“Nika – vite da strada”: Ciak si gira, con uno smartphone

Talento, tecnica, tecnologia.  Si è svolta nella sala Fellini di Cinecittà la serata di presentazione al pubblico e alla stampa di “Nika – vite da strada”, il primo lungometraggio interamente girato con uno smartphone, anzi due. Presentatore della serata, il conduttore Fortunato Bellavita. Una scommessa del regista romano Mirko Alivernini sull’utilizzo delle nuove tecnologie, ma anche sulla loro riuscita al servizio del prodotto cinematografico, dove l’intelligenza artificiale ne diventa il mezzo per eccellenza.

“L’opera è stata girata con i modelli P20 Pro e il P30 Pro della Huawei. Il pregio di questi modelli è che possono contare su un’ottimale registrazione audio, tre fotocamere con ottiche Leica e sulla possibilità di utilizzare uno stabilizzatore; tutto ciò rende le immagini prodotte, pulite e nitide anche tenendo in mano il dispositivo correndo”. (Nota del Comunicato Stampa)

T come Talento, Tecnica e Tecnologia

Nika – la Trama

Il Talento non è solo quello del regista Alivernini, ma anche di un Cast con nomi poco noti ma capaci di farsi notare. Noemi Esposito è Nika, una pugile che intraprende combattimenti clandestini per sanare gli enormi debiti contratti dal padre alcolizzato (un convincente e degno di nota Giulio Dicorato), sui quali incombe la figura di uno strozzino (Andrea Sasso) in attesa di un prestito che, non sanato, potrebbe rivalersi nel pignoramento della casa dove abitano Nika e sua madre (Stefania della Rocca).

Nika – l’ambientazione e la Critica

La periferia Sud della Capitale e gli acquedotti della Tuscolana, in corsa dai vetri di un autobus, contribuiscono al clima di precarietà delle vite dei protagonisti dove soccombere è, spesso, la via più battuta alla reazione. Coraggiosa, benché intrisa di un forte realismo, la scelta della protagonista di percorrere il terreno ritroso dei combattimenti clandestini.
Paradossalmente, il più facile per risanare gli ingenti debiti ma non la giustificazione agli occhi di un pubblico più debole.

Nika Cinecittà

Nika durante l’incontro finale

Il film sembra aggirare, così, l’ostacolo della critica grazie all’entrata in campo di un ex campione di pugilato che allena il gladiatore Nika fino all’incontro ufficiale con la campionessa del mondo in carica: l’ultimo ring al femminile tra la polvere di memoria pagana della fortunata arena di Ridley Scott.

È l’opportunità in cui il mezzo digitale svela se stesso e le sue grandi potenzialità di diffusione, mentre l’incontro viene ripreso in diretta social dai Tablet e dagli smartphone dei presenti.

In una circolarità di ritorno alla sala Fellini di Cinecittà, verrebbe quasi da citare il metalinguismo usato dal regista romagnolo in 8 e 1/2. Nella pellicola il protagonista è alle prese con la direzione di un lungometraggio. “Nika – vite da strada” è il primo girato da Alivernini:

“Il mio intento è quello di far capire agli addetti ai lavori e al pubblico che si può fare un cinema di alta qualità non utilizzando necessariamente metodi tradizionali. Il cinema è stupire e creare. Questa per me è la regola”.

Nika Cinecittà

Da sx: Fortunato Bellavita e Mirko Alivernini

Un sogno che diventa realtà proprio nella Fabbrica dei Sogni per antonomasia: Cinecittà.

Nato per la distribuzione sulle piattaforme digitali, grazie alla qualità sperimentata insieme alla casa di produzione MainBoard Production, “Nika – vite da strada” verrà proiettato presto nelle sale cinematografiche. Un traguardo importante che, speriamo, possa ribaltarsi in un nuovo punto di partenza per il Cinema italiano.

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