Artworks#3, opere fotografiche contemporanee pensate per ambienti coworking

Artworks#3, progetto nato dalla collaborazione con Arsity, porterà allestimenti artistici temporanei negli spazi privati del Talent Garden Poste Italiane di Piazza Mazzini. Questa terza edizione avrà come protagonisti i fotografi Luca Abbadati e Charlie Davoli, la cui selezione di opere sarà presentata nei mesi di giugno e luglio 2019. Il percorso espositivo, intitolato Errare, è curato da MdmArt di Maria Vittoria Pinotti, autrice del testo critico.

Il campus Talent Garden, in collaborazione con Arsity (start up innovativa del settore cultura), ospita all’interno dei propri spazi di coworking Talent Garden ArtWorks#3, progetto espositivo di opere d’arte contemporanee. Gli uffici e le sale di lavoro del campus del Talent Garden Poste Italiane di Piazza Mazzini saranno così luogo d’incontro tra arte, creatività e tecnologie digitali, valorizzando la natura del coworking come ambiente di connessione e contaminazione. La prima edizione di ArtWorks si è svolta con la collaborazione della galleria  Wunderkammern di Roma, mentre la seconda ha avuto come protagonista l’artista Delphine Valli.

Errare ha un’ambivalenza semantica. Indica chi vaga senza una meta, ma è anche allusivo all’inganno o semplicemente all’atto dello sbagliare. Entrambi i fotografi di questa edizione ne fanno uso nelle rispettive declinazioni di ricerca: una fotografia errante che cattura luoghi e paesaggi architettonici per Abbadati; composta di errori e paradossi visivi per Davoli. Con un totale di 31 opere fotografiche il percorso espositivo intende allestire un ambiente ricco di stimoli e fonti d’ispirazione, rivitalizzando l’immaginazione di tutti coloro che lavorano negli spazi del campus. Nessuna inaugurazione sarà però prevista, visto che gli spazi resteranno preclusi all’accesso del pubblico.

Tre serie di liscio opaco 100% cotone fibra su alluminio di Luca Abbadati. Da sinistra “Walter Chiari”; “A bigger spalsh” (2018) e “Giugiaro” (2018)

Le istantanee dei paesaggi reali di Abbadati

La produzione fotografica di Luca Abbadati è alla continua ricerca di un equilibrio compositivo dettato dalla forma e dal colore.  Le sue opere presentano affinità con la fotografia italiana degli anni Ottanta riunita sotto il nome di New Wave. Analogamente Abbadati ritrae un paesaggio privo di riferimenti precisi e assoluti, che ha come soggetto preponderante l’elemento architettonico. I suoi scatti possono definirsi descrittivi, oggettivi, volutamente impersonali, in cui sono assenti soggetti umani. La curatrice Maria Vittoria Pinotti dal suo testo critico aggiunge che:

La sua fotografia narrante di un paesaggio deserto si completa nei titoli che rivelano il suo personale rapporto con il reale.

Ogni titolo è la somma di memorie inconsce e consce che lo conducono a scegliere determinate situazioni compositive dettate dalle sfumature del rosa e blu. L’essenza estetica è insita nella forma e nel colore (per utilizzare la terminologia di Kandinsky) e s’identifica nella concezione secondo la quale lo scatto fotografico è il frutto di un rapporto armonioso. Le realtà cui Abbadati si ispira sono paesaggi reali, ma avvolti da un’aurea misteriosa con vapori acquei e cieli limpidissimi. Nelle sue opere avviene la partita tra le diverse forme: ogni volume è ben calibrato mentre misura lo spazio con elementi architettonici.

Due stampe di Charlie Davoli: a sinistra “Was there ever before” (2018); a destra “Maude Hope” (2016)

Le narrazioni fotografiche di Davoli

Charlie Davoli vive la fotografia come un gioco tra l’artificio e la natura, tra l’io psicologico e l’io tecnologico. In questo rapporto dialettico sono create strutture, ambienti e situazioni sganciate dalle antiche leggi fisiche. Davoli vuole restituire un messaggio fotografico che affonda le sue radici nel fascino del profondo e del misterioso, nato dalla sua capacità manipolativa della realtà e della sua vena narrativa. Sempre secondo la Pinotti infatti:

Le sue figure anonime sono portatrici di un messaggio in codice, e diventano protagoniste di storie immaginifiche vicine all’irrealtà del mondo.

Volendo ragionare sulle opere di Charlie Davoli con il titolo del saggio di Gillo Dorfles Artificio e Natura, le sue foto sono senz’altro figlie di questo rapporto dialettico, in cui vengono create strutture, ambienti e situazioni sganciate dalle antiche leggi fisiche. Fiocchi di nuvole si trovano in paesaggi impossibili, così quello che per il pittore inglese John Constable era la parte strutturale di un dipinto, è per Davoli il fulcro della sua poetica fotografica. Il profilo delle nuvole è anche il titolo di uno dei più bei libri fotografici di Luigi Ghirri, in cui egli afferma “a volte nelle nuvole si possono riconoscere le parvenze di animali, oggetti […] Le figure ai nostri occhi appaiono imprecise, anche se, in effetti, sono incerte, mutevoli, lontane dall’essere definite.

Chi sono i due fotografi

Luca Abbadati (Brescia, 1981) vive e lavora a Brescia. La sua formazione da architetto ha fortemente influenzato la sua produzione fotografica, tanto da ritrarre solo paesaggi e architetture. Considera la fotografia come un’estensione del proprio sguardo. I soggetti vengono prima scelti dopo una mappatura eseguita su Google maps, poi passeggiando in bicicletta alla scoperta di nuovi contesti ambientali da fotografare. Tra le mostre personali: Ordinare lo sguardo (2019) a cura di AnnaMaria Chiara Donini presso Palazzo Bertazzoli a Bagnolo Mella (Brescia). Partecipa alla No Photo Paratissima (2018) a Torino, nel cui contesto è tra i vincitori del premio Paratissima Talent Prize. Sempre nel 2018 espone alla mostra Qui l’Altrove (2018) presso il Mangione Art District di Palermo. Tra le collettive: Tracce Invisibili (2018) presso Complesso Monumentale di San Gennaro all’Olmo di Napoli.

Charlie Davoli (Singapore, 1979), alter ego di Riccardo Schirinzi, vive e lavora a Casarano (Lecce). Intorno al 2012 inizia a scattare foto con l’Iphone ricreando situazioni visuali paradossali. Acquisisce così un proprio linguaggio fotografico la cui anima è nella sperimentazione, nel dubbio e nel contrasto tra la realtà e l’irrealtà. Nel 2019 vince il Best 15 Prize di Paratissima ed espone alla mostra Giovani artisti contemporanei presso il Castello Visconteo Sforzesco di Novara. Nel contesto del Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia si tiene la mostra Retrospettive del Domani al Comò Space. Sempre nel 2018 partecipa alla collettiva DigitalArt Factory (2018) a Palazzo Velli di Roma e alla fiera ImageNation Paris rappresentato dalla Galerie Joseph Turenne.

Dove:

Talent Garden Poste Italiane. Via Giuseppe Andreoli, 9, 00195 Roma RM (Piazza Mazzini)