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Enigma Fest, 4 serate all’insegna delle Arti creative

L’ Enigma Fest è un Festival che coinvolge tutte le arti quali Danza, Teatro, Musica, Arti Visive, Poesia e Pittura, ed è rivolto a tutti gli artisti emergenti del panorama italiano con l’intento di diffondere la cultura e condividerla. L’Enigma è il simbolo di tutto ciò che deve essere portato alla luce, riscoperto. È una domanda senza risposta, che sorge dal profondo della coscienza. È il motivo per il quale l’uomo ha iniziato a fare Arte. È l’ignoto che nasconde qualsiasi significato. L’ Enigma Fest vuole recuperare questo primordiale bisogno di conoscenza e metterlo a disposizione della creatività, vuole dare spazio alle idee e costruire un cerchio di fiducia che si basa su poche premesse: Arte e Vita. Nasce da un’idea di Andrea Pizzari, Diletta Brancatelli e Lidia di Girolamo con il supporto tecnico Federico Vigorito e del Teatro della Visitazione, che ospiterà la manifestazione. Per le 4 serate, oltre alle esibizioni delle giovani compagnie, saranno ospiti il regista e attore Massimiliano Bruno, il cantante Max Manfredi, l’ étoile Mariella Castelli Giuseppe Sorgi. Durante l’ Enigma Fest, all’interno del teatro, sarà anche possibile visitare le opere artistiche di Andrea Pizzari, Laura Desideri, Matteo Nardone, Adriano Natale e Federico D’Antoni. Di seguito l’intera programmazione del festival che avrà inizio giovedì 19 aprile e si concluderà domenica 22.

Gli ospiti e i Visual Artists dell’ Enigma Fest 2018

Giovedì 19 aprile

A iniziare sarà la Saw Dance Company, emergente compagnia di danza contemporanea da Riva Del Garda. Il loro spettacolo s’intitola “Autòs-Entòs”, e si basa su “Cosa significa essere autentici oggi?“, prendendo ispirazione dall’opera Essere e Tempo di Heidegger. Regia e coreografie a cura di Veronica Boniotti. L’attore e danzatore toscano Giuseppe Claudio Insalaco presenterà l’estratto del suo spettacolo teatrale All My Shit”. L’idea generatrice è il concetto che il lavoro di un artista rappresenti una tappa della propria formazione come essere umano, e che l’intera sua opera omnia possa essere vista come una mappa in cui sono indicati i momenti salienti della vita personale. Altro spettacolo di danza è il “Il Mago di Oz”, della compagnia romana Namastè Dance Company, per la regia e coreografia di Letizia Arcudi. Un atto unico ispirato all’omonimo romanzo per ragazzi di Frank Baum, rivisitato con tematiche particolari legate principalmente alla psiche e l’animo umano. Il racconto vede Dorothy, una ragazza che affronta le difficoltà adolescenziali e il passaggio ad un’età adulta. La presa di coscienza che il mondo reale necessita di intelligenza, coraggio e cuore, porta Dorothy prima ad allontanarsi dalla realtà, per poi  ritornarvi finalmente matura. Spazio anche ad un reading poetico-musicale intitolato “Vorrei perdermi tra le mie braccia”. Gli autori dei testi sono il chitarrista Roberto Scippa e la poetessa Francesca Castro. Il reading nasce come atto poetico musicale che desidera indagare la densa complessità del femminile nelle sue molteplici sfaccettature. Parole e musica accompagneranno lo spettatore in un viaggio notturno ed evocativo, a tratti onirico, alla scoperta dell’identità e della sessualità, verso quel luogo mitico e senza tempo, nel quale si celebra il misterioso e intimo incontro con se stessi e con l’altro.

Da sinistra: “Autòs-Entòs” della Saw Dance Company, a destra “Il Mago di Oz” della Namastè Dance Company

