Che Disastro di Commedia, in scena l’irresistibile spettacolarità comica

Al Teatro Manzoni di Roma è andata in scena la versione italiana di Che Disastro di Commedia. Un progetto artistico coraggioso e vincente che la produzione Ab Management porta da 3 anni consecutivi nei teatri italiani. La rappresentazione rompe gli schemi a cui è abituato il pubblico nostrano, rivelandosi sorprendentemente innovativa e assolutamente imperdibile. Le divertentissime peripezie sceniche degli attori resteranno nella Capitale fino al 24 febbraio. Per scoprire la storia e l’idea dello spettacolo, leggere qui il nostro articolo precedente.

In alto da sinistra Alessandro Marverti (Perkins) Yaser Mohamed (Thomas) e Luca Basile (Cecil). In basso Gabriele Pignotta (Charles) e Viviana Colais (Florence).

“The show must go on”, (nonostante i disastri)

Una sgangherata quanto scalognata compagnia teatrale di Sant’Eufrasio Piedimonte tenta di rappresentare uno spettacolo in stile british, ambientato negli anni ’20: “Delitto Villa Aversham”. La storia ruota intorno al misterioso omicidio del padrone di casa, avvenuto nel salotto vittoriano. Immancabilmente un ispettore indaga sui sospettati presenti: il fratello, la fidanzata, il futuro cognato, il maggiordomo. Ma la rappresentazione verrà ripetutamente funestata da una serie di sfortunati eventi (come nel famoso romanzo di Lemony Snicket) che si ripercuoteranno inesorabili sugli interpreti. Gli attori, in maniera goffa ed amatoriale, proveranno comunque a portare avanti lo spettacolo senza mai fermarsi di fronte ai crolli dell’allestimento scenico, a porte che non si aprono, sostituzioni forzate di ruoli o errori di memoria del copione. Anche il regista, in evidenza all’angolo del palco, contribuisce distratto a sbagliare i tempi degli effetti sonori, venendo persino coinvolto a recitare la parte di una donna.

Lo spettacolo procederà con un ritmo comico incessante fino al termine, dove resterà ben poco della bellissima ed elegante scenografia originale. La travolgente vena ironica, in aggiunta, gioca scherzosamente sulla figura dell’ attore, esaltando le paure che un artista non vorrebbe mai provare ed i comportamenti scorretti che possono nascere tra le relazioni dei membri del cast.

Una scena di Che Disastro di Commedia (foto Ziccanu Chessa)

Lo spettacolo

Che Disastro di Commedia è stata una rappresentazione molto coinvolgente sin da subito. Prima dell’inizio, infatti, alcuni attori hanno portato sul palco un malcapitato spettatore, dando vita ad una macchietta tipica del cinema muto. Il rischio di incorrere in una lungaggine ripetitiva e pesante degli eventi comici non si è verificato. La diversità e la spettacolarità degli accadimenti ha reso decisamente godibile il tutto in una forma leggera e mai volgare. Sono sembrate però eccessive le parti strillate e quelle recitate velocemente, lontane dal flemmatico stile commediale inglese. È pur vero che si doveva risaltare lo stato di panico della disastrosa compagnia, alla fine la scelta è ovvia. Ha inoltre meravigliosamente stupito “l’illusione della pendola”, dalla quale fuoriesce l’attrice Viviana Colais. Molti si saranno chiesti: “Ma come ha fatto ad entrarci?”. Fondamentale l’abilità sia degli attori a saper distrarre il pubblico, sia di una regia attentissima ad ogni minimo particolare.

A sinistra Marco Zordan; a destra tutti gli altri componenti del cast (foto Ziccanu Chessa)

Gli attori

Quel che colpisce è la sbalorditiva sincronia degli interpreti del cast. Sbagliare appositamente le battute e muoversi con padronanza sui tempi è molto più difficile che recitare correttamente. Un minimo errore di un singolo avrebbe compromesso interamente il numero. Nell’introdurre lo spettacolo in veste di capocomico, Marco Zordan elimina perfettamente la quarta parete dialogando ironicamente col pubblico. Molto riuscita anche la sua parte dell’ispettore Carter, che a volte abbandona per richiamare istericamente all’ordine i membri della compagnia. Straordinario poi Luca Basile, che attraverso una mimica gestuale degna di Gigi Proietti, interpreta i simpaticissimi ruoli di Cecil e del giardiniere Arthur. Memorabili le scene del bacio a Florence e della cornetta telefonica da raggiungere. Impressionante, per sforzo fisico oltre che recitativo, Yaser Mohamed che ha impersonato Thomas Collymore. Non certo facile trattenere gli oggetti scenici in precario equilibrio.

Viviana Colais e Stefania Autuori hanno tenuto benissimo il palcoscenico fornendo una prova energica e caratterizzante. Spassosissima la lotta tra le due attrici per prevalere ad inscenare la parte di Florence Collymore. Mentre una interpretava il soggetto con fascino e sensualità prima di svenire, l’altra la sostituiva con un improvvisato quanto buffo travestimento. Bravissimo anche Gabriele Pignotta, nei panni di Charles Aversham. Molto divertenti le apparizioni/sparizioni che il suo personaggio compie erroneamente irrompendo in scena. Degni di nota infine Alessandro Marverti e Valerio Di Benedetto, rispettivamente maggiordomo Perkins e il regista Fabio. Entrambi i personaggi, alle prese con espressioni atone e dimenticanze varie, hanno suscitato la giusta ilarità a completamento del complesso marchingegno scenico.

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Stefania Autuori e Viviana Colais nella duplice parte di Florence

Che Disastro di Commedia, di Henry Lewis, Jonathan Sayer, Henry Shields

Traduzione: Enrico Luttman

Regia: Mark Bell

Interpreti e personaggi: Viviana Colais (Sandra/FlorenceAlessandro Marverti (Dino/Perkins), Luca Basile (Max e Cecil/Arthur), Marco Zordan (Chris e l’Ispettore Carter), Valerio Di Benedetto (Fabio) Gabriele Pignotta (Gianni/Charles) Stefania Autuori (assistente/Florence) e Yaser Mohamed (Robert/Thomas).

Un progetto artistico di Gianluca Ramazzotti

Scene: Nigel Hook riprese da Giulia De Mari
Costumi: Roberto Surace ripresi da Francesca Brunori
Disegno luci: Marco Palmieri
Musiche: Rob Falconer

Produzione: AB Management e Opera Prima

Quando:

dal 29 gennaio al 24 febbraio 2019

Info e prezzi:

06 3223634; TeatroManzoni.info;

Platea € 35,00

Dove:

Teatro Manzoni, via Monte Zebio 14/C, (P.zza Mazzini) Roma