Alla scoperta della “vera fotografia” con Berengo Gardin

Dal 18 maggio al 23 agosto il Palazzo delle Esposizioni, ospita gli scatti di uno dei più importanti fotografi di sempre: Gianni Berengo Gardin. Nella mostra fotografica la protagonista è l’Italia degli ultimi 50 anni, fatta di instancabili lavoratori, donne alle prese con la vita e le sue sfide; temi spinosi quali il mondo dei manicomi e quello degli zingari; ma anche Venezia e le grandi navi che ne violentano il paesaggio. Attraverso le sue foto il nord e sud d’Italia si mostrano uniti da ciò che solo lo scatto d’arte può fare: fermare il tempo!

Biglietti

Ingresso gratuito per gli under 30 il primo mercoledì del mese dalle 14.00 alle 19.00 Intero € 12,50 – ridotto € 10,00
ridotto 7/18 anni € 6,00 – gratuito fino a 6 anni
scuole € 4,00 per studente
con prenotazione obbligatoria per gruppi e scuole
Dal martedì al venerdì gruppi €10,00 e scuole € 4,00 per studente/persona
sabato, domenica e festivi gruppi € 12,50 per persona
prenotazione obbligatoria a pagamento
gruppi €30,00 e scuole € 20,00 (min. 10 – max. 25 persone/studenti)

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Orario sale espositive
Domenica, martedì, mercoledì e giovedì dalle 10:00 alle 20:00
Venerdì e sabato dalle 10:00 alle 22:30 – lunedì chiuso
L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura

Dove

Cosa potrai ammirare

La mostra fotografica è un unico percorso suddiviso in 6 sezioni:

  1. Venezia
  2. Lavoratori e Milano
  3. Manicomi, zingari e foto di protesta
  4. Italia e ritratti
  5. Le donne
  6. Visioni del mondo

Una sbirciatina di ciò che troverete alla mostra

 

La mostra espone dunque tutti quelli che sono stati i principali soggetti tematici di Berengo. In un percorso estetico-emozionale.

Si inizia con l’ammirare la sua protesta in arte fotografica che ha fatto sul tema delle grandi navi che deturpano l’estetica del panorama veneziano.

Berengo navi

 

Proseguendo potrete ammirare come Berengo sia riuscito a fermare gli istanti dei lavoratori. In particolare nel contesto milanese potrete respirare l’aria di proteste che regnava nella capitale economica italiana.

Subito dopo sarete immerso in quelli che sono gli scatti più dotati dal punto di vista comunicativo. Si tratta di quelli che il fotografo rubò nei manicomi della fine degli 70. Berengo è riuscito a immortalare non solo il dolore dei “pazienti” ma sopratutto l’assurdità di un contesto “pseudo-assistenziale”, che persino 40 anni dopo risulta di difficile digestione estetica.

Usciti dalla zona più densa emotivamente, vi troverete in quel mosaico di scatti d’esistenza che rende Berengo il maestro italiano del realismo. Si tratta di scatti presi dalla quotidianità, è da lì che nacque in lui la passione per il mondo della fotografia. A soli 14 anni rubò la macchina fotografica che il nonno stava per vendere e cominciò a fermare gli istanti. Qui sotto ecco uno scatto che ritrae l’autore.

Berengo- Zingari

 

Il percorso della mostra terminerà nella sezione dedicata al mondo femminile. La donna di Berengo si mostrerà a voi quasi sempre in formule dove i contrasti comunicativi la faranno da padrona. Donne di un tempo passato che già avevano in seno una carica di emancipazione e guida nel mondo che solo negli scatti di più recente data hanno palesato.

Berengo- Donna

 

La sensazione usciti dalla mostra potrebbe essere duplice: da un lato avvertirete una frammentazione delle varie vite immortalate, dall’altra sentire che ognuna di esse è unita da un filo invisibile fatto di attimi resi fermi e eterni dal fotografo italiano. In alcuni casi, se sarete abbastanza attenti alle foto di fronte a voi, potrete anche accorgervi della sua celata presenza.

E voi che sensazioni e riflessioni avete avuto uscendo dalla mostra?