A Palazzo Venezia il restauro della Sala delle Fatiche di Ercole

A Roma, nella sede di Palazzo Venezia, il Polo Museale del Lazio e la Fondazione Silvano Toti presentano il restauro del soffitto e del fregio a fresco della Sala delle Fatiche di Ercole. Con una rinnovata veste, la Sala tornerà per la prima volta ad essere visibile al pubblico sabato 27 maggio, dopo una lunga assenza dai circuiti turistici. Per questa occasione verranno organizzate delle apposite visite guidate gratuite. Da domenica 28 maggio rientrerà nel normale percorso di visita del Museo del Palazzo di Venezia.

Affresco paretale di “Ercole e Anteo” dopo il restauro, PH M. Benedetti – A. Corrao

Tra storia e presente

La Sala delle Fatiche di Ercole si trova al piano nobile di Palazzo Venezia, nell’appartamento del fondatore dell’edificio, il cardinale veneziano Pietro Barbo, poi divenuto papa Paolo II (1464-1471). Essa era ufficialmente destinata alla custodia dei paramenti sacri del pontefice e per questo detta anche Sala dei Paramenti. Il fregio a fresco che ne decora la parte alta raffigura in trompe-l’œil una loggia a dodici arcate, quattro con fontane e amorini. Le otto restanti con fatiche dell’eroe, tra cui Ercole e il leone Nemeo, Ercole e Anteo, Ercole e i buoi di Gerione, Ercole e Gerione, Ercole e il drago Ladone, Ercole e la cerva di Cerinea, Ercole e gli uccelli di Stinfalo ed infine Ercole e il centauro Nesso. La matrice culturale dell’autore, ancora anonimo, va ricondotta all’Italia del nord, forse nell’ambito di Andrea Mantegna. Già in passato le decorazioni erano state oggetto di restauro, nella seconda metà del XIX secolo, nel 1928 e infine nel 1970. L’intervento attuale ha dapprima rimosso il fisiologico deposito di sporco, le vecchie vernici superficiali, nel frattempo ingiallite, e le estese ridipinture dei fondi azzurri delle scene raffigurate. Laddove possibile e necessario, si è passati al reintegro delle lacune, per restituire continuità di lettura al testo figurativo. I lavori hanno determinato il recupero dell’equilibrio cromatico d’insieme, in precedenza gravemente compromesso, restituendo l’immagine del finto loggiato aperto, una delle idee base del progetto decorativo d’origine Rinascimentale. Il finto spazio architettonico, che cinge le pareti alte della sala, ora consente di apprezzare meglio le eroiche imprese e i personaggi che lottano, si avvinghiano e abitano lo spazio. Altre linee adottate per la riorganizzazione e valorizzazione del Museo sono la riapertura del giardino (prima parcheggio), la sicurezza di spazi e opere, il miglioramento dell’illuminazione.

“Ci sarà sempre chi un giorno riporterà alla luce ciò che in passato ha avuto valore” (Johann Wolfgang Goethe)

Ercole e Gerione, durante il restauro, particolare con tassello di pulitura

L’importanza del Polo Museale

Il Polo Museale del Lazio, istituito nel 2014 della recente riforma del MIBACT e attivo dal 9 marzo del 2015 con la direzione di Edith Gabrielli, gestisce 43 luoghi della cultura statali di Roma e del Lazio, fra cui appunto il complesso di Palazzo Venezia. L’ufficio coordina tutti i soggetti pubblici e privati impegnati nell’ambito dei beni culturali sul territorio regionale, elaborando strategie diverse e “su misura” per ciascun museo. E’ forte e accurato allo stesso tempo, un po’ come la strategia del gigante con le dita da orologiaio. La sfida importante è stata quella di risollevare in pochi mesi un patrimonio che giaceva abbandonato e depresso come in una fortezza chiusa. La ristrutturazione della Sala delle Fatiche di Ercole difatti, è uno sforzo che i Beni Culturali e il Museo compiono verso il pubblico, i cittadini romani e i turisti. Saranno loro a beneficiare e ad apprezzare il meritato ritorno di Palazzo Venezia nel contesto urbanistico. La parte scientifica è stata a cura dei due funzionari del Polo Museale. Sonia Martone, direttore di Palazzo Venezia, ha coordinato l’intera operazione e progettato il nuovo allestimento della sala; Paolo Castellani ha diretto il cantiere di restauro propriamente detto.

“Ercole e la cerva di Cerinea”, il piede poggiato sul cornicione della loggia dà l’apparente impressione di varcare la soglia.

Il finanziamento della Fondazione Toti

I lavori sono stati interamente finanziati dalla Fondazione Silvano Toti attraverso una donazione liberale. Essi rappresentano una dimostrazione dell’efficacia del rapporto fra pubblico e privato. L’intervento è stato materialmente eseguito da L’OFFICINA, consorzio di restauro e conservazione opere d’arte, nelle persone di Rita Ciardi e Isabella Righetti. La Fondazione Silvano Toti promuove da anni la salvaguardia del patrimonio culturale, artistico e ambientale italiano. Il suo impegno nel sociale è costante nel tempo e sostiene la tutela dei diritti dell’uomo, con particolare attenzione alle categorie più svantaggiate. Il rapporto con la Fondazione Silvano Toti, e questo restauro in particolare, è spiegato dal direttore Edith Gabrielli : “L’intesa con la Fondazione sottolinea l’ormai raggiunta maturità del Polo Museale del Lazio e la sua connessa, effettiva capacità di “fare sistema” con la società civile, ai fini di costituire un vero e proprio sistema museale integrato. D’altro canto, essa rappresenta un ulteriore passo in avanti in quel rilancio del Palazzo, per il quale fin dal 2015 è stato elaborato un piano museologico complessivo.”

Un ringraziamento per il materiale all’ufficio stampa Novella Mirri e Maria Bonmassar

Quando:

Il 27 maggio 2017 visite guidate gratuite ogni 30 minuti, dalle ore 10.00 alle ore 18.00

Martedì/domenica 8.30 – 19.30, chiuso lunedì. La biglietteria chiude alle 18.30

Info:

tel. +39 06 6780131

museopalazzovenezia.beniculturali

Prezzo:

Intero € 5,00. Ridotto € 2,50

Dove:

Via del Plebiscito, 118 – 00186 Roma

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