Masterclass fotografico su Maurits Cornelis Escher, un artista illusionista

Venerdì 15 marzo, alle ore 20:30, il Teatro Palladium ospita la Masterclass di fotografia “Maurits Cornelis Escher, composizione e percezione delle immagini“, a cura di Patrizia Genovesi. Un appuntamento alla scoperta del meraviglioso mondo di uno degli artisti più amati dell’ultimo secolo attraverso le sue vicende personali, le opere e il sorprendente rapporto che lo ha legato alla musica di Johan Sebastian Bach. L’evento, proposto dalla Fondazione Università degli Studi Roma Tre, è rivolto a tutti: a chi conosce Escher, a chi ne è attratto e vorrebbe approfondirne i segreti, e a chi si avvicina alla sua arte per la prima volta.

Oltre la percezione visiva

I lavori di M. C. Escher sono opere d’arte e intuizioni matematiche applicate a forme sorprendenti. Molti concetti matematici fornirono metafore visive alla sua arte. Escher s’impegnò nei problemi della forma e della tassellatura del piano, ma non eseguì l’investigazione secondo la maniera numerica, algebrica e analitica dei matematici. Lavorò solo sul campo sperimentale. Sfruttò la percezione visiva e tattile delle immagini che incideva. Nel corso della sua carriera Escher realizzò illusioni, figure impossibili, suddivisioni inimmaginabili del piano euclideo. Disegnò specie minerali, vegetali e animali, riuscendo a connettere la facoltà umana di percepire la profondità dello spazio con la padronanza della prospettiva del disegnatore.

Mi sentii spinto a smettere d’illustrare il mio ambiente più o meno diretto e realistico e ad abbracciare quello delle mie visioni interne. (M.C. Escher)

Di lui scrisse anche il filosofo e fisico Douglas R. Hofstadter in un’opera di grande interesse, “Gödel, Escher, Bach: un’eterna ghirlanda brillante”, provando a mostrare ai lettori come percepire la realtà al di là dei normali confini delle loro esperienze personali, ed accettare domande paradossali rifiutando la premessa. Affrontò filosoficamente sia quanto realizzato da Escher su un piano concreto e visuale, sia da Bach su quello sonoro e musicale.

Alcune litografie di Escher: a sinistra “Mani che disegnano” (1948), a destra “Occhio” (1946)

La curatrice

Fotografa professionista e docente, Patrizia Genovesi lavora nella progettazione, creazione e organizzazione di eventi ed esposizioni che sfruttano sinergie della fotografia con altri linguaggi di espressione come la musica sinfonica, il cinema, la tecnologia digitale e l’architettura, ma anche la pittura e le arti visive. E’ attiva nella formazione professionale ed accademica e nella divulgazione della cultura fotografica attraverso seminari e conferenze sui principali temi inerenti il mondo dell’immagine.

Quando:

Venerdì 15 marzo ore 20.30

Info e prezzi:

Costo biglietto € 10 ; prenotazioni e prevendite 350 011 9692 , http://teatropalladium.uniroma3.it/

Dove:

Teatro Palladium, Piazza Bartolomeo Romano, 8 – 00154 Roma