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Al Vitala Festival inizia una nuova e ricca stagione di musica

Il 29 settembre 2017 prenderà il via la 6° edizione della Rassegna Musicale Vitala Festival presso il Teatro San Genesio di Roma. Il Vitala Festival, a cura di Fabiana De Rose, è una rassegna a natura filantropica con lo scopo di promuovere e sostenere musicisti, cantanti, artisti del settore musicale e delle arti visive. Attraverso un fittissimo calendario, che si concluderà il 24 Giugno 2018, verranno ospitati diversi gruppi musicali variegati per genere e composizione. Ad inaugurare la nuova stagione sarà il gruppo dei That’s All Folk con il suggestivo concerto-evento in cui verranno proposti i più celebri brani della tradizione folk e folk-rock Irlandese e Americana. Una serata di pieno folk-rock revival con celebri canzoni, ballate e brani strumentali. Uno sguardo alle edizioni passate del Vitala Festival rivissute in questo breve video.

All Folk, it’s right !

Il progetto That’s All Folk nasce dall’incontro di vecchi amici accomunati dalla passione per l’Irlanda e per la musica folk in generale. Qualcosa di simile la fecero grandi interpreti del folk revival come Christy Moore, gli Sweeney’s Men o i Fairport Convention. Alcuni componenti provenivano da precedenti esperienze in gruppi rock, per cui la voglia fu anche quella di fare una musica acustica che riprendesse anche lo spirito di gruppi come Pogues e Waterboys. I membri del gruppo hanno approfondito le loro conoscenze studiando e suonando con grandi interpreti e divulgatori del genere. Da loro hanno appreso e consolidato dunque un repertorio che parte dalle melodie dell’arpista irlandese O’Carolan, passando per le tradizionali gighe irlandesi, i reels scozzesi, le melodie delle montagne americane degli Appalacchi, le canzoni da pub portate al successo negli anni sessanta dai Dubliners, fino alle moderne contaminazioni. Il gruppo si è esibito e si esibisce tuttora nei più noti Irish pub di Roma e dal 2015 al festival “Eire!” di Bondeno, il più importante in Italia nel genere. Nel marzo del 2017 hanno auto-prodotto e pubblicato l’album “Waiting for Kathy“. Per ascoltarli, appuntamento venerdi 29 ore 21 al Teatro San Genesio.

Il gruppo dei That’s All Folk

Il programma del festival

Gli altri appuntamenti nel corso della manifestazione proseguiranno con cadenza mensile. Ad ottobre la splendida e avvolgente voce della cantante e compositrice Piera Pizzi, accompagnata al piano dal musicista Max Testa, presenterà un repertorio di brani soul, blues, jazz e italiani d’autore. Con The Beginners si vivrà una serata con il sound più genuino dei sixties con cover di Otis Redding, The Beatles, Van Morrison, Sam Cooke, Beach boys, Elvis Presley. Ritmi decisamente piu “caldi” nei mesi di novembre e dicembre. The Story Of the Blues di Eddie Zengeni percorrerà un viaggio suggestivo partendo dalle radici della tradizione afroamericana del Blues, mentre, in pieno clima natalizio, delizierà con i suoi cori il gruppo Gospel dei Chicago High Spirits. Da marzo a giugno i mesi dei grandi tributi! A marzo i Quanno Good Good ricorderanno Pino Daniele, mentre gli Hazy Shades si esibiranno nel repertorio intramontabile delle musiche Simon & Garfunkel. In aprile le grandi voci di Elsa Baldini e Lucy Campeti regaleranno rispettivamente il Jazz di Ella Fitzgerarld e il Soul di Aretha Franklin e Stevie Wonder. Concluderanno la rassegna nel mese finale lo spettacolo multimediale Into the Wild World di Riccardo Mei (con le canzoni di Eddie Vedder, Pearl Jam, Cat Stevens) e i No Quartet con l’acustica dei Led Zeppelin.

Da sinistra il coro Gospel Chicago High Spirits; Elsa Baldini con il suo “Elsa canta Ella” e Lucy Campeti in “A Soul Experience”.

Quando :

Vitala Festival : dal 29 settembre 2017 al 24 Giugno 2108

Prezzo: 

Intero € 15  (include primo drink al bar del foyer);  Ridotto € 13 (studenti/bambini).

