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“Io e Peter Pan”, una nuova commedia contemporanea e fuori dagli schemi

Dal 17 al 28 ottobre al Teatro le Salette, andrà in scena “Io e Peter Pan”, una commedia in due atti decisamente brillante, ironica e colorata di emozioni e stati d’animo, scritta da Silvestro Longo e promossa dall’Associazione La Piccola Stanza. Questa nuova pièce vedrà protagonisti sul palco gli attori Andrea De Bruyn e Francesca La Scala. Ad affiancarli un cast di giovani ed esperti performers come Chiara Cincis, Cinzia Greco, Antonietta D’Angelo, Stefania Capece, Valerio Riondino e Nicola Di Lernia. La regia sarà a cura di Cristiano Vaccaro.

A partire da sinistra l’attore Andrea De Bruyn con Francesca La Scala; al centro tra Chiara Cincis, Antonietta D’Angelo e Valerio Riondino; e a destra insieme a Cinzia Greco

Ci sono uomini che hanno paura di crescere ed esprimono una vera e propria immaturità affettiva. La chiamano “Sindrome di Peter Pan”, ovvero una condizione psicologica che porta molti soggetti a vivere un’esistenza di eterna fanciullezza. E proprio a loro (ma non solo) è dedicato questo nuovo spettacolo. Una storia decisamente originale, contemporanea e fuori dagli schemi, che non seguirà quindi la narrazione classica. Ci sarà un Peter Pan decisamente cresciuto, pronto a ripercorrere tutta la sua carriera per far riflettere ed insegnare sul modo giusto di rapportarsi alla vita.

Quando:

Io e Peter Pan” dal 17 al 28 ottobre 2018

feriali ore 21.00, domenica ore 18

Info e prezzi:

06 6476 0536   posto unico € 11 + 2 di tessera associativa

Dove:

Teatro Le Salette, Vicolo del Campanile, 14, 00193 Roma

“Attrazioni Cosmiche”, quando i problemi di cuore si risolvono in compagnia

Il debutto stagionale del Teatro Marconi di Roma si apre il 18 ottobre con la divertentissima commedia “Attrazioni Cosmiche“, un romanzo originale di Giovanna Chiarilli. L’adattamento al testo e la regia saranno a cura di Marco Cavallaro. Il cast artistico prevede lo stesso regista, affiancato sul palco da Maria Chiara Centorami, Ramona Gargano, Marco Maria Della Vecchia, Maria Lauria e Marzia Verdecchi. Lo spettacolo resterà in scena fino al 28 di ottobre.

Attrazioni Cosmiche ruota attorno al disperato bisogno d’amore che alberga nel cuore di uomini e donne, e che porta a compiere comportamenti irrazionali. All’interno di un ristorante, che si appresta alla preparazione della cena per il veglione di San Silvestro, gli amori e le storie personali di ognuno s’intrecciano e trovano sfogo nei drammi dell’altro. Qui la proprietaria Marcella (Maria Lauria) ha appena scoperto il tradimento del marito, mentre lo chef Walter (Marco Cavallaro) soffre ancora per l’abbandono dell’ ex moglie.

Verranno coinvolti anche una serie di personaggi, anch’essi alle prese con i propri fallimenti sentimentali. Giorgia (Ramona Gargano), che lavora come cameriera nel locale, è arrabbiata e delusa con l’amato collega Riccardo (Marco Maria Della Vecchia), uomo che si dà parecchio da fare con le donne. Emma (Maria Chiara Centorami), bellissima rappresentante di zona, invece, non riesce ad avere relazioni stabili. Poi c’è l’ amica di Marcella, Barbara (Marzia Verdecchi), anche lei tradita e confusa, che regalerà al pubblico tante risate con i suoi sketch.

Alcune scene di Attrazioni CosmicheA sinistra Cavallaro insieme a Marco Maria Della Vecchia; a destra con Maria Lauria. (foto Valerio Faccini)

La commedia vedrà quindi un susseguirsi di esilaranti eventi che porteranno ad un caos effettivo e affettivo, in cui nessuno potrà dirsi innocente. Traditi e traditori si troveranno a confronto, recriminandosi i relativi comportamenti e tentare di nascondere le proprie colpe. Ma quale sarà la soluzione a questo scompiglio? Un amore più alto e “universale” che oltrepassa quello privato e soggettivo. Quello che porta tutti a perdonare tutti, a mettere da parte vendette e risentimenti personali e riportare armonia ed equilibrio: l’amicizia. Avere qualcuno a fianco può portare a cercare in altri quel calore che altrove manca. L’emozione vera e viva che ci fa sentire amati quando si fugge dai problemi quotidiani.

Quando:

Dal 18 al 28 ottobre

Dal giovedì al sabato ore 21.00, domenica ore 17.30

Info e prezzi:

tel 065943554 ; info@teatromarconi.it

Biglietto intero € 24 ; ridotto € 20

Dove:

Teatro Marconi, viale Guglielmo Marconi 698e

Mangia! , lo specchio della realtà odierna raccontato da Anna Piscopo

Mangia! , lo spettacolo scritto, autoprodotto ed interpretato da Anna Piscopo ha debuttato ieri al Teatro Tordinona, dove sarà in scena fino al 14 ottobre. Il monologo è reduce da una serie di riconoscimenti come il Premio Nazionale di Letteratura e Teatro Italiano “Nicola Martucci” e quello come Miglior Spettacolo per “Corti in Pietralata”. Inoltre la Piscopo ha ricevuto anche il premio “Miglior Attrice del Teatro Lo Spazio”. La pièce usa il cibo, aspetto centrale nella cultura italiana, come metafora di uno stato di crisi esistenziale più che economica. Un ritratto veritiero e preoccupante di un paese non bello, visto e interpretato dagli occhi e dal corpo dell’attrice.

Sinossi

Mangia! è un monologo cabarettistico e al contempo drammatico, in cui l’attrice interpreta più personaggi che dialogano tra di loro. Viene raccontata così la storia di una giovane ragazza pugliese che vorrebbe trovare un suo posto nel mondo, lavorare, essere felice e amata. Tuttavia i condizionamenti familiari, soprattutto della mamma autoritaria, la fanno vivere in un clima ansioso ed opprimente. L’ossessione continua per il cibo, il confronto perso con l’inarrivabile sorella “perfetta”, e la i crisi economico-culturale del suo Paese la gonfiano di rabbia. Anche le amicizie disattendono le sue aspettative, emarginandola e deridendola in maniera pesante.

Scrollandosi di dosso tutte queste situazioni da cui è sopraffatta, la donna decide di andare all’inseguimento disperato della sua indipendenza. Trasferitasi a Roma dall’arcigna zia, confusamente va in cerca di lavoro e fidanzato. Ma qui purtroppo troverà un’occupazione poco onorevole e un uomo che, illudendola, la sfrutterà solo per interessi sessuali. Travolta da un nuovo mondo brutale che finisce per divorarla ancor di più, la protagonista sarà costretta così a tornare a casa dai genitori dopo la sfortunata parentesi romana. Chiuderà con un finale tragico ma paradossalmente liberatorio per lei, proprio come chi ingurgita pietanze e poi le elimina durante una furia bulimica.

