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Pasquale Monaco, il pittore dei contrasti

Il 10 giugno si è inaugurata, presso il Teatro San Genesio,Niagara, i migliori anni”. La raffinata mostra ospiterà le armoniche opere del pittore Pasquale Monaco, con la quale si chiude la sezione artistica della 5° edizione del Vitala Festival. L’esposizione gratuita rimarrà allestita fino al 21 giugno e sarà visitabile nelle ore pomeridiane, previo appuntamento o contestualmente ai prossimi eventi in programma presso il Teatro.

Pasquale Monaco, “Niagara”, 150 x 150 cm

La mostra

Il titolo della mostra “Niagara, i migliori anni” e il dipinto sono un omaggio ed una testimonianza vissuta dal pittore Pasquale Monaco all’età di 20 anni.  Nel quartiere Vomero di Napoli degli anni 70, tutti i giovani come lo stesso Monaco amavano ascoltare musica e riunirsi nel fine settimana nelle cosiddette “comitive”. Niagara era il nome di un famoso locale sala da ballo dove si ascoltava buona musica. Questo dipinto è appunto nel ricordo degli anni belli….i migliori ! Un ringraziamento ad Anna Maria Volpacchio per il prezioso aiuto nell’organizzazione di questa mostra.

Da sinistra a destra alcuni dipinti di Pasquale Monaco: “Rosso” 80×40 cm, “Città ideale” 100×150, “Flowers 80×50 cm.

L’artista e il suo stile

Pasquale Monaco è nato a Napoli nel 1948. Vive e lavora a Roma dal 1983. Ha frequentato l’Istituto delle Porcellane di Capodimonte e l’Accademia Napoletana di Belle Arti. Dal 1970 svolge un’intensa attività artistica con numerosissime mostre personali e collettive. Ha ricevuto numerosi premi e significativi riconoscimenti e alcune sue mostre personali sono state seguite con attenzione dalla stampa e presentate da RAI 2.  Nel 1978 ha eseguito una pala d’altare alla chiesa dei Padri Francescani di Pollica (Cosenza). Le sue opere sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche, sia in Italia che all’estero. A Roma nel Ministero dell’archeologia, nell’Università “La Sapienza”, nel Ca/Pit, nell’Associazione Nazionale dei Giornalisti, nella Federazione Italiana di Arti Figurative, nella Fao e nei Musei Vaticani. La pittura di Pasquale Monaco evidenzia uno stile personale e libero. Essa parte da una base impressionista, dando vita a rappresentazioni reali e fantastiche che mostrano lo scorrere del tempo, il passare delle stagioni. Forti sono i contrasti di luci ed ombre con colori vividi evidenziati da cambiamenti di luce. Il lato espressionista privilegia l’emotività, dove tratti decisi e colorazioni finiscono per indicare stati d’animo ribelli e vissuti delle sue creature. Nelle opere del maestro Pasquale Monaco lo spazio non usa la prospettiva geometrica ma sperimentale. L’ effetto risulta meno statico grazie alla maggiore libertà delle pennellate di colore. Le figure e i paesaggi presentano quasi intercambiabilmente un linguaggio unico. L’aspetto straordinario di Monaco è proprio l’unione stilistica tra due elementi contrastanti. Ad esempio si possono notare tratti agitati, tipici di un sentimento dionisiaco, armonizzati con la calma olimpica che uniforma serenamente tutti i lati delle figure femminili e maschili.

Quando:

10 Giugno – 21 Giugno

Info e prezzi:

Ingresso gratuito

347-8248661; wonderwallenter@gmail.com

Dove:

Teatro San Genesio, via Podgora , 1 Roma

Franc Cinelli live al Vitala Festival

Il Vitala Festival, organizzato da Fabiana De Rose in collaborazione con il Teatro San Genesio, è una rassegna di natura filantropica con lo scopo di promuovere e sostenere musicisti, cantanti, artisti del settore musicale e delle arti visive. Da settembre 2016 ha presentato un calendario articolato e variegato per genere e composizione dei gruppi musicali ospitati. Il Festival chiude la sua 5° edizione con un grande concerto all’insegna del Blues, Folk e Rock. Il cantautore italo-inglese Franc Cinelli si esibirà infatti sul palco del Teatro San Genesio sabato 10 giugno alle ore 21,00 presentando i brani dal suo nuovo albumThe Marvel Age“. Lo affiancheranno Laurence Saywood al bassoDrew Manley alla batteria.

