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Quelle che hanno perso il corteo, la recensione

Al Teatro Testaccio è andato in scena “Quelle che hanno perso il corteo“, spettacolo che conclude la stagione 2017/18. Protagoniste assolute Floriana Corlito e Roberta Pompili (qui l’intervista) in una commedia ironica che al tempo stesso pone una riflessione sulla figura femminile di ieri e di oggi. Un plauso alle due giovani attrici che in questa settimana di prove intense, ansie, sacrifici e ore tarde nelle ripetizioni del copione, sono state ripagate dal giusto calore del pubblico. Avranno anche perso il corteo, è vero, ma entrambe viaggiano già sulla corriera che le porterà un giorno non troppo lontano verso la notorietà.

Da sinistra Floriana Corlito e Roberta Pompili (foto Flavio Sforza)

Breve sinossi

Due aspiranti giornaliste si ritrovano in una redazione per una prova di assunzione. Alle ragazze, che ancora non si conoscono, viene assegnato il compito di scrivere insieme un articolo sui cambiamenti della figura della donna fino alla società odierna. Dopo le simpatiche schermaglie iniziali, le giovani cominciano a collaborare interrogandosi sui possibili scenari. Da qui in poi si materializzeranno i loro pensieri con schetch che scimmiottano coloro che amano apparire in televisione come sui social: le veline, le influencer, le icone di seduzione. Alla visibilità a tutti i costi queste donne sacrificano le relazioni interpersonali, la loro intimità e diventano spesso  oggetto di mercificazione.

Vengono riportati tuttavia anche esempi positivi di donne rivoluzionarie come Alfonsina Strada, prima ciclista a gareggiare al Giro d’Italia, e tutte quelle che faticosamente hanno conquistato una posizione rilevante nel mondo del lavoro.  Nel finale, quando le ragazze (ormai divenute amiche) termineranno l’articolo, si scoprirà l’atteggiamento disonesto del capo redattore. Contro di lui le giornaliste opporranno la loro dignitosa solidarietà e il rispetto dei diritti che spettano ad ogni donna.

A sinistra la scena delle veline more e a destra quella della influencer

Le attrici

Floriana e Roberta hanno dimostrato un’ottima presenza scenica tenendo benissimo il palco. Grande merito poi per aver saputo rapidamente passare da un cambio di scena all’altro mantenendo il giusto tempo delle battute e una inesauribile espressività. Si sono trasformate in quelle donne che oggi sono protagoniste in vari contesti. Dalla mamma concorrente di “Uomini & Donne” di Roberta Pompili, col suo divertentissimo dialetto, alle scatenate veline bionde e more. Di particolare rilevanza l’interpretazione di Floriana Corlito nella velina balbuziente, una parte molto comica e al contempo difficilissima da eseguire. Viene presentata la tendenza al “Ferragnesimo” con la conseguente dipendenza da followers e persino evocata Barbie, citando la celebre canzone degli Aqua “Barbie girl”. Davvero brave e belle, non c’è che dire !

Alcune istantanee di scena: dalla mamma concorrente di “Uomini & Donne” alla parodia di Barbie (foto Vincenzo Scudieri)

Il testo e la regia

Molto apprezzabile la scenografia, la cui struttura a scalette permetteva alle attrici di muoversi su e giù. C’è da sottolineare però che lo spettacolo ha peccato nelle tracce audio, risultate troppo alte nel volume, tanto da coprire in due occasioni l’inizio delle parti recitate. Il testo, scritto da Alessandro Mancini e Tiziana Foschi, è comunque stato brillante, coinvolgente ma non solo. Ha lasciato anche riflettere sul ruolo della donna e di quanto sia importante in ogni campo, al di là dei pregiudizi maschili.

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Si ringraziano i fotografi Flavio Sforza, Cristina Rezzi per la foto in copertina e Vincenzo Scudieri per quelle di Barbie.

