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Giuseppe Verzicco: “Vi presento il mio Tony Manero”

A tu per tu con Giuseppe Verzicco, il nuovo Tony Manero diretto da Claudio Insegno, in questi giorni in scena al Teatro Olimpico di Roma con il musical di successo “La febbre del sabato sera”

Attore, cantante e ballerino. Classe 1986, Giuseppe Verzicco è cresciuto nel segno di John Travolta. Conquistato dalla bravura di Lorella Cuccarini e di Michele Carfora in “Grease”, è diventato uno dei migliori performer del musical italiano, protagonista dello spettacolo di successo “La febbre del sabato sera”, fino al 19 febbraio al Teatro Olimpico di Roma. A sceglierlo, una commissione internazionale composta dai produttori americani di Theatrical Rights e dal team creativo italiano presieduto dal regista Claudio Insegno.

Ѐ in gran forma Giuseppe Verzicco. Intervistato a poche ore dal debutto capitolino del musical, ci ha parlato dello spettacolo e di sé, dagli esordi delle prime recite all’oratorio a quella volta in cui recitò come sostituto del protagonista ne “La febbre del sabato sera”, fino alla domanda che avrebbe voluto fare a John Travolta quella volta a Roma..

Come ci si sente a interpretare il ruolo dello storico personaggio di Tony Manero?

Ѐ una grande responsabilità perché questo personaggio lo hanno potuto apprezzare moltissime persone in tutto il mondo. Il pubblico si aspetta quel modo di camminare, di danzare e di muoversi all’interno di una storia così complessa come quella de “La febbre del sabato sera”; questo è un grande impegno che tengo sempre a mente, soprattutto quando sto per salire sul palcoscenico.

Quanto c’è di Giuseppe Verzicco in questo Tony Manero?

Questo è il mio Tony Manero e credo che ogni singolo personaggio non possa estraniarsi dalla persona che lo interpreta. Di Giuseppe c’è il mio modo di piangere, di ridere, di parlare e credo che lo stesso sia valso anche per John Travolta che ha creato un personaggio per il quale la gente ancora oggi lo riconosce, anzi, c’è una domanda che mi piacerebbe tanto fargli: “Interpretavi te stesso o Tony Manero?”. So che l’anno scorso a dicembre era in Italia ma sono troppo poco famoso per raggiungere un personaggio del suo calibro..

Dal successo che sta avendo il musical non si direbbe…

Certo, sta andando molto bene ma ci sono tantissimi ragazzi come me, protagonisti di musical di successo, che non sono mai diventati popolari. Perché oggi non si decide più d’investire sul talento? Questo è il mio interrogativo sul mondo del musical e del teatro in generale. Spero tanto di sfatare questo mito e che qualche casting, impresario o manager possa attingere per i propri film o lavori al panorama teatrale italiano.

Quanto è difficile oggi diventare il nuovo John Travolta?

Lui, dopo esser diventato John Travolta, ha fatto dei film pazzeschi ed è stato strapagato. Soffro nel vedere che in Italia il cinema non considera il teatro, e nel constatare che oggi si diventa popolari solo se si è figli d’arte o “parenti di”.

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“La febbre del sabato sera”, foto di scena. Al centro Giuseppe Verzicco (Tony Manero)

Saresti pronto ad affrontare un progetto cinematografico?

La risposta è no, ecco il punto. Questo passaggio, a oggi, non è permesso. Per questo invito il pubblico a venire a teatro, per  vedere il talento di tante persone desiderose d’imparare cose diverse, oltre a quelle che già sanno fare.

Quando hai cominciato a fare teatro?

Vuoi sapere la verità? Io giocavo a pallacanestro. Quando avevo 14 anni, Mauro Simone (oggi regista affermato nel mondo del musical) mi ha portato in una scuola di danza e lì ho imparato a muovermi e a ballare mentre all’oratorio, con il gruppo di Azione Cattolica, mi divertivo nelle recite di Ferragosto e al camposcuola. Sono molto testardo e quando mi impegno in una cosa deve venirmi bene, e forse è proprio per questo che oggi sono qui.

Quando hai capito che questo sarebbe diventato il tuo lavoro?

Ero a teatro a vedere “Grease”, con Lorella Cuccarini, e sono rimasto folgorato dalla bravura di Michele Carfora. “Grease”, “La febbre del sabato sera”,  quelli erano i veri Eventi che hanno mosso la massa nazionalpopolare. Ieri ero in scena per il debutto mentre in TV andava in onda la prima serata di Sanremo e mi sono soffermato su un commento, nel quale ci si domandava chi fossero gli artisti in gara oltre ai soliti noti. Questo è il punto: oggi ci sono tanti progetti dietro ai giovani artisti che proseguono, però, senza ostinazione e questo è un vero peccato perché tra dieci anni non si parlerà più di loro.

Chi c’è dietro Giuseppe Verzicco?

Me, la mia famiglia, i miei amici, la mia fidanzata e le persone che ho portato con me, nella mia valigia d’attore, in tutti questi anni. Sono veramente fortunato e in questo momento nella mia vita va tutto straordinariamente bene. Sto ricevendo consensi, regali da persone che non conosco (ci mostra un braccialetto che tiene al polso) ma sono consapevole che tra qualche mese tonerò a non avere più quest’opportunità.

