Fattori

I macchiaioli. Le collezioni inedite a Roma

Iniziata il 16 marzo e terminera’ il 4 settembre la grande mostra dedicata al movimento dei Macchiaioli, termine nato dall’utilizzo di una particolare tecnica detta a macchia, che definiva l’ immagine attraverso pennellate di colore e contrasti cromatici.

Opere inedite presentate per la prima volta al grande pubblico provenienti da collezioni private, sono esposte a Roma al Chiostro del Bramante.

Costo del biglietto: 13 €, ridotto 11 €

DOVE

COME E’ SUDDIVISA LA MOSTRA

In mostra 110 capolavori che rappresentano la punta di diamante di queste collezioni e il percorso espositivo si divide in 9 sezioni che vi riassumo in breve per arrivare già preparati:

  • Sezione I – La “galleria privata” di Cristiano Banti. I Macchiaioli allo specchio
  • Sezione II – Diego Martelli, tra macchiaioli e impressionisti. Una testimonianza d’arte e di vita
  • Sezione III – La Collezione di Rinaldo Carnielo
  • Sezione IV – Un imprenditore innamorato della bellezza: la collezione di Edoardo Bruno
  • Sezione V – Casa Sforni, le stanze delle meraviglie di un mecenate fiorentino
  • Sezione VI – Mario Galli, “il più acuto e raffinato intenditore dei Macchiaioli”
  • Sezione VII – Enrico Checcucci
  • Sezione VIII – Non solo Macchiaioli, la collezione di Camillo Giussani
  • Sezione IX – Per ricordare Mario Borgiotti e il suo “genio” per i Macchiaioli

    Giovanni Fattori

    Fonte: www.flirck.com di Simone Tagliaferri

Questa mostra consente al pubblico di capire ed esplorare il vasto mondo degli appassionati d’arte e dei collezionisti ottocenteschi, infatti, le varie sezioni portano il nome degli originari mecenati.  Chiostro del Bramante.

Chi sono i macchiaioli

macchiaioli

Il pergolato, Silvestro Lega

A Firenze esiste un luogo, oggi carico di storia e di storie… il Caffè Michelangelo, che nella prima metà dell’Ottocento era il posto di ritrovo dei grandi intellettuali dell’epoca. E’ proprio in questo caffè che si riunisce e nasce il movimento dei Macchiaioli.

E’ uno dei filoni artistici tra i più innovativi dell’arte italiana dell’ Ottocento, a cui appartenevano Telemaco Signorini, Giovanni Fattori, Adriano Cecioni, Silvestro Lega e Giuseppe Abbati.

Teorici e critici dei Macchiaioli furono Diego Martelli ed Adriano Cecioni che dettarono le regole basilari dello “stile”.

Secondo i teorici, l’arte di questi pittori, consisteva: “nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di scuri”, affermando quindi, che la forma non esiste, ma è creata dalla luce, come macchie di colore distinte o sovrapposte ad altre, perché la luce, colpendo gli oggetti, viene rinviata al nostro occhio come colore.

Ogni artista presentava delle caratteristiche personali, erano un po’ restii alle regole, infatti, spesso operavano al di fuori dei canoni artistici dettati dalle accademie e dalle scuole, per questo venivano sempre esclusi dalle mostre nazionali ufficiali.

Inoltre, volevano rinnovare la cultura pittorica nazionale attraverso una nuova poetica verista opponendosi di conseguenza, al Romanticismo, Neoclassicismo e Purismo.

Una curiosità…  le macchie di colore venivano ottenute tramite la tecnica dello specchio nero, utilizzando uno specchio annerito con il fumo si esaltavano i contrasti chiaroscurali all’interno del dipinto.

Non perdeteveli, ne vale davvero la pena.