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Roma torna a splendere con il nuovo Mercato Centrale

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A come Artigiani del gusto, che producono, selezionano e preparano i loro prodotti. B come Botteghe: 15 a vista, poste al piano terra mentre la dispensa, il vino e la tavola del ristorante occupano il primo piano. C come Cappa Mazzoniana, l’imponente architettura in marmo dalle venature grigio-rosa, che sovrasta l’area caffetteria  nell’area centrale dei quasi 2000 mq di superficie, nel luogo dell’ex dopo lavoro ferroviario. Si riparte dall’abc del significato per il nuovo Mercato Centrale che il 5 ottobre scorso ha inaugurato il suo personale modello di mercato cittadino alla stazione Termini di Roma.

“La bontà è elementare”. Questo il concept scelto per il nuovo progetto ideato da Umberto Montano, imprenditore della ristorazione, che ha saputo generare nel settore del cibo un linguaggio nuovo che fa della semplicità il suo maggior punto di forza. Essenzialità dei segni e dei contenuti: un ritorno alle origini che restituisce dignità all’etimologia del termine mercato, dal latino merere per cui la merce diventa qualcosa che merita. E lo fa raccontandosi da sola. Da qui la scelta dell’agenzia fiorentina almagreal di Giulia Reali di scarabocchiare il superfluo, di cancellare per affermare il vero significato del gusto: un nuovo alfabeto per un nuovo modo di parlare di cibo.

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La caffetteria e area bar sotto la Cappa Mazzoniana

Le botteghe del Mercato Centrale Roma

Acqua, lievito e farina. Si riparte dall’abc degli ingredienti per il pane di Gabriele Bonci; presso la sua bottega si acquistano e si degustano il pane, i dolci, le pizze e le focacce del tradizionale forno di Roma. Dal quartiere Testaccio al Mercato centrale, il Trapizzino (triangolo di piazza bianca farcito con le ricette della cucina romanesca) di Stefano Callegari riscopre le ricette antiche della tradizione con le farce di broccoli e salsiccia, coda alla vaccinara, coratella con carciofi e l’immancabile trippa diventata protagonista di una celebre scena del film con Alberto Sordi “Vacanze di Natale 91”.

Ognuna delle 15 botteghe al piano terra ha uno spazio per l’esposizione del prodotto fresco e una zona laboratorio per la preparazione e la cottura. Ogni preparazione è a vista come la mondatura dei carciofi di Alessandro Conti, l’estroso titolare della storica bottega in Campo de’Fiori da quattro generazioni. Il tipico prodotto della campagna romana sta conquistando i palati dei romani ma non solo: sono soprattutto i turisti stranieri e italiani ad apprezzare in tutte le loro declinazioni (alla giudia, alla romana) i carciofi preparati dalla bottega della famiglia Conti.

I veri protagonisti del mercato sono gli artigiani. Spiccano le personalità di Alessandro Conti e di Roberto Liberati, titolare della bottega Carne e Salumi. Dalla pasta fresca, anche senza glutine, di Egidio Michelis al fritto, anche vegetariano, di Martino Bellicampi: ce n’è per tutti i gusti.  L’alternativa all’interno del mercato per vegani e vegetariani è offerta dai panini multicereali farciti con prodotti naturali e hamburger Veg e dalle centrifughe, preparate da Marcella Bianchi che, per l’inverno, preparerà delle zuppe pronte a deliziare i palati dei prossimi visitatori.

Cede alla tentazione dello street food il pesce fresco di Edoardo Galluzzi, quarta generazione della più antica pescheria di Roma: azzurro, bianco, crostacei e molluschi, il Mar Mediterraneo è il loro comun denominatore. Il prodotto ittico della famiglia Galluzzi lancia la sfida ai visitatori del mordi e fuggi insieme ai formaggi prodotti, affinati e selezionati da Beppe Giovale e al tartufo di Luciano Savini. Il profumo dei limoni siciliani inebria la bottega di Carmelo Pannocchietti che rimane fedele alla tradizione, scegliendo aziende biologiche e biodinamiche per la preparazione delle arancine di riso, della caponata e della pasticceria: cannoli riempiti sul momento, cassate, frutta candita e brioche siciliane farcite con sorbetti alla frutta; l’accoppiata vincente del gusto? Mandarino e ricotta!

Il Mercato Centrale fa il bis dopo il progetto sorto nel 2014 nell’area di San Lorenzo di Firenze. Con circa 300 posti di lavoro, l’intervento fiorentino ha restituito dignità a una delle zone più degradate del centro storico. Il processo di valorizzazione e di recupero è una costante nel lavoro del presidente Umberto Montano e di Grandi Stazioni, la società di servizi del gruppo Ferrovie dello Stato. Un’impresa impegnativa, per certi versi ardita, che in tempi così difficili può cedere il passo a qualche timore: “Tuttavia il nostro intervento è ragionevolmente fondato sull’esperienza in corso a Firenze, che ora mi è comodo prendere a riferimento come garante per dar sollievo alle preoccupazioni”, spiega il presidente Montano.

Prodotti da assaggiare e da comprare, spiegati da professionisti capaci e appassionati, onesti e legati da un rapporto di stima reciproca, come avveniva nei mercati di una volta. Il progetto del Mercato Centrale promette nuovi posti di lavoro insieme alla riqualificazione di uno spazio, quello dell’ex dopo lavoro ferroviario, che affaccia sulla centrale via Giolitti, limitrofa alla stazione Termini, da troppo tempo abbandonata a se stessa. Un fiore all’occhiello per i romani di fronte alle migliaia di visitatori che da oggi potranno essere accolti con il giusto benvenuto che la bellezza della Città eterna merita.

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I ravioli di carne di Egidio Michelis

Tuttavia il Comune di Roma sembra non essersi accorto dell’importanza di un progetto di riqualificazione come il Mercato Centrale: “Se anche l’amministrazione comunale facesse la propria parte, si costituirebbe spontaneo e, proprio per questo più virtuoso, un solido rapporto tra pubblico/privato a favore di una delle aree più difficili ma anche più caratteristiche e affascinanti di Roma Termini”. Ed è un peccato che siano sempre i non romani ad accorgersi delle potenzialità di Roma. Perché ci sono, se solo ce ne rendessimo conto..

Quando:

tutti i giorni dalle 7,00 a mezzanotte

Dove:

 

 

 

 

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