Melampo, un amore “illogico” che supera le differenze

Al Teatro Vittoria è andato in scena Melampo, inedita pièce tratta dall’omonima opera di Ennio Flaiano degli anni ’60. La produzione Attori e Tecnici e la regia di Massimo De Rossi ne hanno voluto così riprendere il testo originale per rendere omaggio al grande autore italiano. Protagonisti sul palco gli attori Carlo Lizzani, Claudia Crisafio, Stefano Messina, Rita Terzigni e lo stesso De Rossi, nel ruolo del regista. Lo spettacolo resterà fino al 10 febbraio.

Massimo De Rossi dà il via alla rappresentazione (foto Manuela Giusto)

Il teatro nel teatro

L’inizio della commedia ha un’impronta decisamente pirandelliana. Infatti mostra il teatro che spiega se stesso attraverso il metateatro. Il regista Massimo De Rossi finge un’intervista ad una giornalista per fornire informazioni sull’autore e su questa novella del periodo americano. Lo spettacolo è in fase di preparazione, e gli attori si presentano sul palco per le prove, in assenza del pubblico. Le luci calano e il regista, come un direttore d’orchestra, dà il via alla rappresentazione. La sua presenza comparirà in ogni cambio scena, intervenendo come voce narrante.

Al Central Park di New York, Giorgio, uno scrittore italiano in procinto di ritornare in patria, deve incontrare una persona a cui affidare il suo cane Melampo. Liza, una avvenente ragazza americana, giunge all’appuntamento presentandosi con la sua cagnolina Charming. Tra i due c’è un simpatico equivoco, ovvero la giovane crede che i due cani debbano accoppiarsi. Liza comincia a raccontare della sua vita, fatta di libertà e di assenza di scelte, e sembra affascinata dallo scrittore, nonostante la grande differenza di età. Giorgio, “rapito” dall’esuberanza della giovane, asseconda la frequentazione rinunciando a tornare in Italia. In poco tempo, uno scambio di sguardi e un’annusata diventano qualcosa di più di una semplice conoscenza. La coppia, felicemente innamorata, inizia cosí a convivere nella casa al mare di lui.

Claudia Crisafio e Carlo Lizzani in una scena di Melampo (Ph Matteo Montaperto)

La metamorfosi

Dopo alcuni mesi, un incidente provocato con l’auto da Liza uccide il cane Melampo. Una grave perdita per Giorgio, che da quel momento comincia a sentire nella sua testa latrati immaginari. Si accorge anche che Liza inizia ad assumere atteggiamenti davvero curiosi. Ha sempre fame, morde, adora i grattini, dorme ai piedi del letto, diviene sempre più gelosa e in cerca di attenzioni. Lo scrittore comincia a pensare che la ragazza si stia progressivamente trasformando in un cane e, preoccupato, chiede aiuto al suo amico psichiatra Murphy.

Una metamorfosi inconsapevolmente reale o un atto ben inscenato e voluto da Liza per restare legata a Giorgio? Forse una “prigione affettiva“, una tana dove la donna ha voluto rinchiudersi. Un tentativo di rendere i rapporti umani più semplici e spontanei a trasformarla lentamente e ad annullarla come donna. E se il problema non fosse la pazzia di Liza ma l’incapacità dello scrittore di capire la vita? Questo amore “illogico” sembra destinato a concludersi, ad esser considerato un malinteso che poggia su una serie di malintesi. Finché sopraggiunge il tenero finale….

Conclusioni

Melampo è stata una rappresentazione ben costruita che ha utilizzato un linguaggio leggero e trasparente, coerente con il tema. Una vicenda surreale che sembra accostare razionalità e istintivitá, ma lascia allo spettatore spazio ad altre possibili interpretazioni. Azzeccata la scelta metateatrale del regista come narratore esterno, che ha facilitato la comprensione del racconto evidenziandone gli aspetti comunicativi. Apprezzabili poi gli effetti delle luci scenografiche e delle musiche che hanno reso perfettamente l’idea dello scorrere del tempo e delle vicende (su tutti il brano di Bruce Springsteen “Secret Garden”). Il testo però è risultato piatto nella parte centrale, dove in alcuni segmenti procede lento e un po’ noioso. Ci si aspettava una maggior presenza di parti ironico/emozionali con lo scopo di coinvolgere il pubblico. Solo la verve degli attori ha tentato di risollevare in qualche occasione la trama.

Brillante e convincente, nella parte di Liza, Claudia Crisafio. La bella attrice ha interpretato con naturalezza ed espressività il suo complesso personaggio, aggiungendo al repertorio recitato anche piacevoli momenti di danza e canto. Bravo anche Carlo Lizzani, il quale è riuscito a rappresentare al meglio il carattere razionale dello scrittore Giorgio, rivelandone i dubbi, paure e nostalgie. Validi anche gli altri due attori Stefano Messina (signore nel parco/psicologo Murphy) e Rita Terzigni (giornalista/Joyce). Entrambi hanno dimostrato un’abile declamazione e presenza scenica nei rispettivi ruoli.

A sinistra Claudia Crisafio (ph Manuela Giusto); a destra Rita Tersigni, Stefano Messina e Carlo Lizzani (ph Matteo Montaperto)

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Melampo: con gli attori Carlo Lizzani, Claudia Crisafio, Stefano Messina e Rita Tersigni

e nel ruolo del regista Massimo De Rossi

scene Gianluca Amodio   costumi Stefania Pisano  

musiche di Anghela Sinckler    luci Alessandro Pezza

produzione Attori e Tecnici

Quando:

Dal 24 gennaio al 10 febbraio 2019

ore 21 (martedi 29.01 e 5.02 ore 20 ; mercoledi 30.01 ore 17; domenica ore 17.30)

Info e prezzi:

Biglietti intero platea  € 28, intero galleria  € 22  – ridotti in convenzione platea  € 21 e galleria € 18 (compresi  € 3  di prevendita)

Botteghino 06 5740170 ; 065740598 lunedì (ore 16-19), martedì – sabato (ore 11- 20), domenica (ore 11-13.30 e 16-18)

Quando:

Teatro Vittoria, Piazza S. Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)