Marconi Teatro Festival, tutti i colori dell’arte

Si svolgerà dal 4 al 29 luglio la seconda edizione dell’evento estivo Marconi Teatro Festival: Tutti i colori dell’arte, che regalerà a tutti una Grande Estate a Roma. La scorsa edizione ha registrato un grande riscontro tra il pubblico e gli addetti ai lavori. Quest’anno sono stati allestiti 2 palchi, uno interno e uno esterno, che ospiteranno, in quattro settimane, più di 40 spettacoli e 150 artisti, per un totale di 500 posti a sedere. L’iniziativa è parte del programma dell’ Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale. Claudio Boccaccini, Michele Paulicelli, Paolo Triestino, Marco Simeoli, Francesca Nunzi, Tiziana Sensi, Marco Cavallaro, Pietro De Silva, Geppi Di Stasio, sono solo alcuni dei nomi presenti al Festival fortemente voluto di Felice Della Corte, direttore artistico del Teatro Marconi, il quale ha affermato che:

Il Marconi Teatro Festival si pone come centro di aggregazione in primo luogo per il quartiere in cui nasce e poi per la città: un’isola culturale stabile che vivrà costantemente e in continuità con l’attività invernale del Teatro.

A sinistra “Forza venite gente” (foto Luana Belli);  a destra Ketty Roselli in “Molto sudore per nulla“. 

Si parte il 4 luglio alle 17.30, con uno spettacolo che da sempre cattura il cuore degli spettatori. In scena il musical di Michele Paulicelli Forza venite gente, la storia San Francesco d’Assisi raccontata in musica e in prosa. Lo spettacolo sarà in scena anche dal 5 all’8 luglio alle 21.15 con Paulicelli e la partecipazione straordinaria di Roberto D’Alessandro. Sempre il 4 luglio alle 21, e in replica il 21 luglio, sarà in scena Oggi sposo, monologo brillante e ironico sull’amore perfetto che non esiste, diretto da Duilio Paciello, di e con Matteo Cirillo vincitore del Premio Traiano. Il 5 luglio alle 21.00, dopo il sold out dello scorso anno, torna Ketty Roselli che, accompagnata al piano da Antonio Nasca, metterà in scena i suoi monologhi comici in Molto sudore per nulla.

Il 6 luglio la Compagnia delle arti, diretta da Antonello Avallone, ci accompagnerà nel meraviglioso viaggio del pianista sull’oceano immaginato da Alessandro Baricco con lo spettacolo Novecento. Ancora un monologo, che utilizza diversi registri di umorismo, quello proposto il 7 luglio da Roberta Calandra con lo spettacolo Il Buco, con Nadia Perciabosco. Francesca Nunzi sarà invece la protagonista di Volevo fare la mignotta, in scena la sera dell’8 luglio. Un viaggio ironico di una donna che dopo tante fatiche, alla fine della giornata si domanda se tutto quello che fa ha un senso.

Ivan Peretto e Marco Vincis si affronteranno ne La sfida 30 Vs 50, due comici di età diverse che la sera del 9 luglio si sfideranno sul ring allestito sul palco esterno a colpi di battute e monologhi. Grande attesa la stessa sera per Tutti contro Tutti, uno spettacolo che è un sodalizio stravagante tra musica e teatro. Sul palco interno dalle 21.30 Federico Capranica, Elisabetta Nesca ed Emanuele Bissattini con il coro ALTAVOCE e la partecipazione di Mirko Cannella si esibiranno con un repertorio internazionale che spazia dal Pop al Funky, dove la loro italica natura avrà la meglio sui bellissimi americanismi. Il 10 luglio Francesca Perrelli, Laura Gagliardi, Jessica Pacioni, Rita Piermarini, Massimo Saccutelli, Marina Lo Re, Fabio Gagliardi e  Roberto Sanapo saranno in scena con la brillante commedia La Paura 2.0.

Geppi di Stasio e Roberta Sansò in “Voi non siete napoletani“. 

Sempre il 10 luglio sul palco esterno lo spettacolo di Varietà di Geppi Di Stasio accompagnato da Roberta Sanzò, Voi non siete napoletani, con il Maestro Sergio Colicchio al pianoforte. La compagnia Golden Show, l’11 luglio sul palco esterno, metterà in scena lo spettacolo Gaia in veloce e scherzoso discorso al mondo, con Stefania Ventura. Sul palco interno invece verrà rappresentato SEVEN…Movimenti di pace, ad opera di Bricolage Dance Movement.

