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Arcimboldo in mostra, tra fantasia e originalità

Per la prima volta a Roma la mostra di Arcimboldo (1526-1593), l’artista considerato il più importante precursore del Dadaismo e Surrealismo. Nelle sale di Palazzo Barberini saranno presenti più di 100 opere tra ritratti, oggetti e disegni suddivisi in 6 sezioni specifiche. A cura di Silvia Ferino-Pagden, maggior esperta di Arcimboldo, l’esposizione aprirà al pubblico dal 20 ottobre fino all ‘ 11 febbraio 2018. Un’eccezionale occasione per ammirare capolavori e rarità provenienti da prestiti di musei di varie città del mondo. In basso il nostro imperdibile slideshow, con alcuni scatti effettuati all’anteprima stampa, sulle emozionanti note del Má Vlast Moldau di Bedřich Smetana.

Milano e le corti imperiali

L’affollatissima conferenza si apre con una saletta introduttiva che presenta l’autoritratto cartaceo di Arcimboldo, uomo di scienza, filosofo ma anche inventore. La prima sezione, dedicata all’ambiente milanese, vede le opere lavorate in vetro, cristallo, tessuti e acciaio. Una testimonianza di come quegli anni la città lombarda fosse il massimo centro di produzione di materiali di lusso. La sezione successiva riguarda il periodo dell’artista a servizio dell’impero asburgico. In A corte tra Vienna e Praga si trovano infatti i ritratti di duchesse e imperatori. Qui vengono esaltate le varie personalità dei soggetti raffigurati, anche con giochi di luce. Al centrosala le celebri opere delle personificazioni delle 4 stagioni e quella degli elementi come acqua, fuoco, terra e aria.

A sinistra, il ritratto degli “irsuti” Antonietta e Enrico Gonzalez, Lavinia Fontana 1580/95. A destra, analisi grafica de “La Terra” di Arcimboldo, 1566.

Studi sulla natura e dipinti reversibili

Stupenda la sala dedicata agli studi naturalistici e le Wunderkammer. Le cosidette camere delle meraviglieespressione appartenente alla lingua tedesca usata per indicare particolari ambienti, in cui dal XVI al XVIII secolo i collezionisti erano soliti conservare raccolte di oggetti straordinari. Nelle bacheche numerosi oggetti unici come zanne, ossa, coralli, coppe e testi antichi davvero molto preziosi. Attraverso uno schermo vengono illustrate anche le composizioni delle opere e gli animali analizzati. Tra i dipinti curiosi spicca quello degli “irsuti”, raffiguranti uomini e bambini della nobile famiglia Gonzalez affetti da ipetricosi. Ambiguità e magia contraddistingue le raffigurazioni denominate “teste reversibili“. Esse infatti assumono una conformazione completamente differente se capovolte.  Questo è possibile grazie a degli specchi, posti sotto le opere, che permettono di vedere la rotazione a 180 gradi. Come illustrato nella figura sottostante, il dipinto del Piatto di Arrosto, in cui si intravedono maialini e un limone, diventa improvvisamente un volto (mostruoso), quello del cuoco.

Giuseppe Arcimboldo: teste reversibili, Piatto di Arrosto/Il Cuoco, olio su tela 52,5×41

I composti e le pitture “ridicole”

Le ultime due sezioni sono dedicate ai paradossi iconici. Come prime impressioni i busti  possono risultare del tutto normali. Da vicino invece ci si accorge che sono costruiti e “composti” da forme naturali e artificiali abilmente incastrate. Queste inconfondibili creazioni appartenevano alla satira nei confronti del dibattito religioso del ‘500, spesso con allusioni sessuali. Il carattere ironico della caricatura prevale nelle “pitture ridicole“. Una vera e propria allegoria di mestieri. Ne è esempio un capolavoro come il Bibiotecario, un uomo formato da libri e piume. Tutte le sorprendenti opere di Arcimboldo possono considerarsi di forte impatto. Inevitabile per chi le osserva prestare grande attenzione e restare stupiti !

