Sara Lovari e la sue “Bambole di carta”

Dal 20 dicembre al 26 gennaio 2018 la Galleria d’arte Triphè di Roma, con il patrocinio di FIDAPA BPW Italy – sezione di Roma, presenta “The Queen”. La mostra personale dell’artista Sara Lovari, a cura di Maria Laura Perilli, ci propone la donna di oggi attraverso lo spirito degli anni ’60. Dall’assemblaggio di carta, cartoni, immagini e macchie di colore bianco, nascono le sue bambole di carta in una chiave tra l’ironico e il retrò. Bambole che da qualsiasi posizione tu decida di osservarle, ti scrutano con lo sguardo comprensivo tra il sensuale, il divertito e l’arrendevole. Le bambole di carta sono le donne del ventunesimo secolo, le speleologhe irrisolte del sentimento che non si spezzano mai. Loro sono delle “The Queen”!

Le “bambole di carta”, anime fragili ma non sottomesse 

Sara Lovari nasce ad Avena, Arezzo, nel 1979. Nel 2007 sceglie di dedicarsi alla pittura, intraprendendo un percorso che la porta ad esporre in Italia e all’estero. Ama usare colori acrilici e applicazioni polimateriche su supporti eterogenei. Un aspetto che la distingue sin dagli esordi è la tavolozza prettamente “lovariana”, ottenuta a partire da una triade di colori base. Inoltre i soggetti sono tratti dalla quotidianità. Prendono forma sulla tela, grazie alla viva gestualità della stesura cromatica e agli assemblages di materiale di recupero, per riemergere poi come elementi di memoria collettiva. L’assemblaggio viene utilizzato da Sara con uno stile strettamente personale e ad alta identificabilità che rimanda ad artisti quali ad esempio lo statunitense Joseph Cornell.

Le immagini proposte da Sara Lovari sono quelle della donna vintage degli anni ’60, un’ icona rivoluzionaria. Le donne di Sara vengono incastonate in teche di vetro, quasi nostalgicamente a salvaguardia della loro femminilità e fragilità. Una sorta di baluardo contro l’interpretazione maschilista vissuta in chiave di dominio. L’impiego della carta come materiale privilegiato nella realizzazione delle opere non può dirsi casuale. La carta infatti rappresenta da sempre un materiale delicato, leggero, ma nel contempo duttile e dai molteplici impieghi. Forte come una “The Queen” appunto.

Gli abiti delle donne ricordano luoghi storici di Roma, quasi ad identificare l’idea della sensibilità femminile. Un qualcosa di immortale come può esserlo un edificio storico che ha consegnato all’immortalità la sua infinita bellezza. Perché una donna può essere un’insieme di tante affascinanti contraddizioni: buon senso, un po’ di emotiva sregolatezza e pazzia. Come spesso si sente citare: la bellezza salverà  il mondo ! Per cui la donna avrà sicuramente un ruolo fondante che dovrà  compiersi in un prossimo futuro.

Una lunga lotta chiamata “uguaglianza”

Sara Lovari non a caso pone attenzione alla donna degli anni sessanta. Infatti, in questi anni, le richieste dei movimenti femministi in Italia avevano come obbiettivo l’emancipazione e l’eguaglianza, cioè la richiesta di avere pari diritti e doveri rispetto agli uomini e la volontà di conquistarsi spazi nella vita nazionale, economica, personale e sociale. Tra i più importanti il diritto al voto per le donne, arrivato nel (1946) e la parità salariale, traguardo del (1957). Tra gli anni ’60 e ’70, il femminismo in Italia pone l’attenzione sulla liberalizzazione e indipendenza, ottenendo la legge sull’aborto datata 1978.

Nei giorni nostri, la condizione della donna è migliorata, ma sono rimaste comunque molte disuguaglianze. In compenso la donna oggi ricopre spesso ruoli maschili nel campo lavorativo, non senza difficoltà, bisogna dirlo. Può rimanere senza un uomo al fianco, il quale nel passato l’ha sempre relegata in cucina alle sue dipendenze. D’altra parte questa uguaglianza tanto agognata ha subito una battuta d’arresto in diversi campi, sia sociale, lavorativo, esistenziale. Ma certe mentalità maschili sono “dure a morire“, essendo ben radicate nell’uomo, forse colpa di insegnamenti sbagliati. Si dovrebbe cambiare tutto alla radice, ma sarebbe un lavoro impossibile. Bisogna solo confidare nel futuro.

Quando:

Dal 20 dicembre al 26 gennaio 2018

orari : tutti i giorni 10.00-13.00 16.00-19.00; chiusura: domenica e lunedi

Info:

Tel.366/1128107 –  info@triphe.it

Dove:

Galleria Triphe’, via Delle Fosse di Castello 2, Roma

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *