Ambra Cianfoni porta in scena “I fiori di Marì”

Sabato 4 maggio 2019 (ore 21:00) debutterà al Teatro Tor Bella Monaca l’inedita pièce “I fiori di Marì, scritta e diretta da Ambra Cianfoni. La brava e simpatica Ambra, reduce dalla lunga tournée col musical “Il Conte Tacchia” di Enrico Montesano, ci racconta in anteprima lo spettacolo da lei ideato.

Oltre a quello di attrice e cantante, da un po’ di anni hai intrapreso il lavoro di regista curando diversi progetti artistici. “I fiori di Marì” vede adesso il tuo esordio assoluto anche come autrice teatrale.
Si, io ho iniziato a curare la regia di tantissime rappresentazioni dell’Associazione Teatro Danza 85, un’accademia dello spettacolo gestita da mia madre, la maestra Tiziana Di Mari, che è una delle risorse più importanti a livello culturale, artistico e territoriale del VI Municipio. Essendo nata e vissuta in questo quartiere, sento di avere un forte legame di appartenenza con la zona. Per questo motivo ho scelto di voler debuttare come autrice proprio al Teatro Tor Bella Monaca, nonostante altri teatri romani mi abbiano proposto di ospitare il mio spettacolo. Per quanto riguarda altre esperienze registiche di produzioni esterne alla scuola, posso dire che questa è la mia seconda rappresentazione che firmo nel giro di un anno. 

Da cosa è stata ispirata questa tua prima scrittura e quali tematiche hai scelto di affrontare?
Questa scrittura nasce da una doverosa necessità di raccontare una delle tante piaghe della nostra società tramite una storia che ha un “cammino di luce”, oscurato però da presenze malvagie che ne deviano il percorso. Lo spettacolo tocca infatti un tema molto delicato e scottante come quello della pedofilia. Sono stata ispirata purtroppo dai tanti servizi di cronaca in Tv, soprattutto quelli delle Iene che sono i più crudi e veri di tutti. Ho usato non a caso la metafora dei fiori perché ritengo sia l’unica accostabile alle tenere vite appena sbocciate dei bambini. Altre tematiche saranno l’infanzia, il mondo e le persone visti attraverso gli occhi di una bimba, il rapporto genitore-figlio, e il significato di fede religiosa.

Da sinistra in alto Tommaso Sassi, Sabrina Fabbrizzi e Renato Capoccia. In basso Ambra Cianfoni (Massimiliano Rocchi Lightales photography)

Parlaci di questa storia. In che ambientazione temporale si colloca?
La storia è ambientata tra Barcellona e Parigi alla fine degli anni ’40, periodo storico di cui sono particolarmente innamorata. Le protagoniste sono la dodicenne Marì e sua mamma Clara, che vivono insieme nel tranquillo quartiere del Barrio Gotico della città catalana. Dall’altra parte della Ramblas, nel malfamato Raval, c’è poi Lucio, un bambino che incontra per caso Marì. Tra i due nasce da subito una bella e sincera amicizia che supererà le grandi differenze sociali sfociando in un innocente amore infantile. La comparsa di George, uno scrittore francese di cui si innamora follemente la mamma di Marì, comporterà purtroppo per la bambina un “cammino d’ombra”. Questo sarà illuminato e protetto da qualcosa di molto più sacro e divino, in qualche modo giunto nella vita di Lucio… 

Qual’è il tuo rapporto con la religione?
Ho ritrovato un po’ la fede lo scorso anno, durante la prima del Conte Tacchia al Teatro Lyrick di Assisi. In quel periodo ho pregato moltissimo per la guarigione di una mia carissima amica, venuta purtroppo a mancare da pochissimo. Non mi reputo una donna di chiesa, però sono sicura che esiste qualcosa di grande sopra le nostre anime, pronta a salvarci e guidare il nostro destino. Tra l’altro, a proposito di religione, nel testo viene citata per due volte la cattedrale di Notre-Dame, davvero emotivamente sconvolgente! Per me è un onore e un regalo che posso offrire nel ricordare questa magnifica struttura dal forte legame artistico-spirituale che, nonostante la distruzione, continuerà a resistere nella memoria di tutti.