Gli appuntamenti del 12 luglio saranno con Barnum, la nobile arte della frottola per la regia di Licia Pugliese, e #LaPoesiaSalveràIlMondo – La poesia ai tempi di Youtube, con protagonisti Matteo Pasquinelli, Francesco Giordano, Riccardo Parravicini. Il 13 e 14 luglio sarà in scena la prima di SILENZIO… AMLETO…dalla Finzione alla Verità, uno spettacolo di Emilio Genazzini della compagnia Abraxa Teatro. Dal 13 al 15 luglio Tiziana Sensi supporterà tutti gli attori o allievi/attori che vogliono allenare ed affinare la propria tecnica, con Lo studio dell’attore.

Il 15 luglio alle 21 sul palco esterno tornano in scena Francesca Nunzi e Marco Simeoli con lo spettacolo musicale C’è sempre una ragione di più; mentre sul palco interno verrà rappresentato un testo scritto e diretto da Pietro De Silva, Donne in cerca di guai, con Patrizia Casagrande, Antonia Di Francesco, Veronica Liberale, Francesca Pausilli e l’amichevole partecipazione di Antonio Losito e con Cristiano Calvo e Aurora Polisano. Il 16 luglio un testo di Eduardo Scarpetta, Mettiteve a ffa’ l’ammore cu me, adattato e diretto da Salvatore Mincione Guarino, mentre sul palco esterno ritona e #LaPoesiaSalveràIlMondo – Li morti de Roma.

Il 17 luglio ci sarà un reading musicale di Paolo Triestino con Il paese dei ciechi di H.G. Wells, mentre sul palco interno Senza fine, un musical diretto da Licia Pugliese tratto da una delle più celebri ed esilaranti commedie di Woody Allen ‘Dio’. Il 18 luglio Mariateresa Pascale, con lo spettacolo Le voci di Giò, ci farà compiere un viaggio poetico intorno all’amore, al dolore e alla fede di una giovane donna che si distinse per coraggio, forza e passione: Giovanna D’Arco. Sul palco esterno Gli appcicicaticci Tiziano Storti e Renato Preziuso daranno vita, con la loro improvvisazione teatrale a De Niu Sciò. 

Il 19 luglio la compagnia Techne Trio Live con Schermi sonori, un concerto della grande musica per il grande schermo, mentre sul palco interno Silvana Biagini, Alessandro Demontis, Monica Lugini e Paolo Pioppini metteranno in scena A volte un gatto, commedia surreale, allegra e intrigante sull’incomunicabilità umana e animale. Il 20 luglio è la volta di Marco Cavallaro con Una serata come viene, intrattenimento unico nel suo genere, dove non esiste testo ma solo la bravura dell’artista che garantirà risate e divertimento. Mentre, se volete conoscere la verità sulla questione meridionale, dovete assistere allo spettacolo amaramente ironico tratto dal saggio di Pino Aprile Terroni, la vera storia dell’unità d’Italia, con Roberto D’Alessandro, Mariano Perrella e la band di Marco Raoul Marini.

Il 21 luglio, sul palco interno ci sarà eVOLUTION – sit and think Legami_S_legati, con Eleonora Chiaramonti, Elisa Gagliardi, Francesca Roini e Federica Taffoni, per la regia di Angelo Egarese. Il 22 luglio, sul palco esterno, Nicola Losito ci accompagnerà con le  Fantasie notturne, mentre sul palco interno ancora uno spettacolo diretto da Licia Pugliese, Ladyvette. Il 23 luglio omaggio al Varietà con lo spettacolo VARIETèVENTUALI con protagonisti Giuseppe Abramo, Stefano Centore, Alessia Di Fusco e Annamaria Fittipaldi, mentre sul palco interno, Nessuno è perfetto, sempre per la regia di Licia Pugliese.

Da sinistra “La parrucchiera dell’imperatrice” con Tiziana Sensi e “La storia d’Ita(g)lia”. 

Nicole alla finestra è il nome dello spettacolo in scena sul palco interno il 24 luglio per la regia Jessica Pacioni, mentre sul palco esterno ancora Tiziana Sensi con lo spettacolo La parrucchiera dell’imperatrice – ossia la vera storia della principessa Sissi, diretta da Anna Cianca. Questo spettacolo sarà in scena anche il 25 sera insieme a Voci dal cortile di Edna Mazya diretto da Enrico Maria Lamanna. Il 26 è la volta di Napoli-Buenos Aires andata e ritorno – spettacolo in prosa, musica e tango, con Fatima Scialdone e la partecipazione di Eduardo Moyano e Simona Giarratano Vinsenti, di Fernando Pannullo. Al termine dello spettacolo segue “Serata di Milonga” aperta al pubblico tanghero. Sul palco esterno ritorna #LaPoesiaSalveràIlMondo – Il suonatore Jones.