Info/prenotazioni:

347-8248661; wonderwallenter@gmail.com

vitalafestival

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora, 1, Roma

Franc Cinelli live al Vitala Festival

Il Vitala Festival, organizzato da Fabiana De Rose in collaborazione con il Teatro San Genesio, è una rassegna di natura filantropica con lo scopo di promuovere e sostenere musicisti, cantanti, artisti del settore musicale e delle arti visive. Da settembre 2016 ha presentato un calendario articolato e variegato per genere e composizione dei gruppi musicali ospitati. Il Festival chiude la sua 5° edizione con un grande concerto all’insegna del Blues, Folk e Rock. Il cantautore italo-inglese Franc Cinelli si esibirà infatti sul palco del Teatro San Genesio sabato 10 giugno alle ore 21,00 presentando i brani dal suo nuovo albumThe Marvel Age“. Lo affiancheranno Laurence Saywood al bassoDrew Manley alla batteria.

Una musica piena di promesse

Franc Cinelli, bluesman cantante, autore e polistrumentista, è nato a Roma, cresciuto a Londra e vissuto tra Inghilterra e Stati Uniti. Il suo è un rock di stampo angloamericano, ma dal cuore italiano. La sua musica è stata descritta dalla stampa inglese “come il sole che tramonta sul deserto, ed è ricca di candore fanciullesco”. Dopo numerosissimi concerti nei pub, teatri londinesi e in ogni angolo della Gran Bretagna, Franc Cinelli si è fatto conoscere ed apprezzare anche negli Stati Uniti, esibendosi in locali prestigiosi come il Sidewalk Café, la Rockwood Music Hall di N.Y. e nei templi del folk di Nashville. In seguito all’omonimo album di successo, prodotto da Danton Supple (che ha lavorato per i Coldplay e Morrissey), nel 2013 Franc Cinelli ha lanciato “Alcatraz Ep”, 5 brani in cui canta le storie di alcuni prigionieri del famoso carcere. Nel 2014, con l’album strettamente folk “I Have Not Yet Begun To Fight”, ha ottenuto diversi sold-out sia alla Royal Albert Hall di Londra con Ligabue, al Blue Note di Milano (in una esibizione TV per Sky con il suo fan Joe Bastianich) e a New York

Il nuovo album

Il bluesman italo-britannico torna con un nuovo sorprendente album che attraverso il blues ed il folk cerca il suo lato pop, ispirato ai suoi maestri Springsteen e Dylan. Completamente realizzato e prodotto dallo stesso Cinelli, “The Marvel Age” è il disco che consacra Franc come uno dei principali artisti italiani capaci di proporre questo particolare ed amatissimo genere anche a livello internazionale. “The Marvel Age” arriva dopo 12 mesi di tour intensi, e mostra un artista in continua e determinata ricerca del suo percorso stilistico. Un disco che nasce da una vena folk, dove viene usato un ritmo che rende gli arrangiamenti vibranti e imprevedibili. Lo scorrere delle 10 canzoni dell’album, portano il cuore e la testa nei grandi spazi americani e in luoghi inediti. Il disco è stato scritto durante i lunghi tour che tra il 2013 e il 2014 hanno portato Franc ad esibirsi in UK, USA e la nativa Italia. Le persone incontrate ed i posti visitati in quel tour, dallo stretto di Messina al nord dell’Inghilterra, sono tutti presenti nei 10 brani. Franc ha prodotto l’album a Londra nel suo Song Circle Studio con l’aiuto della sua live band, composta da Laurence Saywood al basso e Drew Manley alla batteria. Il nuovo tour partirà proprio dalla tappa al Teatro San Genesio con cui si chiuderà il Vitala Festival.

Si ringrazia per il materiale ufficio stampa Sara Battelli

Social:

franccinelli

teatrosangenesio

vitalafestival

Quando:

Sabato 10 Giugno ore 21.00

Prezzo:

Intero 15€ (include primo drink al bar del foyer);  Ridotto 13€ (studenti/bambini).

Info/prenotazioni:

347-8248661wonderwallenter@gmail.com

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora, 1 – Roma (Piazza Mazzini)

Pamela Lacerenza: vivo per lei, la musica !

