Ophelìa: stream(ing) of consciousness

DIRETTAmente In SCENA ha inaugurato il primo appuntamento teatrale in streaming, step iniziale di un progetto interessante e ammirevole (leggi qui il nostro articolo di presentazione). Live da Roma un estratto di un grande classico Shakespeariano: Ophelìa. Il personaggio interpretato da Giulia Fiume, (ora in tv nella fiction “Sotto copertura. La cattura di Zagaria”) vuole rievocare la tragedia vissuta da un punto di vista originale. Compagno di scena l ‘attore Federico Le Pera, nel ruolo di Fortebraccio.

La rappresentazione

Il testo di Giacomo Sette non prevede costumi di scena, né una classica scaletta sul copione da rispettare. La scenografia è una sala d’albergo, luci soffuse, sullo sfondo una vetrata che affaccia sulla notte capitolina. Gli attori iniziano introducendo i protagonisti. Recitano al presente, ma compiono sbalzi temporali raccontando avvenimenti passati e ciò che avverrà.

Mi chiamo Ophelìa, e muoio… tra 5 lune, 6 soli, 1 atto, 9 scene…

Quel che colpisce è l’introspezione dei personaggi, che scavano nel proprio animo. Ophelìa, dama di corte, descrive dettagliatamente l’ambiente circostante e le sensazioni che prova, come l’odore della pioggia. Ella, afflitta per il rifiuto di Amleto, e la successiva morte del padre, soffre quasi annullando il suo cuore. Resta lucida nei pensieri, ma agli occhi degli altri risulta folle, quasi incutendo paura e pietà. Fortebraccio presenta invece le memorie sugli accadimenti alla corte di Elsinore del 1300. Dimostra un carattere deciso, altero, proprio di un re che vuole controllare i ribelli attraverso la guerra. L’accompagnamento musicale in chitarra, delicato e quasi impercettibile, è stato realizzato da Fabio Antonelli.

Gli attori

La bella e brava Giulia Fiume è riuscita perfettamente a trasmettere la disperazione di Ophelìa, evidenziandone ogni sfumatura. Un esempio ne è la canzone in dialetto siciliano, (mi votu e mi rivotu suspirannu…) che racchiude davvero molta emotività. Toccante anche l’interpretazione nella scena finale, in cui racconta il suo suicidio nel lago.

Ophelìa e i fiori e le lettere nelle mani, Ophelìa che va, piena d’acqua, come una barchetta fatta di carta. La regina mi guarderà cadere, ferma, finché non canto più….

Ottimo anche Federico Le Pera, che ha dimostrato buona personalità ed energia nel monologo del re Fortebraccio, specie nella descrizione della fragilità e sofferenza di Amleto. “…questo egocentrico, insulso, molle, maledetto principe Amleto…”. Resta però non chiaro, ai fini della rappresentazione, l’accostamento tra il dramma della dama e la presenza della figura maschile. Le scene scelte per la diretta sono comunque ottimi estratti dello spettacolo intero, tenutosi quest’anno al teatro India e dell’Orologio. Il rischio per chi segue però è quello di cadere nella mancata comprensione del testo. Un pubblico eterogeneo infatti, non conoscendo la tragedia e i personaggi, potrebbe perdersi senza assimilarne il reale valore e l’intensità.

Puoi rivedere la diretta streaming sulla pagina facebook e instagramm di DIRETTAmente In SCENA.

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