“Questo è l’anno della svolta”, l’amara ironia sulla precarietà attoriale

Al Teatro Trastevere è andato in scena “Questo è l’anno della svolta, me lo sento”. La commedia, scritta da Veronica Liberale, ha voluto indagare sul mondo degli attori precari attraverso l’ironia e l’ amara realtà. Sul palco, oltre all’autrice, anche gli attori Fulvio Filoni, Alessandro Moser, Costanza Noci, Antonello Pascale e Giada Prandi. La regia è stata a cura di Pietro De Silva.

Sinossi

In un camerino di un fatiscente parco divertimenti per bambini, 5 attori si apprestano ad adempiere “forzatamente” alle loro mansioni di animatori. I protagonisti, infatti, hanno uno specifico personaggio fantastico assegnatogli in sede di provino dal misterioso impresario. C’è chi rappresenta Dracula (Alessandro Moser), chi Peter Pan (Antonello Pascale), per passare poi a Cappuccetto Rosso (Veronica Liberale), l’orso Yoghi (Fulvio Filoni) e la Sirenetta (Giada Prandi). Inutile dire che questo lavoro li rende profondamente insoddisfatti e frustrati. Ognuno ha da sempre sognato fama e successo sia in ambito teatrale che televisivo, senza però mai riuscirvi. Tutti poi parlano l’uno male dell’altro, bistrattati persino dai bimbi e genitori che visitano il parco. Insomma, una situazione umiliante che li priva di sognare, scegliendo di accontentarsi della paga sindacale garantita.

Da sinistra Giada Prandi, Veronica Liberale, Alessandro Moser, Antonello Pascale, Fulvio Filoni e Costanza Noci

A questa compagine si aggiunge una sostituta (Costanza Noci) che viene dalla provincia romana, alla disperata ricerca di una parte attoriale. La donna contribuirà ancor di più ad aumentare tensioni e invidie nel gruppo, il quale si imbatterà presto in una inaspettata notizia. Su ordine del questore, infatti, il parco dovrà essere chiuso perché non in regola. Per provare a salvare il posto di lavoro, decidono di organizzare una protesta con l’occupazione del parco. La speranza è anche che questa causa possa farli uscire dal loro anonimato attirando l’attenzione e far parlare di sé. Durante l’infruttuosa occupazione, tutti gli attori, spinti da paure e desideri, ripensano ai rispettivi provini sostenuti prima di entrare a lavorare nel parco. Questo innesca in loro una sorta di transfert con il personaggio assegnato. Inconsciamente i soggetti si immedesimano per pochi attimi nel ruolo fantastico, esternando emozioni, sentimenti, e ricordi legati alla propria infanzia.

Nel finale, i protagonisti si ritroveranno dopo tanti anni per salutarsi. Nessuno di loro ha mai svoltato nel teatro, abbandonato ormai definitivamente per improbabili lavori. Solo uno, apparentemente, si vanta davanti a loro di aver sfondato nel mondo televisivo, illudendo e poi umiliando con cattiveria i suoi vecchi amici. Ma in realtà anche lui vive come gli altri una situazione triste e rassegnata a un lavoro marginale. Una conclusione senza lieto fine, che non si vuole augurare di certo a un aspirante attore o ad uno affermato.

Conclusioni

“Questo è l’anno della svolta” ha affrontato l’amaro tema della precarietà nella figura attoriale di oggi. Una riflessione sulla questione dai toni fortemente realistici e pessimisti. Il testo ha presentato qualche battuta ironica, a volte risultata un po’ troppo forzata. Deludente l’intreccio della storia, leggermente confusionaria e mal collegata. Con l’inizio del secondo atto, difatti, manca fluidità nel racconto, che si perde con il meccanismo del tranfert dei diversi soggetti in scena. Divertenti e convincenti però le interpretazioni di Giada Prandi, nei panni della Sirenetta dal carattere ansioso, ipocondriaco e bipolare, e di Costanza Noci, alle prese con una ambiziosa donna di provincia dalla simpatica parlata. Il resto del cast ha comunque ben espresso le diverse sfumature del proprio problematico personaggio con una discreta presenza scenica.

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Questo è l’anno della svolta, me lo sento”, Cast:

Veronica Liberale, Fulvio Filoni, Alessandro Moser, Costanza Noci, Antonello Pascale e Giada Prandi

Testo: Veronica Liberale

Regia: Pietro De Silva

Scene e costumi: Sorrisi d’autore