Info:

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TeatroTestaccio

Roberta e Floriana, 2 amiche per il Teatro

Il Teatro, specie quello Offè sempre un luogo dove scoprire talenti emergenti o spettacoli e performance piacevoli. Per l’occasione presentiamo due giovanissime e simpatiche attrici romane, Floriana Corlito e Roberta Pompili, che debutteranno con un nuovo spettacolo al Teatro Testaccio di Roma. Il 12 e 13 giugno, infatti, andranno in scena con Quelle che hanno perso il corteo, (qui la recensione) brillante commedia scritta da Alessandro Mancini e Tiziana Foschi, che ne cura anche la regia. Nei loro occhi traspare tutta quella passione per il teatro e un carattere deciso, che (soprattutto alla loro età) è molto raro incontrare oggi. Apprezzando ciò, auguriamo davvero alle ragazze di poter raggiungere al più presto traguardi importanti e significativi!

Conosciamo meglio Floriana e Roberta in un’intervista realizzata tra le poltrone rosse del Teatro Testaccio, appena dopo aver concluso le prove del loro spettacolo.

Potete raccontarci di cosa parlerà “Quelle che hanno perso il corteo” ? Cosa ci aspetta?

Roberta: Lo spettacolo parla di donne. Averlo portato l’8 marzo sarebbe stato troppo scontato, farlo inizio estate è proprio coraggioso! Tratta la storia di 2 giovani giornaliste che partecipano ad un bando che dà l’opportunità alle vincitrici di lavorare in redazione per una prova.

Floriana: Queste 2 ragazze, che ancora non si conoscono, si ritrovano a dover scrivere un articolo insieme sul tema del “Come è cambiata la donna dall’8 marzo del 1946 ad oggi?”. Questa è la domanda che ci poniamo e che rivolgiamo anche al pubblico.

Roberta: Si interrogano e affrontano, in pochissimo tempo a disposizione, un argomento così vasto. Da qui verranno fuori riferimenti che vanno dalla televisione a tutto ciò che è cambiato di generazione in generazione: dalla nostre nonne, madri e infine figlie. E’ uno spettacolo molto brillante, dove si ride. La regia è di Tiziana Foschi (ex Premiata Ditta) e il testo di Alessandro Mancini, autori comici professionisti, che si sono messi a nostra completa disposizione. Si sono proprio immedesimati in noi e ci hanno saputo ascoltare.

Floriana: La cosa bella è che ci hanno detto: “di che cosa vorreste parlare?” Per noi è stato straordinario sentir nascere questo spettacolo, portarlo quasi “in grembo” e vedere realizzare la scrittura. Poi adesso basta dire altro….perchè a un certo punto….Venite a teatro a vederlo!  😋

I ruoli comici femminili che si impongono, a teatro come nello spettacolo, sono molto pochi o spesso sono un compendio di quelli maschili. E’ un fattore che personalmente spero si sovverta. Quali sono gli idoli (anche attori uomini) a cui vi ispirate?

Floriana: Si è vero! Per me idoli moderni sono assolutamente Paola Cortellesi e Luca Marinelli. Li adoro! Invece tra i  più “datati” Nino Manfredi e Monica Vitti.

Roberta: Enrico Brignano è sicuramente stato l’artista che mi ha avvicinata per primo alla recitazione, facendomi riderere con i suoi esilaranti monologhi, che puntualmente imitavo già da piccola. Per quanto riguarda il cinema moderno, quella che ha segnato la Roberta di oggi è Paola Cortellesi. Ci sono cresciuta e ritengo sia un’attrice a tutto tondo! In merito agli attori del passato, mi hai fatto una domanda da 100 milioni di dollari, perchè mi viene in mente Nino Manfredi

Floriana: Vabbè mo se me stai a copià però me lo dici…cioè…

Roberta: Ci tengo a precisare che Manfredi  è l’ “Attore” per eccellenza. Però per non nominare lui, che per me è il “cuore”, nominerei Gigi Proietti. Ho adorato anche vedere i vecchi schetch di Franca Valeri e Anna Marchesini, che hanno rivoluzionato molto il ruolo della donna comica. Un tempo le comiche erano Bice Valori, Ave Ninchi, le classiche maschere.