Conclusioni

Anna Piscopo è riuscita a trasmettere tutta la carica emotiva del personaggio, sia dal punto di vista drammatico che umoristico. Il suo testo, profondo e a tratti molto crudo, ha voluto comunicare la crisi esistenziale di una giovane donna comune del mondo di oggi. E tutto questo è stato messo in scena con un’instancabile dialettica ed una molteplice espressività, utilizzando una scenografia semplice e minimale. Risulta azzeccata altresì la scelta di alternare momenti ironici col simpatico dialetto pugliese ad altri molto seri, i quali sanno attirare in modo giusto l’attenzione dello spettatore. Mangia! ha quindi centrato l’obiettivo di far riflettere sul tema della società feroce, regolata dalla legge del più forte, quella di chi sfrutta per non essere sfruttato. Un messaggio diretto e potente che arriva come un pugno in pancia preso dalla realtà odierna.

© Riproduzione riservata

Quando:

Dal 9 al 14 ottobre 2018

Info e prenotazioni :

+39 3272617974

Dove:

Teatro Tordinona, via degli Acquasparta 16

“La Cena” inaugura la prima stagione teatrale di Teatrosophia

La prima stagione di Teatrosophia, lo spazio teatrale nel cuore di Roma tra Piazza Navona e Castel Sant’Angelo diretto da Guido Lomoro, prende il via il 20 settembre. Saranno 24 gli spettacoli in cartellone, due mostre di pittura, una di scenografia, spettacoli per bambini, corsi di recitazione, reading e musica, un cartellone ricco di appuntamenti. Ad inaugurare il cartellone iniziale è lo spettacolo scritto da Giuseppe Manfridi: “La Cena”. In scena l’attore Andrea Tidona accompagnato da Chiara Condrò, Stefano Skalkotos e Cristiano Marzio Penna. La regia sarà diretta da Walter Manfrè. La pièce, prodotta dal Teatro della Città di Catania, resterà in scena fino al 7 di ottobre.

Sinossi e cast

Una sontuosa tavola apparecchiata per 30 persone, spettatori inclusi. Un capo cameriere che serve dell’ottimo vino. Attorno alla tavola gli spettatori, invitati a La Cena, e con loro gli attori protagonisti dello spettacolo. Un padre, una figlia, il suo fidanzato e il maggiordomo, accomodatisi al tavolo insieme agli ospiti, iniziano una discussione riguardante misteriosi affari di famiglia, di natura assolutamente personale, che turberanno gli invitati. Al centro della discussione vicende del passato e del presente caratterizzate dalla più assoluta impudicizia. Esperienze che coinvolgeranno appieno il pubblico.

La scena è quella del ritorno a casa di una figlia (Chiara Condrò), fuggita da tempo. Una riconciliazione è ciò che tutti si attendono, ma non il perfido padre (Andrea Tidona) che progetta una trama diabolica ed un tranello per la figlia e il futuro genero (Stefano Skalkotos). L’uomo riesce a solleticare gli istinti dei due giovani e ad operare magistralmente per far emergere i loro lati peggiori e misteriosi. Il giovane fidanzato è debole ed avido, la figlia ha la forza di reagire ma si accontenta, mediocremente, di un amore forse non vero. Anche il maggiordomo (Cristiano Marzio Penna) non viene risparmiato, rivelando la sua sete di denaro, per cui sacrifica la propria e l’altrui dignità. La tensione si farà insostenibile di pietanza in pietanza

Il testo è stato scritto da uno dei più importanti drammaturghi italiani contemporanei, Giuseppe Manfridi, che ha badato a restituire un’opera carica di tensione drammatica e di ironia che alla fine lascia tramortito il pubblico. Lo spettacolo debuttò a Roma nel 1992 e da allora ha visitato i più importanti teatri italiani (Nazionale di Milano, Delle Arti di Roma, Niccolini di Firenze). Nel 2016 ha preso nuovamente vita, debuttando nel Salone del Castello Aragonese di Comiso (Ragusa), aprendo ben due stagioni del Teatro Garibaldi di Modica. Recentemente è stato in scena a Catania nel cartellone del Piccolo Teatro della Città.

Quando:

Dal 20 Settembre al 7 Ottobre 2018

(dal giovedì alla domenica) ore 21 – domenica ore 18

Info e costi:

info@teatrosophia.it – tel: 06.68801089 – 375.5488661 – web: www.teatrosohpia.com

Biglietti 18€ + 2€ tessera associativa del teatro

Dove:

Teatrosophia, via della Vetrina 7 – Roma

Al via il festival ContaminAzioni, con spettacoli teatrali degli allievi della “Silvio D’Amico”

Da oggi fino al 23 settembre, presso il Teatro India di Roma, partirà la XII edizione del festival ContaminAzioni. Protagonisti 21 spettacoli autogestiti dagli allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. I liberi esperimenti teatrali dei giovani attori accademici saranno fruibili dal pubblico con ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti. Quest’anno il simbolo del festival ContaminAzioni sarà la Torre di Babele, origine delle differenze tra i linguaggi dell’Uomo e anche luogo di interazione e contaminazione reciproca. Esattamente ciò che vuole mettere in scena ContaminAzioni. Inoltre ci sarà una cooperazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma. Entrambi gli studenti delle due istituzioni lavoreranno sinergicamente per la realizzazione dei progetti del festival. Infatti anche i giovani artisti di “Belle Arti” invaderanno il foyer del Teatro India con la loro mostra collettiva. Di seguito l’intera programmazione teatrale che potrete visitare anche sulla pagina facebook ufficiale Contaminafest.

Martedì 18 Settembre

“Le mille e una notte di Shaharazad” aprirà alle ore 17.00 il festival ContaminAzioni nella sala A. Seguirà alle 18,30 “Candy, memorie di una lavatrice”, la storia “vera” dell’elettrodomestico che vuole ambire al titolo di “migliore d’Italia”. È il caso di Candy che, nel suo tentativo di migliorarsi, imparerà a conoscere i loschi segreti dei suoi detestabili proprietari. In serata andranno in scena altri due spettacoli. Alle 20.00 verrà proposto “Numeri rimasti“, di Davide Panizza. In una dimensione prenatale migliaia di vite aspettano di poter accedere alla Terra. Per stabilire chi tra loro godrà di questo privilegio si inscena un reality show, alla fine del quale solo 2 dei numeri rimasti si contenderanno il diritto di un nome e un’esistenza terrena. Successivamente sarà il turno di “Roger Thornhill”, per la regia di Lorenzo Ciambrelli e Evelina Rosselli. E’ la storia di 5 ragazzi con un solo obiettivo: sovvertire il corrotto sistema capitalistico. Annullare le singole identità, al fine di crearne una fittizia con il nome di Roger Thornhill, sembra essere l’idea vincente, o forse, no!