Una voce potentissima, un talento innato, un carisma da showgirl come poche. Questo è Pamela Lacerenza, che con il suo carattere deciso, ha da sempre dimostrato e voluto fortemente vivere per la musica. Dopo essersi perfezionata nel canto, ha cominciato ad affacciarsi nel mondo dello spettacolo attraverso i talent, e successivamente in importanti teatri con il cabaret. Totalmente a suo agio in molte categorie musicali, riesce ad abbracciare epoche e generazioni differenti. La sua simpatia coinvolgente poi si esprime ai massimi livelli nella cartoon cover band di cui è voce leader. Insomma, una grande artista che merita il giusto spazio per le emozioni che sa trasmettere. Pamela sarà il 26 maggio al Salone Margherita con il fascino retrò del Burlesque Cafe’, mentre per il 1 Giugno appuntamento al Locanda Blues con la sua scatenata Ufo Rock Band. Noi di Pocket Art l’abbiamo raggiunta telefonicamente, e ci ha raccontato il suo percorso artistico, curiosità e considerazioni. Non perdetevela!

Quando hai cominciato ad avvicinarti al canto ? Quali sono stati i tuoi riferimenti musicali e la tua formazione artistica?

P. Io ho iniziato a studiare canto, prendendo lezioni in una scuola privata dall’età di 18 anni. Ovviamente facevo altri lavori, era solo un hobby. Piano piano ho cominciato ad esibirmi insieme alla mia insegnante Marina Cara facendo pianobar e karaoke. Un’ evoluzione questa che praticamente mi ha “sbloccato” per quanto riguarda il live, e da li ho cominciato a prendere seriamente il fatto di voler cantare. Il riferimento dell’epoca giovanile, che ho amato e amo tutt’ora, era Giorgia. Mi piaceva come artista per la sua vocalità, il suo pop melodico; era la mia preferita, oltre ai cartoni animati…

In tv su Rai 2 ti ricordiamo per la partecipazione a “The Voice of Italy“, dove hai gareggiato per il team di Raffaella Carra’. Ci puoi raccontare la tua esperienza?

P. Dopo aver fatto diverse selezioni per altri talent, con scarsissimi risultati, mi ero decisa a non farli più. Quando è uscito questo nuovo talent, mi sono incuriosita e documentata. Sono andata così, pensando che non mi avrebbero mai preso, convinta che sarebbe stato l’ennesimo buco nell’acqua. Con mia grande sorpresa sono rientrata nelle “blind audition” che mi hanno permesso di esibirmi in prima serata su Rai 2. La mia idea era quella di fare la showgirl e sapendo che c’era Raffaella Carrà, speravo che dalle poltrone si girasse proprio lei. Così è stato! Contemporaneamente si girò anche Piero Pelù e questo mi sorprese tantissimo! Pensavo fosse un rocker e basta, e invece fece delle osservazioni che mi lasciarono un po’ basita. Mi disse: “Tu mi ricordi Liza Minnelli, io ti farei cantare Mina”. In quel momento io non ho colto, perché comunque puntavo ad andare con Raffaella, non notando questa sua analisi perfetta sul mio modo di cantare. Quindi scelsi la Carrà. Lei aveva visto subito la mia dote di non essere semplicemente solo una cantante e mi prese a benvolere portandomi fino al live show. Certo, i cantanti erano tantissimi, i meccanismi erano quelli; io molto felicemente dove sono potuta arrivare sono arrivata. Ma ci tengo a dire che “The Voice” è un programma vero, perché non conoscevo nessuno, ho fatto il provino e sono entrata. Sicuramente ho acquisito da quel momento il “mio genere”, dando retta a Pelù, e la consapevolezza di dedicarmi completamente a fare la cantante di professione, vendendo definitivamente il negozio in cui lavoravo.

Pamela Lacerenza a “The voice of Italy” , Stefano De Grandis/lapresse
Milano 24/01/13

Personalmente mi hai colpito molto quando hai eseguito la canzone “Big Spender” alle blind. Io l’avevo vista fare solo da Freddye Mercury, nel concerto del Magic Tour 1986! (da DVD ovviamente)

P. Bravo, grazie! Secondo me, quella canzone è stato il mio punto di forza, semplicemente perché era differente da quello che si era sentito fino a quel momento. Ecco perché la Carrà, appena partì la canzone, si girò immediatamente rimanendo colpita dal tipo di pezzo. Poi vabbè, ovviamente gli piaceva anche la mia voce! Scelsi quel pezzo proprio per essere diversa, perché sapevo che non l’avrebbe portata nessuno ecco. Infatti la produzione era contenta del pezzo che andavo ad interpretare. Si, bellissima Big Spender, versione di Shirley Bassey, fantastica !

