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Eco e Narciso, il dialogo tra l’arte classica e moderna

Palazzo Barberini presenta a turisti e cittadini romani Eco e Narciso. Ritratto e autoritratto nelle collezioni del MAXXI e delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini. La mostra, prodotta dalle Gallerie Nazionali in collaborazione con il MAXXI, è curata da Flaminia Gennari Santori e Bartolomeo Pietromarchi. L’evento celebra la restituzione al pubblico di 11 nuove sale affacciate sui giardini del palazzo, un tempo occupate dal Circolo Ufficiali delle Forze Armate. Il percorso della mostra, (750 mq di spazio espositivo) che si snoda tra le nuove sale, dal Salone Pietro da Cortona, la Sala Ovale e la Sala dei Paesaggi, è un dialogo fra arte antica e arte contemporanea sul tema del ritratto e dell’autoritratto. Saranno 37 le opere provenienti dalle collezioni dei due musei nazionali appartenenti a 25 famosissimi artisti come i classici Caravaggio, Raffaello e Bernini e i moderni Giulio Paolini, Luigi Ontani e Yan Pei Ming.

La conferenza stampa del 17 maggio. Da sinistra Bartolomeo Pietromarchi, Flaminia Gennari Santori e Giovanna Melandri

Tra antico e contemporaneo

Questo progetto è frutto di una appassionante convergenza tra due Istituzioni artistiche Nazionali. Gli accostamenti e i dialoghi delle opere antiche e contemporanee ruotano attorno ai temi dell’identità individuale (sia maschile che femminile), del potere, delle relazioni culturali. Durante la conferenza, Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI, ha messo in rilievo la grande attualità delle opere scelte per questa magnifica mostra, aggiungendo che:

Nell’epoca dei selfie, delle ossessioni del ritratto, della novità, qui si pongono degli interrogativi molto profondi sul processo di costruzione dell’identità.

Si parla quindi di una profonda ricerca del sé che fa riferimento al mito di Eco e Narciso, tratto dalle “Metamorfosi” di Ovidio. Tra le tante rappresentazioni artistiche che hanno avuto per soggetto tale mito, l’opera di Caravaggio (presente in mostra) si concentra sulla figura del Narciso che si rispecchia nella fonte e finisce per innamorarsi dell’immagine riflessa. Il tema del ritratto e dell’autoritratto, come ci spiega il Direttore del MAXXI Bartolomeo Pieteomarchi, viene ripreso attraverso la prospettiva del riflesso. Pertanto ciò che appare reale può essere anche illusorio. Dietro un’immagine ci sono innumerevoli sfumature come ad esempio il tempo, la spiritualità, l’erotismo e la bellezza.

Il Salone Ovale con il Narciso di Caravaggio e l’installazione di Giulio Paolini “Eco nel vuoto”; a destra l’affresco del Trionfo della Divina Provvidenza e “Le Ore” di Ontani

Il percorso espositivo

Flaminia Gennari Santori, Direttore delle Gallerie Nazionali, ha evidenziato un fattore molto importante che caratterizza la mostra offerta ai visitatori:

Guardare le cose con occhi diversi, sia al passato che al presente, è una prospettiva su come ingaggiare il pubblico, il quale potrà creare il proprio percorso.

Il percorso di Palazzo Barberini parte dal Salone Pietro da Cortona, in cui il grandioso affresco del Trionfo della Divina Provvidenza incontra le 24 fotografie di “Le Ore” di Luigi Ontani. Nel Salone Ovale è presente il Narciso di Caravaggio, al quale si oppone l’installazione site-specific di Giulio PaoliniEco nel vuoto“, che sottolinea la solitudine e l’assenza del mito. Di seguito nella Sala dei Paesaggi, vengono rappresentati i dipinti dei possedimenti Barberini. In correlazione all’idea di paesaggio come costruttore di identità,  si affiancano le opere di Maria Lai, come “Terra” e “Bisbigli”. Decorazioni orientali dell’800, temi distorti e deformanti, oltre ai contrasti tra etica e estetica, sono le opere della Sala delle Cineserie. Nell’ Appartamento d’estate spiccano i ritratti astratti di Richard Serra che si contrappongono a quelli cinquecenteschi di Enrico VIII e Stefano IV Colonna, dai chiari attributi identitari.

