Quelle che hanno perso il corteo, la recensione

Al Teatro Testaccio è andato in scena “Quelle che hanno perso il corteo“, spettacolo che conclude la stagione 2017/18. Protagoniste assolute Floriana Corlito e Roberta Pompili (qui l’intervista) in una commedia ironica che al tempo stesso pone una riflessione sulla figura femminile di ieri e di oggi. Un plauso alle due giovani attrici che in questa settimana di prove intense, ansie, sacrifici e ore tarde nelle ripetizioni del copione, sono state ripagate dal giusto calore del pubblico. Avranno anche perso il corteo, è vero, ma entrambe viaggiano già sulla corriera che le porterà un giorno non troppo lontano verso la notorietà.

Da sinistra Floriana Corlito e Roberta Pompili (foto Flavio Sforza)

Breve sinossi

Due aspiranti giornaliste si ritrovano in una redazione per una prova di assunzione. Alle ragazze, che ancora non si conoscono, viene assegnato il compito di scrivere insieme un articolo sui cambiamenti della figura della donna fino alla società odierna. Dopo le simpatiche schermaglie iniziali, le giovani cominciano a collaborare interrogandosi sui possibili scenari. Da qui in poi si materializzeranno i loro pensieri con schetch che scimmiottano coloro che amano apparire in televisione come sui social: le veline, le influencer, le icone di seduzione. Alla visibilità a tutti i costi queste donne sacrificano le relazioni interpersonali, la loro intimità e diventano spesso  oggetto di mercificazione.

Vengono riportati tuttavia anche esempi positivi di donne rivoluzionarie come Alfonsina Strada, prima ciclista a gareggiare al Giro d’Italia, e tutte quelle che faticosamente hanno conquistato una posizione rilevante nel mondo del lavoro.  Nel finale, quando le ragazze (ormai divenute amiche) termineranno l’articolo, si scoprirà l’atteggiamento disonesto del capo redattore. Contro di lui le giornaliste opporranno la loro dignitosa solidarietà e il rispetto dei diritti che spettano ad ogni donna.

A sinistra la scena delle veline more e a destra quella della influencer

Le attrici

Floriana e Roberta hanno dimostrato un’ottima presenza scenica tenendo benissimo il palco. Grande merito poi per aver saputo rapidamente passare da un cambio di scena all’altro mantenendo il giusto tempo delle battute e una inesauribile espressività. Si sono trasformate in quelle donne che oggi sono protagoniste in vari contesti. Dalla mamma concorrente di “Uomini & Donne” di Roberta Pompili, col suo divertentissimo dialetto, alle scatenate veline bionde e more. Di particolare rilevanza l’interpretazione di Floriana Corlito nella velina balbuziente, una parte molto comica e al contempo difficilissima da eseguire. Viene presentata la tendenza al “Ferragnesimo” con la conseguente dipendenza da followers e persino evocata Barbie, citando la celebre canzone degli Aqua “Barbie girl”. Davvero brave e belle, non c’è che dire !

Alcune istantanee di scena: dalla mamma concorrente a “Uomini & Donne” alla parodia di Barbie (foto Vincenzo Scudieri)

Il testo e la regia

Molto apprezzabile la scenografia, la cui struttura a scalette permetteva alle attrici di muoversi su e giù. C’è da sottolineare però che lo spettacolo ha peccato nelle tracce audio, risultate troppo alte nel volume, tanto da coprire, a volte, le parti recitate. Il testo, scritto da Alessandro Mancini e Tiziana Foschi, è comunque stato brillante, coinvolgente ma non solo. Ha lasciato anche riflettere sul ruolo della donna e di quanto sia importante in ogni campo, al di là dei pregiudizi maschili.

© Riproduzione riservata

Si ringraziano i fotografi Flavio Sforza, Cristina Rezzi per la foto in copertina e Vincenzo Scudieri per quelle di Barbie.

Info:

quellechehannopersoilcorteo

TeatroTestaccio

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