Mercoledì 19 Settembre

Gli spettacoli pomeridiani previsti per mercoledì saranno “Senza parole” (ore 17) e “Quattro piccole bambine” (ore 18,30). Alle 20 andrà in scena la storia antica di Salomè, tratta dall’omonimo dramma di Oscar Wilde. Desiderio e potere sono alle basi dello spettacolo diretto da Eros Pascale. La protagonista intende salvare il profeta Iokanaan, prigioniero di Erode, di cui è fortemente attratta. Una volta liberato, l’uomo però la rifiuta sdegnato. Salomè sceglierà la vendetta, richiedendo al re la testa del profeta su un bacile d’argento per poterlo baciare. Sotterfugi, fraintendimenti e inganni saranno i temi in “Delphi Park (ore 21.30) di Giuseppe Maria Martino. Il testo è tratto da La morte della Pizia, breve racconto dello scrittore svizzero Friedrich Dürrenmatt. Si raccontano le ultime ore di vita della Pizia, portatrice del vero. Una domanda che sorge: dove risiede il monopolio della verità, se il malinteso è alla base dei rapporti anche col divino?

Giovedì 20 Settembre

In Hotel Excelsior (ore 17) l’amore e la guerra fanno da sfondo alla Germania nazista e si intersecano nella storia di Salvo, giovane innamorato di Mirella, prostituta d’alto bordo nonché oggetto del desiderio di un ufficiale tedesco. Testo e regia a cura Claudio Cesaroni. Tra gli interpreti Michele Enrico Montesano, Anastasia Doaga e Matteo Binetti. Alle 18,30 il cellulare sarà protagonista in “Allegata”, di Andrea Giovale. Il dispositivo contribuisce alla storia d’amore e abbandono di Giorgia, ricostruita attraverso sms, email e messaggi whatsapp. Seguirà poi alle ore 20 “In alto il Sole in basso“. Alle 21.30 andrà in scena “Due addetti alle pulizie”. Qui 2 personaggi, intenti a pulire uno scantinato, affronteranno tante domande sulla natura del loro lavoro, tanti conflitti che nascono da una normale chiacchierata. In questo Spin-Off de “Il Calapranzi” di Harold Pinter, una riflessione sulla banalità del male che coinvolge tutti, ognuno a modo suo.

Venerdì 21 Settembre

Dopo il diluvio“, di Dario Postiglione, aprirà la giornata di venerdì alle ore 17. Un ex professore, divenuto scrittore di romanzetti generazionali, viene invitato a tenere un convegno nella sua città natale, da cui era fuggito vent’anni prima. Il disprezzo, in questo articolato discorso agli studenti e ai suoi ex concittadini, farà posto al diluvio dei ricordi, inattesi. Seguirà alle 18,30 “La Malvarosa“. Alle 20 ci sarà lo spettacolo “Sul divano”, di Marco Valerio Montesano e del fratello Michele Enrico (insieme a Francesco Petrella). È la storia di 2 ragazzi e un divano circondato da bottiglie di birra, vuote. L’amara sorpresa di non avere più alcol a portata di mano e il vicino di casa che bussa d’improvviso, sconvolgerà la solita routine alcolica dei due.

Sabato 22 e Domenica 23 Settembre

Il pomeriggio di sabato prevede due spettacoli: ContrAtto (alle 17.00) e “La signora del piano di sopra sta partendo” (18,30). In serata, alle ore 20, verrà inscenato “Vendemmia“, di Luigi Siracusa, dove si affronta un rito antico in cui morte e rinascita si inseguono. L’uva diventa vino, il vino diventa nutrimento per l’uomo. Un viaggio dal drammaturgo Euripide ad altri autori nel mondo della vendemmia e delle sue baccanti. L’ultima giornata del festival inizierà con lo spettacolo “Chi sono D(io)”, alle ore 17. Concluderà “Preferisco star sveglio di notte“, di Cecilia Bertozzi, Carlotta Gamba e Diego Parlanti. Il racconto si svolge di notte, e in una casa poco illuminata si aggira Presley, pallido e con gli occhi arrossati. Haley, invece, con indosso una vecchia camicia da notte cerca di dormire. Ma un latrato dall’esterno inasprirà le paure e la ansie dei due, amplificate dalla notte.

Quando:

Dal 18 al 23 settembre

Dove:

Teatro India, Lungotevere Vittorio Gasman, 1, Roma

Marconi Teatro Festival, tutti i colori dell’arte

Si svolgerà dal 4 al 29 luglio la seconda edizione dell’evento estivo Marconi Teatro Festival: Tutti i colori dell’arte, che regalerà a tutti una Grande Estate a Roma. La scorsa edizione ha registrato un grande riscontro tra il pubblico e gli addetti ai lavori. Quest’anno sono stati allestiti 2 palchi, uno interno e uno esterno, che ospiteranno, in quattro settimane, più di 40 spettacoli e 150 artisti, per un totale di 500 posti a sedere. L’iniziativa è parte del programma dell’ Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale. Claudio Boccaccini, Michele Paulicelli, Paolo Triestino, Marco Simeoli, Francesca Nunzi, Tiziana Sensi, Marco Cavallaro, Pietro De Silva, Geppi Di Stasio, sono solo alcuni dei nomi presenti al Festival fortemente voluto di Felice Della Corte, direttore artistico del Teatro Marconi, il quale ha affermato che:

Il Marconi Teatro Festival si pone come centro di aggregazione in primo luogo per il quartiere in cui nasce e poi per la città: un’isola culturale stabile che vivrà costantemente e in continuità con l’attività invernale del Teatro.

A sinistra “Forza venite gente” (foto Luana Belli);  a destra Ketty Roselli in “Molto sudore per nulla“. 

Si parte il 4 luglio alle 17.30, con uno spettacolo che da sempre cattura il cuore degli spettatori. In scena il musical di Michele Paulicelli Forza venite gente, la storia San Francesco d’Assisi raccontata in musica e in prosa. Lo spettacolo sarà in scena anche dal 5 all’8 luglio alle 21.15 con Paulicelli e la partecipazione straordinaria di Roberto D’Alessandro. Sempre il 4 luglio alle 21, e in replica il 21 luglio, sarà in scena Oggi sposo, monologo brillante e ironico sull’amore perfetto che non esiste, diretto da Duilio Paciello, di e con Matteo Cirillo vincitore del Premio Traiano. Il 5 luglio alle 21.00, dopo il sold out dello scorso anno, torna Ketty Roselli che, accompagnata al piano da Antonio Nasca, metterà in scena i suoi monologhi comici in Molto sudore per nulla.