A partire dalla sinistra i ritratti di Beatrice Cenci, La Maddalena e La Fornarina (foto Alberto Novelli)

I ritratti della femminilità

Nella grande Sala del Trono, decorata con le tele di Giovanni Romanelli e Cecco Napoletano, appare la video installazione sull’emancipazione femminile musulmana “Illusion e mirrors“, di Shirin Neshat. Nella cappella adiacente, degno di nota il ritratto di Beatrice Cenci, icona storica della ribellione femminile. Successivamente si trova l’Appartamento d’Inverno, in cui sono collocate le opere scultoree di Kiki Smith (vedi copertina). Sullo sfondo 10 pastelli di ritratti di donne delicate ed eleganti, rispettivamente realizzate da Rosalba Carriera e Benedetto Luti. Nella camera da letto d’inverno, posti uno alle spalle dell’altro, i ritratti della Maddalena e della Fornarina di Raffaello. Contrapposizione significativa tra la santa e l’amante, a loro volta allestite come duplici anime complementari di una stessa persona.

Da sinistra il dipinto di Marco Benefial “Famiglia del Missionario” e “The invisibile man” di Yinka Shonibare; a destra il busto di Urbano VIII tra Giovanni Paolo II e Mao.

Il confronto culturale

Un particolare incontro-scontro tra culture è quello del ritratto settecentesco di Marco BenefialFamiglia del Missionario” e  l’opera “The invisibile man” di Yinka Shonibare. Ambedue rappresentano il diverso, l’esotico, in modi però del tutto opposti. Il primo punta sul messaggio missionario, il secondo riflette sul post-colonialismo nel mondo globalizzato. La mostra termina nella Sala dei Marmi dove si erge il busto di Urbano VIII, opera del Bernini. A fiancheggiarlo i maestosi ritratti di Giovanni Paolo II e Mao dell’artista cinese Yan Pei-Ming. Entrambi interpretano meravigliosamente il tema del ritratto ufficiale di persone potenti, sia rendendo viva la pietra che gigantizzando tele di 3 metri.

Quando:

18 maggio – 28 ottobre 2018

orari martedi/domenica 8.30 – 19.00

Info e Prezzi:

Intero € 12, ridotto € 6. Per possessori biglietto MAXXI ingresso ridotto a € 8

barberinicorsini ; maxxi   064824184   comunicazione@barberinicorsini.org

Dove:

Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma – Palazzo Barberini , via delle Quattro Fontane 13, Roma

Qualcosa del Genere: le icone contemporanee dipinte da Luca Grimaldi

Qualcosa del Genere ”, mostra personale del giovane pittore Luca Grimaldi, è la prima residenza artistica promossa da Ex Dogana Galleria. Il nuovo spazio espositivo dell’Ex Dogana, dedicato all’Arte Contemporanea, ospiterà  20 tele capaci di cogliere e trasporre le icone collettive contemporanee. Opening dell’esposizione, a cura di Giulia Lotti e Chiara Pietropaoli, il 18 maggio alle ore 19.00 con ingresso gratuito.

Il primo artista in residenza temporanea è il romano Luca Grimaldi, che presenterà le opere della sua prima mostra personale. “ Qualcosa del Genere ” raccoglierà i lavori dell’artista dal 2017 a oggi, parte dei quali realizzati da febbraio a maggio 2018. Grimaldi, con 20 dipinti a olio su tela, vuole indagare le visioni familiari e ricorrenti che fanno parte di un universo collettivo. Immagini generiche, quotidiane, facilmente intuitive e riconoscibili, esposte in contesti e spazi ordinari come i banchi del supermercato e i negozi. Rapportandosi ad un immaginario “stock” comune e condiviso, l’artista definisce queste immagini come icone. Proprio quando le dipinge, le osserva attentamente notando tutte le loro sottigliezze, aggiungendo inoltre  che:

Attraverso la pittura mi domando se certe scelte grafiche facciano parte del nostro immaginario perché vengono ripetute all’infinito o se sono ripetute all’infinito perché fanno parte del nostro immaginario.

Alcune tele di Luca Grimaldi. Da sinistra “Quadri di riviste”, “Kebab” e “Costumi”

L’artista realizza le sue tele a partire da foto scattate con il cellulare, in un procedimento che leva informazioni a quelle immagini “patrimonio mondiale”. Gioca e sperimenta fino a spingere la sua pittura a diventare sempre più astratta. Pennellate veloci, prive di qualsiasi tratto del disegno, formano delle composizioni in cui la figurazione viene solo evocata facendo apparire generiche alcune sezioni. Seguendo questo ragionamento, l’artista approda al confronto con il generatore di immagini per eccellenza: Google. In questo caso, la produzione riflette sul concetto di stoccaggio, proponendo nelle tele immagini di immagini utilizzate questa volta per la trasposizione di concetti che si possono definire anch’essi generici.

Le immagini si somigliano sempre di più, circolano velocemente. Quel che coglie la mia attenzione, e che diversi studi hanno messo in luce, è che più un’immagine è generica e più velocemente circola. (Luca Grimaldi)

L’artista

Luca Grimaldi è nato a Roma nel 1985. Fin da giovanissimo sposta saltuariamente la sua residenza all’estero. Frequenta l’Accademia di Belle Arti a Boston, dove consegue il diploma in Fine Arts nel 2009. Successivamente, dopo altri brevi soggiorni internazionali come New York, approda a Berlino, dove tuttora vive. Nel 2016 ottiene il master in pittura presso il Frank Mohr Instituut di Groningen, in Olanda. Negli ultimi anni ha presentato le sue opere in mostre personali e collettive in Russia, Italia, Germania e Olanda. “ Qualcosa del Genere ” è la prima mostra personale dell’artista nella sua città natale.

La Factory

L’attività di Ex Dogana Galleria, nel cuore del quartiere San Lorenzo, già teatro di un’importante rigenerazione urbana a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, è legata alla Factory Studio Volante. Nel polo culturale convivono da 2 anni artisti internazionali dai molteplici linguaggi. Qui pittori e grafici, artisti installativi e fotografi, di età compresa tra i 25 e i 35 anni, condividono quotidianamente lo spazio, suddiviso in studi assegnati annualmente e atelier riservati a residenze temporanee. Ex Dogana Galleria si configura come luogo di sperimentazione e incontro, un collegamento tra le attività della Factory e il pubblico, attraverso mostre personali e collettive ma soprattutto progetti site-specific, realizzati dagli artisti in sinergia con il luogo. Nel tempo saranno invitati a partecipare artisti, italiani e internazionali di diverse discipline, che avranno la possibilità di risiedere negli studi, in periodi di tempo variabili, al fine di realizzare progetti artistici.

Quando:

18 maggio – 8 giugno 2018

Orario di apertura: dal martedì alla domenica: 16.00 – 20.00; mattina: su appuntamento. Lunedì chiuso

Info:

info.qualcosadelgenere@gmail.com  http://www.exdogana.com/factory/  http://www.lgrimaldi.com/

Dove:

Ex Dogana Galleria – Via dello Scalo San Lorenzo 10, 00185 Roma

Thomas Mustaki e la sua pittura psicologica

La pittura e l’arte possono diventare una via di fuga dalla pazzia, dalla depressione, dai dolori e dai tormenti interiori di una società piena di insicurezze, aspettative e traumi. E’ quello che è accaduto al giovane artista svizzero Thomas Mustaki. Le sue opere saranno esposte a partire da mercoledì 8 novembre nel Museo-donazione Umberto Mastroianni all’interno dei Musei di San Salvatore in Lauro. La mostra è parte dell’evento “Innovare creando”, organizzato da Lorenzo Zichichi e la Sua Casa Editrice “Il Cigno”, in collaborazione con ANDI, associazione nazionale degli Inventori. L’ingresso è libero per il pubblico che vorrà visitare.