Floriana: Tornando al discorso dei ruoli, sono convinta che ci sono state e ci sono tutt’ora tantissime donne comiche straordinarie. Poi è logico che gli uomini sono prevalenti, perchè per loro fare ruoli come il brutto, il matto, lo scemo gli riesce meglio, ahahaha.🤣

Roberta Pompili e Floriana Corlito

Come è nata la vostra empatia professionale? Vi trovate bene penso?

Floriana: Oddio non troppo…, ahahahaha. Per parlare di questo bisogna partire un po’ a posteriori. Io e lei ci siamo conosciute tramite social network. Roberta aveva postato su Instagram una foto di Enrico Brignano mentre cantava “Lulù”, un omaggio ad Aldo Fabrizi. “Lulù, nel cielo blu…” 🎶 (canta). Mentre vedo questa foto penso dentro di me: “strano che una ragazza della mia età conosca Fabrizi”. Inizio a spulciare il suo profilo, e noto che erano presenti Manfredi, Montesano, Proietti, la Lazio….Tante passioni comuni insomma.

Roberta: Quindi è nata prima la nostra amicizia in realtà. Lei mi ha contattato e io ho detto: “Chi è questa matta?”. Anche io ho visualizzato il suo profilo ed era molto molto simile al mio. Avevamo praticamente le stesse foto! Dopodiché ci siamo incontrate e da li Floriana è diventata una cambiale a vita. Per 2 anni siamo state tranquillissime, facevamo delle chiacchierate straordinarie, passeggiate in centro. Poi un giorno, non so a chi, venne la malsana idea dire: “Perchè non facciamo qualcosa insieme?” E’ finita l’amicizia ed è iniziata la società, ahahaha, scherzo. 😜

Floriana: Io ho fatto di tutto per non vederla più, ma ormai mi si era attaccata. Una cosa pazzesca.😫

In cosa vi sentite uguali e diverse? Vabbè, a parte che una è mora e l’altra castana.

Floriana: Si, una è riccia e una è liscia, vabbè lascia fa …😉

Roberta: Io mi sento uguale a Floriana in molte cose. Ho trovato in lei una amica, una socia, una complice a tutti gli effetti. Questa è una dedica che ti sto facendo Floria’. 😙E’ molto difficile trovare una coetanea con cui discutere di miti, i sogni e aspirazioni. 

Floriana: Ma non solo! Parlare con una persona di Garinei & Giovannini, ma dove la trovi della nostra età? Oppure che dice allo stesso tempo: “Che bello Alleluja Brava Gente“.

Roberta: Insieme andavamo poi al Sistina alle 4 di pomeriggio a vedere Massimo Ranieri. Insomma io ho trovato una persona con cui condividere tutto. Chiaramente c’è qualcosa in cui non ci troviamo. Non condividiamo la mia ansia, perchè sono una ragazza abbastanza ansiosa….

Floriana: No, non se pò condivide l’ansia de Roberta….!! L’ansia di Roberta è patologica !! E’ come dire “condivido una malattia”, non puoi condividere una malattia. La puoi sopportare, la puoi gestire….

Roberta: Però devi apprezzare il fatto che lo sto dicendo, lo sto ammettendo. E questo è già un passo verso la guarigione. 😁

Floriana: Fortunatamente questa è una cosa che ci dà empatia, perchè se in una coppia entrambe le persone sono estremamente energiche/entusiaste e dicono “dai facciamo, dai andiamo, dai che fico”, si rischia di partire per la tangente senza avere dubbi. Invece funziona se una delle due parti è più frenata. Questa è una cosa che ho imparato grazie a Roberta. 