Il 6 luglio la Compagnia delle arti, diretta da Antonello Avallone, ci accompagnerà nel meraviglioso viaggio del pianista sull’oceano immaginato da Alessandro Baricco con lo spettacolo Novecento. Ancora un monologo, che utilizza diversi registri di umorismo, quello proposto il 7 luglio da Roberta Calandra con lo spettacolo Il Buco, con Nadia Perciabosco. Francesca Nunzi sarà invece la protagonista di Volevo fare la mignotta, in scena la sera dell’8 luglio. Un viaggio ironico di una donna che dopo tante fatiche, alla fine della giornata si domanda se tutto quello che fa ha un senso.

Ivan Peretto e Marco Vincis si affronteranno ne La sfida 30 Vs 50, due comici di età diverse che la sera del 9 luglio si sfideranno sul ring allestito sul palco esterno a colpi di battute e monologhi. Grande attesa la stessa sera per Tutti contro Tutti, uno spettacolo che è un sodalizio stravagante tra musica e teatro. Sul palco interno dalle 21.30 Federico Capranica, Elisabetta Nesca ed Emanuele Bissattini con il coro ALTAVOCE e la partecipazione di Mirko Cannella si esibiranno con un repertorio internazionale che spazia dal Pop al Funky, dove la loro italica natura avrà la meglio sui bellissimi americanismi. Il 10 luglio Francesca Perrelli, Laura Gagliardi, Jessica Pacioni, Rita Piermarini, Massimo Saccutelli, Marina Lo Re, Fabio Gagliardi e  Roberto Sanapo saranno in scena con la brillante commedia La Paura 2.0.

Geppi di Stasio e Roberta Sansò in “Voi non siete napoletani“. 

Sempre il 10 luglio sul palco esterno lo spettacolo di Varietà di Geppi Di Stasio accompagnato da Roberta Sanzò, Voi non siete napoletani, con il Maestro Sergio Colicchio al pianoforte. La compagnia Golden Show, l’11 luglio sul palco esterno, metterà in scena lo spettacolo Gaia in veloce e scherzoso discorso al mondo, con Stefania Ventura. Sul palco interno invece verrà rappresentato SEVEN…Movimenti di pace, ad opera di Bricolage Dance Movement.

Gli appuntamenti del 12 luglio saranno con Barnum, la nobile arte della frottola per la regia di Licia Pugliese, e #LaPoesiaSalveràIlMondo – La poesia ai tempi di Youtube, con protagonisti Matteo Pasquinelli, Francesco Giordano, Riccardo Parravicini. Il 13 e 14 luglio sarà in scena la prima di SILENZIO… AMLETO…dalla Finzione alla Verità, uno spettacolo di Emilio Genazzini della compagnia Abraxa Teatro. Dal 13 al 15 luglio Tiziana Sensi supporterà tutti gli attori o allievi/attori che vogliono allenare ed affinare la propria tecnica, con Lo studio dell’attore.

Il 15 luglio alle 21 sul palco esterno tornano in scena Francesca Nunzi e Marco Simeoli con lo spettacolo musicale C’è sempre una ragione di più; mentre sul palco interno verrà rappresentato un testo scritto e diretto da Pietro De Silva, Donne in cerca di guai, con Patrizia Casagrande, Antonia Di Francesco, Veronica Liberale, Francesca Pausilli e l’amichevole partecipazione di Antonio Losito e con Cristiano Calvo e Aurora Polisano. Il 16 luglio un testo di Eduardo Scarpetta, Mettiteve a ffa’ l’ammore cu me, adattato e diretto da Salvatore Mincione Guarino, mentre sul palco esterno ritona e #LaPoesiaSalveràIlMondo – Li morti de Roma.

Il 17 luglio ci sarà un reading musicale di Paolo Triestino con Il paese dei ciechi di H.G. Wells, mentre sul palco interno Senza fine, un musical diretto da Licia Pugliese tratto da una delle più celebri ed esilaranti commedie di Woody Allen ‘Dio’. Il 18 luglio Mariateresa Pascale, con lo spettacolo Le voci di Giò, ci farà compiere un viaggio poetico intorno all’amore, al dolore e alla fede di una giovane donna che si distinse per coraggio, forza e passione: Giovanna D’Arco. Sul palco esterno Gli appcicicaticci Tiziano Storti e Renato Preziuso daranno vita, con la loro improvvisazione teatrale a De Niu Sciò. 

Il 19 luglio la compagnia Techne Trio Live con Schermi sonori, un concerto della grande musica per il grande schermo, mentre sul palco interno Silvana Biagini, Alessandro Demontis, Monica Lugini e Paolo Pioppini metteranno in scena A volte un gatto, commedia surreale, allegra e intrigante sull’incomunicabilità umana e animale. Il 20 luglio è la volta di Marco Cavallaro con Una serata come viene, intrattenimento unico nel suo genere, dove non esiste testo ma solo la bravura dell’artista che garantirà risate e divertimento. Mentre, se volete conoscere la verità sulla questione meridionale, dovete assistere allo spettacolo amaramente ironico tratto dal saggio di Pino Aprile Terroni, la vera storia dell’unità d’Italia, con Roberto D’Alessandro, Mariano Perrella e la band di Marco Raoul Marini.

Il 21 luglio, sul palco interno ci sarà eVOLUTION – sit and think Legami_S_legati, con Eleonora Chiaramonti, Elisa Gagliardi, Francesca Roini e Federica Taffoni, per la regia di Angelo Egarese. Il 22 luglio, sul palco esterno, Nicola Losito ci accompagnerà con le  Fantasie notturne, mentre sul palco interno ancora uno spettacolo diretto da Licia Pugliese, Ladyvette. Il 23 luglio omaggio al Varietà con lo spettacolo VARIETèVENTUALI con protagonisti Giuseppe Abramo, Stefano Centore, Alessia Di Fusco e Annamaria Fittipaldi, mentre sul palco interno, Nessuno è perfetto, sempre per la regia di Licia Pugliese.

Da sinistra “La parrucchiera dell’imperatrice” con Tiziana Sensi e “La storia d’Ita(g)lia”. 

Nicole alla finestra è il nome dello spettacolo in scena sul palco interno il 24 luglio per la regia Jessica Pacioni, mentre sul palco esterno ancora Tiziana Sensi con lo spettacolo La parrucchiera dell’imperatrice – ossia la vera storia della principessa Sissi, diretta da Anna Cianca. Questo spettacolo sarà in scena anche il 25 sera insieme a Voci dal cortile di Edna Mazya diretto da Enrico Maria Lamanna. Il 26 è la volta di Napoli-Buenos Aires andata e ritorno – spettacolo in prosa, musica e tango, con Fatima Scialdone e la partecipazione di Eduardo Moyano e Simona Giarratano Vinsenti, di Fernando Pannullo. Al termine dello spettacolo segue “Serata di Milonga” aperta al pubblico tanghero. Sul palco esterno ritorna #LaPoesiaSalveràIlMondo – Il suonatore Jones.