Venerdì 20 aprile

Il solo di Teatro-DanzaIsa.Bella, vedrà la collaborazione dell’interprete Irene Maria Giorgi e di Teresa Farella in regia. Questa unione artistica ha dato vita ad un progetto che nasce dalla voglia di riscattare la femminilità di donne incontrate e conosciute in diversi ambiti lavorativi: da contesti detentivi e protetti a quelli più quotidiani. Un continuo interrogarsi su come la danza possa spogliarsi dal suo aspetto performante e parlare di autenticità e di verità femminile, fino a raccontare di vita, quella che pulsa, fatta di viscere. “Fase R.E.M.” è un primo studio di teatro-danza della Compagnia Echoes, che vede in Giuliana Maglia la direzione artistica. Nasce da quei labirinti della mente immersa nel sonno più profondo, un insieme d’immagini oniriche evocative di una “realtà non realtà” alterata, nella quale spesso si trova la parte più vera e autentica di noi. La fase REM è il momento in cui si sogna, ed è proprio sul sogno che si sviluppa il nuovo lavoro coreografico della Maglia. Il progetto musicale sperimentale VOX NUDA viene portato dalla cantante e musicista di organetto Laura Desideri. La performance racconta l’approccio alla voce come strumento, teoria e pratica attraverso l’ausilio dell’elettronica e lavori di overdubbing, sintesi di anni di studi ed esperimenti. La Desideri, dotata di una vasta gamma vocale dal tono cristallino, condurrà gli ascoltatori ad immergersi nelle emozioni invitandoli a riconnettersi con il proprio scopo e il cuore della Terra. Un viaggio su voce nuda, appunto NUDA VOX. “(In)Finito” è il titolo dello spettacolo di danza contemporanea della Entropia dance company proveniente da Napoli. La ricerca dell’uomo, attraverso il movimento, della rappresentazione del senso di finitudine della vita umana. Una corda delimita lo spazio che simboleggia il confine, varco oltre il quale c’è l’ignoto della morte, stimolatrice dell’immaginario artistico. Dall’affannosa ricerca della comprensione, attraverso la danza, sopraggiunge la sensazione dell’eterno, un attimo in cui dinanzi alla caducità umana della nostra natura, si spiega il senso di infinito di cui siamo capaci. Regia e coreografie di Marco Lombardi.

Laura Desideri con il progetto musicale VOX NUDA;  a destra (In)finito della Entropia dance company

Sabato 21 aprile

Ospite della serata Mariella Castelli, étoile e pedagoga, che inaugurerà il Sabato ad Enigma Fest insieme a Sandro D’Ippoliti, coreografo e direttore della Scuola Milesimo Sport Center. Diletta Brancatelli seguirà regia e coreografia di “Altamarea“, il primo studio dello spettacolo di danza contemporanea di Atlantide Dance Company. Il progetto mette in scena le molteplici reazioni che scaturiscono dall’incontro tra il sensibile e l’artificiale. I protagonisti sono degli esseri cellulari, prodotti dall’energia cosmica, all’alba dei tempi quando la terra era ancora magma in trasformazione. Lungo il loro viaggio alla scoperta di sé e delle cose, incapperanno nell’evoluzione del mondo e nell’avanzamento incalzante della tecnologia. La volontà è di porsi come osservatori delle reazioni chimiche e naturali che derivano da questa grandiosa e affascinante divergenza. Poesia e danza contemporanea si incontrano in “Lettera al medico in Manicomio” di Alda Merini. Il testo è proposto ed interpretato contemporaneamente dall’attrice Lidia Di Girolamo e dalla danzatrice e coreografa Federica De Francesco. Sulla scena quindi la figura di Alda Merini è volutamente “sdoppiata” nella voce e nel corpo. “Dalla Padella alla Brace” è lo spettacolo teatrale in due atti unici di e con Luigi Falco e Beatrice Siciliano. I protagonisti si troveranno in situazioni che metteranno in evidenza le loro differenze e debolezze. La serata si concluderà con il cantautore genovese Max Manfredi che presenterà alcuni suoi brani insieme al Duo Griot, ovvero Matteo Colasanti e Laura Desideri, con la partecipazione della compagnia Atlantide Dance Company.

“Altamarea” della Atlantide Dance Company; “Pluriessenza” della Compagnia Identità Contemporanee

