Empatia, l’arte di comprendere le emozioni

La galleria Triphè presenta, nella sede di Roma, la sua prima collettiva dal titolo Empatia. A cura di Maria Laura Perilli, l’esposizione vuole tentare una lettura diversa dell’operato artistico. Le variegate opere dei 28 artisti non sono presentate nella loro dimensione autoreferenziale, distaccata, ma tendono ad approdare ad uno scambio e ad una condivisione emozionale sia sul piano figurativo che concettuale. L’arte, infatti, che da sempre è un qualcosa che si tocca e si sente, comporta necessariamente un coinvolgimento sia dell’intelligenza razionale che della sensibilità. Proprio questa fusione potrebbe portare ad una lettura più esaustiva dell’opera. Il vernissage della mostra avrà inizio giovedì 10 maggio alle ore 19.

Roberta Coni in una versione del 2018 di “Matilde”, @Roberta Coni

L’eco artistico dell’ empatia

Empatia, titolo di questa mostra, pone l’accento sulla capacità di coinvolgere emotivamente il fruitore con un messaggio in cui lo stesso è portato ad immedesimarsi. Una presa di coscienza e consapevolezza di un qualcosa che può rigenerarsi, anche in un particolare modo di percepire l’arte. Per la curatrice Maria Laura Perilli l’intento della collettiva è:

stimolare interrogativi e sottolineare che l’ Empatia può intercorrere non solo tra persone ma anche tra persone e cose. Un quadro, una scultura, possono aiutare a rigenerare un sentire più completo, fatto sì della percezione immediata dell’immagine ma anche dell’individuazione del messaggio nascosto posto alla base del profilo concettuale dell’opera stessa.

La figurazione concettuale può quindi essere la strada da percorrere per rieducare le emozioni. L’osservatore non guarderà l’opera con un atteggiamento permeato da puro sentimentalismo o da stupore per l’immagine, ma anche con un background del sentire più analitico e utile a stimolare maggiori riflessioni. Tutto ciò può trasferirsi come un’ eco a tutte le sfere del sentire.

Da sinistra: “Società Liquida” di Moreno Bondi, Olio su tela; “Donna del Damascato”, 2016, di Alessio Deli

Alcune delle opere in mostra

Un nuovo dialogo tra uomo e donna viene raccontato dalla scultura di Davide Dall’Osso. L’opera “Lenisci” (vedi copertina), realizzata attraverso le trasparenti fusioni di policarbonato e gli amalgami materici di ferro e cemento, racconta dell’energia femminile primordiale che pervade l’umanità. Il progetto nasce dalla necessità di fare un appello per porre rimedio alla condizione esistenziale di incertezza e tormento, che ha portato uomini e donne alle soglie di un conflitto sterile e autodistruttivo. L’uomo del nostro tempo deve intervenire su se stesso, trovare un nuovo modo di rapportarsi alla donna all’insegna di un atteggiamento fondamentale: il rispetto. L’uomo è chiamato a rispettare la donna e se stesso in nome della comune dignità di persona.

Soggettivismo, consumismo, apparenza sono le anti-virtù della “Società Liquida” di Moreno Bondi. Queste tematiche di grande attualità vengono interpretate in quest’opera figurativa che unisce la pittura ad olio e l’introflessione della tela nella scultura in marmo statuario. Sulle sculture in marmo affiorano 9 parole chiave (Società liquida, Apparenza, Crisi, Legami sociali, Individuo, Armonia, Ideali, Valori, Identità) ed evocano il rapporto ormai fluido ed instabile dell’individuo con se stesso e con la società. Sulla tela giganteggia un maestoso volto femminile che si sfuoca e si sfalda turbinosamente verso l’esterno. Il volto allude alla dissoluzione ed alla crisi dello stesso io di fronte alla perdita di certezze.

Un incontro misterioso tra epoche e stili differenti si fondono classicità e avanguardia in “Donna del Damascato“. L’opera scultorea di Alessio Deli, evoca memorie rinascimentali, nostalgie ed elementi di forte contemporaneità, nel mistero di una sacralità perduta e legata allo splendore delle figure femminili. Il materiale usato da Deli per le sue sculture viene trovato nelle discariche. Qui ferri arrugginiti, lamiere e plastica vengono infatti manipolati, elaborati e assemblati e acquisiscono una nuova vita tra le mani dell’artista. Con un approccio poetico e filosofico ricompone rifiuti della nostra società in un insieme nuovo e sorprendente.

Gli altri artisti coinvolti saranno: Roberta Coni, Salvatore Alessi, Adriano Fida, Enrique Moya, Sara Lovari, Franco Giletta, Antonio Finelli, Giuseppe Barilaro, Marco Stefanucci, Veronica Montanino, Francesco Bancheri, Elena Uliana, Re, Ma Lin, Claudio Magrassi, Li Zi, Roberta Maola, Benjie Basili Morris, Teresa Merolla, Salvatore Pellegrino, Kristina Milakovic, Arteinacciaio Cavalieri, Lorenzo Santinelli, Gianluca Sità, Salvatore Cammilleri.

Quando:

Empatia : dal 10 Maggio al 10 Luglio 2018

Orari 10.00 – 13.00 16.00 – 19.00 dal Martedì al Sabato

Info:

info@triphe.it   366-1128107

Dove:

Via delle Fosse di Castello 2, 00193 Roma (Castel Sant’Angelo/ San Pietro)

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