Il 27 luglio Mimmo Mignemi, Marco Simeoli, Nadia Perciabosco e la chitarra classica Giovanni Mancini ci porteranno in Viaggio in Sicilia, attraverso le pagine di illustri autori che ne hanno cantato le bellezze. Mentre sul palco interno Cristina Pedetta e Sandro Calabrese metteranno in scena Il circo invisibile. Il 28 luglio Un pizzico di Taranta con Le Tre Meno un Quarto, gruppo musicale che propone le canzoni più famose della tradizione popolare del centro e sud Italia. Mentre sul palco esterno un grande ritorno per il Teatro Marconi: Claudio Boccaccini con La foto del Carabiniere, la storia del brigadiere Salvo D’Acquisto. A chiudere il festival il 29 luglio sarà la Compagnia A.M.O. con Daniele Derogatis, Valeria Monetti, Maurizio Paniconi, Alessandro Tirocchi con lo spettacolo La storia d’Ita(g)lia.

Quando:

Marconi Teatro Festival: dal 4 al 29 luglio 2018

Info:

www.teatromarconi.it info@teatromarconi.it – Tel 06.49.53.554

Fb Teatro Marconi: https://www.facebook.com/teatromarconii/

Fb Marconi Teatro Festival: https://www.facebook.com/marconiteatrofestival/

Dove:

Teatro Marconi, viale Guglielmo Marconi 698 e

DIRETTAmente in SCENA, un bilancio positivo per la prima stagione

DIRETTAmente in SCENA conclude la sua prima stagione teatrale in diretta streaming avvenuta attraverso i canali social di Facebook e Instagram (qui l’articolo di presentazione). Da ottobre 2017 a giugno 2018 il progetto ideato dalle attrici Adele Piras, Chiara Leonetti e Laura Anzani in collaborazione con Merenda (www.merenda.tv), ha realizzato 6 dirette tra Roma e Milano, tutte fruibili gratuitamente. Varie le tematiche affrontate negli spettacoli. Si è partiti dal classico Shakespeariano di “Ophelìa” con i bravissimi Giulia Fiume e Federico Le Pera, fino al bellissimo ed emozionante racconto-verità di Dario LeoneBum ha i piedi bruciati”, dedicato agli eroi antimafia Falcone e Borsellino. Non è mancata poi la commedia brillante presentata dalle simpatiche attrici Erica Del Bianco e Laura Locatelli con “Anita & Rossana”. A seguire le altre storie che hanno inscenato Giovanna Mori (Prego) e Alessandra Basile con Valeria Palmitessa (Verità Nascoste). Il finale poi non poteva essere migliore. Infatti l’intensa Laura Anzani ha sapientemente interpretato “Medea Redux”, un pezzo altamente drammatico tratto dalla commedia di Neil Labute.

A nostro avviso, questo progetto, originale e valido per il rilancio teatrale verso il pubblico, deve assolutamente continuare. Una preziosa vetrina che può regalare ogni mese nuove storie, anche inedite, e la conoscenza di talentuosi volti attoriali. Il tutto rigorosamente a portata di clic.

Le ideatrici di DIRETTAmente in SCENA: da sinistra Laura Anzani, Chiara Leonetti e Adele Piras

Abbiamo intervistato le tre attrici Laura, Chiara e Adele che tracciano il bilancio di questa prima stagione, raccontandoci un po’ anche gli aspetti organizzativi e le curiosità del progetto.

Potete dirmi 3 aggettivi (motivandoli) che sintetizzino il primo anno di DIRETTAmente in SCENA?

INNOVATIVO : DIRETTAmente in SCENA ha creato per primo un nuovo linguaggio che valorizza i punti in comune tra cinema, teatro e social esaltando la figura dell’attore che ne è il collante;

APPAGANTE : perché c’è stata uno scambio con tanti artisti volto a creare arte e un’ondata di entusiasmo per l’originalità e l’intraprendenza del progetto;

PROMETTENTE : è un progetto  impegnativo dal punto di vista della ricerca e della realizzazione perché cerca di unire diversi linguaggi, ma ha rivelato tutta la sua potenzialità di crescita per la prossima stagione.