Quando:

dal 20 ottobre al’11 febbraio

chiusura lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio

Info:

064824184 prenotazioni: 0681100257

barberinicorsini ; arcimboldoroma

Prezzo:

€15 audioguida inclusa, ridotto € 13

Dove:

Gallerie Nazionali di Arte Antica Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane, 13

Picasso “rivive” a Roma con due grandi esposizioni

Roma si appresta a celebrare Picasso con una grande mostra, anzi due, concludendo le manifestazioni dedicate alle opere dell’artista spagnolo nel nostro paese. In programma dal 22 settembre 2017 al 21 gennaio 2018 le Scuderie del Quirinale ospiteranno “Picasso. Tra cubismo e classicismo 1915-1925″. In contemporanea ci sarà la sinergia delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, che esporranno Parade, l’immensa tela di Picasso, dipinta dall’artista come sipario per il balletto ideato da Jean Cocteau. Un evento davvero imperdibile!

Pablo Picasso e Olga in una foto del 1917

Roma, 100 anni dopo

Era il febbraio del 1917 e in Europa infuriava la prima Grande Guerra. Pablo Picasso, che aveva solo 36 anni ed era già il grande pittore “capo” della rivoluzione cubista, arrivò per la prima volta in Italia. Quel viaggio segnò notevolmente la sua arte quanto la sua vita privata, ricordo di gioia e bellezza. Proprio a Roma, mentre preparava i costumi e le scene per i Ballets Russes di Diaghilev, conobbe Olga Chochlova, ballerina della compagnia russa, divenuta poi sua moglie. A cento anni di distanza, le sue opere, le sue metologie e stili diversi rivivono nella città eterna.

Il sipario Parade in tutta la sua imponenza, a destra il magnifico contrasto scenico con l’affresco di Pietro da Cortona

Un balletto a Palazzo Barberini

A Palazzo Barberini, nel grandioso salone affrescato da Pietro da Cortona, verrà esposto, per la prima volta a Roma, il sipario dipinto per Parade, una immensa tela lunga 17 metri e alta 11. L’architettura di Bernini sarà la cornice per un magico dialogo tra l’opera di Picasso e il grande affresco barocco. Parade, conservata al Centre Georges Pompidou di Parigi, è stata esposta solo in rare occasioni, a causa delle sue monumentali dimensioni. Nel 1984 iniziò il Brooklyn Museum di New York, poi il Centre Pompidou di Metz tra il 2012/13. In Italia invece la tela venne ospitata al Palazzo della Gran Guardia (Verona 1990), a Palazzo Grassi (Venezia 1998) e ultimamente al Museo di Capodimonte (Napoli 2017). Il balletto teatrale Parade, ideato da Jean Cocteau e rappresentato per la prima volta a Parigi al Théâtre du Châtelet nel maggio 1917, era il frutto della collaborazione tra l’impresario Sergej Djagilev, il musicista Erik Satie, il coreografo Léonide Massine. Picasso concepì l’idea del sipario proprio a Roma, durante un viaggio in Italia con Cocteau. La direttrice Flaminia Gennari Santori ha sottolineato sull’opera che:

La tela presenta una grande profondità prospettica che sembra non dare l’idea di contatto tra sipario e volta. È proprio quest’ultima che avvolge l’intero sipario come una sorta di conchiglia.

Alcuni scatti tra le tante opere di Picasso esposte alle Scuderie del Quirinale

100 opere e focus alle Scuderie

La mostra dal titolo Picasso. Tra Cubismo e Classicismo 1915-1925 , presso le sale delle Scuderie del Quirinale, raccoglie un centinaio di capolavori esposti e scelti dal curatore Olivier Berggruen, in collaborazione con Anunciata von Liechtenstein. I prestiti di musei e collezioni eccellenti vanno dal Musée Picasso e dal Centre Pompidou di Parigi alla Tate di Londra, dal MoMa e dal Metropolitan Museum di New York al Museum Berggruen di Berlino, dalla Fundació Museu Picasso di Barcellona al Guggenheim di New York. Il percorso espositivo è tra i più originali e straordinari della storia dell’arte moderna. Esso illustrerà gli esperimenti condotti da Picasso con diversi stili e generi. Dal gioco delle superfici decorative nei collage, eseguiti durante la prima guerra mondiale, al realismo stilizzato degli “anni Diaghilev”, dalla natura morta al ritratto. Tutte forme queste, secondo il curatore Berggruen, che continuano a resistere al passaggio del tempo.