Il 27 luglio Mimmo Mignemi, Marco Simeoli, Nadia Perciabosco e la chitarra classica Giovanni Mancini ci porteranno in Viaggio in Sicilia, attraverso le pagine di illustri autori che ne hanno cantato le bellezze. Mentre sul palco interno Cristina Pedetta e Sandro Calabrese metteranno in scena Il circo invisibile. Il 28 luglio Un pizzico di Taranta con Le Tre Meno un Quarto, gruppo musicale che propone le canzoni più famose della tradizione popolare del centro e sud Italia. Mentre sul palco esterno un grande ritorno per il Teatro Marconi: Claudio Boccaccini con La foto del Carabiniere, la storia del brigadiere Salvo D’Acquisto. A chiudere il festival il 29 luglio sarà la Compagnia A.M.O. con Daniele Derogatis, Valeria Monetti, Maurizio Paniconi, Alessandro Tirocchi con lo spettacolo La storia d’Ita(g)lia.

Quando:

Marconi Teatro Festival: dal 4 al 29 luglio 2018

Info:

www.teatromarconi.it info@teatromarconi.it – Tel 06.49.53.554

Fb Teatro Marconi: https://www.facebook.com/teatromarconii/

Fb Marconi Teatro Festival: https://www.facebook.com/marconiteatrofestival/

Dove:

Teatro Marconi, viale Guglielmo Marconi 698 e

Donne de Roma, quando la rivoluzione la fa l’amore

Al teatro Porta Portese è andato in scena, in anteprima Nazionale, Donne de Roma. Il racconto di una Roma che non c’è più attraverso le storie di 5 donne coraggiose, legate dalle loro personalissime rivoluzioni. Abbracciando un arco temporale che va dai moti carbonari agli anni ’40 delle deportazioni ebree a Roma, i diversi monologhi sono costantemente accompagnati da brani classici della tradizione romanesca. Filo conduttore è l’amore, non solo per l’uomo amato, ma anche per la famiglia e la libertà. Il progetto teatrale, in parte finanziato da una campagna di crowfunding, è stato ideato da Alessandra Kre con la regia di Ambra Cianfoni. Entrambe le attrici sono anche le protagoniste dello spettacolo, affiancate dalle colleghe Annalisa Peruzzi, Claudia Casciani e Sara Signorelli. Ultima data in replica mercoledì 27 giugno 2018, ore 21.00.

Le Donne de Roma: da sinistra Sara Signorelli, Annalisa Peruzzi, Alessandra Kre, Ambra Cianfoni e Claudia Casciani (foto LighTales)

Donne de Roma inizia con il racconto popolare di Delia (Sara Signorelli), che è la trasposizione femminile dell’irriverente Pasquino. Ha dato voce in maniera profonda all’episodio dei due carbonari Angelo Targhini e Leonida Montanari, morti in nome dei loro ideali libertari contro il potere. Molto simpatico il personaggio di Tina (Annalisa Peruzzi), alle prese con un processo per il presunto omicidio del marito. Le divertenti battute sulle infedeltà reciproche e sulle maniere un po’ troppo manesche del consorte Gino, regalano al pubblico molti sorrisi.

Decisamente diversa la tonalità del ruolo di Teresa, interpretato da un’intensa Alessandra Kre. L’attrice recita con un magistrale trasporto emotivo il celebre Er fattaccio der vicolo der moro, per l’occasione riadattato al femminile. La protagonista si presenta con le manette ai polsi ammettendo al delegato giudiziario di aver ucciso la sorella prepotente. Racconta tutta la sua verità fino al drammatico momento dell’omicidio della madre avvenuto proprio per mano della sorella cattiva.

Da sinistra Adriano Di Benedetto con Alessandra Kre, Ambra Cianfoni (al centro) e Claudia Casciani

Nella storia della dolce e soave Ninetta (una super Ambra Cianfoni) si racconta la passione travolgente e inaspettata della giovane ragazza per un uomo, conteso anche dalla sorella. Amore che durerà molto poco per via dell’improvviso rifiuto di lui e del litigio con la sorella. Presa dalla disperazione e col cuore spezzato dalle persone a lei care, Ninetta decide di abbandonarsi ad una decisione estrema. Bellissimo l’accostamento con la famosissima canzone “Er barcarolo“, eseguita dalla Signorelli, che anticipa il suicidio di Ninetta nelle acque del Tevere.

Bella e convincente Claudia Casciani che ha portato in scena il personaggio di Celeste Di Porto, la “Pantera Nera” accusata di aver venduto ai fascisti i suoi correligionari ebrei. La donna dalla seducente femminilità e un carattere deciso, giustifica le sue colpe ricordando di aver agito per salvare la sua famiglia dalla deportazione. Al termine del monologo viene riportato un pezzo musicale composto dagli ebrei nel carcere di Regina Coeli prima di essere uccisi nelle Fosse Ardeatine. “Stella di porto” è infatti un rarissimo documento storico concesso gentilmente dall’Associazione Musikstrasse.

Conclusioni

Donne de Roma è stato un ottimo spettacolo, in cui le 5 attrici hanno fornito una prova attoriale e canora davvero eccezionale. L’impressione dalla platea era di vivere la piazza romana di un tempo lontano, quella dove le storie si raccontavano attraverso gli stornelli. Apprezzabile la scelta di collegare ogni finale di storia con brani cantati da un’attrice diversa, come anche quella di portare le interpreti tra il pubblico durante la recitazione. Il testo della Kre è risultato ben scritto, impreziosito da contributi noti e storici ben amalgamati. Ideali anche le musiche di accompagnamento di Carmelo Caprera, suonate dal vivo dal bravo Adriano Di Benedetto. Suo il brano “Serenata” riprodotto nel monologo di Ninetta. Da sottolineare, a fine spettacolo, la grande voce fuori campo dell’attore Andrea Pirolli. Voce che fa riflettere sull’importanza e la forza delle donne, senza le quali non esisterebbe amore in questo mondo.

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Quando:

Ultima data mercoledì 27 giugno 2018, ore 21.00

Info:

Costo del biglietto: 10 euro + 2 di tessera

Official Facebook: donnederoma

Dove:

Teatro Porta Portese, via Portuense, 102 – Roma

Oggi sposo, il monologo di Matteo Cirillo sull’amore

Oggi sposo”, spettacolo che lo scorso anno ha vinto il Nuovo Premio Teatro Traiano (Festival nazionale di corti e monologhi teatrali), sarà in scena in anteprima nazionale il 29 maggio al Teatro Marconi. Scritto e interpretato da Matteo Cirillo, “Oggi sposo” è un monologo brillante e ironico sull’amore perfetto che non esiste ma, proprio perché imperfetto, ci piace. L’attore è reduce da altri successi piuttosto recenti. Infatti si è aggiudicato il premio ‘Comedy 2017‘ e quello speciale della critica al Roma Fringe Festival con un altro suo divertentissimo monologo “Aspettando una chiamata”, omaggio alla surreale comicità petroliniana. Ultimamente ha lavorato in tourneè con Giulio Scarpati e Valeria Solarino in “Una giornata particolare”. Ad aprile è stato poi al Teatro Roma con “Quando eravamo repressi” per la regia di Pino Quartullo. Tutt’ora è in scena con la sua compagnia al Teatro Vittoria con lo spettacolo “Un uomo è un uomo”, di B. Brecht.