Roberta: Io sono sia energica che riflessiva. Insieme abbiamo capito che porci domande è intraprendere la giusta direzione. Floriana è LA SOLUZIONE A TUTTI I MIEI PROBLEMI.

Floriana: Invece Roberta è IL PROBLEMA A TUTTE LE MIE SOLUZIONI 😅 . Questo è il sunto del nostro rapporto, però ci vogliamo anche bene.

Da “L’Italia in Bianco e Nero” (2017).

Entrambe avete avuto esperienze lavorative al fianco di personaggi conosciuti. Cosa avete imparato?

Roberta: Io ho iniziato a fare teatro seriamente nel 2015. Ho seguito il laboratorio “Bonalaprima” di Marco Falaguasta, qui al Testaccio, il primo a livello professionale per me. Da qui, perfezionando alcune cose, ho capito seriamente che questa era la strada che volevo intraprendere. Poi sono passata al laboratorio di arti sceniche di uno straordinario artista come Massimiliano Bruno. Davvero una bella occasione! In questa “Isola Felice” ho conosciuto persone straordinarie, partendo in primis dal mio gruppo di lavoro e dagli insegnanti che ho avuto. Da Pietro De Silva a Luca Angeletti, e in ultimo Maurizio Lops, tutti grandi professionisti con cui mi sono rapportata cercando di prendere tutto, anche le piccole cose regalate durante la pausa caffè.

Floriana: Io invece ho iniziato a studiare teatro all’accademia Artès di Enrico Brignano a Pomezia. Era un corso propedeutico rivolto a tutti i bambini, avevo 16 anni. Anche a me quell’anno è servito per capire che volevo fare questo lavoro da grande. Successivamente sono venuta qui al Teatro Testaccio seguendo 2 anni il laboratorio di Marco Falaguasta, e poi ho iniziato con lui a lavorare come sua assistente. Per me Marco è il mio mentore, come dire….un “padre artistico”, ecco. Inoltre ho collaborato nell’aiuto regia con Tiziana Foschi in “Non si butta via niente” e Marco Fiorini in “Punto e a capo”. Ho conosciuto poi un sacco di attori all’interno dell’ambito come Benedetta Valanzano, Claudia Campagnola e molti altri. A livello formativo, gestendo da 4 anni questo teatro, ho avuto la possibilità di capire il funzionamento delle luci, delle tecniche, della scatola teatrale. A 20 anni fare queste esperienze mi rendo conto che è un grosso privilegio. Roberta ed io abbiamo poi collaborato con la Compagnia della Rosa, che ci ha dato la possibilità di sperimentare delle cose, come fosse una palestra. (L’Italia in Bianco e Nero n.d.r.)

Qualche settimana fa avete debuttato a Scicli (Ragusa) con “Risotto agli Scambi“. Lo riproporrete anche a Roma?

Roberta: Siamo proprio reduci infatti…abbiamo ancora i cannoli siciliani sopra lo stomaco. 😄 E’ stata un’esperienza bellissima perchè ci siamo confrontate con un pubblico totalmente nuovo, eravamo fuori casa a tutti gli effetti. Non c’erano amici e parenti a supportarci. Questo pubblico non ci conosceva ancora e aveva pagato i biglietto senza sapere cosa aspettarsi da noi. Eravamo li insieme a Giovanni Alfieri e Riccardo Cananiello con un testo curato da Sabrina Scansani. Questa simpatica commedia racconta la vicenda di 2 coppie che si rivedono dopo un’estate a cena, durante la quale emergeranno una serie di equivoci e non detti che cambieranno gli equilibri in generale.

Floriana: Per quanto mi riguarda, è stato bello scoprire come il pubblico siciliano sia completamente diverso da quello romano. Durante queste repliche mi sono accorta infatti che è più abituato alla commedia dialettale e alle sfumature della risata o la gag. Mentre quello romano forse vuole andare più in fondo alla ricerca della verità nella commedia.

