Una mostra “fragile” da osservare con cura

Mucciaccia Contemporary inaugura venerdì 1°dicembre 2017, alle ore 18.30, la personale di Ria Lussi dal titolo Fragile. Che vuol dire essere fragili? Da questa domanda l’artista esprime così un’intero universo di esseri, attraverso l’utilizzo figurato di materiali delicati e luminosi, che cambiano forma e sembrano rappresentare l’intera gamma delle emozioni umane. Aperta fino all’11 dicembre, è una mostra in cui l’osservatore diventa tutt’uno con l’osservato, a condivisione della condizione esistenziale in cui siamo tutti fragili e resistenti. I materiali utilizzati dall’artista per le opere esposte (circa 20), vetro, neon e seta, richiedono cura e controllo, inducendo al gesto affettivo. Per le opere in neon e in vetro di Murano, Ria Lussi si è avvalsa del contributo dell’eccellenza delle maestranze italiane con cui vengono realizzati pezzi unici, di raro valore.

Ria Lussi: “E.O.L. Romolo Augustolo”, Vetro di Murano 25x68x20 cm; a destra “glEYEss under water”, Vetro di Murano, diametro 37 cm

L’essere fragile come emozione dell’esistenza

Ria Lussi è nata a Milano e vive a Roma. Ha studiato pittura a Parigi, visual design a Urbino e traduzione a Trieste. Quando disegna lo fa di solito con penna nera. Non è consentito tornare indietro, cancellare. Ama usare come medium il vetro, il neon, la seta perché sono materiali fragili ma resistenti, caratterizzati da una vibrante, quasi inappropriata luminosità. E, come la vita umana, questi materiali  possono infrangersi in un momento.

“Sugli esseri che si propongono (con insistenza) alla mia penna non dico nulla. A chi li incontra, lascio loro la libera interpretazione di essi”

Perché porre attenzione sulla parola Fragile? Perché e’ un’argomento universale che circonda questo mondo cosi crudele tanto da fare compassione. L’artista ha sempre lavorato sul concetto di fragilità, luce e colore, per esprimere l’emozione dell’esistenza. Le traiettorie non conformi disegnano la biologia immaginaria di Ria: in procinto di prendere sostanza, i suoi personaggi sono ancora un po’ indecisi, cambiano natura tra il minerale, il vegetale, l’animale e l’umano. Aggiunge l’artista:

Mi rendo ora conto di concepire un utilizzo del vetro del tutto fuori dagli schemi e anti-decorativo.

Sarà possibile condividere alcuni momenti fondamentali, seppure leggeri, di una ricerca che esplora i confini dell’ “al di là“, andando oltre i limiti intrinseci dei materiali e quelli della ragione, che vorrebbe sempre poter riconoscere nelle forme qualcosa di comprensibile. In questa mostra l’osservatore diventa tutt’uno con l’osservato. Egli diventa così protagonista di un’azione artistica, di condivisione della condizione esistenziale in cui tutti siamo fragili e resistenti.

“Alte sopra il tuo corpo vanno le nuvole”, Inchiostro su seta 80×80 cm; “Coabitare con la propria immagine”, inchiostro su seta, 108×194 cm

Tra tradizione e originalità

Attraversare il tema della fragilità per digerire il concetto che ci appartiene sin dalla nascita, del resistere e renderlo nostro, è l’essenza del lavoro di Ria Lussi. I soggetti sono emblemi di reale ispirazione e plausibile aspirazione, archetipi tra storia e mito, letteratura e nomadismo fiabesco. Busti di vetro, perimetri con neon, lampadine lungo telai elettrificati, pigmenti su seta leggera, materiali fragili che chiedono cura e controllo, evocando un gesto affettivo. Ria Lussi, predilige una fragilità apparente, e rimette in discussione il tema estetico, incorporando nelle trasparenze la superficie con le sue molteplici profondità, rompendo cosi la consuetudine dell’arts and crafts di certi materiali “popolari”. Il vetro, il neon o la luminaria si ribaltano senza perdere identità, incidendo traiettorie anomale. Plasmare una nuova specie iconica, dotata di memoria e veggenza, empatica per natura, estranea in quanto “altra”.

Da sinistra: “I duellanti”, Vetro di Murano, 53x33x16 cm 43x24x40 cm ; “Who am I? Am I You? “, Neon e plexiglas, 75x105x10 cm

Una mostra che aiuta a “perderci”

Le opere di Ria Lussi provengono da un pensiero solido, che si trasforma a contatto con il presente, rendendo il tracciato più liquido e gassoso (due stadi che ritroviamo nel vetro e nel neon). Lo status fluido porta le opere a tagliare il cordone autoriale e parlare un proprio linguaggio. L’essere fragile provoca così le nostre certezze. E’ un tema ambiguo in natura, visto che gli organismi se non subiscono conseguenze estranee riescono a sopravvivere. Il fragile diviene resistente nell’attimo della propria consapevolezza. Possiamo finalmente perderci assieme alle opere, vagare senza meta, sperimentare il futuro nella ricerca di uno spazio nostro.

Info:

T. +39 06 68309404 | info@mucciacciacontemporary.com | www.mucciacciacontemporary.com

Quando:

1 dicembre – 11 dicembre 2017 | Orari martedì – sabato, 10.30 – 19.00; domenica e lunedì chiuso

Dove:

Mucciaccia Contemporary, piazza Borghese 1/A, 00186 Roma

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