“I fiori di Marì”, la recensione

Il Teatro Tor Bella Monaca ha ospitato lo spettacolo “I fiori di Marì“, scritto, diretto e interpretato da Ambra Cianfoni. L’attrice romana, all’esordio assoluto come autrice teatrale, ha dedicato questa rappresentazione in memoria dell’amica Chiara Alessandro, scomparsa recentemente di leucemia. Proprio per questo si è deciso di devolvere l’intero incasso in beneficenza al reparto oncoematologico di Tor Vergata, al fine di contribuire all’acquisto di macchinari e presidi sanitari destinati ai pazienti affetti dalla terribile malattia. Un’iniziativa straordinaria e lodevole che molti attori dovrebbero seguire come esempio positivo per sostenere un messaggio di speranza alla vita.

Un’infanzia spezzata

La vicenda è ambientata in una Barcellona di fine anni ’40 dove vivono la mamma Clara (Sabrina Fabbrizzi) e la figlia quattordicenne Marì (Ambra Cianfoni). La ragazzina, cresciuta sin dalla nascita senza il padre, trascorre un’infanzia spensierata fatta di attenzioni materne e giochi. In particolare conosce e si affeziona a Lucio (Renato Capoccia), un ragazzino che però appartiene a un ceto sociale modesto e molto diverso dal suo. Tuttavia un’ombra scura, all’apparenza innocua, si sta improvvisamente avvicinando nella vita della mamma, e di conseguenza anche in quella di Marì. Infatti Clara si innamora follemente di uno scrittore francese, George (Tommaso Sassi), forse spinta dal bisogno di colmare il vuoto affettivo personale e quello di una figura paterna da regalare alla figlia. L’uomo inizialmente si presenta con regali e modi gentili per conquistare Marì, da subito contrariata dell’arrivo inaspettato dello sconosciuto signore.

Da sinistra Ambra Cianfoni, Sabrina Fabbrizzi e Tommaso Sassi in una scena de “I fiori di Marí

Sfortunatamente George si rivela presto una figura tutt’altro che rassicurante. Con un carattere irascibile e violento impone autoritariamente alla madre di trasferirsi a Parigi, cominciando pericolosamente a coltivare una morbosa attrazione verso la ragazzina. Marì, pur dispiaciuta di lasciare le sue amicizie e la città in cui è vissuta, smette di opporsi riponendo tutta la fiducia nella scelta della mamma. Quando quest’ultima muore, Marí sembra rassegnata a vivere un’esistenza infelice, sottoposta ai voleri del patrigno a cui si abbandona come i fragili petali di margherita fanno col vento. (“Potessi volar via da me; potessi non esser mai stata…” cit.) Ma il destino e la fede religiosa (simboleggiata dall’amico Lucio, divenuto nel frattempo prete) segneranno nel finale una svolta…

A sinistra Ambra Cianfoni interpreta Marì, a destra nei saluti finali con l’intero cast

Il cast e lo spettacolo

I fiori di Marì” ha affrontato con assoluta delicatezza e coraggio un tema drammatico e purtroppo attuale come quello della pedofilia. Da apprezzare nel testo l’uso di un linguaggio poetico mai volgare né brutale, altrimenti scontato per una storia simile. Ciò che non viene detto e inscenato esplicitamente dall’attore è affidato all’intuizione del pubblico che ne coglie allusioni e dovute riflessioni. Azzeccata la scelta delle musiche appartenenti alla tradizione spagnola e francese,  le quali hanno fatto da sottofondo alla rappresentazione. Solo in un momento c’è stata un’incrinatura nella parte fonica che peró non ha trovato impreparati gli attori, abili a proseguire la scena. Nelle intenzioni dell’autrice è previsto per la prossima stagione un ampliamento di questa pièce a livello di contenuto. Un modo di affinare la sua “opera prima”, già comunque valida.

Ottima la prova di Ambra Cianfoni, grazie ad una duplice caratterizzazione del personaggio di Marí. Se nella prima parte ha perfettamente espresso l’allegria e l’innocenza di una bimba, nella seconda ha saputo emozionare il pubblico esternando dolore e sofferenza di una giovane ragazza. Da sottolineare poi il duetto canoro tra la Cianfoni e la brava Sabrina Fabbrizzi sulle dolci e intense note della Nanita Nana. Convincenti anche Tommaso Sassi e Renato Capoccia, i quali hanno dimostrato una buona presenza scenica inquadrando con precisione i rispettivi ruoli recitati.

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In questo link l’intervista sullo spettacolo ad Ambra Cianfoni.

I fiori di Marì

Testo e regia: Ambra Cianfoni

Interpreti e personaggi:  Ambra Cianfoni (Marì), Sabrina Fabbrizzi (Clara),  Tommaso Sassi (George), Renato Capoccia (Lucio).

Aiuto regia: Jacopo Fracassi

Produzione:  Fondamenta. Teatro e Teatri