Questo spettacolo che messaggio intende lasciare a chi lo guarderà?
Vorrei infondere agli spettatori sicuramente tanta speranza. Penso che tutti quanti siamo in grado di scegliere quale cammino vogliamo intraprendere e, nonostante le cose che ci succedono nella vita, capire soprattutto quale sia davvero la nostra missione. Trovo importante anche informare e far riflettere la gente sull’orribile piaga sociale della pedofilia, perché secondo me non si fa ancora abbastanza. Si dovrebbe il più possibile lavorare sulle menti delle persone plasmandone i valori educativi, e in questo il teatro può essere un utile strumento comunicativo.

Il quadro di Lorenzo Cianfoni

Da valida compositrice quale sei, hai ideato brani musicali per l’occasione?
Per mancanza di tempo veramente no. Ma la musica è assolutamente presente attraverso un gran lavoro di ricerca composto da 13 brani che rievocano le tradizioni spagnole e francesi. In particolare vorrei sottolineare La Nanita Nana, che è una ninna nanna spagnola molto bella. Sarà questa l’unica canzone dello spettacolo che canteremo dal vivo Sabrina Fabbrizi ed io.

Tu impersonerai la protagonista, ma ricordaci anche il cast di attori che ti affiancherà sul palco.
Inizialmente la parte di Marì volevo affidarla ad un’attrice, curando dall’esterno solo la regia. Ma alla fine quando scrivi una cosa, conosci talmente bene la tua creatura che ti prende a tal punto da sentire il personaggio interamente dentro te. Ho deciso così di farla io. I colleghi che ho scelto sono tutti attori professionisti. Quando cominciai a preparare il testo, mi sono venuti in mente man mano gli interpreti. Il primo è stato Tommaso Sassi, a cui ho affidato il ruolo di George. Poi è stato i turno di Renato Capoccia, che mi ha fatto pensare al volto di Lucio, e Jacopo Fracassi, ottimo assistente in regia e mio carissimo amico da una vita. Infine è arrivata Clara, ovvero Sabrina Fabbrizi. Nella sua meravigliosa voce ho riconosciuto la mamma di Marí.

In conclusione vorresti ringraziare qualcuno che ti ha supportato nella realizzazione del progetto scenico?
Un grazie infinito va al mio Maestro Giancarlo Sammartano, direttore di “Fondamenta. Teatro e Teatri“, il quale ha creduto immediatamente in questo lavoro. Una cosa molto bella e inaspettata trovare da subito una produzione per lo spettacolo ! Un altro ringraziamento lo dedico alla mia famiglia, e in particolare a nonno Lorenzo e mio papà che hanno fornito il loro contributo artistico. Nel foyer del teatro, infatti, verrà esposto un quadro realizzato da mio nonno che ha voluto immortalare l’immagine proprio di Marì, mentre nel testo sarà presente un’intensa poesia scritta da mio padre. 

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I fiori di Marì

Testo e regia: Ambra Cianfoni

Interpreti e personaggi: Ambra Cianfoni (Marì) , Tommaso Sassi (George), Renato Capoccia (Lucio), Sabrina Fabbrizi (la mamma Clara).

Aiuto regia: Jacopo Fracassi

Foto e video: Matteo Mignani Lightales photography

Produzione:  Fondamenta. Teatro e Teatri

Quando:

Sabato 4 maggio 2019, ore 21:00

Info e prenotazioni:

Intero  € 10,50; ridotto € 8,50; giovani  € 7,00; invalidità € 5,00; diversamente abili € 2,50. Europrezzo speciale GIFT CARD € 7,50

Prenotazione biglietti su www.teatriincomune.roma.it

06/2010579 – promozione@teatrotorbellamonaca.it

Dove:

Teatro Tor Bella Monaca, Via Bruno Cirino (angolo di viale Duilio Cambellotti con via di Tor Bella Monaca), 00133 Roma