Floriana Corlito: “Noi lavoratori dello spettacolo torneremo più forti e più belli di prima!”

Floriana Corlito è una giovane conduttrice ed attrice romana, decisamente talentuosa e frizzante. Inizia a studiare teatro all’accademia Artès di Enrico Brignano. Successivamente segue il laboratorio testaccino “Bonalaprima” di Marco Falaguasta proseguendo a lavorare come assistente dell’attore. Con diverse compagnie recita poi in alcune rappresentazioni debuttando persino al Piccolo Stabile di Scicli (Ragusa). Dal 2017 collabora nell’aiuto-regia per Tiziana Foschi (ex Premiata Ditta) in “Prima di (ri)fare l’amore” e “Non si butta via niente“; nel 2019 per Cesare Bocci in “Pesce d’Aprile”. Ma come attrice è con “Quelle che hanno perso il corteo”, insieme alla collega Roberta Pompili, che ottiene riconoscimenti personali. Lo spettacolo si aggiudica il terzo posto al Roma Comic Off 2018 (comparendo nella nomination dei migliori testi più votati), e la miglior regia al Teatramm’ Festival. Laureata al DAMS, da settembre 2019 realizza e conduce (sempre con la Pompili) il programma “Radioritratto” in onda su Radio Godot.

Floriana CorlitoContattata telefonicamente, la bella e simpatica Floriana Corlito ci racconta le sue esperienze professionali e i nuovi progetti, aggiungendo una propria riflessione su ciò che sta “subendo” oggi il mondo dell’intrattenimento artistico, purtroppo ancora bloccato da questa pandemia.

Intervista a Floriana Corlito

Come stai affrontando questi giorni di lockdown in cui tutto si è fermato?
Intanto ho scoperto di avere una casa, dentro la quale vivono altre tre persone che dicono di essere mamma, papà e fratello. Adesso che sono passati due mesi e ci siamo conosciuti comportandoci carinamente, stanno nascendo inevitabili le prime frizioni. A parte gli scherzi, è una situazione strana per chi è abituato a lavorare sempre fuori e fare attivamente molte cose. Fortunatamente ho ritrovato la lettura, la filmografia che non ho mai visto, incluse quelle serie-tv che non ci piacciono ma che comunque scegliamo per passare il tempo. Ho iniziato anche a scoprire gli esercizi fisici e di avere una chitarra… Insomma, questa quarantena mi ha dato la possibilità di capire cosa NON so fare: nè suonare la chitarra e tantomeno fare sport!

Radioritratto” è la trasmissione nata da un’idea tua e di Roberta Pompili. Raccontaci questa vostra spumeggiante avventura radiofonica.
Da settembre scorso, la mia socia Roberta ed io abbiamo creato questo format attraverso uno spazio fornitoci da Radio Godot. Ogni lunedi pomeriggio raccontavamo con toni leggeri nomi noti dello spettacolo, della musica, dello sport, ma non solo. Per ogni personaggio studiavamo la biografia, le curiosità più appetibili, interessanti e simpatiche e, con un gran lavoro selettivo-creativo, le inserivamo in un talk di 50 minuti circa. Stare in radio, una forma di intrattenimento diversa da quella da cui proveniamo, ci è piaciuto talmente tanto da sentirci arricchite ancor di più a livello comunicativo. Fino a fine febbraio abbiamo registrato e mandato in onda le ultime puntate, poi purtroppo il lockdown ci ha stoppato… Ma continuiamo sempre a ingegnarci per le nuove che realizzeremo quando sarà possibile.

Il tuo vero esordio inizia però sul palcoscenico teatrale. A quali spettacoli in cui hai recitato resti legata?
Beh, senz’altro “Quelle che hanno perso il corteo”, sempre con Roberta Pompili e la regia di Tiziana Foschi. Uno spettacolo che parla di donne e del femminismo in maniera brillante, leggera e mai polemica. Lo abbiamo rappresentato senza troppi clichè, ma evidenziando soprattutto quella parità di diritti che la donna cerca con l’uomo. Dobbiamo molto a Tiziana che ci ha formate con la sua straordinaria vena comica e creativa. Oltre ai teatri, c’è stata la possibilità di portarlo in scena in una scuola di provincia, ottenendo feedback positivi da questi giovanissimi ragazzi. Infine ho ricordi bellissimi anche del miei primi spettacoli fatti da piccolina, tutti legati ad un sottile fil-rouge con Garinei&Giovannini: “Rugantino” in quinta elementare interpretando Eusebia, e  “I 7 Re di Roma” durante un saggio all’accademia Artès.

Floriana Corlito e Roberta Pompili Radioritratto - Quelle che hanno perso il corteo

Da sinistra Floriana Corlito e Roberta Pompili a “Radioritratto“. A destra in una scena di “Quelle che hanno perso il corteo”.