Thomas Mustaki: “Knowledge”; a destra “When the Storm Ends”

Parola d’ordine “innovazione”

Thomas Mustaki è un giovane artista autodidatta, nato in Svizzera nel 1990. Le sue opere creano un linguaggio visuale davvero innovativo. Sulle tele infatti è presente una rivoluzione di tratto, di linea e di colore, in un mix tra street art, stile neorealista e neoespressionismo. Le forme geometriche sono capaci di incidere autenticità e sincerità alle sue immagini metaforiche, caratterizzate da un’emozione cruda non architettata a tavolino.

Non so da quale angolo della mia mente vengano i volti che dipingo, so solo che rappresentano la personificazione delle mie emozioni, come la rabbia, che grazie al rullo e al pennello riesco a intrappolare sulla tela. Sono emozioni crude, che dipingo di getto. (Thomas Mustaki)

Il risultato è una pittura accattivante al tempo stesso vera, realista, estrema. Un’arte aggressiva e fulminea, meditata e colta, con soggetti carichi di allusioni e riferimenti profondi dell’animo umano nel pieno della propria tempesta emotiva.

Da sinistra: “Soulmates”; “Calm Expanse”; “Blue King”

La testimonianza del tormento interiore

A cosa si è ispirato Thomas Mustaki? Le sue opere riflettono domande e dubbi quotidiani, simbolizzando la personale lotta interiore, forse mai vinta. Nei quadri dell’artista le figure umane e i volti vengono ritratti con pennellate intrise di colori vivaci e accesi, quasi fosforescenti, raccontando la battaglia che, all’età di 15 anni, si è trovato a combattere. Nel 2005, infatti, ha trascorso un lungo periodo ospedaliero per riprendersi da un forte shock psicologico. Proprio durante una delle lezioni di terapia artistica ha scoperto la passione per l’arte, decidendo di metterla al centro della sua nuova vita. Sarebbe riduttivo, tuttavia, descriverlo con il clichè dell’artista travagliato. Dalle fasi buie della sua vita Mustaki vuole rappresentare solo il meglio, per mandare un messaggio positivo e provocare emozioni e reazioni forti in chi, come lui, si è trovato ad affrontare momenti difficili come la depressione. Come una catarsi riesce a portare alla luce le afflizioni dell’anima, che altrimenti rimarrebbero imprigionate dentro di lui senza trovare via di uscita. Servirebbe anche nella vita reale un simile processo di depurazione. Forse cosi potremmo sentirci tutti più leggeri, senza quel fardello pesante che mano a mano andrebbe a danneggiare tutta la nostra esistenza, i rapporti umani, la vita!

Quando :

Dall’8 novembre all’8 dicembre

Info :

http://www.museidisansalvatoreinlauro.it/ | Tel. 06 6875608 | piosodalizio@tiscali.it |

Dove :

Museo Donazione Umberto Mastroianni, Piazza di San Salvatore in Lauro,15, Roma

Nicole Voltan: in mostra la sua arte scientifica

La Galleria d’arte Mucciaccia Contemporary ha inaugurato l’ 11 ottobre la personale di Nicole Voltan dal titolo Piano CIELO / Piano TERRA. L’esposizione riguarda le ultime creazioni dell’ artista dedicate alla natura, sia terrestre che celeste. In esse si traduce  la sua visione planetaria dell’esistente condotta con sguardo scientifico, richiami alla storia e alla mitologia. La mostra, curata da Gianluca Marziani, resterà aperta al pubblico fino al 25 Novembre.

