvolgere con le loro idee di architettura radicale.

DOVE

LA MOSTRA

In occasione dell’anniversario il Maxxi di Roma dedica a questo geniale gruppo una mostra dal 20 aprile al 4 settembre 2016. Si presenta come la più completa mai realizzata esponendo la gran parte dei lavori di Superstudio, dalle produzione legate al design fino alle più note creazioni utopiche rimaste solo su carta volontariamente.

L’esposizione è ideata dagli stessi fondatori: Natalini, Toraldo di Francia e Frassinelli insieme al curatore Gabriele Mastigli.  Il tutto è accompagnato da un catalogo edito da Quodlibet che ripercorre la storia e i progetti del gruppo raccolti tutti insieme per la prima volta in un’unica pubblicazione.

Il Superstudio creò per una dozzina di anni una «anti-architettura» fatta di rendering psichedelici, collages, film che raffiguravano le visioni distopiche del collettivo, con gigantesche piramidi dorate, palazzi immensi che incombono sulle città e molto altro ancora. In realtà non riuscirono a realizzare mai neanche un edificio.

superstudio

Monumento continuo

Questa mostra quindi, raccoglie e presenta oltre 200 tra installazioni, oggetti, opere grafiche, fotografie, pubblicazioni. Si racconta l’intero percorso e l’evoluzione del gruppo, materiali provenienti in larga parte dal loro archivio, alcuni mai esposti prima e di cui molti entreranno progressivamente nella collezione di architettura del MAXXI.

Per l’occasione è stato creato un’allestimento speciale. Una sorta di autobiografia scientifica, che ripercorre le tappe fondamentali della sua storia. A partire dalla mostra Superarchitettura (1966) insieme al gruppo Archizoom, propone per la prima volta un ripensamento radicale dell’architettura e del design, sostituendo al tradizionale immaginario domestico un mondo di oggetti e visioni stranianti.

Bazaar

Bazaar, Giovannetti, 1969, divano componibile (foto C. Toraldo di Francia)

Citazioni radicali.

A quell’epoca non c’era ancora il concetto di ‘radicale‘ – spiega Natalini – si parlava di anti-design, di contro-cultura. La definizione di architettura radicale la diede Germano Celant in un articolo e credo che vada letta proprio nell’ottica ‘celantiana’”. Mentre Frassinelli dà una sua lettura del termine: “Io mi rifaccio a Karl Marx – dice – ed essere radicali significa prendere le cose alla radice”.

Il Superstudio è durato più di vent’anni. Troppo per un’avanguardia. E poi il nostro tentativo di battere i record di durata di un gruppo si infrangeva contro la longevità dei Rolling Stones“.  Adolfo Natalini.

perché tutto doveva essere super, dalla benzina agli eroi, e anche gli architetti dovevano esserlo per dire basta al mito del razionalismo“. Toraldo di Francia.

Interessanti, alternativi e visionari, forse di nicchia e non tanto esaltati dai libri di storia dell’ architettura convenzionali, proprio per questo è una retrospettiva da non perdere assolutamente!