In Piazza Borghese arriva Aftermodernism, l’evoluzione dell’arte contemporanea statunitense

Mercoledì 17 aprile 2019, alle ore 18.00, si inaugurano in contemporanea due mostre negli spazi espositivi che animano da qualche anno Piazza Borghese. La Mucciaccia Contemporary dà avvio a una nuova sfida esponendo in Italia un inedito gruppo di artisti internazionali riuniti dal grande collezionista americano Hubert Neumann sotto la sigla Aftermodernism. Il primo capitolo di questa serie è dedicato a James Busby e Justin Samson. La Galleria Mucciaccia presenta invece il notissimo artista americano David LaChapelle in una mostra che celebra la sua carriera, dagli esordi agli ultimi lavori. Le due esposizioni, che hanno ricevuto il patrocinio dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, si propongono come vetrina sull’America odierna, una singolare analisi sull’evoluzione dell’arte contemporanea e l’approccio del collezionismo attuale. Il cataloghi saranno a cura di Carlo Cambi editore.

Una prospettiva sull’arte contemporanea

La Galleria Mucciaccia Contemporary apre al pubblico la mostra Aftermodernism. A Perspective on Contemporary Art. Chapter 1. James Busby – Justin Samson, a cura di Cesare Biasini Selvaggi. Con 10 opere di James Busby e 15 di Justin Samson, il progetto espositivo intende presentare in Italia un nuovo gruppo di artisti internazionali (prevalentemente americani o residenti in USA) riuniti sotto la sigla Aftermodernism, da parte di uno dei più grandi e singolari collezionisti del nostro tempo, Hubert Neumann. Ottantasettenne con una passione smodata per l’arte contemporanea ereditata dal padre Morton, Neumann possiede una raccolta di oltre 2.600 capolavori del Cubismo, Astrattismo europeo, Scultura d’avanguardia, Espressionismo Astratto americano, Pop Art e Graffitismo, di alcuni dei più importanti artisti del XX secolo. Tra questi Picasso, Léger, Miró, Kandinsky, Kline, Giacometti, Dubuffet, Rauschenberg, Lichtenstein, Haring, Basquiat, Koons.

A sinistra “Gold Panda”, gesso, grafite, olio e acrilico su pannello (James Busby 2019); a destra “Feltzen on the Rhine” (Justin Samson 2019).

L’unico filo conduttore su cui si basa questa straordinaria collezione è la conoscenza diretta degli artisti. Dotato di un fiuto eccezionale come il padre, Neumann ha continuato a selezionare, all’albore dei loro esordi, artisti che sarebbero poi diventati di fama internazionale. Negli ultimi anni la sua attenzione di collezionista si è focalizzata su un gruppo di artisti (per lo più generazione anni Settanta, Ottanta e Novanta), in cui Neumann ravvisa quella che per lui è una vera e propria nuova corrente artistica su cui investire, definita appunto Aftermodernism. James Busby e Justin Samson saranno i primi esponenti ad essere presentati in Italia.

James Busby nasce nel 1973 a Rock Hill e vive e lavora a Chapin, sempre in South Carolina. Sue mostre si sono tenute in numerose gallerie e musei, partecipando a 40 collettive negli Stati Uniti. Busby ha esposto inoltre a Londra, Parigi, Stoccolma e Instanbul. Ha fatto parte di diverse fiere d’arte a Miami, Houston, Stoccolma, Istanbul e New York City, tra cui l’International Armory Show di New York, Untitled Art Fair, Scope NY e Untitled Art Fair, Miami.

Justin Samson è nato nel 1979 a Milford (Connecticut) e vive e lavora a New York. Nel 2003 consegue la laurea in Fine Arts presso la School of Visual Arts di New York. Samson ha collaborato con le gallerie John Connelly Presents e Kravets|Wehby Gallery ed è attualmente rappresentato dalla Neumann Wolfson Art. Gli sono state dedicate diverse mostre personali e collettive.