Matteo Cirillo nel monologo “Aspettando una chiamata” (Foto Lisa Marziani)

Sinossi

Un ragazzo si sta per sposare, ma la sposa non arriva. Attraverso situazioni comiche, drammatiche e a volte surreali, lo sposo racconta la sua storia d’amore, il suo amore per questa ragazza che l’ha lasciato, ma che lui comunque continua ad amare. Un amore che, fino a poco tempo fa, rendeva lui e lei entrambi “soli”, ora rende lui una persona “sola”. Ci vogliono solo 8.2 secondi per innamorarsi di una persona, ma potrebbe non bastare una vita intera per dimenticarsene. Si dice che l’amore è eterno finché dura. Ma finché dura che cosa? L’amore o la vita? Lo sposo dichiara amore eterno alla sua donna non solo in questa vita, ma anche per tutte le altre vite che verranno, perché in fondo su questa terra, siamo solo di passaggio tra un’epoca che era e l’epoca che sarà.

La vittoria alla V^ edizione del Nuovo Premio Teatro Traiano dello scorso anno ha consentito a Matteo Cirillo di sviluppare l’idea del nuovo progetto e di presentarlo, in anteprima nazionale, al Teatro Marconi di Roma. Il Premio Teatro Traiano infatti, dedicato agli inediti teatrali, vuole essere un’opportunità per dar voce agli autori, anche emergenti, e di far conoscere giovani interpreti sperimentando nuovi progetti su un palcoscenico importante. Ricordiamo che la finale della VI^ edizione del Nuovo Premio Teatro Traiano si terrà il 28 maggio alle ore 21, sempre al Teatro Marconi. Tutte le info potete trovarle su www.teatromarconi.it nella sezione ‘Calendario Spettacoli’.

Quando:

29 maggio 2018 ore 21.00

Info e prezzi:

065943554  ; info@teatromarconi.it

€15 intero – € 10 ridotto

Biglietto Speciale di € 16 che include l’ingresso alla Finale del 28 maggio della VI edizione del Premio Teatro Traiano

Dove:

Teatro Marconi, Viale Guglielmo Marconi 698e, Roma

Storia di incroci e d’anarchia, l’inarrestabile comicità di una paladina di giustizia

Il premio come miglior monologo dell’edizione 2018 dello Short lab è andato al divertentissimo ” Storia di incroci e d’anarchia “, di Veronica Milaneschi. La protagonista racconta ironicamente le sue disavventure stradali, convinta di essere spinta da un dettame divino che le avrebbe assegnato un compito di messaggera di giustizia. Ella infatti perde facilmente la testa quando è nel traffico ed incorre nella maleducazione e scorrettezza di alcuni automobilisti. Quasi assumendo sembianze bestiali e rabbiose (oltre una simpatica reincarnazione di una maghetta dei cartoni animati), si sfoga coloritamente e in maniera liberatoria con il malcapitato guidatore attraverso una prossemica capace di far ridere da pazzi il pubblico. Esilaranti davvero le sue battute sul mancato rispetto del codice stradale, dove paradossalmente ricorre a situazioni in cui è presente la frase “si lo so è illegale ma lascia fare“. La Milaneschi ha dimostrato anche una buona presenza scenica e un’energia coinvolgente che le è valsa i meritati applausi a scena aperta da parte della platea. Il lavoro di regia si è avvalso, sia dal punto di vista creativo che tecnico, dell’apporto prezioso di Patrizio Cigliano.

Il monologo ” Storia di incroci e d’anarchia ” ha superato di 2 soli voti “Sciaboletta”. Decisivo è stato il voto del pubblico del Cometa Off, vero e proprio ago della bilancia. La giuria, infatti, era letteralmente spaccata in due. Per la prossima stagione è previsto per questo testo un progetto molto grande, ancora in fase embrionale, per il quale si sceglierà il giusto canale comunicativo. Per rivedere la diretta streaming di ” Storia di incroci e d’anarchia ” (minuto 7:20) nella finale dello Short lab del 24 marzo cliccare qui. Di seguito le interviste a Veronica e Patrizio.

Storia di incroci e d’anarchia riceve il premio allo Short Lab 2018, Ph Chiara Calabrò

Intervista a Veronica Milaneschi

Complimenti per la vittoria e per l’interpretazione. Te l’aspettavi di vincere? Quali emozioni hai provato?

Grazie ! Non credo mai di poter primeggiare. Non che mi sentissi meno degli altri, ma perchè pensavo ci fossero molti monologhi più belli e divertenti. Il mio era un pezzo marcatamente comico che non tocca temi profondi come una storia sull’immigrazione o sulla Shoah. In questo caso sono rimasta molto stupita dopo la prima andata in scena, perchè ho sentito una risposta calorosissima del pubblico. Ed essendo la prima cosa scritta da me come autrice è stata davvero incredibile ! La platea ha reagito più di come mi aspettassi ! Questo è stato clamoroso e mi ha dato la spinta ad andare avanti in una rassegna che comprendeva una settantina di monologhi di tutti i generi. Ma da qui a trionfare non me lo aspettavo proprio ! Forse quello che mi ha fatto vincere, a parte la regia di Patrizio che ha fatto una roba deliziosa sul mio pezzo e la mia tecnica attoriale, è stato il fatto che la gente che ha assistito alla storia abbia vissuto una catarsi. Tutti uscivano dal teatro come se avessero fatto una seduta di psicanalisi sulla rabbia. Il pubblico ha apprezzato la possibilità di sfogarsi sulle proprie paturnie quotidiane.

Visto che sei anche l’autrice di Storia di incroci e d’anarchia, da che spunti nasce questo monologo?

Io penso che un autore debba partire da qualcosa di molto sincero e vicino a sé. Poi ovviamente va teatralizzato e architettato per la scena. Però il fondamento da cui si parte deve essere un qualcosa che si prova e si sente molto forte. Questo testo nasce dalla visione negativa propria delle mie origini siciliane. Dalla Sicilia prendo tutto il mio pessimismo e tragedia interiore, anche se sembro una persona molto solare. I miei riferimenti, dovuti ai miei studi classici, attingono alla tragedia greca. Questo personaggio, imbevuto nella romanità, prende spunto infatti dalle Erinni, dalla Dea della Follia dell’Eracle di Sofocle. Alcune battute vanno da “non posso punì tutti gli automobilisti che me fanno arrabbià” a “non li posso evirà, non je posso cecà l’occhi“. Per il titolo mi sono ispirata ad uno dei lavori in cui fui presa agli inizi degli anni 2000: “Storia d’amore e d’anarchia”. La regia era di Lina Wertmuller, la mia prima grande insegnante, e questa esperienza a cui sono legatissima è rimasta molto impressa nel mio cuore. E per il mio primo testo volevo renderle un omaggio doveroso. Come interprete sono stata molto contenta di sentire alcune persone che mi hanno detto di ricordargli una Cinzia Leone del periodo della “Tv delle ragazze“. Effettivamente quelle erano cose con cui mi divertivo tantissimo, ero molto piccola ma già le capivo. Non volevo andare al letto prima di aver visto “Avanzi“…

….se fossi vissuta nel 5 secolo sarei stata amata, glorificata, oltre ad essere una fonte di ispirazione dei più grandi tragediografi. Come la Nike di Samotracia… tiè, Eskilo… tiè, senti come sona…(dal monologo)

Questo testo cosa vuole trasmettere veramente al pubblico?

