L’ arte finlandese al Macro-Asilo di Roma, tra mitologia e rispetto ambientale

Dal 27 al 31 gennaio l’Associazione Culturale Lumi produrrà arte finlandese all’interno del progetto Macro-Asilo del Comune di Roma. Paavo Halonen sarà il primo artista presente nel programma 2019. Il progetto, gestito da Riikka Vainio, Krista Mikkola e Valentina Rytsölä sarà realizzato in collaborazione con l’Associazione e l’Ambasciata Finlandese di Roma. Inoltre, il direttore del museo finnico Kiasma, Leevi Haapala, è stato invitato per presentare in anteprima Il Padiglione dei Paesi Nordici della Biennale di Venezia 2019. Tema di indagine il Weather Report: Forecasting Future, ovvero le complesse relazioni tra uomo e altri organismi viventi nell’epoca dei cambiamenti climatici.

Gli appuntamenti

L’artista finlandese Paavo Halonen presenta “Silvae” , Opera live e video art. (27-31 gennaio, ore 10-20, Black Room, Museo Macro, Via Nizza 138, Roma)

Percorso narrativo di Paavo Halonen. (28 gennaio ore 18, La Casa del Poeta, Via Flaminia 86, Roma)

Presentazione del Padiglione dei Paesi Nordici della Biennale di Venezia 2019. (29 gennaio ore 18, Auditorium, Museo Macro, Via Nizza 138, Roma)

L’installazione di Paavo Halonen, Silvae; al fianco un particolare ravvicinato.

Abbiamo raggiunto telefonicamente la curatrice dell’evento, Riikka Vainio, che ci parla di alcuni aspetti delle esposizioni.

Benvenuta Riikka. Puoi illustrarci il vostro progetto culturale? Questa iniziativa da quali idee e intenti ha preso forma?
Sono presidente dell’Associazione Culturale Lumi, e vivo e lavoro come artista e curatrice a Roma da circa 12 anni. Questo progetto è nato dalla sottoscritta insieme a Krista Mikkola e la giovane collaboratrice Valentina Rytsölä. Siamo persone di età diverse che vivono tra due culture, e questo è fondamentale. Il nostro intervento vuole inaugurare una serie di iniziative di collaborazione tra Italia e Finlandia. Vogliamo creare un ponte culturale che porti ad un interscambio tra le due nazioni. Però vorremmo realizzare un nuovo tipo di operazione che favorisca un dialogo con le persone locali. Siamo convinti che questo possa risultare molto interessante per il pubblico italiano. Il Macro-Asilo è la piattaforma ideale per progettare la “residenza artistica”, ossia integrare gli artisti finlandesi nell’ambito culturale locale che li ospita.

Installazioni simboliche cariche di speranza

Il primo intervento espositivo al Macro sarà dell’artista finlandese Paavo Halonen. Come si possono interpretare le sue installazioni live e video art, e a quali simbologie rimandano?
Halonen presenterà al Macro un video lavoro e anche un’installazione. Nel video lo spettatore troverà proiettato lo studio dell’artista e tanti piccoli dettagli che possono essere interpretati come pensieri complessi. L’installazione è una combinazione degli elementi naturali con la cultura santa che diventa una specie di manifesto pagano. Questo tema che dimostra la santità naturale viene spesso ripetuto dal lavoro di Halonen, dove predominano la luce e la meraviglia. L’installazione ornitologica, chiamata Silvae, è composta da oggetti provenienti da antiche culture scandinave e materiali di origine organica, uniti a cimeli italiani. Cristo, come figura, in Finlandia si può trovare nel bosco, nelle forme degli alberi. Si possono reinterpretare bacche rosse come sangue. Per l’artista il rapporto tra natura e uomo è molto importante. Nella mitologia finlandese, gli uccelli erano considerati capaci di comunicare con gli dei, con il mondo dei vivi e dei morti. Solo gli uccelli erano in grado di attraversare i due confini bidimensionali e ritornare indietro. Infatti sono considerati simbolo di speranza.

