Inside Za’atari, in mostra la realtà Siriana

Quando si sente la parola “rifugiati”, ognuno tende a pensare in termini generici, e dimentica che essi sono esseri umani, innanzi tutto diversi e unici. La mostra illustrativo-fotografica dal titolo “Inside Za’atari – Starting Over” si propone di rivelare la diversità attraverso ritratti e testimonianze che illustrano le loro paure, perdite e preoccupazioni, ma anche le loro speranze, aspirazioni, gioie e sogni. In tal modo si ristabiliscono l’umanità, la resilienza e la dignità degli sfollati. Gli scatti sono stati realizzati della fotografa Agnes Montanari e dai suoi allievi, gli adolescenti del campo profughi di Za’atari, in Giordania. Preziosa collaborazione sul progetto quella dell’artista e architetto Fabio Barilari, per documentare le storie di questi ragazzi rifugiati attraverso la combinazione di illustrazioni e fotografie. La mostra, a ingresso gratuito, si inaugurerà a Roma il 27 maggio presso lo spazio espositivo del Teatro San Genesio e resterà fino all ‘8 di giugno.

“L’alba sopra il campo e’ un bellissimo ricordo della libertà che ci attende”.

Una speranza per il futuro

Il campo profughi di Za’atari in Giordania ha aperto nell’Agosto del 2012 ed ha accolto, ad oggi, fino a 130,000 rifugiati. Attualmente conta 80,000 persone di cui oltre la metà minorenni. Cosa significa per un adolescente lasciare il proprio paese, diventare un rifugiato e vivere in un campo con una vaga speranza di ritornare un giorno a casa propria? Può fare una differenza essere un maschio o una femmina? Lasciare la Siria ha significato il collasso delle famiglie e dell’organizzazione sociale, scatenando una serie di conseguenze differenti per i ragazzi e per le ragazze rispetto al cambiamento di ruolo, l’accesso all’istruzione. I valori sociali vengono messi in discussione e il desiderio di ritornare in Siria è stravolto. Inoltre, come sfondo alle storie personali di questi giovanissimi, c’è “il Campo”. La sua condizione al tempo stesso temporanea e permanente, la sua organizzazione, la sua dimensione, la vita di tutti i giorni al suo interno e le trasformazioni che sono avvenute nel corso degli anni. A riprova di questo, nel 2013 Za’atari è diventata la quarta città in Giordania, per estensione e numerosità della popolazione: una città nata dal nulla. Se la paragoniamo ad altre città mediorientali, come Dubai o Abu Dhabi, sembrano somigliarsi per la velocità di sviluppo, per le implicazioni sociali e le conseguenze economiche. Esempi complementari della città contemporanea e di modelli sociali, destinati probabilmente a moltiplicarsi negli anni a venire, verso un’organizzazione sociale internazionale, composta fondamentalmente da capanne.

“Non ricordiamo nulla della Siria, ma sappiamo tutto di Za ‘ atari”

“Quando abbiamo visto l’erba eravamo così felici. Ci ricorda la primavera in Siria. Siamo circondati da deserto nel campo”

Un tandem di competenze tecnico-artistiche

Inside Za’atari è dedicata a raccontare alcune di queste storie raccolte proprio a Za’atari, con il fine di documentare e sensibilizzare su questa realtà. Questa mostra si suddivide in due parti. La prima presenta una selezione di fotografie di Agnes Montanari e dei suoi studenti di Za’atari, ovvero i giovani e aspiranti fotografi, ragazzi e ragazze che ha conosciuto e che hanno seguito le sue lezioni all’interno del campo. Durante questi tre anni, ne ha condiviso gioie e disillusioni, ha parlato a lungo con loro della vita prima dell’arrivo al campo, dei loro problemi, delle loro aspettative, ma soprattutto ne ha testimoniato la trasformazione. Fotografa documentarista e media professional, Agnes Montanari (agnesmontanari.photoshelter.com) ha realizzato la sua prima mostra (The City of Djinns) nel 2001 a Nuova Delhi, in India. Successivamente ha sviluppato progetti documentaristici e di comunicazione in vari paesi quali Serbia, Georgia, Yemen e Bangladesh. I numerosi viaggi e l’esperienza professionale acquisita l’hanno portata quindi a focalizzarsi su temi sociali ed umanitari come le minoranze, la migrazione, la prostituzione e i giovani rifugiati. Una seconda parte della mostra presenta le illustrazioni dell’artista Fabio Barilari, che collabora da tempo con Agnes Montanari sul progetto congiunto di avvalorare le storie di questi ragazzi rifugiati. Fabio Barilari (fabiobarilari.com), architetto e illustratore specializzato nello studio e nella progettazione architettonica ed urbana, ha ottenuto riconoscimenti e pubblicazioni nazionali ed internazionali. Ha collaborato con riviste di musica (Follow that Dream) e fumetto d’autore (ANIMAls), esponendo in numerose mostre personali e collettive sia in Italia che in altri paesi come Germania, Francia, Stati Uniti, Spagna, Cina, Vietnam e Korea. Dal 2013 collabora con il Goethe-Institut in un progetto volto all’illustrazione delle principali città in Germania. Un ringraziamento speciale a Fabiana De Rose, al Vitala Festival, al Teatro San Genesio e al Goethe-Institut per aver reso possibile questa mostra.

“Un giorno verrà allestito il mio dondolo su nel cielo, dove io possa vivere in pace lontano da questo mondo che è pieno di dolore, solo lì staro’ bene”.

Social:

Facebook: insidezaatari

Instagram:  insidezaatari

Teatro San Genesio 

Quando:

Inside Za’atari, inaugurazione il 27 maggio ore 19,30 -23.00

Ingresso gratuito, dal 27 maggio all’8 giugno

Info:

Visitabile nelle ore pomeridiane previo appuntamento o contestualmente a eventi del Teatro San Genesio

Tel. 347 8248661,  mail: wonderwallenter@gmail.com

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora, 1 , Roma (p.zza Mazzini)

 

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