Non inizio a scrivere un testo pensando a quello che voglio far capire al pubblico, ma cosa mi preme raccontare, cosa mi interessa, e poi di conseguenza spero appassioni anche al pubblico. Quello che ho visto scrivendo era la possibilità di sfogarsi e vedere l’interiorità di una persona e le proprie problematiche reali attraverso la gestione della rabbia. Spero di essere riuscita a raccontare questo in una maniera leggera, senza inserire uno stacco dove comparisse una morale, che a volte può abbattere un pezzo comico. Direi che quello che è arrivato agli spettatori non era un vero e proprio messaggio, ma la possibilità di rivedersi, di poterne parlare anche loro ad alta voce. Più l’attore si pone in maniera schietta e aperta verso il pubblico, più quest’ultimo si riconosce in alcuni aspetti “terribili o mostruosi“.  Secondo me è positivo per le persone che si tengono dentro delle cose fino a scoppiare. Mi sono resa conto mentre recitavo che partivano i dibattiti. Sentivo persone che dicevano “ah si anche a me è capitato quella volta…”, non perchè non fosse interessante quel che dicevo, ma perché  avevo fatto scattare qualcosa di sincero in loro. Una sorta di confronto sulla quotidianità che vediamo tutti insomma. Anche senza patente !

Senti di avere delle cose comuni o aspetti caratteriali simili con il personaggio che hai interpretato ?

Sinceramente ci sono delle corde che io conosco, a cui poi ho aggiunto la tecnica attoriale. Sono delle corde personali e vere purtroppo. Infatti adesso io sono in macchina al telefono ma non sto guidando. Non si vede la mia faccia che ogni tanto fa: “No, e levati, ma guarda quello..”, e vorrei mandare a quel paese tutti diciamo. Ho dovuto ridurre tantissimo questa versione perchè avevo aneddoti a volontà. Non è che nel traffico io mando a quel paese semplicemente, ma conio delle frasi di senso compiuto con tutta una serie di appellativi particolari che non mi sembra il caso di citare qui…. 😛 Mi viene una grande fantasia e creatività in mezzo al traffico. E’ stata una scrittura abbastanza veloce, rivista del regista, ma diciamo che avevo buttato giù tante tante pagine di sequele di insulti creativi, Ahahah. 😆

Posso definirti artista poliedrica? Perché oltre a essere interprete dalle tante sfaccettature, hai spaziato nel doppiaggio, cinema e televisione. Poi sei anche attiva nelle associazioni culturali.

Si, io mi sdoppio e mi triplico. Non sono solo un’attrice, perchè mi è capitato molte volte di lavorare in sala doppiaggio, nel cinema e nelle fiction tv. Dal 2008 sono membro dell’associazione culturale Aut-Out, insieme alle colleghe Giada Prandi e Francesca Blancato. Con loro abbiamo realizzato tantissime iniziative e spettacoli negli anni, come ad esempio un festival di teatro a Montisi in provincia di Siena. Poi ho anche un’altra grande passione che è la Clownterapia. Faccio parte di un’associazione (MagicaBurla Onlus) dove siamo dei clown dottori professionisti. Lavoriamo nelle pediatrie di alcuni ospedali romani, soprattutto nei reparti di oncoematologia del Bambin Gesù. Sono molto legata a questa parte di me che si dedica a tutt’altro. Qui a contatto con i bimbi dedico la mia dolcezza, creatività e la magia di trasformare tutto.

Intervista al regista Patrizio Cigliano

Quale è stata, secondo te, la chiave del successo di  “Storia di incroci e d’anarchia”, che ha letteralmente conquistato pubblico e giuria? Su cosa avete voluto puntare?

Sicuramente è un monologo brillante, molto comico e leggero. In questi casi, oltre al pezzo di base che ha indubbi punti di forza, tutto dipende dall’attore e dalla regia. Ogni cosa, anche buona, non funziona se letta male. Veronica è un’attrice ottima, la conosco benissimo avendoci lavorato diverse volte. C’è una fiducia reciproca tra noi. Il testo ben scritto ed orchestrato ovviamente ha il suo carico di regia che ha il fine di valorizzarlo. La regia che ho pensato io si può dire quasi cinematografica perchè ha dei cambi di situazioni velocissimi e tanti effetti sonori. Cosa importante è che esca fuori l’attore, il testo, e ci sia una regia riconoscibile che non resti anonima. Questo monologo presenta 10 minuti senza respiro, neanche un secondo di pausa. Il principio è stato: “in platea devono ridere poco e tutto insieme in punti precisi“. Se avessimo fatto ridere troppe volte e durante, rischiavamo di rallentare il monologo. D’altra parte il pubblico, quando lo fai caricare, va benissimo, soprattutto sulle cose comiche.

Quali sono gli aspetti su cui hai lavorato sia dal punto di vista creativo che dell’apporto tecnico?

Io sono un regista che è figlio dei propri tempi, ovvero quelli del cinema, della tv e dell’immagine. La mia formazione è chiaramente teatrale, ma ho avuto frequentazioni di tipo televisivo che cinematografico. Questo comporta per esempio l’utilizzo del suono. A teatro normalmente la sonorità è di sottofondo, un ornamento. In tutte quante le mie regie il suono è un altro personaggio, una parte importantissima dello spettacolo. Nel monologo di Veronica c’erano effetti polistrutturali, un grande crescendo nei momenti in cui si arrabbia, oltre ad esserci la luce rossa che la rendeva “bestiale”. Per fare un breve suono composto da 8 effetti ho lavorato un’ora e mezzo al computer. Si cominciava con dei leggeri rombi, poi subentravano via via rumori di terremoto, un crollo, dei maiali, di una tigre e di un’esplosione. Questo è per me fare regia, quando serve. Poi c’è anche lo spettacolo in cui bastano solo delle candele e non si ha bisogno di musica. In questo caso, trattandosi di spettacolo comico e della durata di 10 minuti si doveva necessariamente dare un segnale forte e di impatto.

Hai affermato che ti ha divertito lavorare molto alla regia di questo monologo e che dirigere attori bravi fa la differenza. Veronica Milaneschi peraltro è una tua collaboratrice storica.

