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Into the Wild Word, spettacolo multimediale tra anima e natura

Il 31 maggio il Vitala Festival ospita nella consueta cornice del Teatro San Genesio di Roma un nuovo evento che unisce musica e racconto: ” Into the Wild World – quelli che cercano”. Un viaggio nei territori selvaggi dell’anima e della natura. Lo spettacolo multimediale, scritto e diretto dall’ attore e cantante Riccardo Mei, non propone soltanto un repertorio di canzoni live di Eddie Vedder dei Pearl Jam e Cat Stevens. Si spazierà infatti anche in ambito cinematografico, teatrale e letterario e viceversa.

Il Teatro racconta storie

Questo spettacolo mette in scena una storia esemplare che ne contiene molte altre. Come in un gioco di incastri, i contenitori si aprono per raccontare altre vicende, recitate, immaginate, vissute. Da una storia si passa all’altra, dalla vita vissuta si passa al racconto, al film e al teatro. Riccardo Mei per molti anni è stato voce narrante di importanti programmi di viaggi e scoperte della tv italiana come Kilimangiaro, Passaggio a nord Ovest, Superquark, Rai Storia, Correva l’anno, Geo & Geo, Gaia, Voyager, ma anche per National Geographic. Con Into the Wild World vuole condurre gli spettatori in un viaggio teatrale, letterario, cinematografico e musicale. Si parte dai bisogni primari dell’uomo alle emozioni narrate dal libro “Nelle Terre Estreme” di Jon Krakauer, fino al film Into The Wild, con Sean Penn. Si parlerà anche di autori che hanno scritto di viaggi e ricerca di se stessi come Jack London, Walter Bonatti e Giorgio Gaber.

Riccardo, accompagnato dal suo gruppo, interpreterà le canzoni di Eddie Vedder scritte per il film, brani di Cat Stevens e Pearl Jam, oltre a sue composizioni e brani originali. Le parti recitate e i monologhi verranno alternate alle canzoni, mentre sullo schermo scorreranno video proiezioni realizzate da Sergio Vecia, Chiara Cetorelli e Massimiliano Sbrolla per sottolineare le fasi della narrazione proponendone una parallela. In esclusiva, anche le straordinarie foto naturalistiche di Barbara Dall’Angelo. Into the Wild World è più di uno spettacolo, è la messa in scena del sogno di tutte quelle anime libere che cercano profondamente l’essenza della vita, forti emozioni ed una maggiore consapevolezza e coscienza ambientale.

Riccardo Mei, voce, ukulele, flauto, chitarra

Maurizio Loffredo, chitarre,

Maurizio Meo, contrabbasso

Nunzia Carrozza, pianoforte

Ivo Parlati, batteria, percussioni

Quando:

Into the Wild Word: Giovedi 31 maggio ore 21.00

Info e prezzi:

Intero € 15 (include primo drink al bar del foyer);  Ridotto € 13 (studenti/bambini).

3478248661 ; wonderwallenter@gmail.com

vitalafestival    www.riccardomei.it

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora, 1, Roma

Elsa canta Ella, un concerto evocativo ed emozionante

” Elsa canta Ella ”, un evento speciale nella serata del 28 aprile per il Vitala Festival, al Teatro San Genesio. Elsa Baldini, con la sua band, dedicherà un tributo particolare ad una delle più grandi ed influenti interpreti della storia del Jazz, la grandissima cantante americana Ella Fitzgerald. Questa sarà l’occasione per raccontare un viaggio tra i brani più celebri della discografia della Fitzgerald, riproponendo anche perle compositive di altri illustri autori del Jazz. La straordinaria voce di Elsa Baldini verrà accompagnata al pianoforte da Stefano Proietti, mentre Davide Di Giuseppe si posizionerà alla batteria Oscar Cherici al contrabbasso.

L’armonia vocale di Elsa Baldini

Elsa Baldini nasce a Wetzikon, in Svizzera, nel 1965. Considerate le sue inclinazioni nel canto sin da bambina, comincia l’attività già da adolescente. Trasferitasi a Roma alla fine degli anni ottanta, e aver subito intrapreso la professione vera e propria, costituisce il suo primo gruppo, “Helsapoppin“. Qui interpreta brani di estrazione soul/blues e soprattutto dance ’70/’80/’90, tenendo più di 1000 concerti in tutta Italia. Elsa è una delle cantanti della Capitale più presenti su tanti palcoscenici nazionali ed esteri. Infatti ha partecipato a varie tournée e progetti sia teatrali che televisivi, lavorando come corista a varie trasmissioni di Rai e Mediaset.

Negli anni ha collaborato con alcuni artisti della scena romana, nazionale ed internazionali, quali Max Gazzè, Andrea Bocelli, Gerardina Trovato, Giorgia, Tosca, Mario Biondi, James Taylor, Fulvio Tomaino, Alan Soul, Bobby Kimbal, Mike Francis, Gabriella Ferri, Edoardo Vianello. Canta poi nella colonna sonora di “Uomini senza donne” di Sergio Cammariere. Nel 2006 registra i cori nel cd Calypso di Francesco De Gregori, e con Gigi Proietti collabora nello spettacolo “Di nuovo buonasera” come vocal coach dei cantanti/attori/ballerini. Dopo varie esperienze in diversi generi musicali, trova la propria identità artistica nel gruppo soul-jazz “Elsa Baldini 4et”, col quale incide un disco nel 2010, “Soul Jazz from the birth”. Il Soul-Jazz, genere musicale sviluppatosi negli anni ’50, enfatizza una pulsazione ritmica ripetitiva, con cadenze melodiche più stilizzate e assoli meno complessi rispetto a quelli praticati nel Blues o Gospel.

Da qualche anno la Baldini tiene con successo in tutta Italia un’attività intensa tra seminari, master-classes, clinics e stages di canto e perfezionamento sulla voce artistica.

Quando:

Elsa canta Ella: sabato 28 Aprile, ore 21:30

Info e prezzi:

347-8248661wonderwallenter@gmail.com  Si consiglia la prenotazione.

Intero 15€  (include primo drink al bar del foyer);  Ridotto 13€ (studenti/bambini).

Dalle 20.30 sarà disponibile un SERVIZIO BUFFET pre-concerto.

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora,1, Roma

Enigma Fest, 4 serate all’insegna delle Arti creative

L’ Enigma Fest è un Festival che coinvolge tutte le arti quali Danza, Teatro, Musica, Arti Visive, Poesia e Pittura, ed è rivolto a tutti gli artisti emergenti del panorama italiano con l’intento di diffondere la cultura e condividerla. L’Enigma è il simbolo di tutto ciò che deve essere portato alla luce, riscoperto. È una domanda senza risposta, che sorge dal profondo della coscienza. È il motivo per il quale l’uomo ha iniziato a fare Arte. È l’ignoto che nasconde qualsiasi significato. L’ Enigma Fest vuole recuperare questo primordiale bisogno di conoscenza e metterlo a disposizione della creatività, vuole dare spazio alle idee e costruire un cerchio di fiducia che si basa su poche premesse: Arte e Vita. Nasce da un’idea di Andrea Pizzari, Diletta Brancatelli e Lidia di Girolamo con il supporto tecnico Federico Vigorito e del Teatro della Visitazione, che ospiterà la manifestazione. Per le 4 serate, oltre alle esibizioni delle giovani compagnie, saranno ospiti il regista e attore Massimiliano Bruno, il cantante Max Manfredi, l’ étoile Mariella Castelli Giuseppe Sorgi. Durante l’ Enigma Fest, all’interno del teatro, sarà anche possibile visitare le opere artistiche di Andrea Pizzari, Laura Desideri, Matteo Nardone, Adriano Natale e Federico D’Antoni. Di seguito l’intera programmazione del festival che avrà inizio giovedì 19 aprile e si concluderà domenica 22.

Gli ospiti e i Visual Artists dell’ Enigma Fest 2018

Giovedì 19 aprile

A iniziare sarà la Saw Dance Company, emergente compagnia di danza contemporanea da Riva Del Garda. Il loro spettacolo s’intitola “Autòs-Entòs”, e si basa su “Cosa significa essere autentici oggi?“, prendendo ispirazione dall’opera Essere e Tempo di Heidegger. Regia e coreografie a cura di Veronica Boniotti. L’attore e danzatore toscano Giuseppe Claudio Insalaco presenterà l’estratto del suo spettacolo teatrale All My Shit”. L’idea generatrice è il concetto che il lavoro di un artista rappresenti una tappa della propria formazione come essere umano, e che l’intera sua opera omnia possa essere vista come una mappa in cui sono indicati i momenti salienti della vita personale. Altro spettacolo di danza è il “Il Mago di Oz”, della compagnia romana Namastè Dance Company, per la regia e coreografia di Letizia Arcudi. Un atto unico ispirato all’omonimo romanzo per ragazzi di Frank Baum, rivisitato con tematiche particolari legate principalmente alla psiche e l’animo umano. Il racconto vede Dorothy, una ragazza che affronta le difficoltà adolescenziali e il passaggio ad un’età adulta. La presa di coscienza che il mondo reale necessita di intelligenza, coraggio e cuore, porta Dorothy prima ad allontanarsi dalla realtà, per poi  ritornarvi finalmente matura. Spazio anche ad un reading poetico-musicale intitolato “Vorrei perdermi tra le mie braccia”. Gli autori dei testi sono il chitarrista Roberto Scippa e la poetessa Francesca Castro. Il reading nasce come atto poetico musicale che desidera indagare la densa complessità del femminile nelle sue molteplici sfaccettature. Parole e musica accompagneranno lo spettatore in un viaggio notturno ed evocativo, a tratti onirico, alla scoperta dell’identità e della sessualità, verso quel luogo mitico e senza tempo, nel quale si celebra il misterioso e intimo incontro con se stessi e con l’altro.

Da sinistra: “Autòs-Entòs” della Saw Dance Company, a destra “Il Mago di Oz” della Namastè Dance Company

Venerdì 20 aprile

Il solo di Teatro-DanzaIsa.Bella, vedrà la collaborazione dell’interprete Irene Maria Giorgi e di Teresa Farella in regia. Questa unione artistica ha dato vita ad un progetto che nasce dalla voglia di riscattare la femminilità di donne incontrate e conosciute in diversi ambiti lavorativi: da contesti detentivi e protetti a quelli più quotidiani. Un continuo interrogarsi su come la danza possa spogliarsi dal suo aspetto performante e parlare di autenticità e di verità femminile, fino a raccontare di vita, quella che pulsa, fatta di viscere. “Fase R.E.M.” è un primo studio di teatro-danza della Compagnia Echoes, che vede in Giuliana Maglia la direzione artistica. Nasce da quei labirinti della mente immersa nel sonno più profondo, un insieme d’immagini oniriche evocative di una “realtà non realtà” alterata, nella quale spesso si trova la parte più vera e autentica di noi. La fase REM è il momento in cui si sogna, ed è proprio sul sogno che si sviluppa il nuovo lavoro coreografico della Maglia. Il progetto musicale sperimentale VOX NUDA viene portato dalla cantante e musicista di organetto Laura Desideri. La performance racconta l’approccio alla voce come strumento, teoria e pratica attraverso l’ausilio dell’elettronica e lavori di overdubbing, sintesi di anni di studi ed esperimenti. La Desideri, dotata di una vasta gamma vocale dal tono cristallino, condurrà gli ascoltatori ad immergersi nelle emozioni invitandoli a riconnettersi con il proprio scopo e il cuore della Terra. Un viaggio su voce nuda, appunto NUDA VOX. “(In)Finito” è il titolo dello spettacolo di danza contemporanea della Entropia dance company proveniente da Napoli. La ricerca dell’uomo, attraverso il movimento, della rappresentazione del senso di finitudine della vita umana. Una corda delimita lo spazio che simboleggia il confine, varco oltre il quale c’è l’ignoto della morte, stimolatrice dell’immaginario artistico. Dall’affannosa ricerca della comprensione, attraverso la danza, sopraggiunge la sensazione dell’eterno, un attimo in cui dinanzi alla caducità umana della nostra natura, si spiega il senso di infinito di cui siamo capaci. Regia e coreografie di Marco Lombardi.

Laura Desideri con il progetto musicale VOX NUDA;  a destra (In)finito della Entropia dance company

Sabato 21 aprile

Ospite della serata Mariella Castelli, étoile e pedagoga, che inaugurerà il Sabato ad Enigma Fest insieme a Sandro D’Ippoliti, coreografo e direttore della Scuola Milesimo Sport Center. Diletta Brancatelli seguirà regia e coreografia di “Altamarea“, il primo studio dello spettacolo di danza contemporanea di Atlantide Dance Company. Il progetto mette in scena le molteplici reazioni che scaturiscono dall’incontro tra il sensibile e l’artificiale. I protagonisti sono degli esseri cellulari, prodotti dall’energia cosmica, all’alba dei tempi quando la terra era ancora magma in trasformazione. Lungo il loro viaggio alla scoperta di sé e delle cose, incapperanno nell’evoluzione del mondo e nell’avanzamento incalzante della tecnologia. La volontà è di porsi come osservatori delle reazioni chimiche e naturali che derivano da questa grandiosa e affascinante divergenza. Poesia e danza contemporanea si incontrano in “Lettera al medico in Manicomio” di Alda Merini. Il testo è proposto ed interpretato contemporaneamente dall’attrice Lidia Di Girolamo e dalla danzatrice e coreografa Federica De Francesco. Sulla scena quindi la figura di Alda Merini è volutamente “sdoppiata” nella voce e nel corpo. “Dalla Padella alla Brace” è lo spettacolo teatrale in due atti unici di e con Luigi Falco e Beatrice Siciliano. I protagonisti si troveranno in situazioni che metteranno in evidenza le loro differenze e debolezze. La serata si concluderà con il cantautore genovese Max Manfredi che presenterà alcuni suoi brani insieme al Duo Griot, ovvero Matteo Colasanti e Laura Desideri, con la partecipazione della compagnia Atlantide Dance Company.

“Altamarea” della Atlantide Dance Company; “Pluriessenza” della Compagnia Identità Contemporanee

Domenica 22 aprile

Ospite che aprirà l’ultima serata è Massimiliano Bruno, grande attore e regista teatrale. Ci sarà poi il progetto sperimentale di danza contemporanea “Apple After Netwon della Uscite di Emergenza Contemporary Dance Company (regia e coreografie di Davide Romeo). La mela: metafora della gravità per un lavoro corporeo e simbolo che ha stimolato l’immaginario umano entrando nel folklore e nella mitologia. Partendo da Newton, si esplorano le possibilità espressive delle immagini, dei racconti, dei miti e dei giochi che hanno a che fare con la mela per creare una performance surreale e citazionistica, con una vena ironica e allo stesso tempo poetica. La mela è il leit motif di una ricerca antropologica su tutti i fronti: umano, relazionale, evocativo, esperienziale, coreutico e coreografico. “Pluriessenza“, spettacolo di danza contemporanea della Compagnia siciliana Identità Contemporanee (regia e coreografie di Simona Fichera). E’ un viaggio introspettivo alla riscoperta dei 5 sensi, che sfocia in un pensiero intimo talvolta influenzato da giudizi sociali. Un percorso sensoriale per il piacere di essere se stessi, attraverso interrogazioni personali, incontri, contatti, odori, sensazioni, emozioni, gusti. Spesso il nostro io si sdoppia e segue direzioni opposte: si scontra, si incontra e percorre una strada alla fine della quale deciderà se essere o apparire. Dharma Bums e Luca Natali è l’incontro musicale che vede la presenza di Matteo Colasanti alla chitarra, la voce Laura Desideri e Luca Natali, musicista di tamburo armonico e didgeridoo. E’ un progetto aperto di contaminazione e ricerca sonora tra world ed elettronica. Il festival si concluderà con l’ultimo ospite in scaletta, l’attore e autore Giuseppe Sorgi.

Quando:

Enigma Fest : Dal 19 al 22 aprile

Info e prezzi:

enigmafest2018@gmail.com  Fb Enigma FEST

Costo biglietto: 10 €+ 2 € tessera associativa.

Dove:

Teatro della Visitazione, via  dei Crispolti 142 – Roma

Outdoor, festival della cultura metropolitana a Roma

Torna dal 14 aprile al 12 maggio 2018 negli spazi del Mattatoio, Outdoor, il più grande Festival in Italia dedicato alla cultura metropolitana. La manifestazione, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale in collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo, è ideata e diretta dall’agenzia creativa Nufactory, con il patrocinio della Regione Lazio. Quest’anno il tema centrale della manifestazione è Heritage”. Nell’anno europeo dedicato al patrimonio culturale, Outdoor, attraverso le discipline artistiche, indaga sul tema ponendo degli interrogativi a quanti visiteranno la manifestazione: Cosa rappresenta il patrimonio oggi? Quali culture sono considerate come patrimonio nella nostra società? Quale patrimonio stiamo costruendo e trasmetteremo alle future generazioni? L’odierna cultura popolare, tra influenze internazionali, mass media e social network, sarà al centro di un’indagine che metterà in risalto il singolo e le proprie scelte. Per questo Outdoor propone un’offerta eterogenea che si articola in varie sezioni: Arte, Musica, Televisione, alle quali si aggiungono le aree dedicate alle conferenze e al mercato dei makers contemporanei.

Outdoor festival è un progetto nato nel 2010 con l’intento di contribuire al cambiamento del tessuto sociale della città attraverso azioni di carattere culturale in grado di segnare profondamente le abitudini di chi vive e abita a Roma. Nel 2014, dopo 15 anni, Outdoor festival ha aperto l’Ex Dogana Ferroviaria, e nel 2015 l’Ex Caserma Guido Reni, offrendo alla città nuovi luoghi di aggregazione. Outdoor crede nel cambiamento, nelle pulsioni che lo animano e nelle correnti generazionali che nascono dai contesti urbani. Oggi, attraverso un network di artisti e produttori, offre un palcoscenico internazionale in aperto dialogo con il mondo. L’intera programmazione è consultabile sul sito www.out-door.it .

4 percorsi nel labirinto dell’Arte

Il padiglione Arte, a cura di Antonella Di Lullo e Christian Omodeo, si sviluppa in un percorso coinvolgente, interattivo e ludico. Il collettivo di architetti ha realizzato un Grande Labirinto che pone lo spettatore al centro della mostra, con la possibilità di scegliere la propria esperienza tra 4 percorsi diversi. Il primo percorso, “Disobedience”, riunisce artisti di diverse generazioni che, dal 1968 ad oggi, introducono degli elementi di discontinuità nel racconto storico. La crew dei writers tedeschi Berlin Kidz vive i graffiti come uno sport estremo e ha trasformato negli ultimi anni lo skyline berlinese con un alfabeto ispirato ai pixaçao brasiliani e all’alfabeto runico. L’artista italiano Biancoshock crea delle installazioni urbane che ironicamente invitano i passanti a riflettere sui problemi della nostra società. Il rapporto tra tempo oggettivo e soggettivo è alla base della ricerca di Paolo Buggiani, che ha incrociato nel suo percorso artisti come Keith Haring, Richard Hambleton e Ken Hiratsuka. Attraverso installazioni urbane, divenute virali su internet, il francese Mathieu Tremblin, riadatta lo spirito dei Situazionisti al mondo contemporaneo. Infine i disegni satirici e le installazioni di Wasted Rita, artista portoghese, offriranno un punto d’osservazione privilegiato sulla società contemporanea, sull’invasività dei nuovi media e sul ruolo delle donne.

Da sinistra: Biancoshock_Web 0.0; Sam3_Outdoor 2012; Scorpion Dagger_Morning Joe (Outdoor 2018)

I richiami del passato sono alla base della seconda sezioneTotal Recall”, che mette in scena una riappropriazione nostalgica e ironica del patrimonio. Tony Cheung, illustratore cinese, pone al centro delle sue opere le forti contraddizioni tra l’antica cultura e la moderna società del suo paese. Leonardo Crudi, artista romano, con i suoi poster disseminati per le strade della città, ispirati alle principali avanguardie storiche, crea un corto circuito visivo tra estetica del passato e contemporaneità. Un’icona della Street Art parigina dell’ultimo decennio, Madame, nei suoi collages urbani inserisce forti richiami alla grafica e alle scenografie teatrali dell’800 e inizio ‘900. Sam 3, internazionalmente riconosciuto per le sue grandi figure nere antropomorfe che appaiono sui muri delle principali città, si è recentemente cimentato nelle sperimentazioni video in stop motion. Il canadese Scorpion Dagger, ha fatto delle Gif animate il suo territorio privilegiato di sperimentazione, prelevando personaggi dai grandi dipinti del Rinascimento nordico. Rub Kandy (Mimmo Rubino) artista difficile da collocare in un ambito artistico, osserva e decostruisce il contesto urbano attraverso immagini dal forte impatto visivo.

Con il terzo percorso “Speedlight”, si sperimenta un nuovo sistema rispetto a questo continuo rivolgersi al passato. Un movimento istantaneo per tornare al futuro. Kid Acne, street artist inglese, fa delle parole l’oggetto principale della sua arte, come la scritta Paint over the cracks realizzata in occasione di Outdoor 2011. Motorefisico, progetto artistico degli architetti e designer romani Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo, disegna e reinventa lo spazio circostante attraverso rigorose linee simmetriche. I Quiet Ensemble sperimentano la contaminazione dell’elemento naturale con la tecnologia in precario equilibrio tra casualità e controllo. Uno, artista romano conosciuto per aver portato il volto del bambino della Kinder per le strade di diverse città, pone al centro della sua ricerca la ripetizione e la manipolazione della carta.

Kid Acne_Outdoor Roma 2011 (foto Guido Gazzilli), a destra UNO_Cvta Street Fest

Il quarto percorso, “Retromania”, indaga quei meccanismi che restituiscono un’aura agli oggetti industriali destinati alle masse, per includerli in un racconto storico normalmente riservato alle produzioni uniche ed irripetibili rivolte alle élites. Ricky Powell, uno dei grandi nomi della street photography, da quasi 40 anni documenta con il suo obiettivo la scena artistica e musicale underground newyorkese e, con essa, l’evoluzione dei codici della street fashion. I Love Tokyo, la collezione di sneakers di Fabrizio Efrati, fondatore di Market Kickit, riunisce scarpe da ginnastica prodotte a partire dagli anni ‘80 e testimonia la comparsa di un mercato internazionale di sneakers destinato ai collezionisti di streetwear.

In partnership con Google Arts and Culture, il tour che esplora tramite la realtà virtuale le opere delle passate edizioni del festival, viene presentato Stories. Un progetto di digitalizzazione del patrimonio immateriale ed orale di Roma, sviluppato dallo studio The Fake Factory specializzato in progetti di videoarte. Un’indagine sull’identità culturale e collettiva di alcuni quartieri periferici della città per restituirli al pubblico contemporaneo e futuro. Video a 360° guidano lo spettatore in un percorso emotivo nei luoghi della città, arricchito dal contributo di diversi artisti che ne narrano la storia e la quotidianità, e dal racconto fotografico a cura di Rub Kandy, Niccolò Beretta, Guido Gazzilli e a.DNA collective.

Ogni sabato musica di tendenza

La musica è la nuova protagonista della programmazione del festival che ospita quest’anno una line-up ispirata alle tendenze e sonorità che hanno segnato le ultime generazioni: dalla techno alla house, dalla disco all’hip hop e alla trap. All’interno del Mattatoio viene allestito un temporary club dove musica e visual si fondono insieme per offrire al pubblico un’esperienza live unica. Ad animare i 5 sabati, a partire dal 14 aprile, ci pensano gli Headliner del Festival. Quest’anno sarà il ritorno in Italia dopo 8 anni dei Booka Shade, duo berlinese patrimonio della musica elettronica europeaIn programma il 21 aprile la “Female Night“, una serata tutta al femminile. Si alternano in consolle le dj e producer Anja Schneider, artiste tra le più richieste e apprezzate nel mondo del clubbing internazionale, Erica.Me del collettivo femminile romano “She made” e Francesca Lombardo, reduce dai più grandi festival di tutto il mondo come il Tomorrowland e The Burning Man. Il 25 aprile, si esibirà dj Buenoventura, co-fondatore della techno band viennese Elektro Guzzi

Da sinistra i Booka Shade, la dj-producer Anja Schneider e DJ Buenoventura

Appuntamento il 28 aprile con i Digitalism, duo elettronico di Amburgo che con il loro disco d’esordio Idealism (2007) ha conquistato pubblico e critica. Il 5 maggio sarà la volta del dj e producer tedesco Purple Disco Machine, in tutte le radio con la hit Devil In Me (feat. Joe Killington & Duane Harden) e dj Mari Ka, nuova protagonista del clubbing milanese. Il 12 maggio, il party di chiusura del Red Bull BC One Italy Cypher 2018, evento nazionale più importante dedicato al mondo della break-dance, dove i migliori b-boy si sfidano per conquistare l’accesso alla finale internazionale. Headliner della serata l’icona e precursore dell’hip hop francese Cut Killer che vanta una partecipazione al fianco di Vincent Cassel nel film «L’Odio».

Le conferenze

Un ricco programma di conferenze e incontri caratterizzano tutti i venerdì del festival. Il 20 aprile è in programma un incontro organizzato in collaborazione con Ladies, Wines & Design, realtà internazionale che pone al centro il ruolo delle donne nel settore creativo e culturale. Il 27 aprile si apre con la conferenza “Talento digitale”, un incontro con esperti del settore digital e new media realizzata da Digital Yuppies, network di talenti e professionisti dell’industria digitale e creativa, con il supporto di IED – Istituto Europeo di Design.

In partnership con VICE Italia, il 4 maggio, è in programma la proiezione del documentario The Last Man of Mahana, prodotto da VICE Australia, che segue le tracce di Arthur, uno degli ultimi membri della comunità Mahana, fondata nel 1978 in Nuova Zelanda, sulla scia del movimento hippie. Segue l’incontro con Stefano Bianchi, fondatore della casa editrice di fotografia in crowdfunding Crowdbooks, che presenta il progetto Utopia di Carlo Bevilacqua, un racconto fotografico del giro per il mondo alla ricerca di persone che hanno abbandonato la società moderna per vivere in comunità. L’11 maggio il collettivo creativo Manifesto delle Visioni Parallele presenta Errore Digitale – Collezione 2018, un incontro con gli artisti internazionali e un workshop dedicato alla Glitch Art, genere artistico strettamente connesso alla video arte e alla fotografia, che attraverso l’apporto di processi informatici e digitali trasforma in forma artistica il concetto e il valore dell’ ”errore”.

Televisione e Fiera Mercato

Non si può parlare di patrimonio senza poter celebrare lo strumento che più di altri ha contribuito alla formazione ed alla diffusione di informazioni, tendenze, notizie per oltre mezzo secolo. La sezione dedicata alla televisione, realizzata in collaborazione con Rai, affronta il patrimonio televisivo italiano attraverso proiezioni e talk suddivisi in 4 appuntamenti domenicali. Ogni ciclo di proiezioni, dedicate all’intrattenimento, alla scienza alla cultura, allo sport e alle serie tv, è aperto da un momento di incontro e racconto con i protagonisti della televisione italiana. L’intento è quello di mostrare una parte della storia nazionale, per restituirla sia ad un pubblico che ha visto “in diretta” quei programmi sia alla generazione successiva.

All’interno degli spazi del Festival, in partnership con Wave Market, viene ricreato un mercato, un angolo di città, che si propone di promuovere la cultura dell’artigianato. Una vera e propria fiera dell’handmade che ogni settimana propone ai visitatori una tematica diversa: artigianato e design, vintage, street wear, editoria e illustrazioni. Il 25 aprile è il “Simply Amazing Day”, in questa occasione viene presentata al pubblico l’ultima nata del birrificio Birra del Borgo: la lager Lisa. Nella stessa giornata il Roma Vinyl Village propone al pubblico romano un market del vinile itinerante. L’area food è in collaborazione con Foodora mentre il beverage è affidato ad una selezione dei migliori bartender della città.

Quando:

Dal 14 aprile al 12 maggio

Info:

www.out-door.it  |  www.facebook.com/OUTDOORfestival/ |www.instagram.com/outdoorfestivalroma/

info@nufactory.it |06 7061 4597

Prezzi:

MOSTRA : Venerdì dalle 12.00 alle 00.00* | Sabato dalle 12.00 alle 00.00** | Domenica dalle 12.00 alle 21.00*

*include ingresso alle conferenze e al mercato  **esclude l’ingresso MUSICA

Intero: 10€ | Ridotto: 8€ | Under 10: Gratis

CONCERTI: Sabato dalle 21.30 alle 04.00

Intero: 15€ Ingresso: Lungo Tevere Testaccio

MERCATO: Venerdì: 18.00 – 22.00 | Sabato: 12.00 – 22.00 |Domenica: 12.00 – 20.00  Ingresso con il biglietto MOSTRA

Dove:

Mattatoio, Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma

Traste-Storie: fra teatro, musica, danza e interazione

L’Associazione Culturale Teatro Trastevere presenta “Traste-Storie”, rassegna di Spettacoli e Performance dedicati al Teatro di Narrazione e Memoria. Affabulazioni, racconti tramandati, ed episodi di vissuto quotidiano verranno rappresentati sotto forma di messa in scena teatrale e realtà performative multidisciplinari. Dal 23 gennaio al 4 febbraio Teatro, Musica e Danza si alterneranno sul palco del Teatro Trastevere con 4 diverse storie da non dimenticare. Per l’occasione il teatro ospiterà anche mostre ed installazioni correlate all’interno del proprio foyer. Di seguito il programma della rassegna Traste-Storie con tutte le date e presentazioni degli spettacoli.

“Arkady”, un viaggio tra pensieri poetici (dal 23 al 26 gennaio)

Di Giacomo Sette, diretto da Azzurra Lochi. Con: Arkady (Giulio Clerici), Alina (Alice Giorgi), Papà (Simone Caporossi), Azazael (Ana Kusch)

Arkady è un giovane camionista di origini moldavo-russe. La sua è una tratta molto particolare. Consegna tessuti a Le Havre (Francia) e Cabo de Roca (Portogallo), partendo da Taranto. Circa 40 ore di viaggio, con strettissime pause per mangiare e riposare. Arkady avrebbe voluto fare il poeta ed è terrorizzato dalla prospettiva di un colpo di sonno, suo grande nemico. Per vincere la paura e superare indenne il suo viaggio, Arkady parla da solo. Lo troviamo che racconta delle fatiche affrontate per corteggiare e conquistare Alina, laureanda in Storia Contemporanea con una tesi sulla nostalgia dei russi per l’Unione Sovietica.

La personalità chiusa e incerta di Arkady incontra non poche difficoltà nell’impresa. Ad aiutarlo ed ostacolarlo ci sono suo Padre, ex dissidente sovietico, costretto alla miseria e all’emigrazione dopo la caduta del muro di Berlino, e una misteriosa ragazza, Azazael, narratrice onnisciente. Personaggi reali o semplici proiezioni? In un abitacolo dove tutto è possibile, sempre più simile alla mente di chi lo guida. I piani e i temi si confondono, le voci si accumulano e la strada va, inesorabile, con il sonno. Davanti ad Arkady un bivio: la consegna precisa e puntuale dei tessuti o il volo meraviglioso nel paradiso dei camion? La via da scegliere è tutta qui, chiudere gli occhi o no.

“Lettera dalla memoria”. Tra passato, presente e futuro  (dal 27 al 28 gennaio)

Coreografie di Diletta Brancatelli. Musiche e voce Matteo Colasanti. Voce e testi teatrali Lidia Di Girolamo. 

Spettacolo basato sulla ricerca e raccolta di lettere e frammenti scritti da persone vissute durante la seconda guerra mondiale, di diverse estrazioni sociali, culturali e politiche. Il suono delle bombe riporta dal passato al presente la figura di una donna che, attraverso suoni, musica e canzoni, rivive nella danza momenti della sua vita fino a giungere all’accettazione e alla liberazione. Il progetto è stato un lungo lavoro su un tema fin troppo conosciuto, grazie alla ricerca sulla corrispondenza dell’epoca. Ha incentivato poi un’interazione solida tra componimenti, testi teatrali e danza contemporanea, traducendo nel movimento lo stato d’animo delle testimonianze. Il lavoro artistico ha l’intento di far giungere quel moto di fiducia e speranza per il futuro che si avverte in questi scritti. Raccontare questi atti di coraggiosa umanità vuol far riflettere sull’essere più eroi nella propria vita, forse piccola agli occhi del mondo ma grande per ognuna di noi.

“Amore, ti odio”.  Riflessioni partecipative (30 gennaio)

Un progetto di: Maria Antonia Fama, Andrea Causapruna e Margherita Bulzacchelli

Jocker: Maria Antonia Fama e Margherita Bulzacchelli Attori: Andrea Causapruna, Alice Valente Visco, Mario Migliucci, Eva Allenbach, Camilla Ribechi

“Amare troppo è un esperienza tanto comune per molte donne che quasi siamo convinte che una relazione intima debba essere fatta così. Quasi tutte abbiamo amato troppo almeno una volta, e per molte di noi questo è un tema ricorrente di tutta la vita ”. Era il 1985 e Robin Norwood si rivolgeva con queste parole alle lettrici di “Donne che amano troppo”.

Forse “l’amare troppo” nasconde molte paure: rimanere sole, non meritare un amore felice, essere ignorate o abbandonate. A volte ci si attacca morbosamente a qualcuno, e pur di stare con lui (o lei) si è disposti a sopportare tutto, anche la violenza. Non esiste solo quella fisica, ma una più subdola e meno manifesta: quella delle minacce, aggressioni verbali e manipolazioni. Ma da dove ha origine tutto questo? Come mai si è disposti a sopportare tutto? La performance “Amore, Ti odio” permette di riflettere su queste domande, in maniera inusuale e inedita, sperimentando una modalità diversa di assistere a uno spettacolo teatrale. “Amore, Ti odio” nasce dal lavoro della compagnia “Il Teatro Invisibile” sulle metodologie del Teatro dell’Oppresso. Questo metodo, fondato dal regista Augusto Boal, utilizza il teatro come veicolo per favorire la presa di coscienza e l’aumento di consapevolezza, attraverso la partecipazione attiva del pubblico allo spettacolo teatrale.

Amore, Ti odio” è ispirato a una storia vera ed è composto da 5 brevi scene, recitate a canovaccio, costruite con la tecnica della Forum Teatre Play. Il pubblico assiste ad una prima rappresentazione, al termine della quale due Joker (figure esterne alla scena e uniche a dialogare direttamente con il pubblico) stimolano gli spettatori ad un dialogo sui contenuti e sul significato della rappresentazione stessa. Una dei due Joker è una psicoterapeuta, l’altra un’attrice. Una volta delineati in maniera sufficientemente chiara il topic, il senso dell’azione teatrale e le dinamiche relazionali tra i personaggi in scena, il pubblico viene invitato ad assistere nuovamente alla rappresentazione, diventando parte attiva della stessa. Potrà interrompere la storia in qualsiasi momento, con un semplice battito di mani. Questo gesto indicherà agli attori che devono “congelarsi”. Lo spettatore che ha fermato la scena, guidato dai Joker, proporrà un cambiamento della situazione, delle reazioni o dei comportamenti dei personaggi. Il pubblico avrà così modo di discutere e riflettere su ogni nuova soluzione, per valutarne realismo, credibilità, efficacia. Solo dopo aver preso una decisione collettiva si proseguirà, dando alla storia un corso nuovo, all’interno del quale gli attori si muoveranno improvvisando tutto. Questo scambio tra attori e pubblico potrà avvenire più volte, fintanto che non si trovi una possibile risoluzione al conflitto in scena.

“Sono tutti mio cugino”. Riscoprire la collettività  (dal 1 al 4 febbraio)

Diretto da Dario Aggioli Ideato da Dario Aggioli e Enrico Lombardi

Con Enrico Lombardi , Dario Aggioli e la partecipazione video di Silvia Razzoli

L’unico telefono del paese, in una casa dove non mancavano mai due fette di salame e un bicchiere di lambrusco per i passanti. Una casa con 12 figli, una casa di lavoratori, una casa che era una famiglia, in un paese che era una famiglia. Ora qualcosa si è perso ma ciò che rimane è la festa del paese di tutti, dove il paese, la casa, i 12 figli e i loro figli lavorano per costruire il passato. Una festa, una casa, un paese in cui ovunque ti giri “Sono Tutti Mio Cugino”.

Sono tutti mio cugino è uno spettacolo che attraverso i racconti di una famiglia e di una festa di paese, racconta ciò che abbiamo dimenticato, cose che nel passato abbiamo lasciato che ora ricerchiamo. Cosa abbiamo perso e ci manca? Cosa siamo contenti di aver perso? L’idea nasce dalla visione della Festa dell’Agricoltura di Corneto, un piccolo paese dell’appenino emiliano, che conta poco più di 200 abitanti, ma che raccoglie un pubblico enorme di gente. Tra gli organizzatori, moltissimi componenti della famiglie che nel tempo hanno lasciato il paese. Tutti tornano a Corneto per dare gratuitamente una mano e guardandosi intorno ci si accorge di essere tutti parenti.

Uno spettacolo che parla di condivisione, un termine che ora vuol dire mostrare agli altri qualcosa, invece che viverla assieme. Ora si condivide un’immagine per avere insieme a distanza delle emozioni, senza vedere negli occhi chi sta vivendole con noi, senza stare nella stessa stanza. Prima si condivideva un’esigenza, un desiderio e persino il telefono. Nella casa della famiglia protagonista del racconto c’era l’unico telefono del paese, dove la gente riceveva e faceva telefonate. Sul palco una cabina telefonica funzionante, dove gli spettatori potranno farsi chiamare dagli attori, diventando parte dello spettacolo.

Quando:

Traste-Storie, dal 23 Gennaio al 4 Febbraio

lun-sab: 21:00 / dom: 17:30

Info:

065814004  info@teatrotrastevere.it  www.teatrotrastevere.it

#ilpostodelleidee  https://www.facebook.com/teatrotrastevere/

Dove:

Teatro Trastevere, via Jacopa de’ Settesoli 3, 00153 Roma

Live Gospel concert al Vitala Festival

Giovedi 21 Dicembre, un attesissimo appuntamento in clima natalizio con la magia della musica Gospel ! A grande richiesta, tornano al Vitala Festival, i Chicago High Spirits. Le straordinarie voci black di Charlie Cannon, Joy Garrison, Kevin Ettienne, Fatimah Provillon, accompagnate al piano da Davide Pistoni, daranno vita a A Merry Little Christmas”. Nel contempo, nel foyer del teatro sarà possibile visitare la mostra gratuita “Artigiani in progress”, che esporrà variegate opere di 7 artisti italiani.

Una serata in pieno spirito festivo!

Chicago High Spirits sono uno spumeggiante gruppo che unisce esperienza, talento, potenza vocale e versatile fusione armoniosa. Con il loro emozionante concerto A Merry Little Christmas, condurranno il pubblico all’essenza della musica Spiritual e Gospel Song, brillando per varietà di repertorio e esecuzione. Lo spettatore sarà invitato anche a seguire il racconto storico di questo genere musicale. Ciascun brano scelto rappresenta un momento particolare del passaggio attraverso la cultura afro-americana e le origini della musica blues, soul e jazz. Ogni canzone è quindi una celebrazione della vita passata e presente, un’elevazione dello spirito. Il costante impegno dei Chicago High Spirits è alla base dei successi ottenuti in tutto il mondo. Hanno collaborato con solisti di fama internazionale come Ramazzotti, Bocelli, Zucchero, Amii Stewart, Baglioni, Ricciarelli, Gasdia. Importanti le loro partecipazioni ai Concerti in Vaticano per il Papa e al Giubileo degli artisti in Sala Paolo VI.

Artigiani  in progress

Dal 15 al 23 dicembre al Teatro San Genesio sarà allestita la mostra collettiva “Artigiani in progress“, esposizione delle originali opere di 7 artisti che spaziano su varie tecniche. Ogni artista si caratterizza per tecniche specifiche e un linguaggio personale. Dalla pittura ad olio di Angela Tirelli, con esperienza ventennale nel campo, a Patrizia e Nicoletta Galluccio con l’utilizzo dell’acrilico e decorazione con stoffa. Saranno presenti anche Patrizia Molinari, con le sue decorazioni artigianali attraverso l’uso di gioielli, e Giovanni Fontana, fine scultore che plasma il legno in modo armonico. Infine Laura Tirelli e Elisabetta Anello esporranno le loro opere rifinite con la tecnica africana del batik. La mostra sarà visitabile nelle ore pomeridiane, previo appuntamento o contestualmente agli eventi in programma presso il Teatro.

A ciascuno di noi è data una scintilla di follia artistica…non perdiamola !

Quando:

Gospel Concert: giovedì 21 Dicembre 2017 ore 21.00

Mostra “Artigiani in progress“: dal 15 al 23 dicembre, ore 18.30 – 20.00

Info:

347-8248661wonderwallenter@gmail.com Si consiglia la prenotazione

Prezzo:

Intero: 15 €  (include primo drink al bar);  Ridotto: 13 € (studenti/bambini).

Dove:

Teatro San Genesio | Via Podgora, 1 – Roma

Al Vitala Festival inizia una nuova e ricca stagione di musica

Il 29 settembre 2017 prenderà il via la 6° edizione della Rassegna Musicale Vitala Festival presso il Teatro San Genesio di Roma. Il Vitala Festival, a cura di Fabiana De Rose, è una rassegna a natura filantropica con lo scopo di promuovere e sostenere musicisti, cantanti, artisti del settore musicale e delle arti visive. Attraverso un fittissimo calendario, che si concluderà il 24 Giugno 2018, verranno ospitati diversi gruppi musicali variegati per genere e composizione. Ad inaugurare la nuova stagione sarà il gruppo dei That’s All Folk con il suggestivo concerto-evento in cui verranno proposti i più celebri brani della tradizione folk e folk-rock Irlandese e Americana. Una serata di pieno folk-rock revival con celebri canzoni, ballate e brani strumentali. Uno sguardo alle edizioni passate del Vitala Festival rivissute in questo breve video.

All Folk, it’s right !