Qual è l’insegnamento più grande che hai ricevuto?

Instaurare rapporti autentici con le persone, questo me l’ha insegnato mio padre che lavora come rappresentante. Nel suo lavoro non ha mai puntato all’affare ma ai clienti e alla qualità dei prodotti che vende. Non sono mai sceso a compromessi, non sono mai stato raccomandato e ho sempre sostenuto provini. Quello per questo spettacolo non volevo farlo perché avevo già recitato in una versione de “La febbre del sabato sera”, nel ruolo di uno dei Baroni ed ero il sostituto del protagonista. A oggi avrei commesso un grande errore a non fare quel provino..

 

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Il sogno americano di “Jersey Boys” conquista il Teatro Olimpico di Roma

Da Broadway a Roma, il musical “Jersey Boys”, diretto da Claudio Insegno, è in scena al Teatro Olimpico di Roma fino al 4 dicembre 2016

C’è chi cantava sognando la California. Chi era nato per correre. E poi c’erano loro, quattro ragazzi fedeli al codice d’onore imparato nelle strade del New Jersey. “Jersey Boys”, il musical campione d’incassi a Broadway e ora finalmente in Italia, ripercorre la storia dei Four Seasons ancor prima che fosse Storia. Quella la conosciamo tutti. Oltre 175 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, il gruppo più popolare dopo i Beatles, e brani reinterpretati da voci del calibro di Diana Ross, Gloria Gaynor e i Muse. Claudio Insegno ha vinto la sfida di portare sulle tavole dei palcoscenici italiani uno spettacolo dalla sinossi impopolare e cosparsa da tematiche scomode: debiti di gioco, minacce mafiose e tradimenti. Il lato oscuro del sogno americano.

Non delude le aspettative il musical scritto a quattro mani da Marshall Brickman e Rick Elice, in Italia grazie a un accordo tra il Teatro Nuovo di Milano e la società Theatrical Rights di New York. L’essenzialità della scenografia è funzionale alla prossemica. Le coreografie di Valeriano Longoni e le luci di Alin Theodore Pop riempiono sapientemente le scene di Roberto e Andrea Comotti, mentre le proiezioni di Francesca Del Cupolo ed Erika Dolci contestualizzano al neon le azioni dei personaggi. Un cast italiano e sorprendente, quello scelto da Claudio Insegno, con una menzione speciale per Alice Mistroni, nel ruolo sfacciatamente convincente della pin up Mary Delgado.

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Alex Mastromarino, Marco Stabile, Flavio Gismondi e Claudio Zanelli sono i quattro attori protagonisti “one man show” che rompono la quarta parete raccontando la loro ascesa in costanti flashback. Funzionali le posizioni degli attori sul proscenio, i coni di luce e il colore nero del fondale. Al contempo il musical è attraversato da tempi quasi cinematografici: lunghe pause sostituiscono il ritmo delle battute, mentre lo spettatore si ritrova a guardare le azioni come al di qua di uno schermo. Spalle alla platea, i clienti di un club nel quale si stanno esibendo i Lovers, futuri Seasons, sembrano non coinvolgere il pubblico, che osserva la scena senza essere interpellato. Una scelta registica azzardata ma vincente, che riporta alla mente i film con Joe Pesci, Al Pacino e Robert De Niro nell’America del sogno e delle infinite opportunità, ma anche e soprattutto nella terra corrotta dai malavitosi e straziata dai drammi familiari.

I successi musicali dei “Jersey Boys” sono riproposti con il falsetto di Alex Mastromarino, nel ruolo di Frankie Valli, che incanta la platea con una coinvolgente interpretazione di “Can’t get my eyes of you”, la hit dal respiro internazionale capace di muovere gli animi anche del pubblico più accomodante. Al personaggio di Valli sono affidate un paio di battute che racchiudono il sistema di valori sui quali si fondava il prezzo del successo nel 1962:

“Io vengo dal New Jersey e una stretta di mano vale più di un pezzo di carta”.

Tra Bob Gaudio e Frankie Valli la parola data durerà più di quarant’anni.

“Jersey Boys” è un’opera d’arte totale nella quale nessun elemento prevale sull’altro, ma ognuno è complementare e funzionale alla riuscita dello spettacolo nelle quasi tre ore di messa in scena. I protagonisti si troveranno a dover fare i conti con l’incoscienza degli esordi, le delusioni e le sconfitte personali per un finale tutto da scoprire. La cura degli abiti e delle acconciature brillantinate degli anni Sessanta, le musiche curate da Bob Gaudio in persona, unite all’espressività mimica al pari degli attori di Broadway, fanno di “Jersey Boys” un musical e una squadra vincenti.

 

Per tutte le informazioni sullo spettacolo rimandiamo al nostro articolo:  “Jersey Boys” il musical, finalmente in Italia!

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“Jersey Boys” il musical, finalmente in Italia!