Connubio arte e scienza

Le opere di Nicole Voltan nascono da un dialogo equilibrato tra arte e scienza. Diverse tecniche artistiche in uso permettono di esaltarne accuratamente i dettagli, proprio come un microscopio. Si va dalla pittura, al disegno, la scultura e l’installazione site-specific. L’artista veneta affronta temi complessi e ambiziosi, offrendo riflessioni profonde tra passato e futuro, l’ inpalpabile e il fisico, il reale e il visionario. La mostra tra TERRA e CIELO si divide in due distinti spazi su rispettivi piani, che servono a dare vita propria alle composizioni.

A sinistra “In 2.000.000.001”; a destra I 4 ricami su tessuto di “Origine della Vita”.

Piano TERRA, dai primordi al futuro visionario

Al piano terra dell’elegante Mucciaccia Contemporary sono esposte opere eterogenee per materiali e composizione. Ognuna ha una sua narrazione interna, come se il lavoro diventasse un piccolo teatro della visione che però non viene del tutto rivelata. Alcune creazioni presentano materiali come la lava, il ferro ma anche i tessuti. L’opera dal titolo In 2.000.000.001, un minuzioso disegno a grafite su fasce separate, immagina lo stato del Pianeta tra 2 miliardi di anni, frutto del mutamento dei mari, movimenti tettonici e spostamenti delle placche continentali. In Origine della Vita, vengono presentati 4 lavori in ricamo raffiguranti organismi batterici che 4 miliardi di anni fa creavano il nostro pianeta. Caratteristiche anche le Ziggurat di ago e filo su tufo, un richiamo storico-spirituale alla civiltà babilonese.

A sinistra “Mini Mondo pret-à-porter”, sullo sfondo “Griglia di misurazione”; a destra alcuni acrilici su tela di “Exalt the Past”.

Piano CIELO, orientarsi tra le stelle

Salendo le scale si accede al piano superiore. Qui ci accoglie un lavoro sul soffitto che definisce perfettamente lo stato narrativo della sezione. Si tratta di 88 Trame, 759 aghi che formano le 88 costellazioni del nostro cielo, in sintonia con l’eternità di un universo che è perenne distruzione e rigenerazione. Troviamo anche opere come Mini mondo che esprimono vitalita’ con brillanti giochi di luce. I bellissimi disegni in pastello (Exalt the Past) sono dedicati all’astrologia, alla misurazione del tempo e della posizione terrestre. Il carattere scientifico viene così mescolato con mitologie, esoterismi e leggende.

Un’artista talentuosa

La giovane Nicole Voltan si è diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. La sua prima mostra, dal titolo Nel segreto di una valigia, si tiene a Milano nel 2007, presso il circolo culturale Bertold Brecht. Successivamente, nel 2011 esordisce a Roma esponendo Sistema Entropia alla Galleria Whitecubealpigneto, nel contesto del X Festival di Fotografia promosso dal Museo MACRO. Nel 2013, presso La Stellina Arte Contemporanea si tiene la sua seconda personale dal titolo 88 Trame. Recentemente ha partecipato alla manifestazione Rome Art Week, con la mostra Exalt the Past Survive the Future, tenutasi presso il suo studio nel quartiere Pigneto. Tra le sue mostre collettive sono da citare Art più business uguale Love alla Mole Vanvitelliana di Ancona ed Intreccio alla Rocca di Umbertide a Perugia, entrambe tenute nell’anno 2017. Partecipa inoltre a Gas Stelle e led: José Angelino e Nicole Voltan, tenutasi presso il Museo Nuova Era di Bari nel 2014. Ha lavorato a due installazioni permanenti, Muri Dipinti, presso Gavazzana in provincia di Alessandria e Dare senso ai luoghi, presso Mola di Bari, promossa dalla Fondazione Pino Pascali.