Domenica 22 aprile

Ospite che aprirà l’ultima serata è Massimiliano Bruno, grande attore e regista teatrale. Ci sarà poi il progetto sperimentale di danza contemporanea “Apple After Netwon della Uscite di Emergenza Contemporary Dance Company (regia e coreografie di Davide Romeo). La mela: metafora della gravità per un lavoro corporeo e simbolo che ha stimolato l’immaginario umano entrando nel folklore e nella mitologia. Partendo da Newton, si esplorano le possibilità espressive delle immagini, dei racconti, dei miti e dei giochi che hanno a che fare con la mela per creare una performance surreale e citazionistica, con una vena ironica e allo stesso tempo poetica. La mela è il leit motif di una ricerca antropologica su tutti i fronti: umano, relazionale, evocativo, esperienziale, coreutico e coreografico. “Pluriessenza“, spettacolo di danza contemporanea della Compagnia siciliana Identità Contemporanee (regia e coreografie di Simona Fichera). E’ un viaggio introspettivo alla riscoperta dei 5 sensi, che sfocia in un pensiero intimo talvolta influenzato da giudizi sociali. Un percorso sensoriale per il piacere di essere se stessi, attraverso interrogazioni personali, incontri, contatti, odori, sensazioni, emozioni, gusti. Spesso il nostro io si sdoppia e segue direzioni opposte: si scontra, si incontra e percorre una strada alla fine della quale deciderà se essere o apparire. Dharma Bums e Luca Natali è l’incontro musicale che vede la presenza di Matteo Colasanti alla chitarra, la voce Laura Desideri e Luca Natali, musicista di tamburo armonico e didgeridoo. E’ un progetto aperto di contaminazione e ricerca sonora tra world ed elettronica. Il festival si concluderà con l’ultimo ospite in scaletta, l’attore e autore Giuseppe Sorgi.

Quando:

Enigma Fest : Dal 19 al 22 aprile

Info e prezzi:

enigmafest2018@gmail.com  Fb Enigma FEST

Costo biglietto: 10 €+ 2 € tessera associativa.

Dove:

Teatro della Visitazione, via  dei Crispolti 142 – Roma

Al Vittoriano il primo progetto culturale “Stagioni russe”

Presso lo splendido complesso del Vittoriano di Roma, il primo dei 250 appuntamenti legati al progetto culturale internazionale “Stagioni Russe”, manifestazione che coinvolgerà per tutto il 2018 il territorio italiano, in una logica di interscambio culturale tra le due nazioni. La mostra “Haec est civitas mea“, inaugurata il 3 marzo, prevede l’esposizione di prestigiose opere realizzate da allievi e diplomati dell’Accademia russa di pittura, scultura e architettura “I.S. Glazunov” di Mosca. Apertura al pubblico, con ingresso gratuito, prevista fino al 2 maggio.

L’evento è organizzato dal Ministero della Cultura di Russia, il MiBACT, la Fondazione Internazionale Accademia Arco e il Centro Studi sulle Arti della Russia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Un meraviglioso pretesto per rinnovare la tradizione dell’Imperiale Accademia di Belle Arti e per restituire un’esperienza accumulata nel tempo, presentando giovani artisti di oggi nella Città eterna.

L’accademia Glazunov

L’esposizione del Vittoriano conta circa 30 giovani pittori russi che hanno assimilato i principi della scuola accademica formatasi nel XVIII secolo sulla base della tradizione europea antica e rinascimentale. Con il linguaggio della pittura giovani artisti russi di talento raccontano pagine della propria storia, trasmettono la bellezza della natura nazionale, dipingono ritratti di personalità contemporanee. I lavori degli artisti dell’Accademia “I.S. Glazunov” sono il luminoso esempio di un grande magistero e della continuità delle tradizioni artistiche nazionali più significative nell’ambito della cultura mondiale. Nel 1987 l’eminente artista russo Il’jà Glazunòv è riuscito a fondare l’Accademia Russa di pittura, scultura e architettura, dando stimolo alla creazione di un’istituzione che, alla base del suo processo formativo, ha il metodo classico di educazione artistica.

Alcune delle opere presenti

Gli studenti dipingono quadri su temi evangelici, su soggetti tratti dalla storia nazionale e universale, dalla mitologia e dalla vita quotidiana del popolo russo. Nei paesaggi si ritrovano le tradizionali forme del realismo, ricevute in eredità dall’esperienza ottocentesca. Tra i numerosi dipinti a olio citiamo “La ballerina Vìka Òsipova” (in copertina) di M. V. Aldosin, e “Pontile”, di T.S. JuŠmanovache raffigura i tipici abitanti di una remota provincia russa, in attesa del battello che li traghetterà sull’altra riva del fiume. Tra le ambientazioni spicca “La festa detta «Gorka» a Ust’-Cil’ma”, uno dei più antichi villaggi del Settentrione russo. Menzionato già dal XVI secolo, esso è rinomato per le feste e le solennità primaverili ed estive, accompagnate da danze popolari. Il villaggio ha tutt’ora mantenuto l’antico stile di vita.