Roberta: Non avevamo ancora citato lo scenografo, Peppe Spadaro. Noi siamo scesi in Sicilia con “il girevole” sul palco! Cioè, dopo il Sistina c’eravamo noi con il Piccolo Stabile di Scicli, diciamolo. Un girevole dove c’era la cucina e poi una sala. Il pubblico ha apprezzato molto questa tecnica scenica, una vera chicca dello spettacolo, che ci ha regalato molti applausi. Ringraziamo davvero Peppe con il suo gran lavoro, come tutti i ragazzi della troupe di Scicli. La Sicilia in generale ci ha accolto da Regine, da Prime Donne. Ne abbiamo ancora nostalgia e ritorneremo sicuramente.

Floriana: Probabilmente replicheremo “Risotto agli Scambi” a Roma, qui al Testaccio per il 9 e 10 Novembre 2018. Col girevole, non dimenticatevelo!

Una scena di “Risotto agli Scambi” insieme a Riccardo Cananiello e Giovanni Alfieri

Infine vi chiedo: qual è la soddisfazione più grande che vi volete togliere e il sogno che volete realizzare come attrici?

Floriana: Un sogno che mi farebbe dire un domani ai nipoti “Io l’ho fatto”, è quello di recitare al Sistina. Questo teatro per me è tanta roba a livello emotivo, proprio nel ricordo degli attori prima citati che lo hanno calcato. Un posto sacro. Una grande soddisfazione sarebbe quella poi di poter lavorare al fianco di attori che per me sono “piezz ‘e core”, tali Montesano, Proietti, Brignano. Vai Roberta,… e tu?

Roberta: Uffa…! Come ho ricordato prima, con Floriana siamo uguali quasi in tutto. Ci conosciamo bene e siamo molto compatibili anche per questo, e non escludo quello che ha detto. Io posso aggiungere, e sono sicura condivida anche Flo, che una soddisfazione che vorrei levarmi è quella di poter dire: “vivo di questo mestiere”. Anche con le cose più piccole, nel teatrino più polveroso di questa città o in quello abbandonato in periferia. Poter altresì regalare la gioia sia ai miei genitori nel vedere la propria figlia fare l’attrice, sia a tutte le persone che mi vogliono bene e mi hanno sempre sostenuto in questa strada un po’ tortuosa.

 © Riproduzione Riservata

Quando:

12-13 Giugno 2018, ore 21:00

Info e prenotazioni:

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TeatroTestaccio , tel: 065755482

Dove:

Via Romolo Gessi, 8, Roma

Don Chisciotte: follie, avventure e risate al Teatro Testaccio

La Bottega dei Comici ha presentato venerdi 6 aprile la “prima nazionale” di Don Chisciotte, rivisitazione in chiave comico-moderna del romanzo di Cervantes. Questo spettacolo conclude il percorso stagionale dedicato alla Commedia dell’Arte al Teatro Testaccio, dove la compagnia ha inscenato tra gli altri “La Mandragola“, “La Locandiera“, “Empanada” e “Lilliputto“. Protagonisti sono una serie di maschere, espressioni variopinte della regionalità italiana, che interagiscono col cavaliere errante e lo accompagnano nelle sue (dis)avventure. Don Chisciotte resterà a teatro fino a domenica 8 di Aprile.

