Vestire gli ignudi, la dignità negata di una donna

Al Teatro Arcobaleno è andata in scena la celebre commedia di Pirandello “Vestire gli ignudi“. Protagonista nel ruolo di Ersilia è l’attrice Silvia Siravo, che ha saputo fornire un’interpretazione profonda e accorata della donna. Insieme a lei, gli attori Maurizio Palladino, Debora Mattiello, Alessandro Scaretti, Aldo Vinci, Filippo Velardi. Lo spettacolo, per la drammaturgia e regia di Giuseppe Argirò, resterà in programma fino al 17 dicembre.

Apparire agli occhi degli altri

La rappresentazione si apre (e si conclude) con le tipiche “rotture sceniche” di Pirandello, dove gli attori arrivano dalla platea verso il palco. Un gradevole alternarsi di luci, ora rosse, ora blu, poi grigie si riverberano su una stanza disadorna in cui arrivano voci e rumori dalla strada. E’ la vita che irrompe con il suo perenne fluire e il suo caos sulle povere forme umane. Compare Ersilia, una donna provata dalla vita, che non si è mai sentita qualcuno, ma è stata quello che volevano gli altri, cioè gli uomini della sua vita. Il primo, il tenente La Spiga (Alessandro Scaretti), dopo una notte d’amore e una promessa di matrimonio non l’ha più cercata. L’altro, il console Grotti (Aldo Vinci) l’ha presa come amante e si compiace di questa condizione senza provare rimorso alcuno. Anche l’ultimo uomo incontrato dopo il tentato suicidio, lo scrittore Ludovico Nota (Maurizio Palladino) vuole strumentalizzarla. Desidera servirsi della sua storia per scrivere un libro. Ersilia accetta perché spera che almeno nella finzione letteraria possa trovare una nuova identità e gioia di vivere.

A sinistra, Ersilia sorretta dallo scrittore Ludovico Nota e il giornalista Alfredo Cantavalle. A destra, la scena con il Console. (PH Sergio Battista)

La spettacolarizzazione della sofferenza

Dopo aver raggiunto la degradazione morale, Ersilia prova a raccontare una versione diversa della sua vicenda al giornalista Alfredo Cantavalle (Filippo Velardi). Una verità che la aiuterebbe a rendere accettabile la sua figura (la vestina nuova). Rivela di essersi avvelenata perché abbandonata dal suo fidanzato. Il suo caso diviene mediatico tra l’opinione pubblica, e la donna riceve la commiserazione anche da Onoria (Debora Mattiello), burbera proprietaria dell’appartamento. Ma a questo punto si presenteranno tutti i fantasmi del suo passato con cui dovrà confrontarsi. La scelta che si presenta ai suoi occhi sarà l’unica possibile: eliminare ogni immagine che gli altri si sono costruiti di lei e rimanere “nuda.

«Andate, andatelo a dire, tu a tua moglie, tu alla tua fidanzata, che questa morta non s’è potuta vestire».

Silvia Siravo è Ersilia; di fianco Debora Mattiello, Maurizio Palladino, Aldo Vinci, Alessandro Scaretti e Filippo Velardi. (PH Sergio Battista)

Vestire gli ignudi è uno spettacolo lodevole sia per il piacere estetico offerto allo spettatore, sia per la bravura degli attori. Silvia Siravo si è perfettamente calata in un grande personaggio femminile, complesso e rivoluzionario. Impeccabili le espressioni sofferenti, gli sguardi persi nel vuoto che fanno ben capire il distacco dal mondo. Bella anche la parte di Maurizio Palladino che incarna la figura dello scrittore intellettuale che riflette sul rapporto tra vita e letteratura, finzione letteraria e realtà, autore e personaggio. Anche se la tragedia si riferisce agli anni ’20, troviamo tematiche contemporanee della violenza psicologica, l’abbandono, il suicidio, l’odio e le etichette che le donne subiscono ancora oggi. Quantomai attuale altresì il ruolo giocato dalla stampa, che dovrebbe servire come denuncia della verità e invece crea idoli o li distrugge.

© Riproduzione riservata

Quando:

Vestire gli ignudi: Dal 2 al 17 dicembre. Lo spettacolo va in scena solo dal venerdì alla domenica.

Orari: venerdì e sabato ore 21, domenica ore 17,30

Info:

064402719 – info@teatroarcobaleno.it – teatroarcobaleno

Prezzo:

Intero € 19, Ridotto € 15

Dove:

Teatro Arcobaleno, via Francesco Redi 1/A, Roma

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