Er naso de Gogolle. Un’idea vincente per un racconto assurdo

Er naso de Gogolle è la rivisitazione teatrale ideata da Pierpaolo Palladino ed interpretata sul palco dall’attore Francesco Acquaroli. Le musiche originali di Pino Cangialosi sono eseguite dal vivo da Flavio Cangialosi, con tastiere, chitarra e fiati e Livia Cangialosi per la voce e i fiati. Le luci invece sono affidate ad Alessia Sambrini. Lo spettacolo resterà in scena al Teatro della Cometa fino al 20 gennaio 2019.

Francesco Acquaroli (foto Manuela Giusto)

“Un omo senza naso che omo è?”

Il Naso (1834) è un racconto paradossale e grottesco scritto da Nicolaj Vasilevic Gogol che utilizza simbolicamente la perdita dell’organo olfattivo umano. A differenza del racconto, nello spettacolo Kovalev diventa l’Abate Corvallone, mentre l’ambientazione della burocrazia zarista di San Pietroburgo si trasforma nella Roma del Papa Re. Il vero protagonista de Er naso de Gogolle è per l’appunto il Naso, il quale acquisisce addirittura una sua autonomia, rubando l’identità e la dignità del proprietario Corvallone, personaggio arrivista in una società dove contano solo le apparenze. Questa rappresentazione, secondo la visione dell’autore del testo, ha voluto dimostrare che l’uomo, collocato in realtà o società diverse, è mosso dalle stesse motivazioni. Il culmine dell’assurdo è l’incontro tra l’Abate e il “suo Naso”. Una figura, quest’ultima, che disconosce il volto dal quale proviene attraverso uno scambio di battute  romanesco-francesi molto convincenti.

La trasposizione

Dalle prime battute all’apertura del sipario, la romanità che Pierpaolo Palladino vuole riportare è talmente forte da farci dimenticare l’origine del racconto. Il Naso di Gogol non è di per sè avvincente, ma Palladino e Acquaroli riescono a dargli un carattere, riportando momenti comici dati dal dialetto romano. Acquaroli è un interprete perfetto pur essendo unico esecutore di diversi personaggi, riesce inoltre a rivelarci la natura di ognuno di essi, aiutato anche dalla sua mimica e dalla capacità interpretativa tipiche di un bravo attore. Livia Cangialosi e Flavio Cangialosi risultano sorprendenti attraverso i propri strumenti e voci. La loro musica dal vivo infatti arricchisce lo spettacolo facendoci percepire Roma, non solo attraverso la voce di Acquaroli, ma anche attraverso le voci, i rumori e i suoni di tutto ciò che circonda l’Abate. Una narrazione scenica ricca di elementi colti e popolari che fanno dello spettacolo un’idea vincente. Non certo facile per un racconto tanto assurdo e poco accattivante.

Flavio Cangialosi e Livia Cangialosi (foto Manuela Giusto)

Er naso de Gogolle

Testo e regia: Pierpaolo Palladino

Musiche originali: Pino Cangialosi suonate dal vivo da Flavio Cangialosi (tastiere, chitarra e percussioni) e Livia Cangialosi (voce e fiati)

Scena, costumi, disegno luci, aiuto regia: Alessia Sambrini

Quando:

Dall’8 al 20 gennaio 2019. Dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposo), domenica 14:30 – 17:00.

Info e prezzi:

Per prenotazioni 06.6784380

Platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

Dove:

Teatro della Cometa, Via del Teatro Marcello, 4 – 00186