Quando:

11 ottobre – 5 dicembre 2017

Orari: martedì – sabato, 10.30 – 19.00; domenica e lunedì chiusi

Info:

info@mucciacciacontemporary.com | www.mucciacciacontemporary.com

+39 06 68309404

Dove:

Mucciaccia Contemporary, Piazza Borghese 1/A, 00186 Roma

Luigi Ontani in mostra a Palazzo Carpegna

Per celebrare l’assegnazione del Premio Presidente della Repubblica, l’Accademia Nazionale di San Luca ha invitato Luigi Ontani a ideare un’esposizione delle proprie opere che ripercorrono la sua carriera artistica. Dai tableaux vivants dei primi anni Settanta alle ultime Erm Estetiche, alcune delle quali inedite e altre create espressamente per San Luca. Il percorso artistico, con ingresso gratuito, sarà aperto dal 17 maggio al 22 settembre 2017 presso Palazzo Carpegna.

Ciclo di 8 acquarelli per Poesie, anni ‘80 50×38 cm cadauno courtesy Luigi Ontani

In mostra circa 60 opere, allestite nei tre spazi espositivi di Palazzo Carpegna. La parte iniziale presenta le prime opere di Ontani nelle sale al pianterreno; si prosegue poi lungo la rampa elicoidale del Borromini, e infine al terzo piano in alcune delle sale della Galleria dell’Accademia, secondo un percorso che intreccia un dialogo con le opere delle collezioni storiche.

L’Ombrofago, Serie AnamorPose, 2008 foto lenticolare, ca. 240×130 cm

Celebri i tableaux vivants dell’artista, iconografie viventi che Luigi Ontani assume su di sé come simulacri, prendendo le sembianze di figure storiche, mitologiche, letterarie e popolari tra cui Leonardo, Raffaello, San Luca. In mostra anche le fotografie ritoccate a mano, memorie dei soggiorni e viaggi orientali (dal 1972 ad oggi), in cui la sua poetica risente dei colori e delle tradizioni orientali. Risale agli anni ’80 la sperimentazione di altri materiali, quali la cartapesta, il legno, la ceramica e il vetro di Murano, attraverso la cui mediazione Ontani traspone in scultura il tema della maschera e dell’ibridazione di idoli già presente nelle pose fotografiche.

Sciamano, Serie AnamorPose, 2007-2008 foto lenticolare, ca. 240×130 cm

Si giunge quindi alle Anamorpose (foto lenticolari realizzate dal 2000 ad oggi), agli elementi di arredo in ceramica e vetro, per concludere il percorso con la serie delle ErmEstEtiche, dei Canopi e dei BellimBusTi realizzati in ceramica. Un percorso dunque che permette a tutti i visitatori di immergersi nella creazione di Ontani, che fa del piano estetico uno spazio in cui imprimere storia, culture e emozioni all’insegna del sublime poetico.

Dove e Quando:

Dal 17 maggio al 22 settembre

Piazza dell’Accademia di San Luca 77 – Roma

Orari: dal lunedì al sabato: 10.00 – 19.00 (ultimo ingresso 18.30). Chiuso domenica e dal 6 al 27 di agosto.

Prezzo:

Ingresso Gratuito

 

CORPUS DEI

Mostra collettiva a cura di Daphnée Thibaud e Giulia Capogna

Vernissage: sabato 26 novembre 2016 dalle h 19.00

Performance di Massimo ScognamiglioRebirth

Live painting di Diamond e Solo

Finissage: 7 gennaio 2017 dalle h 19.00

Beppe Stasi –  Claudia Ducalia – Diamond – Eolo Perfido – Fabio Timpanaro – Francesco Viscuso – Giorgio Finamore – Karl Billaud – Marco Rea – Nicola Alessandrini – Riccardo Mannelli – Saturno Buttò – Selena Leardini – Servadio – Sicioldr – Solo – Valentina Brostean

Nero Gallery è lieta di presentare Corpus Dei, mostra collettiva composta da 17 artisti italiani.