Le installazioni ornitologiche di Paavo Halonen

Halonen comparirà anche all’evento presso La Casa del Poeta “Valentino Zeichen”. Cosa potranno scoprire qui i visitatori?
Il 28 gennaio Halonen inaugurerà qui un piccolo intervento, in collaborazione con Radio Arte Mobile. L’artista porterà piccole sculture di uccelli impagliati, ornati con monili, perle, fazzoletti legati alla memoria storica finlandese. Ricordi dimenticati che sembrano sempre essere appartenuti alla Casa del Poeta Zeichen, e pronti ad essere scoperti dai visitatori. Questo luogo sarà quindi interpretato come un “nido da proteggere”. Il pensiero artistico di Halonen si serve della tassidermia, ovvero un veicolo che restituisce la vita alle creature impagliate. 

La prospettiva nordica

All’Auditorium avrà luogo poi la presentazione della mostra che sarà ospitata nel Padiglione Nordico alla 58° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Verterà su un tema globale molto preoccupante e sentito, soprattutto dai paesi nordici, vero?
Si, il tema del cambiamento climatico che sta minando l’ecosistema terrestre. Al nord Europa c’è forse una crescente consapevolezza ambientale perché la natura è molto fragile e si ha paura di perdere luoghi incontaminati e puliti. Questo Padiglione dei paesi nordici sarà rappresentato da Finlandia, Svezia e Norvegia, e esporrà la “prospettiva nordica” attraverso l’esame delle complesse interrelazioni tra umanità e natura. Tali indagini su problemi climatici difficili vogliono sottolineare l’idea di convivenza tra le diverse  specie viventi e la responsabilità dell’uomo. Il commissario del 2019 sarà il direttore del Museo di Arte Contemporanea Kiasma (Galleria Nazionale Finlandese) Leevi Haapala, insieme alla curatrice Piia Oksanen.

The Nordic pavilion in Venice (photo Pirje Mykkänen)

Parlarci dei 4 artisti scandinavi che sono stati invitati ad esporre le loro opere.
Per questa edizione ci sono due giovani artisti finlandesi, Janne Nabb e Maria Teeri, entrambi chiamati col nome d’arte di Nabbteeri. Basano il proprio lavoro in interazione con l’ambiente, la sua materialità e i suoi abitanti multispecie: piccole forme di vita osservabili come coleotteri o vari  agenti putrefatti. Dalla Norvegia c’è poi l’artista Ane Graff, le cui opere vanno a interrogare la scienza (biologia e chimica) e le pratiche culturali. Il corpo umano è visto nel modo in cui viene esposto a batteri e tossicità ambientali. Dalla Svezia, infine, Ingela Ihrman porta le sue sculture a forma di pianta che sbocciano e appassiscono. I soggetti includono relazioni tra diverse forme di vita e concetti di appartenenza e solitudine. Le opere di tutti gli artisti saranno composte da installazioni, sculture e assemblaggi, performance, materiale digitale e testo, dando vita a un processo collaborativo e dialogico all’interno di una comunità multidisciplinare.

Da sinistra due opere di Ane Graff; a destra The Giant Hogweed di Ingela Ihrman.

Secondo te, che vivi e lavori da molto tempo nel nostro paese, l’ Italia potrà mai in futuro educarsi o quantomeno avvicinarsi alla consapevolezza ambientale del Nord Europa? Una sfida difficile, finora sempre disattesa dall’assenza partecipativa delle nostre politiche.
Personalmente penso che c’è sempre speranza. Poi credo che a breve tutti noi non avremo altre possibilità: quando saremo costretti al cambiamento, questo dovrà verificarsi, per forza di cose. Non possiamo continuare a negare le evidenze, e sarà impossibile non notarle. Anche in Finlandia si trovano molte persone ancora non pronte ad aprire gli occhi a realtà che stiamo vivendo. Negli anni in cui ho vissuto in Italia, alcuni piccoli cambiamenti li ho visti. La gente è più sensibile al riciclo dell’immondizia, e cresce sempre più l’interesse verso le energie rinnovabili. È vero anche che la parte politica poteva dare un contributo maggiore. Io comunque resto fiduciosa, sperando che le persone si sveglino prima che sia troppo tardi, perché ancora adesso c’è il tempo di agire se vogliamo assicurare ai nostri figli un mondo vivibile.

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