L’ Arte Pubblica di Daniel Muñoz

Il 20 gennaio la Galleria Varsi presenta “Vexillum Transparent”, mostra personale di Daniel MuñozSAN, artista spagnolo impegnato nella realizzazione di progetti pittorici, installativi e partecipativi. Le sue opere di Arte Pubblica divengono un ponte tra il sé e il mondo, ma anche una rottura con l’immaginario visivo quotidiano. L’estetica di Muñoz trova nel disegno, tecnica intima e spontanea, il suo linguaggio primo, elevandone l’aspetto di studio e applicandolo alla critica della realtà. Oggetto della mostra è la riflessione dell’artista sull’uomo che si muove, sul significato e sulle conseguenze che il suo spostarsi nello spazio ha sulla società, su di noi e sulle necessità che ci spingono a superare i nostri confini.

Daniel Munoz “Footing”,Gouache on paper,210×107 cm,2017

Un turismo ribelle

La mostra indaga sul concetto di turismo generando una catena di interrogativi. ll turismo è invasione o sviluppo? Quali conseguenze ha l’esperienza turistica sul sistema mondiale? I luoghi sono ancora in grado di produrre significati? E noi quali significati possiamo attivare nell’incontro con l’altro e con l’altrove? L’ interesse per il turismo è visto da Muñoz attraverso una prospettiva diversa. L’artista è stato fortemente attratto dagli aspetti visivi e estetici derivati dalle situazioni di protesta anti-turismo svoltesi in Spagna la scorsa estate. I manifestanti erano principalmente gruppi di giovani che per vari motivi volevano difendere l’integrità della loro città o provincia, o del loro paese.

L’artista presenta al pubblico una serie di pitture, disegni, serigrafie inedite e un’installazione site-specific. Qui gli strumenti della lotta militare si mescolano all’iconografia dell’Arte Classica e a oggetti ordinari, in una saturazione di simboli. Daniel Muñoz immagina così una manifestazione di turisti i quali sembrano ribellarsi alla natura della loro condizione paradossale.

Nel 1993 scrivevo il mio nome per le strade, senza pensare che nel 2018 il concetto base di “Street” sarebbe stato il nucleo della maggior parte delle cose che mi riguardavano, non solo come artista, ma anche come spettatore. (Daniel Muñoz)

“41 ways to make a mural”. Acrylic on concrete. Bayamon (Puerto Rico). 2014; a destra “Souvenir7”, Gouache on paper,42x30cm,2017

Il vessillo ci racconta

Interessante il concetto di elemento unificante e identificativo rappresentato dal vessillo, bandiera o stendardo delle legioni imperiali romane. Ogni legione aveva il suo, e serviva per identificare la legione stessa e anche per radunare gli uomini in battaglia. Esso viene svuotato completamente, reso trasparente e silenzioso attraverso un eccesso un eccesso di immagini. Secondo l’artista infatti : “la saturazione può portare alla confusione, al vuoto generando silenzio”. Il Vexillum è il diminutivo latino di “vellum” (vela), e crea un collegamento al tema del viaggio: le vele che, guidate dal vento, spingono le navi. Il vessillo simbolo identitario per eccellenza, si fa spoglio di segni e colori per raccontare il tessuto sociale odierno e la trama di contraddizioni. In esse si districa il turista, una figura che Daniel Muñoz vede ambigua, complessa e dai tratti ironici.

Da sinistra: “Barricada1”,Gouache on paper,76x112cm,2017; “Souvenir1”,Gouache on paper,42x30cm,2017

Biografia dell’artista

Daniel Muñoz, in arte SAN, inizia il suo percorso artistico nei primi anni ‘90 quando comincia a dipingere sui muri del suo paese natale. Dopo anni di sperimentazione da autodidatta, concentrato esclusivamente nella pittura murale, si trasferisce a Madrid, dove frequenta il corso di Belle Arti presso l’Università Complutense. Parallelamente agli studi realizza le sue prime esposizioni e i sui primi interventi di Arte Pubblica, all’interno di manifestazioni culturali in molteplici città spagnole e Europee. È in questo momento che la sua arte evolve verso il disegno figurativo che diviene il suo linguaggio privilegiato. Le sue opere nascono dalla volontà di instaurare un dialogo diretto con lo spettatore e di parlare al maggior numero di persone possibile, senza discriminazioni socio-culturali. Per questo motivo sceglie di esprimersi nello spazio di tutti con una tecnica di rappresentazione riconoscibile.

Simboli e codici suggeriscono una lettura attenta, tra la narrativa tipica della pittura classica e i discorsi sociologici dell’arte contemporanea. Le sue creazioni inducono a cadere in interpretazioni molteplici e ambigue, nonostante egli racconti fatti e aneddoti quotidiani basati sugli stereotipi comuni. Negli ultimi anni ha presentato numerose mostre personali e collettive e realizzato opere d’Arte Pubblica in diversi paesi dell’Europa, Nord e Sud America, Asia e Medio Oriente. Le sue opere sono state esposte in spazi rinomati come la Galería Luis Adelantado (Valencia), il BACC Museum (Bangkok), il CEART (Fuenlabrada) e la Galería Nacional de Arte de Amman (Giordania) e pubblicate in diversi cataloghi e libri di prestigio.

Quando:

Dal 20 gennaio al 25 febbraio

da martedì a sabato dalle ore 12 alle 20, domenica dalle ore 15 alle 20, lunedì chiuso

Info:

info@galleriavarsi.it | www.galleriavarsi.it | 06 68309410

Dove:

Galleria Varsi – Via di Grotta Pinta 38, Roma

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