Assolutamente si ! Un regista ha bisogno di avere dall’altra parte una disponibilità attoriale molto ampia, perchè la libertà del regista si amplifica con il talento dell’attore. Si potenziano a vicenda. Più il regista è bravo, più l’attore si lascia andare, e questo ne aumenta la creatività dello spettacolo. Quindi diventa una nota esponenziale che rende fare regia un mestiere meraviglioso. Ci sono moltissimi attori che non sono neanche in grado di capire che cosa vuol dire “recitazione in maggiore“, “recitazione in minore“, controtempo o ritmo. Quando devi lavorare con attori del genere sei costretto a fare il lavoro più basso possibile e dire “Dilla giusta e arrivederci…“. E questo comporta la moltitudine di spettacoli piatti che si vedono oggi nei nostri teatri. Il teatro è un mestiere per le eccellenze, non per la “media manovalanza”. Veronica è un’attrice giovane ma con una grande esperienza. Io l’ho incontrata la prima volta nel 1999 in uno spettacolo di Arturo Brachetti, “Sogno di una notte di mezza estate“. Facevamo i due innamorati, lei era Ernia e io Lisandro. Ricordo che era il suo primo spettacolo, ovviamente giovanissima, ma già generosa e talentuosa. In questi anni ha potuto approfondire ulteriormente, anche grazie all’incontro con registi importanti. E’ una persona seria che sa quello che vuole fare, ed è questa la differenza! Fare veramente bene un personaggio non è da tutti. Veronica è un’attrice con una fisicità molto particolare: piccola, spigolosa, minuta, ma con una voce potentissima e con una versatilità rara. Lei poi mi conosce perfettamente e sapeva qual è il mio livello di richiesta quando mi ha chiamato per questo lavoro.

Allo short lab hai seguito la regia anche di Cantigola, monologo di Roxy Colace, che però non è andato avanti.

Cantigola” è stata commissionata dalla mia amica Rossana Colace, anche lei attrice molto molto brava, proveniente dal musical e da situazioni di performance. E’ quindi anche cantante e ballerina, e questa è stata la prima volta che si misurava con un monologo drammatico. Ha scritto un pezzo bellissimo, totalmente diverso da quello di Veronica, e su questo il lavoro di regia è stato ancor più strutturato. Giusto per fare un esempio in Storia di incroci e d’anarchia c’erano solo 7 tracce audio, mentre in quello di Rossana 18, sempre in dieci minuti. Questo spettacolo richiedeva più metafore, segnali, ed è nato originariamente da un monologo di un’ora. Forse doveva assolutamente arrivare in finale perchè il testo era fortissimo e Roxy è stata straordinaria. Comunque diventerà uno spettacolo indipendente per la prossima stagione qui a Roma. Quello di Veronica invece farà parte di un mio progetto molto grande, ma ne darò notizia ufficiale tra un mesetto.

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Un “novello” Ovidio, tra mito e realtà

Un’occasione per riscoprire un autore del passato come Ovidio, riconoscere e affermarne la grandezza attraverso il teatro. Esordisce a Roma lo spettacolo “Ovidio – Metamorfosi, il viaggio“, che punta tutto sull’immortale valore del poeta latino e la sconvolgente contemporaneità delle sue parole. La rappresentazione teatrale nasce dalla rielaborazione di alcune parti dell’infinita opera “Metamorphoseon”, di Publio Ovidio Nasone. Questa rilettura dall’originale offre agli spettatori una visione moderna che ne facilita la fruizione. Regia e adattamento al testo sono a cura di Raffaele Latagliata. Realizzato da Ars Creazione e spettacolo, in collaborazione con l’Associazione Culturale Meta. “Ovidio – Metamorfosi, il viaggio sarà in scena dal 16 al 18 marzo al teatro Spazio Diamante.

Il “novelloOvidio sarà interpretato da Adriano Evangelisti. Domenico Macrì inscenerà le figure fanciullesche di Fetonte, Cupido e Narciso. Davide Paciolla, invece, si dividerà nella duplice veste di Apollo e Ceice, quest’ultimo legato al personaggio di Alcione, recitato da Alessandra FallucchiInfine le ninfe Eco e Dafne, saranno rispettivamente Agnese Fallongo e Alessandra Barbonetti. Le musiche originali sono firmate dal compositore sulmonese Patrizio Maria D’Artista. Costumi e scene di Stefania Bonitatibus e Attilio Cianfrocca.

Da sinistra Agnese Fallongo, Davide Paciolla, Domenico Macrì, Adriano Evangelisti, Alessandra Fallucchi e Alessandra Barbonetti. @ Fabrizio Giammarco

La partenza e i destini incrociati

La storia di un viaggio intrapreso alle soglie del ‘900 da alcuni giovani in cerca di una radicale trasformazione, desiderosi di cambiare la propria esistenza. I protagonisti si ritroveranno imbarcati su un piroscafo destinato a portarli lontano, ognuno spinto da motivazioni diverse. Tra essi vi è un uomo, un poeta solitario e misterioso. Non ha scelto di partire, ma è forzato dall’esilio. I suoi versi hanno la capacità di esprimere pienamente la sofferenza di quanti sono costretti a lasciare dolorosamente il luogo natìo e gli affetti. Divengono la voce di tanti “esuli moderni”, che desta profonda riflessione nei confronti di un problema diffuso nel nostro tempo: l’immigrazione.

Le metamorfosi del viaggio

I viaggiatori saranno affascinati e coinvolti dalla forza poetica di questo cantore, tanto da cercare conforto alle proprie preoccupazioni attraverso i suoi racconti. In queste storie verranno rievocate le “metamorfosi” compiute da uomini e donne, straordinarie figure mitologiche come Narciso, Eco, Fetonte e Alcione. Torneranno a rivivere prima sotto forma di aneddoto semplicemente narrato e poi direttamente vissute dai ragazzi stessi durante il viaggio. In simbiosi con i personaggi della cultura antica, tutti narrano in prima persona la loro biografia intensa e vibrante, tracciando un legame inscindibile tra presente e passato.

Avvistata la terraferma e la tanto agognata meta, i protagonisti si renderanno conto che in realtà il viaggio non è giunto al termine. E’ destinato ad una nuova trasformazione, ad un cambiamento di rotta. Realizzeranno di aver compiuto una vera e propria metamorfosi interiore, facendo proprio l’insegnamento di Ovidio:

…non c’è mai una vera fine al nostro viaggio poichè tutto si trasforma e nulla perisce e tutti noi non siamo altro che anime alate destinate ad una perpetua metamorfosi all’interno di questo grande universo.

La scena del carro di Fetonte @ Fabrizio Giammarco

Quando:

Ovidio – Metamorfosi, il viaggio  16 – 17 marzo ore 21.00; domenica 18 marzo ore 18.00

Prezzi:

Intero € 14 (+ € 2 di prevendita), ridotto € 11,50

Biglietti in prevendita presso Teatro Sala Umberto, via della Mercede 50, e Teatro Brancaccio, via Merulana 244

Info:

Spaziodiamante; tel: 06 80687231 – 3383262047

Dove:

Spazio Diamante, via Prenestina 230 B, Roma