Delle molte le storie legate ai personaggi, fa da copertina Chiamata al trono di Michail Fëdorovič Romanov”, primo zar della dinastia Romanov, chiamato al trono nel 1613. Troviamo poi “La monacazione di Evdokija Lopuchina”, prima moglie dello zar Pietro I, unitasi in matrimonio nel 1689, quando lui aveva 17 anni. Pur avvenente, la giovane imperatrice aveva poco in comune con lo zar. Pietro non l’amava, nonostante ebbe un figlio da lei. Nel 1698 ordinò che fosse condotta nel monastero femminile dell’Intercessione, a Suzdal’, dove Evdokija divenne monaca con il nome di Elena.

Nel quadro “I polacchi conducono in prigione Sant’Ermogene”, vi è il patriarca di Mosca. Quando la città fu occupata dai polacchi tra XVI e XVII secolo, l’epoca dei cosiddetti «torbidi», Ermogene chiamò il popolo alla rivolta. Gli invasori, con l’aiuto di alcuni traditori boiari, arrestarono l’uomo nella sede patriarcale e lo condussero sotto scorta nel monastero di Čudov. Infine ne “Il Beato Sergio di Radonež risuscita un bambino”, di S.V. Čikun’Čikov, viene raffigurato uno dei miracoli compiuti dal famoso taumaturgo del popolo (1314-1392).

Da sinistra “La festa detta Gorka a Ust-Cìlma”, S. S. Onuckin 2013 ; “La monacazione di Evdokija Lopuchina”, E.V. Kamynia 2009

L’importanza dell’Italia

Non è un caso se, come titolo dell’esposizione, è stata scelta la frase latina «Haec est civitas mea» (questa è la mia cittadinanza). Nella storia russa i pittori italiani hanno avuto un ruolo quanto mai rilevante. Tradizionalmente nel XIX secolo i migliori diplomati dell’Imperiale Accademia di Belle Arti, come stabilito dall’Imperatore in persona, venivano mandati in Italia per un lungo soggiorno. Godevano il privilegio di ricevere una speciale “pensione”, di viaggiare e creare, studiando i sublimi modelli dell’arte, dall’antichità ai tempi moderni. L’Italia divenne luogo di pellegrinaggio sui generis degli artisti russi, fondamento del forte e secolare legame culturale tra le due nazioni.

Un’ interazione culturale rinnovata

Un elemento d’interesse dell’esposizione consiste nel fatto che questi pittori russi contemporanei portano avanti un tema nazionale, sulla base della grande scuola greca e romana, a sua volta fondata su tradizioni più antiche. Raccontano, con linguaggio classico, pagine della propria storia, come all’epoca del Rinascimento italiano. Questo significa che nel mondo attuale le tradizioni del classico sono vive, e che tale rilettura riesce interessante a chi guarda. Nell’artista del nostro tempo, educato al classico e già padrone dei rudimenti necessari, si rinnova lo spirito della grande e comune civiltà artistica. E se Roma è il cuore dell’Italia, centro della vita artistica e culturale di Roma è il Vittoriano.

Quando:

Fino al 2 maggio 2018, tutti i giorni ore 9.30 – 19.30 (ultimo ingresso 18.45)

Info e prezzi:

INGRESSO GRATUITO; tel. + 39 066783587 ; MIBACT

Partenza degli ascensori dalla Terrazza mediana che si trova al livello del Colonnato dove si giunge sia:
– da Piazza Venezia (ingresso principale del monumento)
– dall’ingresso laterale sinistro (Via di San Pietro in Carcere)
– dall’ingresso laterale destro Via del Teatro di Marcello (lato Aracoeli)

Per i portatori di handicap e loro accompagnatori, ingresso dal lato destro del monumento (Via del Teatro di Marcello) dove si trova l’ascensore di servizio.

Dove:

Monumento a Vittorio Emanuele II, Vittoriano, Piazza Venezia, 00186, Roma

Viaggio alla scoperta interiore di Frida Kahlo

Un grande evento di due giorni, nella nuova area dell’ Ex Dogana, permetterà di immergersi nelle atmosfere della pittrice Frida Kahlo. Attraverso una installazione composta da 15 video-proiettori e 12 schermi, il racconto della vita e le ispirazioni dell’artista messicana da un punto di vista nuovo e insolito. Sonorizzazioni a tema ripercorreranno le ambientazioni esotiche della sua terra, l’amore represso, gli autoritratti. Sullo schermo appariranno le fantasiose opere, le lettere e le fotografie. Inoltre verrà proiettato anche il film biografico “Frida“, interpretato da Salma Hayek, e il documentario “The Life and Times of Frida Kahlo“. “Inside Frida Kahlo” vi aspetta dal 7 al 8 ottobre, con party e area food nella location.

