Infinite Dynamics, il movimento della vita negli scatti di Maurizio Gabbana

La Galleria Triphè Roma apre l’anno espositivo con Infinite Dynamics, mostra fotografica di Maurizio Gabbana. L’esposizione, a cura di Maria Laura Perilli, vede protagoniste le strade delle grandi città, raccontate attraverso sguardi zoommati e fugaci, e le nuvole, osservate come portatrici del ciclo vitale che si rinnova. Un omaggio anche alle donne, spose e amanti catturate nella sofferenza della loro vita amorosa. Il vernissage è previsto per venerdì 25 Gennaio alle ore 19.00, ricordando che la mostra sarà fruibile fino al 31 Marzo 2019.

Una fotografia Futurista

Leggerezza, rapidità, esattezza, molteplicità e visibilità furono, per Italo Calvino, i parametri base del codice di comportamento letterario del terzo millennio. Invarianti letterarie che Maurizio Gabbana sembra aver traslato nel suo mondo fotografico. Gabbana opera, innanzitutto, dissolvendo la compattezza degli oggetti, e sottolineando la sua passione per il Futurismo con quella “Molteplicità” ottenuta mediante sovrapposizioni e rotazioni utili a conferire dinamismo e “Leggerezza” alle immagini. Il “Dinamismo di un cane al guinzaglio” di Giacomo Balla sembra essere, così, un riferimento costante. L’oggetto della fotografia è decostruito, in linea con il pensiero filosofico di Derrida. È un modo forte, incisivo, per comunicarci con l’arte del messaggio fotografico che la semplicità è spesso fonte di inganni. Si deve andare oltre la semplice apparenza, la prima impressione, analizzando e comprendendo quanto di complesso si cela dietro ogni messaggio semplificato.

Gabbana, però, nel sostenere di vivere la città percorrendola a piedi, opera un processo di ritorno. Da un lato scompone, analizza i singoli episodi, dall’altro li ricompone interiormente e fotograficamente con una azione cognitiva e percettiva gestaltica. È l’artista che immergendosi totalmente nello spazio della città, nel suo tessuto urbano, lo ricostruisce con una lettura Lynciana riconnettendo quei punti di riferimento, slarghi e margini prima decomposti. Fa emergere, così, tutto il dualismo tra semplice e complesso. Una operazione mentale e artistica, quella di Gabbana, ancor più interessante per la sua capacità di leggere gli spazi interni. Nelle sue opere fotografiche emerge tutta la loro flessibilità, il loro essere materia reale, oscura, attraversabile, plasmabile. Qui spazio, tempo e luce diventano ora curvi ora rettilinei, rendendoci fotograficamente in sinergia la loro organicità.

L’artista

Maurizio Gabbana è nato a Milano nel 1956, ed è il fratello del famoso stilista Stefano. Da autodidatta, negli anni 70, si appassiona alla ricerca fotografica ed alla camera oscura, nella quale sperimenta e realizza le sue visioni. Passando poi al digitale utilizza Nikon Camera, fino ad arrivare alla Canon 6D, senza utilizzare programmi di post produzione, se non qualche piccolo “trucco” utilizzato anche in camera oscura.

Nel 2000 inizia a collaborare con lo storico dell’arte dell’accademia di Brera Rolando Bellini. Nel suo lavoro predilige le città con le loro architetture: Milano, Venezia, Firenze, Roma, Torino, Bari; ma anche Parigi, Londra, New York, Dubai, San Pietroburgo, Mosca e Barcellona. Inizia una collaborazione sia in ambito “EXPO in Città”, sia con diversi artisti e personaggi di spicco come Daniele Radini Tedeschi, (commissario della biennale di Venezia 2015 e della Triennale di Roma 2014) Roberto Borghi, (giornalista, critico, scrittore e studioso dell’arte) Pio Meledandri, (direttore del museo della fotografia del Politecnico di Bari) e Roberto Mutti (giornalista e critico di fotografia). Una sua opera di grandi dimensioni, dal 2013 è esposta presso la sede PWC del Sole24ore di Milano.

L’artista ha realizzato mostre in gallerie di tutta Italia e partecipato alla Fiera d’arte contemporanea di Basel, nella Collaterale Scoope ed alla manifestazione fotografica internazionale MIA 2014. Ha collaborato poi a “I Have a Dream”, nel museo di Palazzo Reale a Milano. Partecipando alla Biennale di Venezia (Padiglione Guatemala) con una sua installazione fotografica, è stato premiato dal Ministero del Governo Guatemalteco. Numerose le personali tra cui PWC e Sole24ore Milano; Photofestival2016; Palazzo Bocconi sede di Azimut in Milano.

Quando:

25 Gennaio 2019 – 31 Marzo 2019. Vernissage: Venerdì 25 Gennaio 2019 – ore 19.00

Info:

Martedì – Sabato 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00

info@triphe.it

Dove:

Galleria Triphè, Via delle Fosse di Castello, 2, Roma