La mostra esplora diversi modi di rappresentare e di utilizzare il corpo nelle opere d’arte. Il corpo nella sua trasformazione e nelle sue molteplici manifestazioni diventa il medium attraverso cui l’artista esprime il proprio concetto di arte. Gli artisti esposti sono tutti italiani ma provenienti da mondi diversi: dalla lowbrow art e dal pop surrealismo, dalla foto-manipolazione, dal fumetto e dall’illustrazione per toccare infine anche la street art. La mostra abbraccia, in questo modo, diverse discipline e molteplici interpretazioni, rispecchiando e riflettendo la varietà espressiva di ogni singolo.

La visione degli artisti mira a reinterpretare la concezione del corpo come mezzo espressivo nell’arte. Il corpo è l’oggetto di tutte le sperimentazioni ed è stato il centro di profondi sconvolgimenti ideologici, politici e culturali: lo ritroviamo nel ritratto, nella fotografia, nel collage, nel disegno, nella pittura, nel tatuaggio. Il corpo è sublimato, venerato, rappresentato come pura poesia dell’estetica ma allo stesso tempo deformato, frammentato, ferito, ibrido e sfigurato. La mostra toccherà vari temi e visioni e il suo allestimento sarà un percorso proibito e celato che svelerà molte opere sorprendenti.

love, eventi roma

Love: L’arte contemporanea incontra l’amore

L’amore rivisto in chiave contemporanea. LOVE: l’Arte contemporanea incontra l’amore, è una bellissima mostra che inizierà il 29 settembre al Chiostro del Bramante di Roma fino al 19 febbraio 2017.

Dove e info

info: Chiostro del Bramante

Hastag ufficiale: #chiostrolove

Parliamo un pò di love…

 

kusama

A cura di Danilo Eccher, la mostra festeggia anche i 20 anni di attività del Chiostro del Bramante. L’esposizione romana intende indagare uno dei sentimenti più riconosciuti a livello universale, l’Amore e le sue mille sfaccettature, attraverso le opere di grandi artisti internazionali dell’arte contemporanea come Andy Warhol, Yayoi Kusama e molti altri. Un evento imperdibile nel panorama culturale capitolino che riporta Roma agli stessi livelli delle più stimate realtà espositive internazionali.

Il pubblico è protagonista.

kusama2

Love va oltre il museo. Il pubblico si riappropria degli spazi espositivi diventando divulgatore e fruitore nel contempo. Avrà la possibilità di fotografare tutte le opere esposte (#chiostrolove) e il coinvolgimento sensoriale sarà a 360 gradi abbracciando il concetto di “open access” che caratterizza un museo in continua evoluzione. L’amore dunque, ambiguo, passionale, infantile, felice, atteso… raccontato in un percorso espositivo estremamente particolare, caratterizzato da imputi percettivi e visivi.

Gli artisti: Andy Warhol, Yayoi Kusama, Tom Wesselmann, Robert Indiana, Gilbert & George, Francesco Vezzoli, Tracey Emin, Marc Qeen, Francesco Clemente, Joana Vasconcelos, con opere esperienziali adatte a coinvolgere il pubblico attraverso molteplici sollecitazioni.

 

 

 

 

 

Villa ada incontra il mondo 2016

Villa Ada Festival 2016

Villa Ada, il secondo parco più grande di Roma dopo Villa Pamphilj, simbolo dell’estate romana e dei suoi eventi, intrattiene anche quest’anno chi ha deciso di trascorrere le vacanze nella Capitale.

Dopo 23 anni dalla sua nascita, continua l’edizione estiva del festival della musica Villa Ada Roma incontra il mondo 2016.

Un’ emozionante serie di tour musicali e di programmi fatti su misura per te 7 giorni su 7.

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