A sinistra una scena del film “Frida” con Salma Hayek (2002), a destra “Le due Frida”, (1939)

L’arte, l’ amore, il Messico

Frida Kahlo (1907-1954) ha affascinato per la straordinaria capacità di essere icona, di piegare la propria esistenza, con le sue sofferenze fisiche e sentimentali, con le sue grandezze, le sue debolezze e miserie. Un’immagine simbolo di donna-artista, emancipata, impegnata, ma dai tratti profondamente e universalmente umani. Questa ragazza dei sobborghi di Città del Messico, figlia di un fotografo di regime decaduto, nonostante il suo pur breve percorso esistenziale, è riuscita a diventare personaggio protagonista, venendo in contatto con massime personalità artistiche, politiche e storiche del suo tempo. I suoi quadri sono stati accostati all’arte surrealista. In realtà esprimono in maniera molto chiara i sentimenti e il dolore della loro autrice. Ad esempio in Autoritratto con collana di spine e colibrì c’è un parallelismo tra l’artista e Gesù Cristo, anche se qui la corona di spine viene sostituita da una collana. Una sorta di martire laica, che doveva le sue sofferenze alla malattia e ai tradimenti delle persone vicine. La sua attività artistica troverà grande rivalutazione dopo la sua morte, in particolare in Europa, con l’allestimento di numerose mostre.

Da sinistra “I novelli sposi nel 1931” (dono nuziale per Diego Rivera), “Autoritratto con collana di spine e colibrì” (1940), “Io e i miei pappagalli” (1941).

Orari:

Sabato 7: ore 22 – 5 (con party)
Domenica 8: 16 – 00

Prezzo:

€ 10 su prenotazione, scrivendo il proprio nominativo sulla bacheca di questo evento e il giorno della partecipazione.

Info:

ExDoganaRoma  – 3343849185

Dove:

Ex Dogana, Via di Scalo San Lorenzo 10, Roma

Pasquale Monaco, il pittore dei contrasti

Il 10 giugno si è inaugurata, presso il Teatro San Genesio,Niagara, i migliori anni”. La raffinata mostra ospiterà le armoniche opere del pittore Pasquale Monaco, con la quale si chiude la sezione artistica della 5° edizione del Vitala Festival. L’esposizione gratuita rimarrà allestita fino al 21 giugno e sarà visitabile nelle ore pomeridiane, previo appuntamento o contestualmente ai prossimi eventi in programma presso il Teatro.

Pasquale Monaco, “Niagara”, 150 x 150 cm

La mostra

Il titolo della mostra “Niagara, i migliori anni” e il dipinto sono un omaggio ed una testimonianza vissuta dal pittore Pasquale Monaco all’età di 20 anni.  Nel quartiere Vomero di Napoli degli anni 70, tutti i giovani come lo stesso Monaco amavano ascoltare musica e riunirsi nel fine settimana nelle cosiddette “comitive”. Niagara era il nome di un famoso locale sala da ballo dove si ascoltava buona musica. Questo dipinto è appunto nel ricordo degli anni belli….i migliori ! Un ringraziamento ad Anna Maria Volpacchio per il prezioso aiuto nell’organizzazione di questa mostra.

Da sinistra a destra alcuni dipinti di Pasquale Monaco: “Rosso” 80×40 cm, “Città ideale” 100×150, “Flowers 80×50 cm.

L’artista e il suo stile

Pasquale Monaco è nato a Napoli nel 1948. Vive e lavora a Roma dal 1983. Ha frequentato l’Istituto delle Porcellane di Capodimonte e l’Accademia Napoletana di Belle Arti. Dal 1970 svolge un’intensa attività artistica con numerosissime mostre personali e collettive. Ha ricevuto numerosi premi e significativi riconoscimenti e alcune sue mostre personali sono state seguite con attenzione dalla stampa e presentate da RAI 2.  Nel 1978 ha eseguito una pala d’altare alla chiesa dei Padri Francescani di Pollica (Cosenza). Le sue opere sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche, sia in Italia che all’estero. A Roma nel Ministero dell’archeologia, nell’Università “La Sapienza”, nel Ca/Pit, nell’Associazione Nazionale dei Giornalisti, nella Federazione Italiana di Arti Figurative, nella Fao e nei Musei Vaticani. La pittura di Pasquale Monaco evidenzia uno stile personale e libero. Essa parte da una base impressionista, dando vita a rappresentazioni reali e fantastiche che mostrano lo scorrere del tempo, il passare delle stagioni. Forti sono i contrasti di luci ed ombre con colori vividi evidenziati da cambiamenti di luce. Il lato espressionista privilegia l’emotività, dove tratti decisi e colorazioni finiscono per indicare stati d’animo ribelli e vissuti delle sue creature. Nelle opere del maestro Pasquale Monaco lo spazio non usa la prospettiva geometrica ma sperimentale. L’ effetto risulta meno statico grazie alla maggiore libertà delle pennellate di colore. Le figure e i paesaggi presentano quasi intercambiabilmente un linguaggio unico. L’aspetto straordinario di Monaco è proprio l’unione stilistica tra due elementi contrastanti. Ad esempio si possono notare tratti agitati, tipici di un sentimento dionisiaco, armonizzati con la calma olimpica che uniforma serenamente tutti i lati delle figure femminili e maschili.