Non tutti sanno però che sei stata presentata nel 2006 al festival di Sanremo come giovane proposta con la canzone ” Le parole“.

P. La casa discografica Road House, con la produzione di Marco Patrignani e Roberto Volpe, mi propose di andare a Sanremo. Quello fu l’anno della vittoria di Fabrizio Moro con “Pensa”. Il mio brano fu arrangiato da Celso Valli, che ha lavorato per Vasco Rossi e Laura Pausini, e per me che ero piccolina era praticamente un sogno. Purtroppo non è andato avanti. All’epoca non ero molto matura musicalmente. In realtà forse il pop non è il genere in cui mi esprimo meglio, sono molto più contenta di quello che faccio adesso.

Hai fatto parte come voce leader di molti gruppi musicali, che riproponevano cover di successi di vario genere. Dal 2008 sei tra i componenti della “Ufo Rock Band”, la cover band per eccellenza, tuttora molto amata nel panorama romano e non solo. Come è nata l’idea di crearla e qual è l’ obiettivo principale?

P. La cosa bella di tutto questo mio percorso è che la maggior parte delle band che ho costruito nel tempo ci sono ancora. I “Grandfathers” sono proprio il mio primo gruppo, e ogni tanto torno da loro a fare delle comparsate. Però sia la Red’s Band che la Ufo Rock Band sono le mie band principali in cui faccio live, e non penso che le mollerò, perché appunto a prescindere da essere colleghi siamo amici. Ed è questa la vittoria nelle band, essere comunque complici, non si è turnisti in questo senso, siamo proprio affiatati al massimo! La Ufo Rock Band a ottobre compirà 10 anni, e faremo un grandissimo evento che annunceremo a breve. E’ nato tutto per gioco. La band stava cercando una cantante e io fui presentata dalla mia amica Marina Cara. Feci un provino, ma io dico sempre che sono io che ho provinato loro….ahahaha. Si vabbè ma per gioco 😆 Il giorno dopo mi hanno chiamata e da li, fino ad adesso, le soddisfazioni sono state tante. Arrivare al Lucca Comics, i sold-out ai nostri concerti, cantare al fianco di Cristina D’Avena. Quando con lei ho cantato insieme Jem“, penso di non essere svenuta per poco…Per me è un mito! Il pubblico che viene a vederci è sui 30 anni come ranking di età; lo definirei nostalgico in quanto i nostri spettacoli gli ricordano l’infanzia. La formula è vincente secondo me perché non è un concerto e basta. E’ vero, ce ne sono tante a Roma di cartoon cover band, una bella concorrenza. Però comunque noi ci distinguiamo: ci vestiamo, riproponiamo i personaggi, facciamo gli sketch e abbiamo anche un personaggio inventato, “Ceppaman”. Oltre agli appassionati dei cartoni, abbiamo anche gli affezionati al nostro mondo, che fa ridere, diverte e svaga. Ci dicono sempre che a ogni nostro spettacolo “staccano la spina” dalla loro settimana.

In primo piano, da sinistra, i cantanti della Ufo Rock Band: Pamela Lacerenza, Fulvio Pannese e Daniela Lacerenza.

Completamente un altro mondo e atmosfere quello del cabaret, dove lavori da anni come cantante performer e presentatrice per il Micca Club. Parlaci un po’ del tuo personaggio Gigì.