Ai lati Lorenza Sacchetto (Brighella) e Luca Gabos (Don Chisciotte). Al centro Micaela Bonito (Maritornes) e Gabriele Guarino (Petrolino)

Il Don Chisciotte de La Bottega dei Comici vuole raccontare al pubblico la propria condizione di commedianti nella realtà di oggi. Quattro attori, comici e compagni d’avventura, apparentemente scalcagnati e precari, insistono nel portare avanti il loro spettacolo. Trainati dalla spinta creativa di uno di loro che, credendosi Don Chisciotte, permette agli altri tre di immergersi completamente nel tema dell’utopia. Si ergono a paladini di una vita possibile, rinnovata, tra le macerie e gli stracci delle ansie del quotidiano. Attraverso una girandola di travestimenti e giochi ritmici, si riflette e si ride sull’uomo e le sue battaglie perse. La comicità del testo, adattato da Gabriele Guarino, viene esaltata ancor di più nei riferimenti a spot pubblicitari e canzoni dei nostri tempi. Apprezzabile poi il finale che si conclude sulle note dell’omonima canzone di Francesco Guccini.

A sinistra la scena dei Mulini a vento, a destra le divertentissime maschere di Gabriele Guarino e Lorenza Sacchetto

Gli interpreti

Luca Gabos ha offerto un Don Chisciotte che incarna la generosità d’animo, pronto al sacrificio e fedele ai sentimenti, ma viaggia però su una dimensione immaginaria. Molto divertente lo ZanniZancho Pansa di Lorenza Sacchetto, che, con le buffe movenze e l’allegra parlata toscana, riesce nel difficile compito di spalla comica. Gabriele Guarino, oltre ad accompagnare live con la chitarra alcuni momenti della rappresentazione, ha interpretato i simpaticissimi personaggi del pastore Petrolino e della maschera napoletana di Cola. Micaela Bonito invece si è calata negli spiritosi panni di Maritornes, seducente locandiera che agisce per l’interesse dell’osteria del padre Brighella. Da aggiungere poi che gli attori sono stati particolarmente abili ad alternare i vari dialetti dei rispettivi personaggi. Al di là delle limitazioni sceniche dovute al poco spazio garantito dal palco del teatro, non ci sono aspetti negativi nella messa in scena e nell’organizzazione. Lo spettacolo è consigliato per chi voglia passare una serata in allegria e senza pensieri.

Web: La Bottega dei Comici  ; Facebook

Luca Gabos è Don Chischiotte della Mancha

Gabriele Guarino : Petrolino, Cola, Pantalone e… “mulini a vento”

Lorenza Sacchetto: Zancho Pansa, Brighella e Pantalone

Micaela Bonito: Locandiera Maritornes e Dottor Balanzone

Adattamento e Regia : Gabriele Guarino

Maschere di Stefano Perocco Da Meduna e Alberto Ferraro

Un ringraziamento a Ufficio stampa Federica Guzzon

© Riproduzione riservata

Quando:

Venerdi 6 e sabato 7 aprile ore 21, domenica 8 ore 18

Info e prezzi:

€ 12,00 (+ € 2 di tessera annuale obbligatoria) ; prenotazioni teatro: 065755482

Tel:  392 0334385;  labottegadeicomici@gmailcom

Dove:

Teatro Testaccio, Via Romolo Gessi 8, 00153 Roma

La Commedia dell’Arte sbarca al Teatro Testaccio

La compagnia teatrale La Bottega dei Comici inaugura i suoi nuovi ed entusiasmanti progetti. Quest’anno la stagione teatrale 2017/18, interamente dedicata alla Commedia dell’Arte, sarà ospitata dal Teatro Testaccio. Il cartellone prevederà un appuntamento al mese. Si inizia a novembre con “La Mandragola” e successivamente a dicembre con “Don Chisciotte”. Il nuovo anno vedrà in scena a gennaio “Empanada. Scultore di me stessa”, mentre febbraio e marzo saranno i mesi per assistere rispettivamente a “La Locandiera” e “Lilliputto e lo scontro di inciviltà”. Ultimo appuntamento previsto ad aprile con “Storie da Testaccio”. Non perdetevi la prima e unica rassegna teatrale interamente dedicata alla Commedia dell’Arte presente su Roma !