Ma hai scelto anche di addentrarti nelle tecniche sceniche. Come assistente alla regia, infatti, hai avuto la fortuna di lavorare al fianco di attori importanti.
Già avevo avuto l’occasione di lavorare per alcuni spettacoli con Marco Falaguasta, Marco Fiorini e Tiziana Foschi. Ultimamente sono stata in tournée nazionale con “Pesce d’Aprile” dove ho supportato la regia di Cesare Bocci, che non smetterò mai di ringraziare per la fiducia che mi ha dato. Un’esperienza stupenda, su e giù per l’Italia e di teatro in teatro, insieme ad un gruppo unito che è diventato come una seconda famiglia. Questa rappresentazione è particolare quanto emozionante perchè tratta da una storia vera vissuta proprio da Cesare e la compagna Daniela Spada. Tiziana, che interpreta la protagonista, lavora molto con il corpo gestendolo e modulandolo in modo straordinario. E osservare direttamente sul campo queste pratiche per me diventa una scuola importantissima!

E cos’altro hai imparato?
Sicuramente ho acquisito una visione più ampia del lavoro in sé. Ad esempio il modo in cui rapportarsi e rispettarsi tra tutte le maestranze tecniche o di sapermela gestire in determinate situazioni dove comprendi prima che non puoi disturbare chi porta avanti la macchina organizzativa.  

Altra esperienza, la partecipazione nella giuria cinematografica di Venezia ’76
Essere nella giuria alla Mostra Internazionale del Cinema a Venezia è stato davvero un sogno! La mia relatrice universitaria, poco prima di laurearmi al DAMS, mi ha offerto questa opportunità che ho accettato subito. Poi sono stata selezionata insieme ad altri 22 ragazzi provenienti da tutta Italia e sono partita. Per una settimana mi sono ritrovata in un posto dove era conglobato tutto il cinema mondiale, e dovevo giudicare pellicole restaurate e documentari. Mi è capitato di guardare film del 1935 e tante pellicole importanti con una cadenza di 6-7 al giorno, ma soprattutto di conoscere un gruppo di lavoro pazzesco che condivideva le stesse passioni ed entusiasmo. Il ricordo più nitido resta in ogni caso la serata di premiazione nella Sala Grande, in cui è stato proclamato vincitore della Coppa Volpi l’attore Luca Marinelli.

A sinistra Floriana con Cesare Bocci e Tiziana Foschi in tournée con “Pesce d’Aprile”. A destra alla Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia.

Come consideri qualitativamente il Cinema italiano attuale?
Penso che in tutte le epoche ci siano degli alti e dei bassi. A mio parere il Cinema italiano non sempre riesce a fare delle cose di altissimo livello. Oggi però possiede attori pazzeschi come Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Paola Cortellesi, Anna Foglietta, i quali rendono sempre il loro valore, indipendentemente se si tratti di commedia o film un po’ più impegnato. 

Secondo te esiste il giusto spazio in Italia per giovani attori di talento?
Certo, a mozzichi e gomitate! In verità noto che le opportunità esistono, tutto sta nel saperle riconoscere. Nel mio caso ho avuto la fortuna di avere accanto persone che mi hanno saputo indirizzare con i loro giusti consigli. Novità recente è che farò parte di una web-serie intitolata “Plurals“, per la prima volta girata in 9:16 (in verticale e fatta apposta per gli smartphone n.d.r.). Ancora non si sa dove e quando uscirà. Però posso dire che è un “teen-drama” che parla di ragazzi, e in particolare di quanto le loro vite fragili vengano facilmente influenzate dal mondo dei social o dai giudizi altrui. Io interpreterò un personaggio che mi ha divertito molto. Ma non aggiungo altro finchè non ho il via libera della produzione. 

Qual è il tuo pensiero riguardo il periodo di crisi che state vivendo ora tutti voi lavoratori dello spettacolo, così poco tutelati dalle chiusure forzate?
Purtroppo il nostro settore, necessitando del pubblico, crea assembramento che adesso bisogna evitare. Credo però sia concettualmente sbagliato venir considerati “categoria superflua”. Lo spettacolo, come la cultura, sono essenziali e mai accessori. Istintivamente lo zoom della crisi ricade sugli attori. In realtà dentro il “sottobosco” artistico esistono figure meno emergenti che fanno parte dell’intera squadra produttiva, spesso composta da 30-40 persone: macchinisti, attrezzisti, ballerini e via discorrendo. Si comincia finalmente ad intravedere uno spiraglio grazie alla mobilitazione da parte dei grandi attori. La speranza è che si trovi un modo intelligente per ripartire e permetterci di tornare più forti e più belli di prima!

Nel frattempo, quali nuovi progetti hai in cantiere?
Curioso che il 25 Aprile prossimo, giorno della Liberazione d’Italia, sia legato a ciò che sto preparando: uno spettacolo dedicato ad una donna straordinaria che ho conosciuto e che mi ha lasciato uno squarcio positivo nel cuore. Lei è Teresa Vergalli, un’ex partigiana che ora ha 94 anni. La sua è una storia molto intensa, avendo vissuto il periodo della Resistenza. L’idea dell’autrice del testo Carolina Sacconi è quella di realizzare una trasposizione della vicenda ai giorni d’oggi che rimarchi gli insegnamenti del passato. E’ un progetto a cui tengo molto, e doveva debuttare il 5-6 giugno al Tordinona. Quando sarà il momento, a recitare saremo tre: Giorgia Pozzi, Alessio Droghini ed io. Non vedo l’ora!

© Riproduzione riservata