Scuderie del Quirinale, Via XXIV Maggio 16, Roma

Picasso. Parade il sipario

APERTURA AL PUBBLICO: 22 settembre 2017 – 21 gennaio 2018

ORARI: martedì/domenica 9.00 – 19.00. La biglietteria chiude alle 18.00

chiusura: lunedì, 25 dicembre, 1° gennaio

INFO: tel. 06-4824184 | email: gan-aar@beniculturali.it

BIGLIETTO BARBERINI CORSINI: Intero € 12, Ridotto € 6

* con il biglietto delle Scuderie del Quirinale l’ingresso al museo di Palazzo Barberini è ridotto a € 5

Picasso. Tra Cubismo e Classicismo 1915-1925 alle Scuderie del Quirinale: con il biglietto delle Gallerie Nazionali l’ingresso alla mostra è ridotto a  € 13 (intero € 15)

ORARI: Da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00
Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30

INFO: Tel: +39 06 81100256 E-mail: info@scuderiequirinale.it

 

Caravaggio, versioni e derivazioni dei suoi dipinti

La Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini, in collaborazione con il F. E. C. (Fondo Edifici di Culto), presenta la mostra “Caravaggio. Il Doppio e la Copia. Esposte due coppie di dipinti, 2 originali e 2 riproduzioni antiche, messe a confronto: “San Francesco in meditazione” e “La Flagellazione di Cristo”. L’esposizione celebra i 30 anni del F.E.C., ente ministeriale che custodisce e amministra un vasto patrimonio nazionale, promuovendo la conoscenza e il restauro di capolavori straordinari. Novità assoluta sarà la presenza nella sala di un touch screen che evidenzierà i dettagli dei quadri esaminati. Apertura al pubblico dal 22 giugno fino al 16 luglio.

Un personaggio come Caravaggio merita sempre una importante riverenza. Proprio per questo, il team formatosi all’interno del F.E.C. e della Galleria, è riuscito a lavorare con passione ed entusiasmo. A tutte queste persone si deve la realizzazione del progetto scientifico, le ricerche di archivio e il coordinamento del catalogo espositivo. Quest’ultimo propone diversi saggi su come sono state realizzate le copie, discorsi sulla technical art history per conoscere da vicino i quadri e indagini sulla conoscenza materica. Il senso di questa mostra viene sintetizzato dalla curatrice Giulia Silvia Ghia:

“In realtà non è una semplice mostra su Caravaggio, ma un confronto tra materia pittorica e il filone delle copie che nascono con la personalità caravaggesca”.

Immagini dalla postazione touch: il confronto delle due versioni della Flagellazione di Cristo, a destra la sovrapposizione grafica.

La conoscenza materica

Le indagini diagnostiche, fatte la scorsa primavera, hanno dimostrato che il quadro sulla Flagellazione di Cristo nasconde la figura di un frate domenicano sotto il personaggio di sinistra (lo sgherro). Al touch screen è ben visibile il dettaglio di naso e occhi. Il personaggio inginocchiato assumeva originariamente una posizione diversa, sia nelle mani che nelle gambe. Questa modifica comportò l’aggiunta dei due flagellatori. Il risultato finale dell’originale presenta quindi delle imperfezioni fisiche dei soggetti raffigurati. Ad esempio l’astante inginocchiato ha un braccio più lungo, mentre lo sgherro presenta un rapporto spalla-collo eccessivo. La copia, di cui ancora si ignora con certezza l’autore, ha in qualche modo migliorato questi difetti. Tuttavia anche se la maggior parte delle versioni mostra un’estrema fedeltà, le differenze sono legate principalmente agli elementi chimici utilizzati dai pittori e dallo spessore qualitativo degli strati della pellicola pittorica. Lo studio al microscopio consente di far luce sui materiali utilizzati e comprendere le tecniche esecutive di questi capolavori.

Il particolare del volto rivelato dalle indagini riflettografiche e radiografiche.

