“Arlecchino servitore di due manager”, una scommessa coraggiosa e vincente

La Bottega Dei Comici ha presentato, in anteprima al Teatro Testaccio, il suo ultimo lavoro: “Arlecchino servitore dei due manager“. Nella divertente storia, ispirata dalla famosa commedia di Goldoni, Arlecchino viene catapultato nell’intricato e perfido mondo manageriale, che impera su quello del precariato. Proprio per rendere ancor di più lo spettacolo in chiave moderna, non si utilizzano le maschere di Commedia dell’arte ma solo riferimenti a personaggi classici. Completi e giacche sostituiscono inoltre gli abiti tradizionali con le toppe. Il testo è stato scritto da Armando Vertorano, mentre regia e drammaturgia sono state curate da Gabriele Guarino. Da ricordare che questo è il primo dei 4 appuntamenti di Commedia dell’Arte previsti nel cartellone del Teatro Testaccio. Per le altre date consultare qui la presentazione dell’intera stagione teatrale.

Un misterioso omicidio, una scalata al potere politico e interessi aziendali senza scrupoli fanno da preludio alla vicenda. Al centro due case farmaceutiche concorrenti, (Rasponi e Aretusi) paradossalmente confinanti, anche con la mensa aziendale in comune. L’ambizioso Dott. Lombardi (Luca Gabos) architetta un diabolico piano per indebolire i vertici di entrambe le aziende. In primo luogo cerca di combinare il matrimonio di suo figlio Silvio (Alberto Falcioni) per imparentarsi con Pantalone (Federico Moschetti), socio di maggioranza delle società in questione. L’altra mossa è quella di produrre false prove dell’omicidio Rasponi a carico di Florindo, manager della Aretusi farmaceutica.

Arlecchino (Gabriele Guarino) alle prese con i colloqui alla Aretusi e alla Rasponi

Beatrice Rasponi, (Lorenza Sacchetto) che ha ereditato l’azienda dal fratello ucciso, è una “sergente di ferro” dal licenziamento facile ai danni dei sottoposti. Florindo Aretusi  è uno scaltro imprenditore pronto a sfruttare  i lavoratori con miseri stipendi. I rispettivi capi aziendali, pur non conoscendosi, si odiano a morte per via della rivalità professionale. Ma sta per arrivare il momento e la persona che cambierà tutto…

Ed ecco Arlecchino

Con l’entrata in scena di Arlecchino (Gabriele Guarino), che è alla disperata ricerca di un lavoro, i fatti verranno completamente stravolti. Dopo essersi fatto assumere da Florindo, in seguito a un comicissimo colloquio, si ritrova inconsapevolmente un altro impiego. Nello stesso giorno infatti, Beatrice lo promuove suo assistente, ignorando il precedente accordo lavorativo del rivale. Arlecchino, con furbizia e bugie, si ritrova così “servitore di due padroni”, con l’intento di ottenere un doppio stipendio, seppur misero. Qui incontra anche l’assistente tuttofare della Rasponi, Smeraldina (Micaela Bonito), di cui si innamora follemente.

Da sinistra Beatrice Rasponi (Lorenza Sacchetto) e Florindo Aretusi (Luca Gabos) nella scena dell’incontro.

Il destino vuole che i due capi incrocino per la prima volta i loro sguardi e, ignari della loro identità, si innamorino per un colpo di fulmine. Successivamente entrambi assegnano ad Arlecchino il compito di ritrovare la persona che hanno incontrato. Cosa inventerà lo scaltro servitore per riuscire a soddisfare le richieste dei due manager? Il finale prevederà sorprese, gag, colpi di scena e inganni mancati. Trionferà però l’amore, meno la giustizia, come al solito insabbiata da ricatti  e interessi più alti. Una sorte un po’ amara spetta invece ad Arlecchino, prima elogiato, poi ben presto scaricato da tutti.

Gli attori

Gabriele Guarino ha dato vita ad un fenomenale Arlecchino, sempre molto divertente e pronto a regalare sorrisi al pubblico in sala con le sue buffe azioni. Da sottolineare la doppia splendida interpretazione di Lorenza Sacchetto, che si è divisa tra la rigida “capessaBeatrice e la svampita influencer Clarice, figlia di Pantalone. Entrambi i ruoli sono stati espressi con molto fascino e determinazione. Non da meno Micaela Bonito, che ha portato in scena una ironica Smeraldina, centrando in pieno il soggetto dal conturbante accento spagnolo e dal carattere pepato. Luca Gabos e Alberto Falcioni, poi, hanno saputo ben destreggiarsi nei loro personaggi senza far mancare ilarità e presenza scenica. In ultimo, Federico Moschetti si è calato perfettamente nei panni di Pantalone, rappresentando il tipico uomo d’affari vecchio ed avaro.

La scena dell’aperitivo aziendale e l’epilogo della commedia

La commedia

Arlecchino servitore dei due manager” ha colpito non solo per la bravura di tutto il cast attoriale, sempre molto rapido nei cambi di scena. La scenografia, grazie a luci e colori, è riuscita a dare la piena ambientazione agli spazi. Il testo, scritto da Armando Vertorano, pur nel suo complesso intreccio, ha trasmesso ripetuti momenti comici senza mai annoiare. Situazioni ironiche che sdrammatizzano per un attimo sulla realtà odierna dei lavoratori precari. Anche se lo spettacolo rompe coraggiosamente gli schemi della Commedia dell’Arte, la scommessa può ritenersi decisamente vinta.

© Riproduzione riservata

Arlecchino servitore dei due manager (personaggi e interpreti)

Gabriele Guarino: Arlecchino

Luca Gabos: Florindo Aretusi e Dottor Lombardi

Lorenza Sacchetto: Beatrice Rasponi e Clarice

Micaela Bonito: Smeraldina e cameriere

Alberto Falcioni: Silvio e Cuoco Brighella

Federico Moschetti: Pantalone

La Bottega dei Comici

www.labottegadeicomici.com; labottegadeicomici@gmail.com