Stati Uniti d’America. Mentre il consumismo imperava negli anni del boom economico e la Casa Bianca apriva le sue porte al giovane John Kennedy, quattro giovani ragazzi del New Jersey si preparavano a diventare una delle maggiori band di successo degli anni Sessanta. Iniziava così la storia dei Four Seasons, il gruppo italo-americano che ha venduto oltre 175 milioni di dischi in tutto il mondo. Dal 2005 il talento e la tenacia della band capitanata da Frankie Valli ispirano la sceneggiatura di un musical campione d’incassi a Broadway, ora finalmente in Italia.

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Dal 22 novembre si accendono le luci della ribalta per “Jersey boys”, al Teatro Olimpico di Roma fino al 4 dicembre 2016. Il musical, scritto a quattro mani da Marshall Brickman e Rick Elice, arriva in Italia grazie a un accordo tra il Teatro Nuovo di Milano e la società Theatrical Rights di New York con il falsetto travolgente di Frankie Valli, affidato alle corde vocali di Alex Mastromarino, “miglior attore protagonista” agli ultimi Italian Musical Awards.  Con lui, sul palco, Marco Stabile nel ruolo di Tommy De Vito e del suo controverso rapporto con il successo, Flavio Gismondi nei panni di Bob Gaudio, l’autore che per ultimo si unì al gruppo, e Claudio Zanelli nel ricordo del bassista, genio delle armonie, Nick Massi.

I nuovi “Italian boys” sono affidati alla sapiente regia di Claudio Insegno e alle maestose coreografie di Valeriano Longoni, al lavoro per lo spettacolo applaudito per un mese consecutivo al Folies Bergére di Parigi:

“Nessuno aveva avvisato il pubblico parigino che lo spettacolo fosse in italiano e con i sottotitoli, la nostra è stata una scommessa vinta in pieno. Il pubblico francese è tornato più volte a vederci e son tornati anche a Milano, siamo grati alla vita e a quello che ci sta capitando”

hanno dichiarato i protagonisti del musical che, a poche ore dal debutto capitolino, ci hanno riservato i loro sorrisi migliori, con i capelli brillantinati e le giacche rosse di scena curate dalla costumista Graziella Pera.

I protagonisti presentano il musical 

I Four Seasons non hanno certo bisogno di presentazioni. Canzoni come “Sherry”, “My Eyes Adored You”, “Big girls don’t cry”, “Rag Doll”, fino alla hit “Can’t take my eyes of you” sono state reinterpretate da voci di successo come Gloria Gaynor, The Temptation, Diana Ross & The Supreme, i Muse e i Killers. Un tributo d’eccellenza per una lunga carriera fortunata non solo nelle sale d’incisione: “Jersey boys” vanta 11 anni di repliche sulle tavole dei palcoscenici di New York, Londra e Las Vegas e 54 prestigiosi premi, tra i quali il Laurence Olivier Awards,  il massimo riconoscimento europeo per i musical.

Il successo oltralpe è sintomatico dell’internazionalità del repertorio del gruppo statunitense, il cui sound deve molto all’Italia a partire dalle origini del frontman Frankie Valli, al secolo Francesco Stephen Castelluccio, figlio di un barbiere italiano che sembra amasse molto Frank Sinatra. Forse non tutti sanno che Alex Mastromarino, attore del musical, è stato scelto da Frankie Valli in persona: “Frankie Valli decide chi fa Frankie in scena”, ha dichiarato sorridendo, “sono stato scelto tramite un video selfie inviato alla produzione. Con lui ci siamo sentiti solo via mail e purtroppo non sono ancora riuscito ad incontrarlo di persona ma i suoi complimenti sono stati la mia più grande soddisfazione”.

Un successo premiato dalla compresenza integrata e ben armonizzata del ritmo e dei linguaggi dello spettacolo, attraversato da più competenze, come si addice alla forma classica del musical americano: “Siamo un gruppo di attori molto compatto e tra di noi è nato un rapporto genuino, di forte solidità e amicizia che ci ha permesso di lavorare in un clima sereno, pacifico e divertente. Vogliamo svelarvi che stiamo pensando di continuare insieme per un nuovo interessante progetto ma, per il momento, non possiamo aggiungere altro”. L’unione fa la forza, come si dice. Ed è la chiave di volta di un musical di successo come “Jersey Boys”.

Una piccola anteprima del musical, solo per voi!

Informazioni sul musical

Quando: dal 22 novembre al 4 dicembre 2016

Dove: Teatro Olimpico, Roma – Piazza Gentile da Fabriano 17

Orario: dal martedì al sabato ore 21,00 – domenica ore 18,00 – lunedì riposo

Biglietti:

POLTRONISSIMA S
Posti numerati

Intero 46.00 €

POLTRONISSIMA
Posti numerati

Intero 40.00 €

PRIMA BALCONATA
Posti numerati

 Intero 34.50 €

POLTRONA
Posti numerati

Intero 34.50 €

GALLERIA
Posti numerati

Intero 28.50 €

Sono previste riduzioni per minori di 14 anni e per pubblico organizzato

Info e Biglietti: 063265991 oppure cliccate qui per acquistare online il vostro biglietto