Il filone delle copie

Nessun copista ha potuto vedere dal vivo la realizzazione delle opere di Caravaggio. Le copie, autorizzate da committenti, sia per sfoggio che per lucro, venivano inizialmente prodotte per osservazione diretta dell’originale. La tecnica utilizzata era quella del lucido, da non confondere con quella moderna. Infatti utilizzava pelli di animali intrise in oli seccanti, i quali acceleravano l’asciugatura e la trasparenza della pergamena. Successivamente veniva frapposto un foglio tra la pergamena e la tela. Esso variava a seconda della coloritura del dipinto: se chiaro, la spolveratura utilizzata era quella a polvere di carbone, se scuro, il foglio era bianco. Proprio come la funzionalità della carta carbone. Per lungo tempo è stato oggetto di dibattito l’autenticità del quadro di San Francesco in meditazione. Fino al 1968 si pensava che la tela esposta nella Chiesa dei Cappuccini fosse l’originale, perchè di altissimo pregio. Ricerche successive hanno riconosciuto invece che l’altro San Francesco, proveniente dalla Chiesa di San Pietro a Carpineto, non era una copia ma un autentico Caravaggio.

Da sinistra l’originale San Francesco in meditazione a confronto con la copia più bruna. A destra i diversi particolari della mano.

© Riproduzione riservata

Quando:

Dal 22 Giugno al 16 Luglio

martedì/domenica 8.30 – 19.00 lunedì chiuso

Informazioni:

Tel. 06-4824184  Web. barberinicorsini

Prezzo:

Intero € 10, ridotto € 5

Dove:

Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane, 13

Venezia scarlatta: in mostra le sfumature del ‘500

Presso le Gallerie Nazionali di Arte Antica, nella sede di Palazzo Barberini, verrà inaugurata la mostra dal titolo “Venezia scarlatta”. Pochi dipinti esposti ma al tempo stesso preziosi di significati simbolico-espressivi, riuniti per la prima volta insieme. L’eccezionalità dell’evento sta nell’offrire ai visitatori la possibilità di comprendere vari temi della cultura visiva veneziana del ‘500. Le opere dei “pittori di terraferma” resteranno visibili fino all’ 11 giugno.

Lorenzo Lotto, Cristo portacroce, 1526, Olio su tela 66×60 cm, provenienza Louvre, Parigi

Il percorso museale

La selezione di 6 capolavori, giunti da importanti musei internazionali di Parigi, New York, Madrid e Bergamo, consente al meglio l’approfondimento sullo studio del rosso. I lavori dei pittori Lotto, Savoldo e Cariani sono la risposta della Venezia di Terraferma nei confronti di quella lagunare predominante. Realizzati in parte per committenti delle province, si caratterizzano per l’uso di pennellate dalle tonalità sensuali e variabili. Si instaura una sorta di dialogo comunicativo tra i quadri presenti. Come affermato dal curatore della mostra Michele Di Monte:

Il gioco di trame che abbiamo cercato di tessere in questa esposizione è basato sulla possibilità di individuare connessioni complesse, tridimensionali fra questi dipinti.

Giovanni Savoldo, San Matteo e l’angelo, 1534, olio su tela 93,4×124,5 cm, provenienza Metropolitan Museum, New York

La centralità del colore e le trame

Il colore scarlatto è  per antonomasia riferito a Venezia, il vanto della città dal punto di vista della produzione pittorica e, prima ancora, di quella tintorica. I tintori coloravano le stoffe pregiate prodotte dall’industria tessile nelle diverse sfumature di cremisi, carminio, porpora, le quali diventavano oggetto dei traffici nel Mediterraneo. Anche i pittori veneziani usavano il rosso per “tessere” una fitta trama in cui si mescolavano la dimensione biografica, le devozioni personali, l’ interesse professionale e la storia biblica. Il rosso è prerogativa della Vergine e della tunica del Cristo portacroce, di Lorenzo Lotto. Dello stesso colore è l’ abito della sposa nel Ritratto di Marsilio Cassotti e Faustina Assonica che simboleggia la fedeltà. Nel dipinto del Cariani, il medico Giovanni Caravaggi viene raffigurato vestito di raso rosso, proprio a indicare il suo status professionale. Nel San Matteo che parla con l’angelo, Savoldo vuole richiamare nel colore della tunica del protagonista quella di Cristo.

Giovanni Busi (Cariani), Ritratto di Giovanni Benedetto Caravaggi, 1521, olio su tela 82×82, provenienza Accademia di Carrara, Bergamo

In “Matrimonio mistico di Santa Caterina”, proveniente dall’Accademia Carrara di Bergamo, Lorenzo Lotto esprime le sue sofisticate invenzioni figurative. La scena allegorica viene inserita nella casa del committente Niccolò Bonghi, il quale non manca di ostentare la sua passione per pregiati tappeti e abiti. La qualità delle stoffe testimonia di rimando l’autenticità della sua fede dinanzi a Santa Caterina e Cristo.

