Il Parco Archeologico di Ostia Antica ospita le sculture di Carin Grudda

Carin Grudda. Fantasie contemporanee ad Ostia Antica”. La mostra, inaugurata mercoledì 27 giugno nel Parco Archeologico di Ostia Antica, espone 16 bronzi della scultrice tedesca Carin Grudda, una delle maggiori artiste concettuali contemporanee, che da anni vive in Liguria. Alla cerimonia sono intervenuti, oltre all’artista, il direttore del Parco Archeologico, Mariarosaria Barbera, i curatori della personale, Marco di Capua e Silvia Mazza, l’ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, Hassan Abouyoub, lo scrittore Tahar Ben Jelloun e il presidente de “Il Cigno GG Edizioni”, Lorenzo Zichichi, autore del catalogo espositivo. La mostra si terrà fino al 30 ottobre 2018.

Le sculture sono viste da Silvia Mazza come “visioni oniriche, in cui la chiave giocosa alla maniera dadaista si è decantata della componente dissacrante, tipica del movimento artistico”. “Bau-Miau”, “Buffone”, “Fenice”, “Il grande salto”, “Cerbero”, “Grande Re”, “Le tre Grazie”, sono alcune delle opere esposte, insieme a “Paul-Orsacchiotto seduto”, “Elfo delle fragole” (protagonista della mostra tenutasi nel Teatro greco-romano di Taormina), “Galline in corsa” e “Mr. Dog”. Secondo Marco Di Capua, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Napoli, la scultrice riporta tra noi un Eden, un paradiso perduto, dove tutte le creature, lo scenario dell’arte e dell’antichità sono uniti sullo stesso territorio scenico. Tutto questo propone la purezza della favola e richiami mitologici, dove niente è ancora corrotto, dove nulla è perduto e dove tutto ritorna: gli animali, le piante, l’ironia, il racconto, la narrazione.

Lo spirito che ha spinto Carin Grudda a creare queste opere materializzate nel bronzo è “Il non essere arrivato“, l’ “in between“, la ricerca. Così il provvisorio e il finito si trasformano in un’eternità. Per l’artista l’arte è perturbante, nel senso migliore del termine, dal momento che riporta agli occhi le cose trascurate: il non visto. E’ un uscire da sé, come piccole fughe in grado di aprire il cuore e lo sguardo a spazi più ampi. L’estraneo, ciò che non è consueto, è una possibilità che si apre per noi. E’ un regalo per chi è disposto ad accoglierlo. Fermarsi qualche volta dimenticando se stessi, come accade nel gioco e nell’amore: questo, sì, ferma il tempo per un istante. Ci libera dalla nostra finitezza. Essere senza tempo, anche solo per un attimo, è felicità.

Quando:

“Carin Grudda. Fantasie contemporanee ad Ostia Antica”:  27 Giugno 2018 – 30 Ottobre 2018

Info:

Con il biglietto d’ingresso ai visitatori verrà consegnata una mappa sulla quale è segnalata la collocazione delle opere.

Dove:

Parco Archeologico di Ostia Antica, via dei Romagnoli, 717, Roma

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