P. Gigì nasce in in duo vocale con Nanà per uno spettacolo anni ’60. Mi ero ispirata alla pin-up degli anni ’40, Betty Grable. Io presi le sue canzoni in inglese e me le feci tradurre da una mia amica attrice, Giulia Nervi, e le riadattammo in italiano. La stagione successiva il direttore artistico mi propose di provare un repertorio diverso non più italiano ma internazionale, con brani su base come “New York, New York”. All’inizio c’è stata un po’ di perplessità, perché il Micca Club era un locale dove si faceva musica swing, jazz, cabaret, un tipo di musica molto ricercata. Questa novità era più un repertorio internazionale-popolare, forse non lo vedevano molto adatto e non avevano ancora fiducia canora. Invece quando ho eseguito i pezzi per la prima volta, hanno accettato e li ho convinti a cambiare. La Gigì di adesso è una diva dell’epoca, con costumi meravigliosi, molto vicina come vocalità a Liza Minnelli, diciamo. Da allora sono nati due spettacoli. Uno è Tra le luci dello swing, con un’orchestra di 9 elementi, un corpo di ballo, con repertorio all the jazz, cabaret, tutta roba molto “Broadway” ecco. Poi è nato lo “Swing-lesque”, uno degli spettacoli portati in scena al Salone Margherita a Roma da due anni. E’ stato il primo show affidato ad una conduzione femminile visto che mi hanno chiesto di presentarlo. Certamente un grande passo per me! E’ venuto fuori un bellissimo spettacolo, con un’orchestra di 5 elementi e la presenza appunto del burlesque. Gigì è questo, è una diva che presenta, canta, fa le gag divertenti, (ma non il burlesque n.d.r.) ed io, quando la impersono cantando, la sento molto adatta alla mia vocalità e al mio modo di fare. Più che altro sono io sul palcoscenico, sempre, anche con la Ufo Rock Band. Ogni tanto tiro fuori altri lati, e qui esce la mia voglia di essere showgirl…

Il duetto di “That’s Life” tra Vera Dragone e Pamela Lacerenza al Salone Margherita

Ho saputo che te la cavi anche nella creazione di abiti?

P. Ho fatto un corso da poco, con Maria Freitas, la costumista storica del Micca Club, che poi ha aperto un suo atelier che si chiama “Atelier Ultramoderno”. A prescindere da questo l’anno scorso avevo esigenze di creare un abito per me e per la mia compagna di lavoro al Salone Margherita, Vera Dragone, praticamente la mia migliore amica e un’attrice meravigliosa. Ci siamo accoppiate vocalmente, vedendo che il duo funziona. In queste settimane abbiamo provato alcune cose, ma siamo due sceme complete 😛 . Il bello è che siamo due personalità completamente diverse e nessuna è succube dell’altra. Ci lasciamo lo spazio giusto nel parlare, elaborando insieme le cose, non c’è rivalità. Due dive fatte, lei più anni ’30 , io molto pin-up anni ’40. Dicevo….avevamo l’esigenza di creare un costume che ci mancava. Mi son messa lì ed ho “accroccato”, dico questo perché alla fine era così, un abito che è venuto veramente bene! Da quel momento ho chiesto a Vera se potevo farle qualche abito, visto che non aveva una costumista ancora. Le ho realizzato tutti i costumi dello spettacolo 1920, indossati da lei stupendamente. Poi ho cominciato a fare i costumi anche alla Ufo Rock Band. Ho iniziato improvvisando, documentandomi su internet, e poi mi sono specializzata seguendo il corso. Sono molto contenta di poter assecondare qualsiasi tipo di richiesta venga fuori e per non essere da meno se mi chiedessero di fare un abito. Se non dovessi fare più la cantante, un domani potrei andare su questa strada, potrebbe essere buona.

Anche questa è arte no?

P. Si bravo! Ma infatti amo scoprire di saper fare più cose. Non mi piace essere limitata e che mi si dica soltanto: “sai cantare e basta” insomma.

Il mondo dello spettacolo ha una concorrenza grandissima tra artisti, preparati e non. Io penso che estrosita’, carisma, talento e simpatia, tutte caratteristiche che ritrovo in te, possano essere armi vincenti per emergere e distinguersi. Ma non sempre merito e sacrificio vengono riconosciuti, tu che ne pensi?

P. Madonna, grazie ! Penso che bisogna essere al punto giusto e al momento giusto. E’ vero, non sempre il merito è riconosciuto, molte volte c’è gente che ci passa avanti e sa fare meno. Per fortuna ci sono eccezioni. Ho trovato tante colleghe che quando si è presentata l’opportunità si sono fatte trovare pronte. Sono convinta che la ruota gira per tutti e arriverà anche il momento in cui farò qualcosa di molto più grande, speriamo. Bisogna farsi trovare preparati, ed è per questo che io cerco sempre di darmi da fare e non mi adagio solo su quello a cui sto lavorando. Credo che sia importante riuscire a procurarsi un proprio spazio, che non vuol dire ricevere lavoro solo dagli altri, ma anche saperselo creare. Le cose che vanno avanti nella mia vita sono quelle a cui sono legata: sono mie idee, miei progetti. Lo scopo principale è di poter fare l’artista per sempre, a prescindere di avere un ruolo da protagonista in un musical, di incidere un disco. Non mi interessa la fama, mi interessa cantare e vivere della mia arte, questa è la cosa più importante per me.

