I capolavori del Mantegna e del Gotico sbarcano a Palazzo Barberini

Dal 27 settembre al 27 gennaio 2019, nella sede di Palazzo Barberini, si potranno visitare due mostre di particolare pregio. Una si incentra sulle opere autografe del Mantegna, mai conservate finora a Roma. Un’occasione unica quindi per ammirare due capolavori dello straordinario maestro e quattro dipinti di suoi contemporanei. La seconda vedrà protagoniste le tavole dei Maestri della Madonna Straus, sbarcate direttamente dal Museo Americano di Houston. Entrambe le esposizioni si inseriscono nel progetto di politica di scambi con musei italiani e stranieri, promossa dalle Gallerie Nazionali di Arte Antica.

Capolavori dal Museo Jacquemart-André di Parigi

La mostra raccoglie 6 prestigiose opere appartenute al celebre collezionista parigino Edouard André  e sua moglie Nélie Jacquemart. Successivamente furono affidate in eredità allo Stato francese e conservate al Museo Jacquemart-André di Parigi. Tutti questi pezzi lasciano trasparire una fase della storia del collezionismo d’arte europeo della fine del XIX secolo, segnato dalla crescente passione per le opere del Rinascimento italiano e per i maestri delle scuole veneta e toscana.

Tra le opere di notevole qualità e importanza sia dal punto di vista della storia dell’arte che del gusto, troviamo due capolavori di Andrea Mantegna. L’artista soggiornò a Roma dal 1488 al 1490, invitato da papa Innocenzo VIII a decorare la cappella del nuovo edificio del Belvedere. Le pitture, con le Storie di Giovanni Battista e dell’Infanzia di Cristo, andarono perdute durante alcune ristrutturazioni settecentesche. In città non si conservarono più opere autografe di Mantegna. Perciò la mostra è un’occasione imperdibile per ammirare alcuni lavori di questo straordinario Maestro.

Da sinistra “Ecce Homo” e la “Madonna col Bambino” di Mantegna; a destra la Madonna del Conegliano

Mantegna e i suoi contemporanei

Il capolavoro di Mantegna, Ecce Homo, è una chiara sintesi tra le esigenze della pittura devozionale e una costruzione scientifica delle forme anatomiche e dello spazio. Il quadro riveste un ulteriore interesse anche per il suo stato di conservazione, che documenta la tecnica esecutiva originale del pittore e gli effetti estetico-visivi da lui perseguiti. Accanto sarà esposta un’altra opera attribuita allo stesso Mantegna, la Madonna con il Bambino tra i santi Gerolamo e Ludovico di Tolosa (1455). Il dipinto è l’interpretazione mantegnesca delle immagini di Maria, soggetto ampiamente trattato in area veneta dalla bottega di Giovanni Bellini, con cui Mantegna era in stretto contatto. Questi sviluppi iconografici ed estetici possono cogliersi chiaramente nella piccola tavola, Madonna col Bambino, di Giovanni Battista Cima da Conegliano, che riprende e riformula quell’ormai autorevole e fortunato modello tipologico.

Il raro ritratto su pergamena di Giorgio Schiavone illustra invece l’interesse per il genere allo stesso tempo moderno e classicizzante del ritratto celebrativo. Un profilo declinato da un’ ispirazione antica e dal gusto prezioso della materia che l’artista aveva assimilato nella bottega del mastro padovano Francesco Squarcione. Il culto delle forme dell’arte antica è altrettanto evidente sia nel disegno di scuola mantegnesca, Ercole e Anteo, sia nel ricercato bronzetto di Andrea Briosco (detto il Riccio) che raffigura Mosè con l’eleganza della posa e il panneggio solenne di una piccola statua classica.

L’autoritratto di Schiavone; il Bronzo di Mosè (al centro) e il disegno di “Ercole e Anteo”

Gotico Americano. I Maestri della Madonna Straus

Due rare tavole dei Maestri della Madonna Straus arrivano in Italia direttamente dal Museum of Fine Art di Houston. Il museo americano ha concesso in prestito a Palazzo Barberini le pregiate tavole del Trecento italiano, considerate tra i pezzi più importanti della sua collezione. Viceversa, le Gallerie Nazionali invieranno in Texas il Ritratto di Enrico VIII, di Hans Holbein, per una mostra sui Tudors.

I due dipinti sono tra di loro complementari: la Madonna con il Bambino del Maestro Senese della Madonna Straus e la Madonna con il Bambino del Maestro della Madonna Straus. Il nome deriva da quello dei collezionisti Edith Abraham e Percy Selden Straus, dalla cui raccolta provengono le tavole, che nel 1944 entrarono a far parte della collezione del Museum of Fine Arts. Da allora la tavola del Maestro Senese della Madonna Straus non è mai stata esposta in Europa. L’altra è stata in mostra in una sola occasione a Parigi, nel 1976.

Le tre versioni della Madonna col bambino: da sinistra quella del Maestro Senese, a destra quella custodita a Palazzo Venezia.

La prima tavola, più antica e largamente discussa dagli specialisti, è ascrivibile a un pittore senese attivo intorno alla metà del XIV secolo, influenzato dalla maniera di Simone Martini, del quale tramanda i modi raffinati e preziosamente stilizzati. La seconda tavola è invece attribuita a un anonimo artista fiorentino, attivo agli inizi del XV secolo, erede della tradizione della pittura gotica toscana. L’opera si presenta, come la prima, in ottime condizioni di conservazione, spiccando per l’intensità dei colori e per il calligrafico trattamento decorativo dello sfondo e dei motivi ornamentali. Per l’occasione, i due dipinti, che condividono anche alcuni interessanti motivi iconografici, verranno accostati alla cosiddetta Madonna di Palazzo Venezia, oggi appartenente alle collezioni delle Gallerie Nazionali. In passato quest’ultima fu posta in connessione con la sfuggente identità del maestro della Madonna Straus senese, costituendo dunque un significativo termine di confronto visivo.

Quando:

Dal 27 settembre al 27 gennaio 2019

martedì/domenica 8.30 – 19.00. La biglietteria chiude alle 18.00

Info e Prezzi:

www.barberinicorsini.org | comunicazione@barberinicorsini.org

Intero 12 € – Ridotto 6 €

*biglietto valido per 10 giorni in entrambe le sedi di Palazzo Barberini e Galleria Corsini

Dove:

Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane, 13, Roma

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