Quando:

10 Giugno – 21 Giugno

Info e prezzi:

Ingresso gratuito

347-8248661; wonderwallenter@gmail.com

Dove:

Teatro San Genesio, via Podgora , 1 Roma

Picasso a Roma – La Mostra, le sue foto e le sue creazioni

“Picasso Images – L’Opera, l’Artista, il Personaggio” si terrà a Roma, presso il Museo dell’Ara Pacis, dal 13 ottobre al 19 febbraio 2017.

L’esposizione racconterà il rapporto che l’artista ha avuto con la fotografia, da cui traeva ispirazione che traduceva in pittura, ma anche vero e proprio mezzo per documentare le varie fasi delle sue creazioni. Si potranno quindi ammirare oltre agli scatti fatti da Picasso stesso (200 foto), anche sue opere inedite e scatti fatti dai grandi fotografi del 900′ all’artista spagnolo, visto come musa per le loro foto.

picasso-foto

La mostra è articolata in sezioni:

  1.  Nella prima sezione saranno esposte le prime foto di Picasso (periodo 1901), con opere inedite composte da fotografie sovrapposte ed altre caratterizzate da incisioni dell’artista spagnolo. Collage di foto, diapositive e ritagli fotografici  create dall’artista completano questa prima sezione che racconta allo spettatore come le fotografie (in questo caso quelle fatte da lui) siano state per Picasso strumento d’indagine del mondo e testimonianza sullo stato di avanzamento dei suoi stessi lavori.
  2. Nella seconda sezione  viene esposto il periodo successivo a questo. Ovvero quando Picasso, ormai affermato, abbandona la camera e preferisce instaurare importanti collaborazioni con fotografi d’avanguardia per diffondere, anche presso i galleristi, la migliore conoscenza della propria produzione artistica. Così nel 1932 incontra Brassaï, che renderà celebri gli scatti che ritraggono i diversi atelier del genio catalano. Nel 1936 invece inizia la collaboraizone con Dora Maar (fotografa emergente di quei tempi) che diventerà la sua compagna di vita e che riuscirà  ad immortalare le fasi della creazione dell’opera più conosciuta e ammirata dell’autore: Guernica. Innovativo e pionieristico Picasso nell’ aver messo dentro un’opera d’arte (la Guernica appunto) un soggetto che in quel momento stava a sua volta ritraendolo attraverso la macchina fotografica. Di fatto quando

    “Picasso iniziò a dipingere Guernica usando il volto di Dora per ritrarre la figura che sorregge la lampada al centro, e lei, affascinata dalla potenza figurativa del dipinto, riprese in mano la macchina fotografica e cominciò a scattare. ” fonte Concita De Gregorio, La Repubblica

  3. L’ultima sezione è dedicata  alla capacità di Picasso di giocare con la propria immagine sulla carta stampata di tutto il mondo, alimentando il mito e la fama dell’artista fino ai giorni nostri.
guernica

Picasso durante la creazione della Guernica

 

La mostra, curata da Violette Andres e Anne de Mondenard, è organizzata da Zetema Progetto Cultura.

Dove

Quando e Biglietti

Dal 13 ottobre al 19 febbraio 2017 – Tutti i giorni 9.30-19.30
24 e 31 dicembre 9.30-14.00 – La biglietteria chiude un’ora prima
Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio

Biglietto solo mostra:
intero: € 11,00 biglietto “solo mostra” intero;
ridotto: € 9,00 biglietto “solo mostra” ridotto;
– solo mostra “speciale scuola”: € 4,00 ad alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni);
– solo mostra “speciale Famiglia”: € 22,00 (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni);

Per ulteriori Info vai al sito dell’Ara Pacis