Gli attori che avete contattato e che hanno partecipato alle dirette si sono ritenuti tutti soddisfatti delle visualizzazioni ottenute e i complimenti?

Crediamo che l’emozione di partecipare ad un progetto nuovo sia unica e non necessariamente legata alle visualizzazioni. Gli artisti della prima stagione sono stati i pionieri di questo nuovo linguaggio.  Li abbiamo visti tutti felici, emozionati e soddisfatti per l’esperienza vissuta più che per il tornaconto che possono o meno aver ricevuto.

Avete avuto problematiche o imprevisti intercorsi in qualche diretta? Raccontateci qualche episodio curioso.

Purtroppo lavorando in diretta e dipendendo dalla rete, è capitato che in alcune registrazioni passasse il video ma non l’audio. Siamo stati costretti quindi a interrompere e ricominciare. Ci è capitato di arrivare a due ore dalla diretta senza una location perché ci era stata cancellata all’ultimo quella prevista…Ma abbiamo sempre risolto grazie alla pazienza, bravura e collaborazione di tutti. Alcuni invece hanno cancellato la diretta due giorni prima. Questo è stato meno divertente però ci è servito per capire che dobbiamo coinvolgere chi ama l’esperienza in sé e non chi lo fa per un ritorno d’immagine. L’Arte deve essere generosa.

Durante le prove tecniche di “Ophèlia” (fonte Instagram)

Abbiamo assistito a 6 spettacoli diversi: dal classico teatrale, alla commedia divertente o drammatica, fino storie di realtà sociali. Secondo voi qual è stato il tema che ha riscontrato un maggior interesse negli spettatori?

Difficile rispondere perché la bravura degli artisti e la bellezza dei testi ha colpito il pubblico in maniera eterogenea. Le visualizzazioni durante la diretta cambiano ovviamente a seconda del giorno, di chi è coinvolto e dal tipo di contenuti condivisi durante la promozione. Con alcuni è andata meglio ma, ripetiamo, i complimenti e la gratificazione sono arrivati sempre, indistintamente. Ad ogni modo ogni diretta resta sulla piattaforma di Facebook ed è suscettibile di ulteriore crescita. Se l’imprevisto è il “bello della diretta”, una “popolarità” anche a posteriori è il bello dei social.

Come vedreste gli spettacoli teatrali (medie-grandi produzioni) con la formula del pay-per-view, quella adottata per il film cinematografici in prima uscita? Potrebbe essere una cosa fattibile per il futuro?

Uno spettacolo teatrale andrebbe seguito dal vivo, vederlo su uno schermo non ha la stessa forza. Viceversa, un testo teatrale adattato ad un mezzo cinematografico (quindi in location e non su un palcoscenico, con un lavoro degli attori diverso perché ripreso da una videocamera) è molto interessante, e riporta risvolti emotivi diversi altrimenti non percepibili da uno spettatore in quindicesima fila. DIRETTAmente in SCENA ha l’intento di raggiungere un pubblico che a teatro ci va meno e di porre l’attenzione sul lavoro dell’attore che è il perno del racconto di una storia. Ogni diretta sottolinea come un buon attore pur da solo con la propria professionalità e un ottimo testo, sia comunque in grado di trasmettere un messaggio in maniera potente e coinvolgente. E’ infatti una piattaforma per attori. Nelle nostre dirette non c’è una regia tipicamente teatrale né tantomeno cinematografica: l’attenzione è rivolta esclusivamente al lavoro che un attore fa su un testo e su un personaggio. La formula del Pay-per View ci auguriamo torni ad essere presa in maniera letterale: paghi per andare a teatro o al cinema.

Una cosa che vi è mancata di fare in questo progetto e una invece che avreste volentieri evitato?

Siamo agli inizi: è un progetto nuovo nell’idea e per noi una continua scoperta. In questo senso vogliamo esplorare molte cose che abbiamo in mente e che non siamo riuscite a fare in questa prima stagione. Anche gli “incidenti” occorsi durante le dirette ci hanno aiutato a capire molti aspetti puramente tecnici. In definitiva, il bilancio complessivo di questa esperienza è per noi più che positivo. Tutto lo sforzo, l’impegno e i sacrifici sono stati ampiamente ripagati e ancora di più lo saranno in futuro. Quando lavori per passione con l’arte sono davvero poche le cose che eviteresti. Ma qui si aprirebbe un altro capitolo…

DIRETTAmente in SCENA sarà riproposto per un’altra stagione? Quali saranno le novità?

