Contemporaneamente, gli anni d’oro dell’Arte e design

Nello spazio della Galleria Mizar, sede storica dell’arte a Roma e in Italia, si terrà dal 22 novembre la mostra “Contemporaneamente, che espone una scelta di opere d’arte, mobili e oggetti di design italiani degli anni ’50, ’60, ’70 e ’80. Saranno presenti i lavori di Fontana, Scialoja, Pascali, Lo Savio, Kounellis, Schifano, Griffa, Ontani, Giò Ponti, Ico Parisi, Vittorio Nobili, Gae Aulenti, Gaetano Pesce e tanti altri. La mostra, soprattutto per ragioni di spazio, non intende certo essere esaustiva nella narrazione di periodi estrosi e floridi. Lo scopo è quello di rappresentare spunti di riflessione da cui possano scaturire stimoli e curiosità per un passato geniale e ancora fertile.

Da sinistra: “Nel mio lavoro dal 60 al 65”, smalto e grafite su tela, Mario Schifano (1965); “Senza titolo”, collage su carta nera, Giulio Paolini (1990)

Un pensiero alla bellezza e all’intelligenza

“Contemporaneamente” non vuole soltanto riferirsi all’ambiente domestico, sarebbe una visione decisamente riduttiva e troppo strumentale del design. Vuole orientarsi invece all’ambiente tutto, in una sorta di ecologia visiva, estetica e funzionale. Da un’opera di Fontana, di Pascali, di Lo Savio o di Kounellis, da un tavolo di Ponti, da una sedia di Nobili, da un vetro di Bianconi o da una lampada di Magistretti si può scaturire una sorta di luce, stimolo e curiosità di conoscere e riconoscere. Questa mostra vuole porsi come piccolo ricordo, a richiamo di un passato prossimo tanto geniale quanto ancora fecondo di progetti e di sviluppi. Un misurato invito, una gentile esortazione al pensiero che la bellezza e l’intelligenza siano formidabili armi, forse uniche, contro il degrado e l’omologazione (verso il basso) che il mondo globalizzato sta portando con se.

Da sinistra: “Lampada da terra”, Ludovico Diaz De Santillana 1965; “Tavolo da pranzo anni ’50”, Gio Ponti; “Vaso in vetro”, Paolo Venini 1952

 “Less is more”, un concetto travisato

Oggi spaventa l’odierno gusto della casa che si ispira, nei casi più alti, alle dottrine di Ikea, e nei casi peggiori al catalogo di Mondoconvenienza. Il design rivolto all’arredamento si sta troppo riducendo al minimalismo, mettendolo in pratica in modo errato, non capendone il significato. Si cerca di confondere e persuadere la gente che il minimal è ormai questo. Il minimalismo è un principio estetico che in arte inizia dal Manifesto De Stijl (1917) fino a Ad Reinhardt. Si esprime attraverso una semplicità compositiva come percezione e valorizzazione dello spazio, le cui caratteristiche fondamentali si ispirano al binomio essenzialità-qualità. Una eleganza formale, un ordine compositivo, un equilibrio che si esplica in purezza di forme e sobrietà decorativa. A tal proposito, viene a mente un enunciato di Mies van der Rohe: Less is more” (meno è meglio). Frase quanto mai fraintesa che afferma l’ignoranza abissale che impera oggi.

Alla ricerca della consapevolezza

Ormai il minimal si mescola alle mode, diventa argomento di riviste patinate, Tv e web che aiutano a omologare il tutto. Oggi è facile riferirsi a culture ormai scomparse e citare testi finiti nel dimenticatoio. Il risveglio da questa “ubriacatura” sarà sempre troppo tardivo, rischiando di ritrovarsi in un deserto dove le memorie dei telefonini sono strapiene di miliardi di scatti, quelli si degni del dimenticatoio. Sarebbe utile rivedere tante cose che il secolo scorso aveva genialmente prodotto. Forme e immagini che hanno sfidato il tempo, a differenza di quello che oggi si sta inculcando nei cervelli delle nuove generazioni. Solo così si potrà provare a risalire la china e pensare a quello veramente da aggiungere al design, cioè i contenuti, invece che privarsene. Si aspetta un cambiamento che sa quasi di chimera. Ritornare a padroneggiare il passato, ma con uno sguardo sempre rivolto al futuro, a nuove creazioni finalmente piene di quella consapevolezza che il ‘900 ci ha lasciato.

Quando:

Inaugurazione mercoledì 22 novembre 2017, ore 18.30

dal 22 novembre 2017 al 15 gennaio 2018

da martedì a sabato ore 10.00 – 19.00

Info:

Cell. +39 3454084549 – info@mizarart.comwww.mizarart.com

Dove:

Galleria Mizar, Via San Sebastianello 16B, (Piazza di Spagna),  Roma

Commenti

Commenti

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *