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Giovanni Boldini e i suoi ritratti di donne

Un grande protagonista della Belle Èpoque sarà ospitato con circa 160 opere al Complesso del Vittoriano. Giovanni Boldini, il pittore che ha espresso il suo genio e la sua anticipata modernità novecentesca ritraendo le donne più  belle dell’alta società. La ricca e spettacolare mostra partita dal 4 marzo, terminerà il 16 luglio.

Giovanni Boldini, Il ritratto di Alaide Banti su divano rosso, 1885, olio su tavola, 20,1 x 32,5 cm

Dalla provincia alla metropoli

Giovanni Boldini (Ferrara, 31 dicembre 1842 – Parigi, 11 gennaio 1931) è stato un pittore italiano di matrice purista. Iscrittosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, entra in contatto col gruppo del movimento dei macchiaioli. Spesso ospite di salotti eleganti dell’aristocrazia e alta borghesia, lavora per la famiglia inglese Falconer, nella villa di Pistoia. Nei suoi affreschi paretali riproduce paesaggi toscani e soggetti a carattere agreste. Nel 1871 si trasferisce a Parigi e intraprende una vita libera e frenetica. Diventa molto richiesto ed espone alcuni famosi ritratti tra cui quello di Giuseppe Verdi e di Emiliana Cocha de Ossa. Le donne amavano farsi ritrarre da lui perché capace di cogliere i loro momenti di spontaneità, di abbandono dalla rigidità di palazzo, rappresentandole con colori luminosi.

Da sinistra a destra: Portrait Signorina Concha de Ossa (1888), Ritratto di Marthe Regnier (1905), Portrait of Princess Marthe-Lucile Bibesco (1911) – Giovanni Boldini.

Le opere in mostra

L’esposizione, organizzata e prodotta dal Gruppo Arthemisia, presenta al pubblico i capolavori più  rappresentativi di Giovanni Boldini. Alcune opere, raramente esposte, provengono da importanti collezioni private e dai musei di Parigi, Berlino e Marsiglia. Dal Museo Boldini di Ferrara arriva invece la più importante raccolta pubblica del maestro. Le varie tematiche che ricostruiscono il suo percorso artistico, lo raccontano come realmente era. Quattro le sezioni : la luce nuova della macchia (1864-1870); la Maison Goupil fra “chic” e impressione (1871-1878); la ricerca dell’attimo fuggente (1879-1891); il ritratto della Belle Èpoque (1892-1924). Nei suoi dipinti si esalta la bellezza femminile, con l’eleganza degli abiti, l’erotismo, il mistero, l’intima fragilità delle nobili dame dell’epoca. In “Conversazione al caffè”, l’artista si compiace di dipingere insieme nello stesso quadro le sue due amanti parigine: la contessa Gabrielle de Rasty e Berthe, a lasciar intendere un sensualissimo rapporto triangolare.

Giovanni Boldini, “conversazione al caffè, 1879, olio su tela 28 x 41 cm, collezione privata.

Esposta nelle sale del Vittoriano anche la celebre tela dedicata a Donna Franca Florio, realizzato nei primi del ‘900, simbolo della “Palermo felicissima”. Commissionato dal marito Ignazio Forio,  erede dell’importante famiglia palermitana, il quadro venne eseguito due volte perché considerato troppo audace. Secondo il parere di Gabriele D’Annunzio era : “L’unica creatura che svela in ogni suo movimento un ritmo divino”.

Giovanni Boldini, Ritratto di Donna Franca Florio, 1901-1924. Olio su tela, 221×119 cm.

L’artista, come affermato dai curatori della mostra Tiziano Panconi e Sergio Gaddi, ha saputo raccontare il contesto della società a cui apparteneva con potenza espressiva e iconica energia.

Quando:

Giovanni Boldini, 4 marzo – 16 luglio

Orario apertura:
dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30
Venerdì e sabato 9.30 – 22.00
Domenica 9.30 – 20.30
(La biglietteria chiude un’ora prima)

Prezzo:

Intero € 14, ridotto € 12 (audioguida inclusa)

Info:

ilvittoriano

Tel. + 39 06 87 15 111

Dove:

Complesso del Vittoriano, via San Pietro in Carcere, Roma

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