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Enrico Papa è “L’uomo dal fiore in bocca” al Teatro Le Sedie di Roma

La settimana pirandelliana, di e con Enrico Papa, è andata in scena dal 15 al 18 dicembre 2016 al Teatro Le Sedie di Roma, unico spazio teatrale del quartiere Labaro

La vita l’aveva condannato alla morte. Seduto su una sedia, disegnava con il pensiero le vite degli altri. Seguiva con la mente quegli sconosciuti che uscivano dalla merceria con le stoffe appena acquistate, mentre la confezione tenuta al dito gli rivelava l’abilità della venditrice nell’annodare il nastrino. In quella carta da regalo avrebbe voluto immergerci la faccia per sentirne la consistenza, quando quella della sua vita gli gravava addosso come un macigno. Si aggrappava ai dettagli per fuggire la morte mentre questi fuggivano alla vista dei più: il paradosso della morte che condanna alla vita. “Attaccarmi così – dico con l’immaginazione – alla vita. Come un rampicante attorno alle sbarre d’una cancellata”.

Enrico Papa recita Pirandello nell’ottantesimo anniversario della morte del drammaturgo. Con lui, sul palco del Teatro Le Sedie di Roma, Maria Teresa Toffano nei panni dell’avventore del caffè della stazione, scena unica per un atto unico: “L’uomo dal fiore in bocca”. L’attore vince la sfida di portare in scena il testo pirandelliano, interpretato quarant’anni prima all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”:

“Amleto non si può recitare a vent’anni, bisogna farlo quando c’è dentro anche l’esperienza. Quando recitai “L’uomo dal fiore in bocca” all’Accademia sapevo ancora molto poco della vita, adesso quando recito una battuta inserisco dentro il mio vissuto. Se l’uomo dal fiore in bocca si aggrappa alle sbarre di una cancellata io, a vent’anni, potevo al massimo aggrapparmi a una ragazza (ride)”.

Lo spettacolo è stato fortemente voluto da Andrea Pergolari, direttore del teatro “Le Sedie”. Off e interattivo per vocazione, il teatro del quartiere Labaro vive di se stesso e della cultura che produce sin dall’aprile 2011. Uno spazio alternativo che propone spettacoli concerto e serate dedicate alla poesia, come quella conclusiva della settimana pirandelliana, di e con Enrico Papa, che ha regalato al pubblico la lettura di alcune poesie meno note di Pirandello perché “lì, in embrione, c’è tutta la sua drammaturgia”.

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Il Teatro Le Sedie (interno)

Abbiamo intervistato Andrea Pergolari, direttore artistico del Teatro “Le Sedie”, che, con ostinata passione, porta avanti da 7 anni la direzione dell’unico teatro del XV municipio di Roma.

Da cosa deriva la scelta del nome “Le Sedie”?

Teatro Le Sedie viene dalla commedia omonima di Ionesco perchè chi ha aperto il teatro amava la sua drammaturgia. Da questo titolo è nata l’idea di costruire un teatro fatto tutto di sedie diverse dove ogni sedia corrisponde all’identità di ogni singolo spettatore.

Come si vince la sfida di essere l’unico centro di aggregazione culturale del quartiere Labaro di Roma?

Unico no perché c’è già la biblioteca. Cerchiamo di fare teatro e di presentarlo come punto di aggregazione e di riconoscimento sociale. Che si vinca è ancora tutto da vedere, nel frattempo stiamo portando avanti questo servizio. Ѐ difficilissimo perché il teatro si trova in estrema periferia dove non c’è l’abitudine nel fare questo tipo di attività che, in questo momento, purtroppo, non risulta vincente. Ma il teatro esiste da quando esiste l’uomo e continuiamo a farlo come attività veramente di base.

Teatro ma non solo…

Si, ci occupiamo di diverse attività. I concerti in cartellone fanno sempre parte di un’attività teatrale ma c’è la possibilità di fare anche cineforum, presentazioni di libri come qualunque sala ma il nostro punto di partenza rimane quello di fare teatro.

Cosa ci riserverà la stagione teatrale del nuovo anno?

Gli spettacoli che offriamo seguono la scia del racconto e della narrazione, con una compagnia fissa che richiede l’appoggio a testi classici, ovviamente rivisitati. Fare Shakespeare su un palco di un metro e mezzo per due sarebbe ridicolo e amatoriale quindi dobbiamo per forza rivisitare i classici e riadattarli, com’è nella nostra intenzione: rileggere i testi attraverso il nostro filtro di sperimentazione con la volontà di mettersi sempre in gioco.

Con quale bilancio si chiude l’anno 2016 per il Teatro “Le Sedie”?

Complessivamente molto buono e rispetto ad altri teatri abbiamo addirittura chiuso in attivo. Nonostante questo, il riscontro è relativo perché ogni anno ripartiamo sempre quasi daccapo e poi perché dobbiamo ancora conquistare un’identità all’interno del quartiere Labaro: questo è un programma a lungo raggio, addirittura ventennale e, al momento, lontanissimo da un imminente bilancio.

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Teatro Le Sedie (interno)