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Benedetta Valanzano, le emozioni di un’artista

Reduce dal grande successo della lunga tournée del Marchese del Grillo, Benedetta Valanzano prosegue il suo percorso teatrale con una nuova avventura. In questi giorni a Roma è in scena con il musical “Febbre da cavallo(qui la recensione), altra rappresentazione di richiamo, soprattutto per i capitolini. Artista poliedrica, moderna e dalla bellezza pulita, si distingue sicuramente per le sue capacità creative, vedi anche la sua passione per la pittura. Tante le sue esperienze entusiasmanti: dal già citato teatro, al cinema, le fiction in tv, il ballo, la radio. Una vocalità limpida e elegante, che eccelle ancor di più nelle sue canzoni, specie nelle note alte. La solarità e semplicità che infonde, la rendono poi un esempio positivo a cui far riferimento. In bocca al lupo Benedetta, continua così!

Da sinistra Benedetta Valanzano in Olimpià nel Marchese del Grillo, a destra è Mafalda in Febbre da cavallo.

Roma. All’uscita del teatro Sistina, dopo aver da poco terminato lo spettacolo, Benedetta ci viene incontro sorridente e come sempre disponibile, avvolta in un cappotto nero. Inizia a raccontarsi ripercorrendo le sue emozioni fatte di ricordi e novità.

Ti avevamo lasciato a novembre scorso con Olimpià nel Marchese del Grillo (rileggi l’articolo), ora sei tornata a teatro a Roma con un nuovo personaggio e spettacolo. Raccontaci.

B. In “Febbre da cavallo”, Mafalda è l’indossatrice di pellicce, fa le sfilate, la modella di facciata che in realtà insomma è una signorina… come dire…., “di facili costumi” ecco! Beh, è un personaggio molto divertente con la sua parlata milanese, che è ricordata in queste scene per la battuta “storica” di Mandrake che gli chiede di aiutarla a trovare i 20 milioni della mancata vincita. (C’ho certi ca*** Mafà!….)

Come è  stata la preparazione di questo spettacolo?

B. È stato un mese no stop per tutti noi del cast, prove su prove. E’ ancora tutto work in progress. Alla fine quel che conta è che questa commedia piaccia al pubblico.

Quando nasce il tuo amore per il teatro?

B. Mah, …tanti anni fa, ero piccina, avevo 17 anni. E’ nato cosi, è stato un colpo di fulmine, bisogna provare le cose per poi innamorarsi. Io ho provato e mi sono innamorata. Il primo debutto è stato davvero speciale nella Lisistrata di Aristofane, con la mia piccola compagnia a Capua al Teatro Ricciardi. Comunque sono tutti bellissimi ricordi. Il teatro è molto gratificante!

Sei una delle poche artiste che si emoziona veramente per quel che fa, e riesce a non ancorarsi in un unico ruolo, quello dell’attrice. Insomma non è da tutti !

B. Si, ti ringrazio ! Questa è una bellissima affermazione, quindi oltre a ringraziarti non saprei che cosa dire, perchè poi che cosa dico? Faccio un’auto-celebrazione? No, perchè non sono proprio la persona. Quindi questa la lascio a te, va bene cosi, e ti ringrazio, un bellissimo complimento !

Parliamo di musica. Nelle tue canzoni che hai pubblicato c’è un sensibile legame con la tua Campania. Puoi descrivercele ?

B. In “Una Terra che tace” ho cercato di trattare il tema della terra dei fuochi attraverso una poetica differente. Chi ascolta la canzone e vede il video, non ci sono mai riferimenti espliciti a questo problema, ne’ ho mai strumentalizzato nulla. Quindi non c’è mai la parola terra dei fuochi, roghi, “monnezza” o quant’altro. Infatti è una canzone ispirata alle liriche del Pavese “La terra e la morte”, e poi fra l’altro questo pezzo è stato costruito proprio nello stesso momento in cui Rocco Hunt fece “Nu juorn buon”, che è stato campione a San Remo. Io l’ho voluto raccontare in un modo diverso. Il video di “Eclissi” è stato girato in costiera sorrentina, alla Cala di Mitigliano, infatti in lontananza si vede Capri. Io poi ho sempre lavorato con le persone del mio territorio, da Claudio D’Avascio il regista del mio video, all’arrangiatore Flex Aiello. Sono tutti ragazzi napoletani, bravissimi, e io con loro costruisco questa passione per la musica, ecco.

