Il Conte Tacchia, in scena i bei tempi della romanità

In un Sistina quasi tutto esaurito, è andato in scena Il Conte Tacchia, trasposizione teatrale del celebre film del 1982 di Corbucci. Protagonista, ieri come oggi, un irrefrenabile e unico Enrico Montesano. Un puro rappresentate della romanità, quella semplice e divertente, con una vena malinconica e romantica. E proprio Roma nello spettacolo viene vista in due epoche diverse: il 1910, in cui vengono rievocate le vicende del giovane falegname Checco, e il 1944, periodo della liberazione d’Italia, dove molto è cambiato. Quest’ultimo costituisce un’aggiunta rispetto alla pellicola cinematografica, perché gli autori hanno voluto realizzare un continuum della storia, che regalerà un finale a sorpresa, molto emozionante!

Al centro Elisabetta Mandalari ed Enrico Montesano ©Antonio Agostini

Una storia di amore, onore e nobiltà

Lo spettacolo si apre con Checco che torna dopo 30 anni come soldato americano in una Roma dove trionfano le bandiere alleate e i festeggiamenti per la liberazione col rock n’roll. Non è più la città di un tempo, e l’uomo si perde nei ricordi delle sue avventure passate, incontrando via via le persone che conosceva. Il suo desiderio di essere nobile lo aveva avvicinato ad un mondo vile e poco onorevole che voleva togliergli persino la dignità. Ma egli lo ha rifiutato. Ora vorrebbe ritrovare il suo grande amore Fernanda, che aveva perso durante lo sbarco in America per tentare la fortuna come immigrati. La rivedrà?

Il Conte Tacchia è una rappresentazione briosa e coinvolgente, con rapidi cambi di scenografia inframezzati da balletti e ottime melodie, specie quelle romantiche. Presente anche la canzone originale del film “Ansai che pacchia” oltre a brani composti appositamente per il musical da Maurizio Abeni. Perfette le ambientazioni e soprattutto i costumi d’epoca di Valeria Onnis. Magistrale l’interpretazione di Montesano nelle scene della colazione con i nobili e del gioco d’azzardo, dove la sua comicità diviene davvero irresistibile!

Da sinistra: Il Sor Capanna (Sergio Spurio), il Conte Tacchia (Enrico Montesano) e Fernanda (Elisabetta Mandalari) ©Antonio Agostini

Tra rivelazioni e conferme

Una bella sorpresa è stata Elisabetta Mandalari, nel ruolo di Fernanda. La co-protagonista si è contraddistinta in una grande prova attoriale, fornendo dei gradevolissimi duetti canori con Montesano in dialetto romanesco come ad esempio “Ao’, ma che sarà”. Benedetta Valanzano, nei panni della manipolatrice duchessina Elisa, ha unito una sensuale femminilità ad una precisa e impeccabile recitazione, come sempre. Anche lei, nel finale, ha espresso le sue qualità canore nel duetto con il Conte Tacchia. Degni di nota Andrea Pirolli e Giulio Farnese, rispettivamente Alvaro Puricelli e Principe Terenzi, decisamente all’altezza di Panelli e Gassman del film. Resta nella memoria collettiva la loro abbuffata culinaria prima di morire sorridenti e abbracciati. Infine Sergio Spurio, lo stornellatore Sor Capanna, bravissimo a fare da collante nell’introdurre alcuni momenti della vicenda.

Da ricordare gli altri attori come Monica Guazzini, Roberto Attias, Michele Enrico Montesano, Tonino Tosto, Ambra Cianfoni e Gerry Gherardi, già presenti nel Marchese del Grillo. Insomma, una macchina ben oleata che senza alcun dubbio riuscirà a replicare il successo del precedente spettacolo. Il Conte Tacchia vi aspetta al teatro fino al 25 di marzo, non perdetelo !!

© Riproduzione riservata

Quando:

Fino al 25 Marzo

Dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17. Mercoledì 14 e 21 marzo solo ore 17

Info e prezzi:

Il Sistina ; tel: 064200711; ilcontetacchia.com

Poltronissima € 55, poltrona e prima galleria € 50, seconda galleria € 45, terza galleria  € 35

Dove:

Teatro Sistina, via di Sistina, 129, Roma

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