Il film “Cobra non è” in arrivo su Amazon Prime. Ne parla l’attore Daniel Terranegra

Dal 30 aprile uscirà direttamente su Amazon PrimeCobra non è”, film distribuito da 102 Distribution e prodotto da Giallo Limone Movie S.r.l. Cobra non è, opera prima del regista Mauro Russo, è interpretata dagli attori Gianluca Di Gennaro, Federico Rosati, Denise Capezza, Daniel Terranegra, Nicola Nocella e Roberto Zibetti. Eccellenti le collaborazioni dei cantanti Elisa, Max Pezzali, Clementino, Tonino Carotone, Il Pancio ed Enzuccio, i quali hanno accolto tutti con entusiasmo la propria partecipazione al progetto. Il Maestro Ruggero Deodato (regista-cult di Cannibal Holocaust) ha realizzato una scena inedita di tortura, omaggio al cinema di genere italiano anni ’70 e ’80 tanto amato da Quentin Tarantino. La scena sarà però presente solo nella versione integrale del film. A parlarci in esclusiva di questa nuova uscita cinematografica uno dei protagonisti: l’attore Daniel Terranegra.

Cobra non è locandina

Intervista all’attore Daniel Terranegra

Puoi raccontarci brevemente di “Cobra non è”?
E’ la storia del rapper Cobra che, cresciuto nel degrado della periferia, ha trovato negli anni riscatto e successo attraverso la musica. Per risollevarlo da un imminente fallimento, il manager Sonny, a sua insaputa, riesce a trovargli un appuntamento con una grande casa discografica, proponendo al capo della Major la collaborazione di Cobra con uno dei DJ producer più richiesti: LAZY B. Quest’ultimo si rivelerà un pazzo pretenzioso che aumenterà notevolmente la propria richiesta economica durante la firma del contratto. A fronte di ciò, Cobra e Sonny saranno costretti a compiere delle peripezie per trovare i soldi necessari in ambienti non proprio leciti…

Che genere va a descrivere cinematograficamente?
Il film racconta la periferia sub-urbana in modo quasi fantastico e surreale, ma soprattutto è una dedica al genere Pulp. Non voglio forzatamente accostarlo a quelli di Quentin Tarantino, però a livello di immagine e ritmica ne ha sicuramente tratto ispirazione. Poi questa pellicola offre uno stile nuovo che è quello del crime-comedy, che ricorda un pò i paradossali film B-Movie anni ’70. Infatti da essa emerge una forte ironia grazie anche alla presenza di personaggi eccentrici, i quali rivelano come testimoni reali le loro pseudofollie.

Cobra non è scena

Una concitata scena di “Cobra non è” con Denise Capezza e Daniel Terranegra. (Copyright 102 Distribution)

Quali sono, secondo te, gli “ingredienti vincenti” di questo film? Cosa può conquistare lo spettatore?
Per un pubblico che ama scoprire qualcosa di diverso, “Cobra non è” ha dalla sua la forza della scenografia e la possibilità di usufruire di una storia “fuori dal comune” fatta di sensazioni intense. Non fa parte di certo della schiera dei film classici italiani perchè, al contrario, la trama è molto articolata.

Goran”, il personaggio che interpreti, ha qualche similarità con il tuo carattere?
Per fortuna nella vita io non sono così, perchè lui è un criminale molto cattivo! Goran è slavo, uno zingaro post-moderno che vive un conflitto interiore molto grande. Il mio lavoro va a confluire proprio in questa sua fragilità. Quello che tira fuori è il suo dolore, e proprio in questo ho trovato un anello di incontro su cui sviluppare il personaggio. Mi sono ispirato al genere dei film di Emir Kusturica per i riferimenti culturali, la musicalità della parlata gitana, il colore. In questo film avevo un copione corposo, e questo mi ha permesso di esprimermi al meglio per questo personaggio, tanto ben scritto ed articolato. Dentro di me sentivo di essere stato convincente sin dal primo provino, ma la produzione ha comunicato solo dopo 2 mesi che mi avrebbe affidato il ruolo.

Cobra non è Daniel Terranegra scene

Daniel Terranegra sul set di “Cobra non è“. (Copyright 102 Distribution)

Come è stato il rapporto lavorativo con i tuoi colleghi, il regista e la produzione cinematografica?
Questo film inizialmente ha avuto tante difficoltà, essendo un’opera prima ed auto-prodotta. Ma è stata comunque un’esperienza molto vicina a quel tipo di cinema che amo, perchè mi ha catapultato in luoghi meravigliosi quanto assurdi, dispersi nelle campagne del Salento e lontani dal quotidiano. Con i miei colleghi ho trovato molta armonia e sintonia, legando particolarmente con Gianluca Di Gennaro, Federico Rosati e Matteo Baiardi. Ringrazio poi lo sceneggiatore Alessandro Giglio e il direttore della fotografia Simone Zampagni, figure di vero riferimento e supporto per me. Infine credo che questa giovane produzione meriti di essere ripagata per i suoi sacrifici, avendo completato un ottimo lavoro arrivato addirittura su Amazon!  

Questa non è certo la tua prima esperienza di fronte la macchina da presa, vero?
La mia prima esperienza è stata la web serie (che ha vinto diversi premi n.d.r.) intitolata “Tutte le ragazze“, in cui ero il protagonista. Da li sono arrivato a recitare in “Squadra Mobile” e accanto a Luca Marinelli in “De Andrè-Principe Libero”, dove interpretavo il significativo ruolo dell’amico Ottavio. Insieme alla co-interprete Livia Filippi ho lavorato anche nel videoclip musicale di Babalù, brano di Alessandro Mannarino. Questa collaborazione è nata dalla stima che aveva di noi il regista Paolo Mannarino, divenuto poi un caro amico. Ultimamente ho interpretato un altro videoclip, “Quando crollerà il governo” ” de La Municipal. Io adoro questo tipo di “sfide” che ti mettono alla prova, perchè non è vero che recitare senza parlare sia più facile…

So che hai fatto anche molto teatro sperimentale assieme al direttore artistico Reza Keradman. Con lui hai concepito uno spettacolo che continua sempre a rinnovarsi.
Si. Reza è il maestro che mi ha formato come attore dopo essermi diplomato al Centro Internazionale La Cometa di Roma, e a lui devo molto. “Un chiodo nel mio stivale” è appunto uno spettacolo sperimentale che racconta la vita dei poeti russi tramite le loro poesie, narrate ed interpretate da me. E’ partito con la regia diretta, poi con l’implemento della sceneggiatura curata da Livia Filippi. Qui, tra una poesia e l’altra, viene raccontata anche la vita di Vladimir Majakovskiy, poeta simbolo della Rivoluzione Russa, che ha creato una lirica appassionata, dissacrante, popolare e mai aulica. Nell’ultima versione ha partecipato anche Fabio D’onofrio, pianista geniale che ha dato una svolta allo spettacolo grazie alla sua musica dal vivo.

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“Cobra non è”, dal 30 Aprile su Amazon Prime

Regia: Mauro Russo

Interpreti e personaggi: Gianluca Di Gennaro (Cobra), Denise Capezza (Angelà), Federico Rosati (Sonny), Daniel Terranegra (Goran), Nicola Nocella (L’Americano) e Roberto Zibetti (Calvero).

Produttore: Raffaella Nappo Produzione: Giallo Limone Movie S.r.l. , Rai Cinema, con il contributo del MiBACT.

Distribuzione: 102 Distribution

Sceneggiatura: Alessandro Giglio, Ivan Specchio, Angelo Petrella.

Fotografia: Simone Zampagni

Montaggio: Marcello Saurino