Un contrasto dolore-allegria, da “Una Terra che tace” e “Com’è bella la sera”, immagini Youtube.

“Com’è bella la sera” invece è una cover degli anni ’60 reinterpretata in chiave moderna e coinvolgente.

B. Si, grazie. E’ una cover di Sandie Shaw. Infatti molti non conoscevano il pezzo originale, pensavano che fosse un inedito. E’ stata un pò la canzoncina estiva del 2014.

Ci riserverai nuovi brani prossimamente?

B. C’è un altro brano per l’estate, che già è stato scritto e si chiama…..

Ma si può dire?

B. No ! Ahahah, non lo diciamo.  😛 

Tu segui l’arte figurativa? Pratichi o hai praticato qualcosa in particolare?

B. Io ho fatto l’Istituto d’arte e adoro la pittura. Purtroppo per questioni di tempo non pratico più. 

Ti senti di dare dei consigli ai giovanissimi che vogliono intraprendere il tuo stesso lavoro?

B. E’ quello di studiare perchè oggi il mercato è molto fitto di attori, di tante persone che vogliono intraprendere questa professione. Credo che la marcia in più la dia la preparazione, lo studio, la diversità, e cercare di crescere a livello personale e umano.

© Riproduzione riservata

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Si ringrazia Benedetta Valanzano per la concessione e autorizzazione del materiale fotografico.

eventi, musica, giandomenico anellino

Giandomenico Anellino: emozioni in musica

Un artista e la sua chitarra. Un uomo e le sue emozioni. Tu chiamale, se vuoi…

Non ha certo bisogno di presentazioni Giandomenico Anellino, l’artista di “Semplice Lucio”, uno degli spettacoli più richiesti, dedicato all’artista di Poggio Bustone scomparso 18 anni fa. Un viaggio strumentale attraverso la produzione artistica Battisti/Mogol, un tributo a “uno tra i più grandi, influenti e innovativi cantanti italiani di sempre”.

“Il Disegnatore di musica”, com’è stato soprannominato dalla stampa, diventa uno spettacolo, una nuova avventura all’insegna dei miti musicali di sempre. Emozioni in musica dal prossimo 4 ottobre al teatro San Luigi Guanella di Roma.

Dove:

Lo spettacolo

“Il Disegnatore di Musica” è una rassegna di 10 appuntamenti. Ogni martedì un concerto diverso, interattivo, durante il quale il pubblico potrà avanzare delle richieste che l’artista s’impegnerà a riproporre la settimana successiva. La location? Non un club ma un teatro. Comode poltrone, un’ acustica perfetta e il calore degli ammiratori abbracceranno il vasto repertorio di Giandomenico Anellino.

Chitarrista, arrangiatore e direttore d’orchestra, “il disegnatore” ha lavorato insieme ai più grandi artisti della musica pop italiana: Claudio Baglioni, Renato Zero, Zucchero, Amedeo Minghi, Massimo Ranieri, solo per citarne alcuni. Note di artisti italiani ma anche internazionali risuonano nei giri armonici della sua chitarra: Pink Floyd, Genesis, Eagles, Led Zeppelin e Dire Straits.

“Il Disegnatore di Musica”: le premesse di un sogno che diventa realtà ci sono tutte. E voi ci sarete?

La prima del 4 ottobre sarà preceduta da un aperitivo alle ore 19 in compagnia dell’artista e degli ospiti della serata. Il concerto inizierà alle ore 20.

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Calendario:

Ottobre : 4-11-18-25

Novembre : 1-8-15-22-29

Dicembre : 6

Costo (ticket + aperitivo): 7€

Sei un artista? Questa è una comunicazione per te!

Giandomenico Anellino offre la possibilità a giovani talenti di far ascoltare le proprie idee musicali. Per essere ospiti in uno dei prossimi appuntamenti previsti, è possibile inviare il proprio demo chiamando il numero 335.71.94.572 o il 392.70.84.710 per maggiori informazioni.

 

porta di roma live, eventi gratuiti roma

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