Alla riscoperta della tradizione

La Commedia dell’Arte è la madre della storia teatrale, spesso dimenticata e relegata a un passato lontano. Non solo permette di raccontare la nostra contemporaneità, ma prepara l’attore per poter interpretare qualsiasi ruolo, anche senza maschera. L’obiettivo della giovane compagnia La Bottega dei Comici (fondata nel 2014) è proprio quello di ridare spazio a quest’arte, come sottolineato dal direttore artistico Gabriele Guarino. La ristrutturazione del nuovo sito web comprenderà anche una rivista digitale dedicata al teatro: Il Batocchio. Uno spazio per gli artisti del panorama teatrale romano con poca visibilità, per raccontare il movimento vivo dell’arte con alle spalle una tradizione da difendere e diffondere.

Dai classici alle nuove drammaturgie

Grandi classici teatrali verranno rielaborati attraverso l’arte della commedia, andando a modificare il testo, con l’adattamento delle maschere. L’esilarante commedia di Machiavelli, La Mandragola, sarà portata in scena con maschere, lazzi e comicità a non finire. L’avventura del leggendario cavaliere Don Chisciotte, raccontata attraverso una girandola di travestimenti e giochi ritmici, per riflettere e ridere sull’uomo e le sue battaglie perse. La seduzione della Locandiera Mirandolina, affidata ai talentuosi Comici dell’Arte, metterà in luce tutta la genialità della drammaturgia goldoniana. Nuove trame completeranno poi la programmazione. Empanada, scultore di me stessa è la commovente storia di uno scultore argentino che scopre di sentirsi donna e vive un percorso di svelamento della sua natura, attraverso la metafora della maschera e della materia. Lilliputto e lo scontro di inciviltà è la vicenda di un Capitano siciliano che vuole riunire la Sicilia al Continente e invadere l’Europa con un esercito di immigrati clandestini e si troverà dinanzi alle diverse “inciviltà” del mondo “civile”. Storie di Testaccio si basa sulla raccolta delle testimonianze e aneddoti degli abitanti del quartiere di Testaccio, rendendolo vero protagonista nelle sue vicende più sconosciute e divertenti.

Date in cartellone:

3-4-5 NOVEMBRE 2017 – LA MANDRAGOLA

1-2-3 DICEMBRE 2017 – DON CHISCIOTTE

5-6-7 GENNAIO 2018 – EMPANADA, SCULTORE DI ME STESSA

2-3-4 FEBBRAIO 2018 – LA LOCANDIERA

16-17-18 MARZO 2018 – LILLIPUTTO E LO SCONTRO DI INCIVILTÀ

6-7-8 APRILE 2018 – STORIE DA TESTACCIO, canovaccio originale su storie e aneddoti del quartiere 

 

Corsi di formazione per grandi e piccini

La Bottega dei Comici offre inoltre i suoi corsi di formazione che prevedono 9 mesi di studio intensivo. Tre le categorie specifiche. Il corso per allievi attori “Il Recitar Commedie è la nostr’Arte”, diretto per il 4° anno da Gabriele Guarino al Defrag (via delle Isole Curzolane, 75), è specializzato per chi vuole formarsi con un percorso di Commedia dell’Arte. Obiettivo per chi partecipa quello di imparare a lavorare improvvisando con la maschera, attraverso una preparazione fisica e lo studio della tradizione. Ad esso sono correlati i corsi di Danze Popolari e in Maschera di Valentina Puccini e di Acrobatica Comica e Parkour seguiti da Alessio Sapienza. Grazie alle tecniche di studio della danza, si potenzierà il controllo del proprio corpo sulla scena e il senso estetico. L’allievo potrà così creare un nuovo modo di costruzione di personaggi, situazioni e monologhi. Il corso dedicato ai bambini dai 6 ai 10 anni Il Carro Allegorico” è condotto da Alessio Sapienza, allo spazio C’era due volte (via Valtravaglia 12-14). I giovani allievi potranno divertirsi  liberamente con la loro fantasia e creatività, imparando a scoprire il valore della Commedia dell’Arte. Lo scopo è quello di avvicinare i ragazzi in maniera consapevole ed appassionata verso il teatro realizzando progetti di gruppo. Infine c’è il corso serale per adulti condotto da Gabriele Guarino e Luca Gabos all’Alchimista Attraverso lo Specchio (via Bartolomeo Bossi, 6) per chiunque voglia sperimentare il teatro in chiave amatoriale. Il percorso è pensato per chi vuole conoscere se stesso e il proprio corpo e sviluppare delle capacità comunicative, divertendosi.