Informazioni:

Mostra: Aftermodernism. A Perspective on Contemporary Art. Chapter 1. James Busby – Justin Samson

Curatore: Cesare Biasini Selvaggi

Sede: Mucciaccia Contemporary, piazza Borghese 1/A, Roma

Inaugurazione: mercoledì 17 aprile 2019, ore 18.00

Apertura al pubblico: 18 aprile – 29 giugno 2019

Orari: martedì – sabato, 10.30 – 19.00; domenica e lunedì chiusi

T. +39 06 68309404 | info@mucciacciacontemporary.com | mucciacciacontemporary.com

Galleria Mucciaccia presenta David LaChapelle

Trentaquattro opere in mostra ripercorrono tutta la produzione del grande artista americano, a partire dagli anni Ottanta, quando si allontana dal mondo dei rotocalchi e della pubblicità per avvicinarsi all’arte, fino alle opere più recenti.

Atmosfere hawaiane, paesaggi inaspettati, figure mitologiche e suggestioni oniriche, popolano le opere di LaChapelle, in una mostra che procede a ritroso nel tempo. Dagli ultimi lavori, New World, Lost and Found e Behold, suggestive foto scattate nel 2017 nell’incontaminata foresta pluviale delle Hawaii, dense di misticismo e spiritualità, a quelli meno recenti, realizzati a Los Angeles, come i due grandi pannelli della serie Aristocracy (2014), della monumentale Showtime at the Apocalypse (2013). Presenti anche il famoso ritratto di Natale della famiglia Kardashian, dei Landscape, delle floreali Earth Laughs in Flowers e di Rape of Africa (2009), un’opera provocatoria contro la violenza subita dal continente africano, che dà il titolo all’omonimo progetto presentato nel 2008.

David LaChapelle, Rape of Africa, mural (2009).

Del 2007, l’anno di svolta della produzione di Lachapelle, è la serie The deluge e After the deluge, ispirato dalla visione della Cappella Sistina. Il riferimento al capolavoro michelangiolesco si mescola a quello di marchi della società dei consumi, generando una visione apocalittica con un finale dove oggetti, opere d’arte e persone appaiono sommerse dall’acqua, come in Cathedral, Statue e Awakened. Concludono l’esposizione la serie di fotografie realizzate tra il 1984 e il 2009 che guardano al mondo dello spettacolo e delle star di Hollywood. Come i tre ritratti di Michael Jackson che ne celebrano la beatificazione mediatica, quello hollywoodiano di Faye Dunaway in Day of the Locust (1996), Dynamic Nude e l’unica fotografia in bianco e nero scattata a New York: Good News for Modern Man del 1984.

David LaChapelle, che vive e lavora tra Los Angeles e l’isola hawaiana di Maui, è oggi uno degli artisti più riconosciuti e apprezzati al mondo. Nato a Fairfield nel 1963, ha sposato uno stile post-Pop e per certi versi surrealista che lo rende unico al mondo. Le opere di LaChapelle sono presenti in numerose importanti collezioni pubbliche e private internazionali ed in vari musei: il Musée D’Orsay di Parigi, il Brooklyn Museum di New York, il Museum of contemporary Art di Taipei, il Tel Aviv Museum of Art, il Los Angeles County Museum of Art (LACMA), The National Portrait Gallery di Londra, il Fotographfiska Museet di Stoccolma e The National Portrait Gallery a Washington DC.

A partire da sinistra Ribirth of Venus; Archangel MJ, e After the Deluge.

Informazioni:

Mostra a cura di LaChapelle Studio e Galleria Mucciaccia

Sede: Galleria Mucciaccia, Largo della Fontanella Borghese 89, Roma

Inaugurazione: mercoledì 17 aprile 2019, ore 18.00

Apertura al pubblico: 18 aprile –18 giugno 2019

Orari: lunedì– sabato, 10.00 – 19.30; domenica chiusi

T. +39 06 69923801 | segreteria@galleriamucciaccia.it| www.galleriamucciaccia.com