Una musica piena di promesse

Franc Cinelli, bluesman cantante, autore e polistrumentista, è nato a Roma, cresciuto a Londra e vissuto tra Inghilterra e Stati Uniti. Il suo è un rock di stampo angloamericano, ma dal cuore italiano. La sua musica è stata descritta dalla stampa inglese “come il sole che tramonta sul deserto, ed è ricca di candore fanciullesco”. Dopo numerosissimi concerti nei pub, teatri londinesi e in ogni angolo della Gran Bretagna, Franc Cinelli si è fatto conoscere ed apprezzare anche negli Stati Uniti, esibendosi in locali prestigiosi come il Sidewalk Café, la Rockwood Music Hall di N.Y. e nei templi del folk di Nashville. In seguito all’omonimo album di successo, prodotto da Danton Supple (che ha lavorato per i Coldplay e Morrissey), nel 2013 Franc Cinelli ha lanciato “Alcatraz Ep”, 5 brani in cui canta le storie di alcuni prigionieri del famoso carcere. Nel 2014, con l’album strettamente folk “I Have Not Yet Begun To Fight”, ha ottenuto diversi sold-out sia alla Royal Albert Hall di Londra con Ligabue, al Blue Note di Milano (in una esibizione TV per Sky con il suo fan Joe Bastianich) e a New York

Il nuovo album

Il bluesman italo-britannico torna con un nuovo sorprendente album che attraverso il blues ed il folk cerca il suo lato pop, ispirato ai suoi maestri Springsteen e Dylan. Completamente realizzato e prodotto dallo stesso Cinelli, “The Marvel Age” è il disco che consacra Franc come uno dei principali artisti italiani capaci di proporre questo particolare ed amatissimo genere anche a livello internazionale. “The Marvel Age” arriva dopo 12 mesi di tour intensi, e mostra un artista in continua e determinata ricerca del suo percorso stilistico. Un disco che nasce da una vena folk, dove viene usato un ritmo che rende gli arrangiamenti vibranti e imprevedibili. Lo scorrere delle 10 canzoni dell’album, portano il cuore e la testa nei grandi spazi americani e in luoghi inediti. Il disco è stato scritto durante i lunghi tour che tra il 2013 e il 2014 hanno portato Franc ad esibirsi in UK, USA e la nativa Italia. Le persone incontrate ed i posti visitati in quel tour, dallo stretto di Messina al nord dell’Inghilterra, sono tutti presenti nei 10 brani. Franc ha prodotto l’album a Londra nel suo Song Circle Studio con l’aiuto della sua live band, composta da Laurence Saywood al basso e Drew Manley alla batteria. Il nuovo tour partirà proprio dalla tappa al Teatro San Genesio con cui si chiuderà il Vitala Festival.

Si ringrazia per il materiale ufficio stampa Sara Battelli

Social:

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Quando:

Sabato 10 Giugno ore 21.00

Prezzo:

Intero 15€ (include primo drink al bar del foyer);  Ridotto 13€ (studenti/bambini).

Info/prenotazioni:

347-8248661wonderwallenter@gmail.com

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora, 1 – Roma (Piazza Mazzini)

Don Chisciò vince la prima edizione di conCorto

La serata finale del 28 aprile di conCorto ha incoronato vincitore Don Chisciò, il testo scritto da Pierpaolo De Mejo ed interpretato dallo stesso autore, Olivia Cordsen, e Alessandro Lupi. Il corto teatrale si è aggiudicato sia il Primo Premio assegnato dalla giuria popolare, ossia dal pubblico presente in sala, pari a 1000 euro, sia il Premio della Critica di 400 euro assegnato da una giuria di qualità composta per l’occasione dalla sceneggiatrice Giulia Calenda, la regista Veronica Olmi, il regista e attore Claudio Capecelatro, il giornalista Paolo Leone e il regista Davide Frasnelli.

Da sinistra i vincitori Pierpaolo De Mejo, Olivia Cordsen e Alessandro Lupi, Ph Giulio Tiberi

Chi non ha paura di lanciarsi contro i mulini a vento?

Il giudizio del pubblico e dei tecnici ha premiato un testo intenso e significativo che ha saputo ben coniugare un linguaggio comico e leggero con la drammaticità della vicenda. I protagonisti sono un ragazzo pugliese (Pierpaolo De Mejo) tifoso interista e una ragazza (Olivia Cordsen) che si crede il celebre cavaliere errante del romanzo di Cervantes, appunto “Don Chisciò”, accompagnato dal suo scudiero Sancho Panza (Alessandro Lupi). Detenuti in uno ospedale psichiatrico, i due danno vita a dialoghi surreali che vanno dal goal storico di Antonio Cassano allo stadio San Nicola di Bari ai racconti di battaglie, sfide tra giganti e mulini a vento. Gli attori che si sono immedesimati nei personaggi, hanno trasmesso agli spettatori la simpatia giusta grazie anche alla semplicità con cui si sono proposti sul palco.