Il progetto That’s All Folk nasce dall’incontro di vecchi amici accomunati dalla passione per l’Irlanda e per la musica folk in generale. Qualcosa di simile la fecero grandi interpreti del folk revival come Christy Moore, gli Sweeney’s Men o i Fairport Convention. Alcuni componenti provenivano da precedenti esperienze in gruppi rock, per cui la voglia fu anche quella di fare una musica acustica che riprendesse anche lo spirito di gruppi come Pogues e Waterboys. I membri del gruppo hanno approfondito le loro conoscenze studiando e suonando con grandi interpreti e divulgatori del genere. Da loro hanno appreso e consolidato dunque un repertorio che parte dalle melodie dell’arpista irlandese O’Carolan, passando per le tradizionali gighe irlandesi, i reels scozzesi, le melodie delle montagne americane degli Appalacchi, le canzoni da pub portate al successo negli anni sessanta dai Dubliners, fino alle moderne contaminazioni. Il gruppo si è esibito e si esibisce tuttora nei più noti Irish pub di Roma e dal 2015 al festival “Eire!” di Bondeno, il più importante in Italia nel genere. Nel marzo del 2017 hanno auto-prodotto e pubblicato l’album “Waiting for Kathy“. Per ascoltarli, appuntamento venerdi 29 ore 21 al Teatro San Genesio.

Il gruppo dei That’s All Folk

Il programma del festival

Gli altri appuntamenti nel corso della manifestazione proseguiranno con cadenza mensile. Ad ottobre la splendida e avvolgente voce della cantante e compositrice Piera Pizzi, accompagnata al piano dal musicista Max Testa, presenterà un repertorio di brani soul, blues, jazz e italiani d’autore. Con The Beginners si vivrà una serata con il sound più genuino dei sixties con cover di Otis Redding, The Beatles, Van Morrison, Sam Cooke, Beach boys, Elvis Presley. Ritmi decisamente piu “caldi” nei mesi di novembre e dicembre. The Story Of the Blues di Eddie Zengeni percorrerà un viaggio suggestivo partendo dalle radici della tradizione afroamericana del Blues, mentre, in pieno clima natalizio, delizierà con i suoi cori il gruppo Gospel dei Chicago High Spirits. Da marzo a giugno i mesi dei grandi tributi! A marzo i Quanno Good Good ricorderanno Pino Daniele, mentre gli Hazy Shades si esibiranno nel repertorio intramontabile delle musiche Simon & Garfunkel. In aprile le grandi voci di Elsa Baldini e Lucy Campeti regaleranno rispettivamente il Jazz di Ella Fitzgerarld e il Soul di Aretha Franklin e Stevie Wonder. Concluderanno la rassegna nel mese finale lo spettacolo multimediale Into the Wild World di Riccardo Mei (con le canzoni di Eddie Vedder, Pearl Jam, Cat Stevens) e i No Quartet con l’acustica dei Led Zeppelin.

Da sinistra il coro Gospel Chicago High Spirits; Elsa Baldini con il suo “Elsa canta Ella” e Lucy Campeti in “A Soul Experience”.

Quando :

Vitala Festival : dal 29 settembre 2017 al 24 Giugno 2108

Prezzo: 

Intero € 15  (include primo drink al bar del foyer);  Ridotto € 13 (studenti/bambini).

Info/prenotazioni:

347-8248661; wonderwallenter@gmail.com

vitalafestival

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora, 1, Roma

Franc Cinelli live al Vitala Festival

Il Vitala Festival, organizzato da Fabiana De Rose in collaborazione con il Teatro San Genesio, è una rassegna di natura filantropica con lo scopo di promuovere e sostenere musicisti, cantanti, artisti del settore musicale e delle arti visive. Da settembre 2016 ha presentato un calendario articolato e variegato per genere e composizione dei gruppi musicali ospitati. Il Festival chiude la sua 5° edizione con un grande concerto all’insegna del Blues, Folk e Rock. Il cantautore italo-inglese Franc Cinelli si esibirà infatti sul palco del Teatro San Genesio sabato 10 giugno alle ore 21,00 presentando i brani dal suo nuovo albumThe Marvel Age“. Lo affiancheranno Laurence Saywood al bassoDrew Manley alla batteria.

Una musica piena di promesse

Franc Cinelli, bluesman cantante, autore e polistrumentista, è nato a Roma, cresciuto a Londra e vissuto tra Inghilterra e Stati Uniti. Il suo è un rock di stampo angloamericano, ma dal cuore italiano. La sua musica è stata descritta dalla stampa inglese “come il sole che tramonta sul deserto, ed è ricca di candore fanciullesco”. Dopo numerosissimi concerti nei pub, teatri londinesi e in ogni angolo della Gran Bretagna, Franc Cinelli si è fatto conoscere ed apprezzare anche negli Stati Uniti, esibendosi in locali prestigiosi come il Sidewalk Café, la Rockwood Music Hall di N.Y. e nei templi del folk di Nashville. In seguito all’omonimo album di successo, prodotto da Danton Supple (che ha lavorato per i Coldplay e Morrissey), nel 2013 Franc Cinelli ha lanciato “Alcatraz Ep”, 5 brani in cui canta le storie di alcuni prigionieri del famoso carcere. Nel 2014, con l’album strettamente folk “I Have Not Yet Begun To Fight”, ha ottenuto diversi sold-out sia alla Royal Albert Hall di Londra con Ligabue, al Blue Note di Milano (in una esibizione TV per Sky con il suo fan Joe Bastianich) e a New York

Il nuovo album

Il bluesman italo-britannico torna con un nuovo sorprendente album che attraverso il blues ed il folk cerca il suo lato pop, ispirato ai suoi maestri Springsteen e Dylan. Completamente realizzato e prodotto dallo stesso Cinelli, “The Marvel Age” è il disco che consacra Franc come uno dei principali artisti italiani capaci di proporre questo particolare ed amatissimo genere anche a livello internazionale. “The Marvel Age” arriva dopo 12 mesi di tour intensi, e mostra un artista in continua e determinata ricerca del suo percorso stilistico. Un disco che nasce da una vena folk, dove viene usato un ritmo che rende gli arrangiamenti vibranti e imprevedibili. Lo scorrere delle 10 canzoni dell’album, portano il cuore e la testa nei grandi spazi americani e in luoghi inediti. Il disco è stato scritto durante i lunghi tour che tra il 2013 e il 2014 hanno portato Franc ad esibirsi in UK, USA e la nativa Italia. Le persone incontrate ed i posti visitati in quel tour, dallo stretto di Messina al nord dell’Inghilterra, sono tutti presenti nei 10 brani. Franc ha prodotto l’album a Londra nel suo Song Circle Studio con l’aiuto della sua live band, composta da Laurence Saywood al basso e Drew Manley alla batteria. Il nuovo tour partirà proprio dalla tappa al Teatro San Genesio con cui si chiuderà il Vitala Festival.

Si ringrazia per il materiale ufficio stampa Sara Battelli

Social:

franccinelli

teatrosangenesio

vitalafestival

Quando:

Sabato 10 Giugno ore 21.00

Prezzo:

Intero 15€ (include primo drink al bar del foyer);  Ridotto 13€ (studenti/bambini).

Info/prenotazioni:

347-8248661wonderwallenter@gmail.com

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora, 1 – Roma (Piazza Mazzini)

Pamela Lacerenza: vivo per lei, la musica !

Una voce potentissima, un talento innato, un carisma da showgirl come poche. Questo è Pamela Lacerenza, che con il suo carattere deciso, ha da sempre dimostrato e voluto fortemente vivere per la musica. Dopo essersi perfezionata nel canto, ha cominciato ad affacciarsi nel mondo dello spettacolo attraverso i talent, e successivamente in importanti teatri con il cabaret. Totalmente a suo agio in molte categorie musicali, riesce ad abbracciare epoche e generazioni differenti. La sua simpatia coinvolgente poi si esprime ai massimi livelli nella cartoon cover band di cui è voce leader. Insomma, una grande artista che merita il giusto spazio per le emozioni che sa trasmettere. Pamela sarà il 26 maggio al Salone Margherita con il fascino retrò del Burlesque Cafe’, mentre per il 1 Giugno appuntamento al Locanda Blues con la sua scatenata Ufo Rock Band. Noi di Pocket Art l’abbiamo raggiunta telefonicamente, e ci ha raccontato il suo percorso artistico, curiosità e considerazioni. Non perdetevela!

Quando hai cominciato ad avvicinarti al canto ? Quali sono stati i tuoi riferimenti musicali e la tua formazione artistica?

