Scapino, la maschera al servizio di amore e libertà

“Scapin. Il servo nuovo” è la rappresentazione della compagnia TradirEfareTeatro, andata in scena dal 16 al 18 marzo presso la sala Roma Teatri. Liberamente ispirata alla commedia di Molière “Le furberie di Scapino”, ne riprende gli intrecci, lazzi ed equivoci e ne adatta le tradizionali maschere. Lo spettacolo, dal testo moderno e frizzante, utilizza un linguaggio divertente che racchiude vari dialetti: dal romano al veneto, dal napoletano al bolognese. Per gli spettatori un’immancabile allegria, ma anche uno spunto riflessivo sui rapporti tra amore e denaro, servo e padrone. Un’ora di gioia e spensieratezza da non perdere!

La scena del raggiro ad Argante. Da sinistra Silvestro (Irene Scialanca), Scapino (Simone Fraschetti) e Argante (Valentina Conti)

Una storia d’amore, imbrogli e riscossa

I protagonisti della vicenda sono due servitori, Scapino (Simone Fraschetti) e Silvestro (Irene Scialanca), che vengono chiamati in soccorso da Ottavio (Alberto Falcioni). Egli, innamorato solo della sua amata Giacinta (Federica Guzzon), non vuole sposare la ragazza che gli è stata imposta dal padre Argante (Valentina Conti). Ma come favorire i giovani ragazzi andando contro la volontà paterna di un matrimonio di convenienza?

Il furbo Scapino e il fedele Silvestro ingarbuglieranno la faccenda, coinvolgendo anche l’altro padre, Geronte (Federico Moschetti). Da qui si creeranno tante peripezie e situazioni divertenti che ruotano e “giocano” su ingannevoli equivoci. Tra tutte la scena in cui Silvestro si cela in “Samanto”, il presunto zio malvivente di Giacinta, chiamato a spaventare Argante. Esilarante anche il momento in cui Scapino si fa pagare il riscatto del finto rapimento della figlia di Geronte.

Nel finale, l’astuzia del servitore Scapino riuscirà a prevaricare sulla classe sociale dei padroni, ottenendo un futuro diverso e migliore, oltre che un buon bottino. Ma i “promessi sposini” riusciranno a realizzare il loro sogno? Chi è veramente Geronte? E quale colpo di scena si compirà nell’ultimo atto?

Da sinistra Federico Moschetti (Geronte), Federica Guzzon (Giacinta), Alberto Falcioni (Ottavio) e Valentina Conti (Argante)

Tra le interpretazioni attoriali spicca lo Scapino di Simone Fraschetti, il quale esula a volte dal copione con battute che rimandano a contesti moderni. Simpaticissimo il Silvestro della brava Irene Scialanca, che ha saputo regalare al pubblico un personaggio scanzonato e irresistibile. Da sottolineare in particolare la capacità verbale di Valentina Conti, nel ruolo di Argante, che si è impegnata in un complicatissimo scioglilingua sull’eredità. Apprezzabile anche il Geronte di Federico Moschetti, calato abilmente nella maschera di Pantalone. Infine, Federica Guzzon e Alberto Falcioni hanno perfettamente rappresentato in chiave ironica la coppia Giacinta-Ottavio, con le loro stravaganti parlate e movenze.

Scapin. Il servo nuovo

Spettacolo in commedia dell’arte della compagnia TradirEfare teatro

Regia: Federico Moschetti

Drammaturgia: Irene Scialanca e Federico Moschetti

Interpreti: Valentina Conti – Alberto Falcioni – Simone Fraschetti – Federica Guzzon – Federico Moschetti – Irene Scialanca

Costumi: Mariapia Daidone

 

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