Alcune scene di “Don Chisciò”, con Pierpaolo De Mejo e Olivia Cordsen

Al posto d’onore anche…

Gli altri due corti finalisti che si sono esibiti non sono stati certo da meno, visti anche i temi impegnati e emozionanti. Su questa porta io scriverò il tuo nome di Elena Zonta e interpretato con una ottima performance dalla protagonista Alex Elton, ha raccontato il dramma della perdita e dell’abbandono. I ricordi, la follia e le lacrime perse tra il suono del carillon che intona le note di Bjork. Da “pelle d’oca” il racconto di Rukelie di Peppe Millanta, con Antonio De Nitto che narra dettagliatamente la storia del pugile di origini sinti Johann Trollmann, una delle vittime dimenticate del porajmos, il genocidio degli zingari durante la seconda guerra mondiale da parte dei nazisti. Una menzione speciale è andata ad uno dei corti teatrali che non si è qualificato per la finale, ma che è stato particolarmente apprezzato dagli organizzatori del concorso, ossia Audizione di Chiara Arrigoni e Francesco Toto con protagonisti Massimo Leone, Andrea Ferrara e Chiara Arrigoni.

Il Teatro San Genesio ha così concluso un’ottima prima edizione della kermesse conCorto, dando visibilità e voce a giovani compagnie teatrali e autori che lavorano con entusiasmo e talento alla sperimentazione di nuovi linguaggi. Un’idea che ha trionfato anche a livello di partecipazione del pubblico. Alla prossima!

Al via la prima edizione di conCorto

Dal 25 al 28 aprile si terrà la prima edizione di conCorto al Teatro San Genesio.

Nove corti di artisti provenienti da tutta Italia si fronteggeranno in tre serate preliminari e una finale durante la quale la giuria popolare assegnerà il primo premio e una giuria artistica il premio della critica.

 

9 corti un solo vincitore

Il 25 aprile prenderà il via la prima edizione di conCorto, una rassegna di corti teatrali indetta dal Teatro San Genesio di Roma per favorire la sperimentazione di nuovi linguaggi e promuovere autori emergenti. In palio un primo premio in denaro di 1000,00 euro e un premio della critica di 400,00 euro. Il concorso, al quale sono stati ammessi dopo un’attenta selezione nove corti teatrali, scelti tra oltre 60 lavori provenienti da tutta Italia, si svolgerà in quattro serate, tre preliminari e una finale che si terrà il 28 aprile.

La serata del 25 aprile vedrà in scena:

19 minuti e 40 secondi, scritto e interpretato da Valeriano Solfiti e Emiliano Valente. È tempo di baciarsi, è tempo di amarsi, è tempo di rivoluzione. Due cicli di vita, una bimba che cresce, un anziano in punto di morte, si intrecciano, si sfiorano, ciclicamente si uniscono. Cos’è questa convenzione chiamata tempo? Siamo noi che viviamo ogni giorno nello spazio. le nostre azioni rimangono nello spaziotempo come immagini, fotogrammi destinate a segnare un evento, a segnare un prima e un dopo.

L’Imbroglietto, di Niccolò Matcovich, con Livia Antonelli e Valerio Puppo (Compagnia Habitas). E’ uno spudorato omaggio a Karl Valentin e Liesl Karlstadt. Un divertissement che, mettendo in scena l’archetipica coppia, rappresentata da due tipi non ben definiti e con sembianze di clown, riflette “alla leggera” sulla situazione critica che vive il teatro oggi in Italia, in un simpatico gioco al massacro condotto da una sadica bigliettaia sotto mentite spoglie di un MacBook Pro. In un’infinità di giochi di parole, equivoci, gag esilaranti e spassose. L’ Imbroglietto focalizza la sua attenzione sulle contraddizioni, i luoghi comuni, le ingenuità e le cattiverie umane ambientate in ambito teatrale.

“L’Imbroglietto”, performance al Teatro Studio Uno.

Su questa porta io scriverò il tuo nome, di Elena Zonta, con Alex Elton. Due bambine, una donna, una stanza. Un ricordo sospeso nel tempo che attraversa il dolore di una perdita e di un abbandono, dove la vita si confonde con la follia, la morte, il sogno.

Il 26 aprile sarà invece la volta di:

Don Chiscio’, di Pierpaolo De Mejo, con Olivia Cordsen, Pierpaolo De Mejo e Alessandro Lupi. Mentre allo stadio San Nicola di Bari Antonio Cassano segna un gol che passerà alla storia, a Montiel si sfidano giganti e cavalieri erranti. Un ragazzo pugliese che da sempre tifa Inter e il celebre protagonista del romanzo di Cervantes. Qualcosa di grottesco, atroce, gelidamente reale li accomuna.