P. Io ho iniziato a studiare canto, prendendo lezioni in una scuola privata dall’età di 18 anni. Ovviamente facevo altri lavori, era solo un hobby. Piano piano ho cominciato ad esibirmi insieme alla mia insegnante Marina Cara facendo pianobar e karaoke. Un’ evoluzione questa che praticamente mi ha “sbloccato” per quanto riguarda il live, e da li ho cominciato a prendere seriamente il fatto di voler cantare. Il riferimento dell’epoca giovanile, che ho amato e amo tutt’ora, era Giorgia. Mi piaceva come artista per la sua vocalità, il suo pop melodico; era la mia preferita, oltre ai cartoni animati…

In tv su Rai 2 ti ricordiamo per la partecipazione a “The Voice of Italy“, dove hai gareggiato per il team di Raffaella Carra’. Ci puoi raccontare la tua esperienza?

P. Dopo aver fatto diverse selezioni per altri talent, con scarsissimi risultati, mi ero decisa a non farli più. Quando è uscito questo nuovo talent, mi sono incuriosita e documentata. Sono andata così, pensando che non mi avrebbero mai preso, convinta che sarebbe stato l’ennesimo buco nell’acqua. Con mia grande sorpresa sono rientrata nelle “blind audition” che mi hanno permesso di esibirmi in prima serata su Rai 2. La mia idea era quella di fare la showgirl e sapendo che c’era Raffaella Carrà, speravo che dalle poltrone si girasse proprio lei. Così è stato! Contemporaneamente si girò anche Piero Pelù e questo mi sorprese tantissimo! Pensavo fosse un rocker e basta, e invece fece delle osservazioni che mi lasciarono un po’ basita. Mi disse: “Tu mi ricordi Liza Minnelli, io ti farei cantare Mina”. In quel momento io non ho colto, perché comunque puntavo ad andare con Raffaella, non notando questa sua analisi perfetta sul mio modo di cantare. Quindi scelsi la Carrà. Lei aveva visto subito la mia dote di non essere semplicemente solo una cantante e mi prese a benvolere portandomi fino al live show. Certo, i cantanti erano tantissimi, i meccanismi erano quelli; io molto felicemente dove sono potuta arrivare sono arrivata. Ma ci tengo a dire che “The Voice” è un programma vero, perché non conoscevo nessuno, ho fatto il provino e sono entrata. Sicuramente ho acquisito da quel momento il “mio genere”, dando retta a Pelù, e la consapevolezza di dedicarmi completamente a fare la cantante di professione, vendendo definitivamente il negozio in cui lavoravo.

Pamela Lacerenza a “The voice of Italy” , Stefano De Grandis/lapresse
Milano 24/01/13

Personalmente mi hai colpito molto quando hai eseguito la canzone “Big Spender” alle blind. Io l’avevo vista fare solo da Freddye Mercury, nel concerto del Magic Tour 1986! (da DVD ovviamente)

P. Bravo, grazie! Secondo me, quella canzone è stato il mio punto di forza, semplicemente perché era differente da quello che si era sentito fino a quel momento. Ecco perché la Carrà, appena partì la canzone, si girò immediatamente rimanendo colpita dal tipo di pezzo. Poi vabbè, ovviamente gli piaceva anche la mia voce! Scelsi quel pezzo proprio per essere diversa, perché sapevo che non l’avrebbe portata nessuno ecco. Infatti la produzione era contenta del pezzo che andavo ad interpretare. Si, bellissima Big Spender, versione di Shirley Bassey, fantastica !

Non tutti sanno però che sei stata presentata nel 2006 al festival di Sanremo come giovane proposta con la canzone ” Le parole“.

P. La casa discografica Road House, con la produzione di Marco Patrignani e Roberto Volpe, mi propose di andare a Sanremo. Quello fu l’anno della vittoria di Fabrizio Moro con “Pensa”. Il mio brano fu arrangiato da Celso Valli, che ha lavorato per Vasco Rossi e Laura Pausini, e per me che ero piccolina era praticamente un sogno. Purtroppo non è andato avanti. All’epoca non ero molto matura musicalmente. In realtà forse il pop non è il genere in cui mi esprimo meglio, sono molto più contenta di quello che faccio adesso.

Hai fatto parte come voce leader di molti gruppi musicali, che riproponevano cover di successi di vario genere. Dal 2008 sei tra i componenti della “Ufo Rock Band”, la cover band per eccellenza, tuttora molto amata nel panorama romano e non solo. Come è nata l’idea di crearla e qual è l’ obiettivo principale?

P. La cosa bella di tutto questo mio percorso è che la maggior parte delle band che ho costruito nel tempo ci sono ancora. I “Grandfathers” sono proprio il mio primo gruppo, e ogni tanto torno da loro a fare delle comparsate. Però sia la Red’s Band che la Ufo Rock Band sono le mie band principali in cui faccio live, e non penso che le mollerò, perché appunto a prescindere da essere colleghi siamo amici. Ed è questa la vittoria nelle band, essere comunque complici, non si è turnisti in questo senso, siamo proprio affiatati al massimo! La Ufo Rock Band a ottobre compirà 10 anni, e faremo un grandissimo evento che annunceremo a breve. E’ nato tutto per gioco. La band stava cercando una cantante e io fui presentata dalla mia amica Marina Cara. Feci un provino, ma io dico sempre che sono io che ho provinato loro….ahahaha. Si vabbè ma per gioco 😆 Il giorno dopo mi hanno chiamata e da li, fino ad adesso, le soddisfazioni sono state tante. Arrivare al Lucca Comics, i sold-out ai nostri concerti, cantare al fianco di Cristina D’Avena. Quando con lei ho cantato insieme Jem“, penso di non essere svenuta per poco…Per me è un mito! Il pubblico che viene a vederci è sui 30 anni come ranking di età; lo definirei nostalgico in quanto i nostri spettacoli gli ricordano l’infanzia. La formula è vincente secondo me perché non è un concerto e basta. E’ vero, ce ne sono tante a Roma di cartoon cover band, una bella concorrenza. Però comunque noi ci distinguiamo: ci vestiamo, riproponiamo i personaggi, facciamo gli sketch e abbiamo anche un personaggio inventato, “Ceppaman”. Oltre agli appassionati dei cartoni, abbiamo anche gli affezionati al nostro mondo, che fa ridere, diverte e svaga. Ci dicono sempre che a ogni nostro spettacolo “staccano la spina” dalla loro settimana.

In primo piano, da sinistra, i cantanti della Ufo Rock Band: Pamela Lacerenza, Fulvio Pannese e Daniela Lacerenza.

Completamente un altro mondo e atmosfere quello del cabaret, dove lavori da anni come cantante performer e presentatrice per il Micca Club. Parlaci un po’ del tuo personaggio Gigì.

P. Gigì nasce in in duo vocale con Nanà per uno spettacolo anni ’60. Mi ero ispirata alla pin-up degli anni ’40, Betty Grable. Io presi le sue canzoni in inglese e me le feci tradurre da una mia amica attrice, Giulia Nervi, e le riadattammo in italiano. La stagione successiva il direttore artistico mi propose di provare un repertorio diverso non più italiano ma internazionale, con brani su base come “New York, New York”. All’inizio c’è stata un po’ di perplessità, perché il Micca Club era un locale dove si faceva musica swing, jazz, cabaret, un tipo di musica molto ricercata. Questa novità era più un repertorio internazionale-popolare, forse non lo vedevano molto adatto e non avevano ancora fiducia canora. Invece quando ho eseguito i pezzi per la prima volta, hanno accettato e li ho convinti a cambiare. La Gigì di adesso è una diva dell’epoca, con costumi meravigliosi, molto vicina come vocalità a Liza Minnelli, diciamo. Da allora sono nati due spettacoli. Uno è Tra le luci dello swing, con un’orchestra di 9 elementi, un corpo di ballo, con repertorio all the jazz, cabaret, tutta roba molto “Broadway” ecco. Poi è nato lo “Swing-lesque”, uno degli spettacoli portati in scena al Salone Margherita a Roma da due anni. E’ stato il primo show affidato ad una conduzione femminile visto che mi hanno chiesto di presentarlo. Certamente un grande passo per me! E’ venuto fuori un bellissimo spettacolo, con un’orchestra di 5 elementi e la presenza appunto del burlesque. Gigì è questo, è una diva che presenta, canta, fa le gag divertenti, (ma non il burlesque n.d.r.) ed io, quando la impersono cantando, la sento molto adatta alla mia vocalità e al mio modo di fare. Più che altro sono io sul palcoscenico, sempre, anche con la Ufo Rock Band. Ogni tanto tiro fuori altri lati, e qui esce la mia voglia di essere showgirl…

Il duetto di “That’s Life” tra Vera Dragone e Pamela Lacerenza al Salone Margherita

Ho saputo che te la cavi anche nella creazione di abiti?

