La Mostra di Domon Ken: in anteprima le foto che svelano la “realtà” sul Giappone

Dal 27 maggio al 18 settembre al Museo dell’Ara Pacis è ospitata la mostra fotografica di Domon Ken. Con i suoi scatti ha raccontato la verità storica e la realtà sociale del Giappone. Del resto è lui stesso a ricordarci “La fotografia realista è una fotografia che ama la verità, esprime la verità, rivela la verità.”

Dove

Quando e Info Biglietti

Dal 27 maggio al 18 settembre 2016

Tutti i giorni 9.30-19.30

Biglietto Intero 13 euro

Biglietto ridotto 11 euro 

Nella prima domenica di ogni mese, ingresso gratuito alla mostra per i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana.

Come è suddivisa la mostra di Domon Ken

Il percorso nella galleria è suddiviso in 7 sezioni:

  1.  I primi periodi da foto-giornalista e foto-reporter
  2. Teatro dei burattini come fuga dalla propaganda governativa
  3. Il dopoguerra raccontato attraverso il realismo della fotografia
  4. Scatti post-Hiroshima
  5. Pellegrinaggio ai templi antichi
  6. Ritratti
  7. I bambini

In anteprima il percorso estetico che vi aspetta

All’entrata troverete Domon Ken in persona a darvi il “benvenuto”

domon ken

Si inizia il percorso tuffandoci negli scatti del suo primo periodo da foto-giornalista per la rivista “Nippon“, dove potrà sperimentare l’approccio realista della fotografia.

domon ken tuffi

Grazie a questa prospettiva rimane lucido e allo stesso tempo evocativo nel fermare istanti che raccontano la verità fatta di ragazzi che pescano a mani nudi e giovani alle prese con servizi militari che a breve partiranno per la guerra. Entrambi gli scatti rappresentano una“sbirciatina” alla realtà socio-economica di allora, senza trascurare quella umana, visibilmente testimoniata nei volti sorridenti (ma anche seri) dei protagonisti.

domon ken                    domon ken militari

Nel periodo di guerra Domon Ken decise di ritirarsi dal carnevale propagandistico filo-governativo che imperava nel mondo del giornalismo. A questa scelta si devono le foto dedicate al mondo dei burattini dei grandi maestri giapponesi, e che per il fotografo furono un oasi in cui rifugiarsi evitando di far parte del coro dei propagandisti a tutti i costi.

domon ken burattini

Il post seconda guerra mondiale invece potrà essere vissuto dal fotografo con piena libertà d’azione. Ed ecco nei suoi scatti le conseguenze di un mondo che dopo la guerra comincia a avere i primi segni di occidentalizzazione. Il divismo hollywoodiano di un bellissima attrice Giapponese piuttosto che una libera passeggiata  fra amiche con abiti in stile occidentale.

domon ken             domon ken Diva

Ma i postumi della guerra in Giappone hanno anche volti bui, fatti di violenza e dolore.  Il realismo del fotografo, ancora una volta decide di testimoniare, svelare e informare di quella realtà, che porta un nome pesante legato ad una bomba: Hiroshima, uno dei suoi reportage più potenti e famosi. Questa sezione all’interno della mostra è posizionata in modo da far subito entrare nell’intimità di quegli scatti, di quelle storie, di quei momenti che il fotografo stesso descrive così “Quante volte scattai con le lacrime che mi riempivano gli occhi”. Qui di seguito abbiamo deciso di postare solo una delle foto di questa sezione, ed è quella di una famiglia sopravvissuta alla bomba. La famiglia Otani.

Domon Ken Hiroshima

Successivo al periodo bellico è la sua raccolta più famosa: Pellegrinaggi ai templi antichi. Qui i fattori a rendere questi scatti esempi di una sublime estetica immortale sono due:

  1. la pionieristica capacità del fotografo di usare le allora nuove tecnologie sui colori aprendo la strada a quello che sarà il futuro dell’arte fotografica a colori;
  2. nel fare questi scatti Domon Ken dovette fare i conti con un’emorragia celebrale che pur causandogli una paresi parziale del corpo, non gli impedì di fare questi scatti ad oggi considerati il suo più grande capolavoro;

Domon Ken Pellegrinaggio

La sezione dedicata ai ritratti appare come una sala in cui a “sbirciare” questa volta sono le foto e non noi visitatori. I volti, ciascuno di persone (famose e non) che il fotografo stimava, raccontano qualcosa di diverso, un ‘emozione ma sopratutto la sensazione “reale” che Domon Ken li abbia catturati per sempre.

.Domon Ken Ritratti

Chiudiamo con le sezione che svela (forse) il più grande amore del fotografo: il mondo dei bambini. Sin dagli esordi con la rivista Nippon, Domon amava fotografare i bambini e attraverso l’innocenza degli sguardi e dei gesti faceva emergere contraddizioni e nodi della realtà sociale del Giappone. Ne è un esempio emblematico le serie di foto delle sorelline rimaste orfane (nell’area mineraria dell’isola di Kyushu). Domon riesce a cogliere nelle due orfane due stati emotivi opposti. Del mondo dei bambini Domon però coglie anche l’aspetto più ludico, leggero; in questo senso la foto del bimbo con la lucertolina in testa, è un chiaro esempio.

Domon Ken bambini lucertola                            domon ken bambini

Le foto che avete visto in anteprima sono solo il 5% della raccolta immensa che troverete in mostra all’Ara Pacis. Un percorso fotografico ambientato in Giappone, ma che grazie all’occhio di Domon Ken attraversa tutti gli aspetti dell’umano, oltrepassando ogni confine.