Sindrome di Stendhal, di Adriano Bennicelli, con Alessandro Di Somma. Il corto teatrale si muove nel campo della critica surreale alla società dei consumi, dove tutto è troppo, dove tutto è superfluo e al contempo talmente eccessivo da gettare il consumatore in uno stato confusionale tale da evocare la celebre “sindrome di Stendhal”.

Audizione, di Chiara Arrigoni, con Massimo Leone, Andrea Ferrara e Chiara Arrigoni. In uno squallido scantinato si sta svolgendo un’audizione per un misterioso incarico che può fruttare, in una sola sera, centomila euro. Tra i due candidati, Sarah e Miguel, solo il più motivato (o il più disperato?) riuscirà a conquistare il posto.

“Audizione”, foto tratta dal Festival ContaminAzioni 2016.

La terza serata preliminare, quella del 27 aprile, vedrà infine sul palco:

Rukelie, di Peppe Millanta, con Antonio De Nitto. Il monologo è dedicato alla storia del pugile sinti Johann Trollmann, conosciuto come Rukelie, che osò sfidare il regime nazista. Dopo essere stato campione di boxe in Germania, viene sterilizzato e mandato in un campo di sterminio, dove morirà dopo un ultimo incontro di pugilato per la vendetta di un Kapò, riuscendo però ad infondere coraggio e speranza agli altri detenuti sinti che erano con lui. Si tratta della prima parte di una trilogia che l’autore Peppe Millanta, con la sua “Scuola Macondo – l’Officina delle Storie”, e l’attore pugliese Antonio De Nitto stanno dedicando alle storie dimenticate dello sterminio nazista.

Il circo invisibile, di Angelo Orlando, con Cristina Pedetta e Sandro Calabrese. Un aspirante comico si ritrova in una sala, dove si tengono delle audizioni. Qui incontra il suo esaminatore che si trasforma ben presto, in una sorta di aguzzino della parola. Il rapporto di dipendenza che si crea tra i due personaggi è immediato e ciò che ne deriva, è un gioco scenico basato sul botta e risposta che innesca una sorta di danza della ragione attorno ai due poli della comicità: un comico e una spalla.

Countdown, della compagnia Polis Papin, con Cinzia Antifona, Valentina Greco e Francesca Pica. E’ una performance nata dalla collaborazione con lo scenografo e creativo Domenico Latronico. Un lavoro in cui i linguaggi della pittura e della recitazione sono costantemente in  dialogo, coabitano, si intrecciano, dando vita ad una messa in scena di grande impatto col  pubblico. Il potere evocativo delle immagini  proiettate e  i  corpi  e  le  voci  delle  tre  attrici  che  vi  interagiscono dal vivo, divengono una esperienza totalizzante e poetica  che  cattura lo spettatore  fino  a portarlo ad interrogarsi sul controverso rapporto fra l’uomo e il pianeta in cui abita e agisce. Countdown è un viaggio. Un’inedita visione del globo attraverso i quattro elementi naturali. È un’allucinazione sull’uomo e la sua inadeguatezza, sull’ambiguità del suo rapporto con la natura. Un’evocazione, un’invocazione, la descrizione di una meraviglia e della condanna a una convivenza. Cosa accadrà alla fine del Countdown?

“Countdown”, in un live della compagnia Polis Paplin

E’ il pubblico a decidere

A giudicare i corti sarà una giuria popolare composta dal pubblico presente in sala che al  termine di ognuna delle singole serate, decreterà un corto finalista. Ogni spettatore sarà infatti invitato ad esprimere un voto di preferenza attraverso una scheda di valutazione che gli sarà consegnata al momento dell’ingresso in sala. Si aggiudicherà la finale di conCorto chi raccoglierà il maggior numero di punti. I tre corti finalisti si fronteggeranno poi nella serata finale, al termine della quale la giuria popolare proclamerà il corto vincitore del concorso e una giuria artistica, composta da tecnici del settore tra autori, attori e giornalisti, proclamerà il vincitore del premio della critica. Non resta che attendere!

Si ringrazia per il materiale ufficio stampa Sara Battelli

Prezzo:

Le quattro serate, con inizio alle ore 20,45, prevedono un biglietto per il pubblico di € 5 a sera.

Info:

 tel: 06.3223432 ; info@teatrosangenesio.it

teatrosangenesio

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora, 1 – 00195 Roma