Un ringraziamento a ufficio stampa Federica Guzzon

Info, prenotazioni e costi:

labottegadeicomici@gmail.com – 3932624269

web : labottegadeicomici

Facebook: laBottegadeiComici

www.teatrotestaccio.net/category/stagione-2017-18

Dove:

Teatro Testaccio, via Romolo Gessi, 8

Come sopravvivere ai lavori in casa, un concentrato di pura comicità

Risate, risate e ancora risate per il pubblico presente nella piccola (ma gremita) sala del Teatro Testaccio il 15 Ottobre. Il grande e bravo capocomico Michele Caputo ha portato in scena la piacevolissima commedia Come sopravvivere ai lavori in casa. Coadiuvato dagli attori Benedetta Valanzano, Jury Monaco e Vincenzo De Lucia ha dato vita ad un vero e proprio concentrato di comicità! Una bella serata di teatro semplice e concreto, a cui è raro assistere al giorno d’oggi.

Benedetta Valanzano e Michele Caputo

Sulle note rivisitate di  “Sarà perchè ti amo“, si apre il palco per una giovane coppia sposata, la quale sta vivendo una crisi comunicativa. Mario (Michele Caputo) è un patito di tablet e cellulari (da cui non si stacca mai) e quasi non si accorge della moglie durante le (rare) conversazioni. La moglie Silvia, interpretata abilmente da Benedetta Valanzano, è alla disperata ricerca di attenzione, e cerca rifugio negli acquisti e nel cibo vegano. Non sa proprio cucinare e manifesta il suo isterismo contro il marito prevalendo sulle decisioni e discussioni. Infatti è lei a organizzare di rinnovare la casa affidandosi ai consigli di un bizzarro architetto e all’aiuto di sua madre (ruoli entrambi svolti dal simpatico Vincenzo De Lucia).

Da qui un susseguirsi di battute a ripetizione e sketch esilaranti che hanno il loro culmine all’entrata in scena dell’operaio Carmine (Jury Monaco). Eccezionali davvero i duetti comici tra Caputo e Monaco, alle prese con indagini di ristrutturazione dai metodi “molto particolari” e buffe terminologie. Lo stesso Jury Monaco a volte non sa trattenersi dal ridere prima della battuta, e gradevolmente improvvisa con dei fuori copione riuscendo a coinvolgere il pubblico. Ma quali conseguenze ci saranno per Mario e Silvia? I semplici lavori di pochi giorni si protrarranno per parecchio tempo, suscitando nella coppia la novità, l’uscita dalla monotonia nel loro rapporto. Questo disagio casalingo paradossalmente permetterà di riunirli in casa, ritrovare il dialogo perso e di riscoprire la loro storia d’amore. Per l’intimità invece, con la presenza ancora di Carmine,  ci sarà “da lavorare”…. 🤣

A sinistra Michele Caputo e Jury Monaco, a destra con Vincenzo De Lucia nel ruolo della madre

Come sopravvivere ai lavori in casa ha confermato le attese con un divertimento notevole, pulito, mai pesante. E’ risultato però un pò privo di trama, specie verso il finale, dove è inscenato frettolosamente come la coppia si riavvicini nuovamente all’amore. Spiace che sia stata questa l’unica data dello spettacolo nella capitale, in quanto merita di essere visto per trascorrere una serata in piena allegria e spensieratezza.

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