P. Ho fatto un corso da poco, con Maria Freitas, la costumista storica del Micca Club, che poi ha aperto un suo atelier che si chiama “Atelier Ultramoderno”. A prescindere da questo l’anno scorso avevo esigenze di creare un abito per me e per la mia compagna di lavoro al Salone Margherita, Vera Dragone, praticamente la mia migliore amica e un’attrice meravigliosa. Ci siamo accoppiate vocalmente, vedendo che il duo funziona. In queste settimane abbiamo provato alcune cose, ma siamo due sceme complete 😛 . Il bello è che siamo due personalità completamente diverse e nessuna è succube dell’altra. Ci lasciamo lo spazio giusto nel parlare, elaborando insieme le cose, non c’è rivalità. Due dive fatte, lei più anni ’30 , io molto pin-up anni ’40. Dicevo….avevamo l’esigenza di creare un costume che ci mancava. Mi son messa lì ed ho “accroccato”, dico questo perché alla fine era così, un abito che è venuto veramente bene! Da quel momento ho chiesto a Vera se potevo farle qualche abito, visto che non aveva una costumista ancora. Le ho realizzato tutti i costumi dello spettacolo 1920, indossati da lei stupendamente. Poi ho cominciato a fare i costumi anche alla Ufo Rock Band. Ho iniziato improvvisando, documentandomi su internet, e poi mi sono specializzata seguendo il corso. Sono molto contenta di poter assecondare qualsiasi tipo di richiesta venga fuori e per non essere da meno se mi chiedessero di fare un abito. Se non dovessi fare più la cantante, un domani potrei andare su questa strada, potrebbe essere buona.

Anche questa è arte no?

P. Si bravo! Ma infatti amo scoprire di saper fare più cose. Non mi piace essere limitata e che mi si dica soltanto: “sai cantare e basta” insomma.

Il mondo dello spettacolo ha una concorrenza grandissima tra artisti, preparati e non. Io penso che estrosita’, carisma, talento e simpatia, tutte caratteristiche che ritrovo in te, possano essere armi vincenti per emergere e distinguersi. Ma non sempre merito e sacrificio vengono riconosciuti, tu che ne pensi?

P. Madonna, grazie ! Penso che bisogna essere al punto giusto e al momento giusto. E’ vero, non sempre il merito è riconosciuto, molte volte c’è gente che ci passa avanti e sa fare meno. Per fortuna ci sono eccezioni. Ho trovato tante colleghe che quando si è presentata l’opportunità si sono fatte trovare pronte. Sono convinta che la ruota gira per tutti e arriverà anche il momento in cui farò qualcosa di molto più grande, speriamo. Bisogna farsi trovare preparati, ed è per questo che io cerco sempre di darmi da fare e non mi adagio solo su quello a cui sto lavorando. Credo che sia importante riuscire a procurarsi un proprio spazio, che non vuol dire ricevere lavoro solo dagli altri, ma anche saperselo creare. Le cose che vanno avanti nella mia vita sono quelle a cui sono legata: sono mie idee, miei progetti. Lo scopo principale è di poter fare l’artista per sempre, a prescindere di avere un ruolo da protagonista in un musical, di incidere un disco. Non mi interessa la fama, mi interessa cantare e vivere della mia arte, questa è la cosa più importante per me.

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Benedetta Valanzano, le emozioni di un’artista

Reduce dal grande successo della lunga tournée del Marchese del Grillo, Benedetta Valanzano prosegue il suo percorso teatrale con una nuova avventura. In questi giorni a Roma è in scena con il musical “Febbre da cavallo(qui la recensione), altra rappresentazione di richiamo, soprattutto per i capitolini. Artista poliedrica, moderna e dalla bellezza pulita, si distingue sicuramente per le sue capacità creative, vedi anche la sua passione per la pittura. Tante le sue esperienze entusiasmanti: dal già citato teatro, al cinema, le fiction in tv, il ballo, la radio. Una vocalità limpida e elegante, che eccelle ancor di più nelle sue canzoni, specie nelle note alte. La solarità e semplicità che infonde, la rendono poi un esempio positivo a cui far riferimento. In bocca al lupo Benedetta, continua così!

Da sinistra Benedetta Valanzano in Olimpià nel Marchese del Grillo, a destra è Mafalda in Febbre da cavallo.

Roma. All’uscita del teatro Sistina, dopo aver da poco terminato lo spettacolo, Benedetta ci viene incontro sorridente e come sempre disponibile, avvolta in un cappotto nero. Inizia a raccontarsi ripercorrendo le sue emozioni fatte di ricordi e novità.

Ti avevamo lasciato a novembre scorso con Olimpià nel Marchese del Grillo (rileggi l’articolo), ora sei tornata a teatro a Roma con un nuovo personaggio e spettacolo. Raccontaci.

B. In “Febbre da cavallo”, Mafalda è l’indossatrice di pellicce, fa le sfilate, la modella di facciata che in realtà insomma è una signorina… come dire…., “di facili costumi” ecco! Beh, è un personaggio molto divertente con la sua parlata milanese, che è ricordata in queste scene per la battuta “storica” di Mandrake che gli chiede di aiutarla a trovare i 20 milioni della mancata vincita. (C’ho certi ca*** Mafà!….)

Come è  stata la preparazione di questo spettacolo?

B. È stato un mese no stop per tutti noi del cast, prove su prove. E’ ancora tutto work in progress. Alla fine quel che conta è che questa commedia piaccia al pubblico.

Quando nasce il tuo amore per il teatro?

B. Mah, …tanti anni fa, ero piccina, avevo 17 anni. E’ nato cosi, è stato un colpo di fulmine, bisogna provare le cose per poi innamorarsi. Io ho provato e mi sono innamorata. Il primo debutto è stato davvero speciale nella Lisistrata di Aristofane, con la mia piccola compagnia a Capua al Teatro Ricciardi. Comunque sono tutti bellissimi ricordi. Il teatro è molto gratificante!

Sei una delle poche artiste che si emoziona veramente per quel che fa, e riesce a non ancorarsi in un unico ruolo, quello dell’attrice. Insomma non è da tutti !

B. Si, ti ringrazio ! Questa è una bellissima affermazione, quindi oltre a ringraziarti non saprei che cosa dire, perchè poi che cosa dico? Faccio un’auto-celebrazione? No, perchè non sono proprio la persona. Quindi questa la lascio a te, va bene cosi, e ti ringrazio, un bellissimo complimento !

Parliamo di musica. Nelle tue canzoni che hai pubblicato c’è un sensibile legame con la tua Campania. Puoi descrivercele ?

B. In “Una Terra che tace” ho cercato di trattare il tema della terra dei fuochi attraverso una poetica differente. Chi ascolta la canzone e vede il video, non ci sono mai riferimenti espliciti a questo problema, ne’ ho mai strumentalizzato nulla. Quindi non c’è mai la parola terra dei fuochi, roghi, “monnezza” o quant’altro. Infatti è una canzone ispirata alle liriche del Pavese “La terra e la morte”, e poi fra l’altro questo pezzo è stato costruito proprio nello stesso momento in cui Rocco Hunt fece “Nu juorn buon”, che è stato campione a San Remo. Io l’ho voluto raccontare in un modo diverso. Il video di “Eclissi” è stato girato in costiera sorrentina, alla Cala di Mitigliano, infatti in lontananza si vede Capri. Io poi ho sempre lavorato con le persone del mio territorio, da Claudio D’Avascio il regista del mio video, all’arrangiatore Flex Aiello. Sono tutti ragazzi napoletani, bravissimi, e io con loro costruisco questa passione per la musica, ecco.

Un contrasto dolore-allegria, da “Una Terra che tace” e “Com’è bella la sera”, immagini Youtube.

“Com’è bella la sera” invece è una cover degli anni ’60 reinterpretata in chiave moderna e coinvolgente.

B. Si, grazie. E’ una cover di Sandie Shaw. Infatti molti non conoscevano il pezzo originale, pensavano che fosse un inedito. E’ stata un pò la canzoncina estiva del 2014.

Ci riserverai nuovi brani prossimamente?

B. C’è un altro brano per l’estate, che già è stato scritto e si chiama…..

Ma si può dire?

B. No ! Ahahah, non lo diciamo.  😛 

Tu segui l’arte figurativa? Pratichi o hai praticato qualcosa in particolare?

B. Io ho fatto l’Istituto d’arte e adoro la pittura. Purtroppo per questioni di tempo non pratico più. 

Ti senti di dare dei consigli ai giovanissimi che vogliono intraprendere il tuo stesso lavoro?

B. E’ quello di studiare perchè oggi il mercato è molto fitto di attori, di tante persone che vogliono intraprendere questa professione. Credo che la marcia in più la dia la preparazione, lo studio, la diversità, e cercare di crescere a livello personale e umano.

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Si ringrazia Benedetta Valanzano per la concessione e autorizzazione del materiale fotografico.