Lorenzo Lotto, Matrimonio mistico di Santa Caterina di Alessandria, 1523 olio su tela 189,3×134,3 cm, provenienza Accademia di Carrara, Bergamo

Quando:

Venezia scarlatta, 15 marzo – 11 giugno

Orari: martedì/domenica 8.30 – 19.00

lunedì chiuso

Prezzo:

Intero € 10, ridotto  € 5

Info:

Tel. 06-4824184

Barberinicorsini

Dove:

Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane 13, Roma

Palazzo Barberini presenta: “Donne da vicino”

In occasione della festa della donna mercoledì 8 marzo, la Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma ha organizzato una giornata di visite guidate gratuite. Presso la sede di Palazzo Barberini si potranno vedere da vicino alcune figure femminili “protagoniste” del Museo: La Fornarina, Beatrice Cenci, la Giuditta di Caravaggio e molte altre donne del ‘700. Ci sarà la possibilità di visitare anche le sale della reggia che ai tempi furono alloggio della principessa Cornelia Costanza Barberini. 

Gli appartamenti della principessa

Cornelia Costanza Barberini (1716-1796) era una donna dotta e caparbia, dal gusto raffinato come si evince dai suoi eleganti appartamenti privati di Palazzo Barberini. Nella centralissima Sala delle battaglie si trovano 13 tele che immortalano le gesta degli avi di famiglia. Da Papa Urbano VII (Maffeo Barberini) che fece costruire il palazzo, a Stefano e Prospero Colonna che guidarono alcune battaglie epiche. Altra sala, dove riceveva la principessa, è detta delle sete dipinte per la presenza di  tappezzerie paretali raffiguranti scene di vita degli Indiani d’America. Il verde è il protagonista nella Galleria d’angolo: proveniente dai giardini del palazzo attraverso le finestre si moltiplica sulle pareti in un tripudio di fiori e piante. Il gusto della principessa si rivede in ogni angolo delle stanze con giochi di specchi, pitture su vetro, elementi Rococò, bassorilievi Neoclassici e frequenti richiami ai simboli di famiglia come le api e l’alloro. A Costanza piaceva trasformare l’ambiente giocando molto con i muri, i quali celavano porte, passaggi segreti e mobili a scomparsa.

Salotto-cappella e altare a “scomparsa”

Le donne da vicino

La Fornarina di Raffaello Sanzio (1518/19, vedi foto copertina) raffigura la figlia del fornaio di Trastevere. Il soggetto del dipinto, secondo lo studioso Giuliano Pisani, sarebbe l’amore che eleva gli spiriti, l’idea sublimata della bellezza. Nella sua posa un pò discinta c’è una forte carica sensuale e dolcezza allo stesso tempo. Dell’ eroina biblica Giuditta, opera caravaggesca, si è già parlato nel nostro articolo su Artemisia GentileschiBeatrice Cenci, opera realizzata da Guido Reni nel 1599, rappresenta la giovane nobildonna romana la quale fu vittima di angherie e abusi da parte del padre. Ella, d’accordo con i fratelli, organizzò l’assassinio del genitore ma venne condannata alla decapitazione per parricidio. Questo fu il triste epilogo di una storia avvenuta in un’epoca crudele e violenta che elimino’ ingiustamente la giovane. Il suo mito tuttavia dura ancora oggi, riproposto da autori come Sthendhal, Shelley e Guerrazzi.

Beatrice Cenci a Palazzo Barberini

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#Barberini, #festadelladonna, #8marzoalmuseo

Quando:

“Donne da vicino”, 8 marzo 2017

Orari: 10,30 – 11,30 – 12,30 – 15 – 16 – 17

Prezzo:

Gratuito per tutte le donne e i minori di 18 anni

Intero € 7  ridotto € 3,5

Info:

Ogni visita prevede un massimo di 25 partecipanti. Prenotazioni in biglietteria fino a esaurimento posti.

064824184

barberinicorsini

Dove:

Palazzo Barberini,  via delle quattro fontane, 13, Roma