Assolutamente sì. Cercheremo il coinvolgimento da parte di addetti al settore quali casting director e agenti che sono oggigiorno fondamentali per lo sviluppo della carriera di un attore. Stiamo cercando collaborazioni con scuole per promuovere i loro talenti continuando comunque a sostenere il lavoro di tanti bravi artisti che in questo momento storico non proprio florido faticano a trovare un contesto in cui realizzare i propri progetti. Stiamo inoltre organizzando delle dirette fatte da artisti di compagnie teatrali su territorio non italiano. La nostra piattaforma social permetterà infatti di raggiungere anche “palcoscenici” internazionali.

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Ambra Cianfoni: vivo in simbiosi con i miei personaggi

La giovane attrice romana Ambra Cianfoni è in questi giorni tra le protagoniste dello spettacolo teatrale Donne de Roma (qui la recensione). Raffinata e versatile cantante/cantautrice, si forma prima come ballerina frequentando i corsi della Royal Academy of Dance di Londra e successivamente nel campo della recitazione sotto la guida del maestro Giancarlo Sammartano, debuttando al Teatro Antico di Segesta. La simpatica Ambra ci parla del suo personaggio Ninetta, ripercorrendo anche alcune tappe della sua carriera che, tra le altre, l’ha vista a fianco del grande Enrico Montesano su palco del Sistina e in tournée nei maggiori teatri italiani.

Ambra Cianfoni in Donne de Roma (foto Matteo Mignani)

Complimenti vivissimi per lo spettacolo! Dalla platea sembrava di vivere la piazza romana di un tempo lontano, quella dove le storie si raccontavano attraverso gli stornelli. Com’è nata l’idea di rappresentare queste donne appartenenti a un’epoca di una Roma che non esiste più?

Grazie mille! Si, noi abbiamo voluto legare tutto quanto a questo elemento scenico. Ma vorrei aggiungerne un altro: quello della scala, intesa come collegamento verso l’alto. Il cielo infatti è la massima spiritualità a cui rivolgersi, al di là della religione professata. E poi c’è la presenza dei fiori, che sono la parte dolce e naturale, perfettamente accostabile alla donna. L’obiettivo è stato quello di pensare alle donne di una volta e dimostrare al mondo odierno l’esempio della loro forza a saper mettere in atto tante cose, tra le quali la rivoluzione. Quest’ultima può venire da molte parti della nostra anima e della nostra personalità. Ecco perchè presentare 5 Donne de Roma dalle storie completamente diverse ed emotivamente coinvolgenti. Senza dimenticare la malinconia per Roma, quella vera e oramai scomparsa, che abbiamo provato a far respirare con le sue atmosfere. 

Ambra nel personaggio di Ninetta (foto Luca De Vecchis)

Il personaggio della dolce e innamorata Ninetta che hai portato in scena ha qualcosa di similare con la tua personalità?

Si assolutamente! La sua rivoluzione bianca è scoprire la felicità, la verità (rivelatasi poi dura e sofferente) e cosa c’è oltre l’amore. Questo sentimento che può condurre fino a decisioni estreme. Citando Dante direi: “E’ l’amor che move il sole e l’altre stelle”. In verità l’amore porta avanti tutta quanta la mia vita. Tutt’ora io sono innamorata e questo fa si che la mia immedesimazione con Ninetta sia completa. I personaggi che noi attori affrontiamo ci portano spesso in situazioni che possono accadere anche nella vita reale, e a me è capitato. Certo…speriamo di non finire nel Tevere come lei…ahahaha.

Di questo spettacolo hai curato anche la regia. Come riesci a conciliare questo lavoro con la recitazione?

Qualche giorno fa ho partecipato ad uno studio, che seguo già da diversi anni, con Michele Placido. Il maestro mi ha dato dei grandi consigli da seguire sulla regia di questo spettacolo. C’è chi mi domanda come riesca a fare entrambe le cose, ma le svolgo volentieri. Effettivamente in questo ruolo mi ci sono ritrovata quando è capitato a volte di sostituire un regista per uno spettacolo. “Dio mio, il regista non c’è, Ambra corri…”.

Recentemente hai fatto parte di produzioni teatrali di successo che raccontavano la romanità, ma anche i cambiamenti dell’epoca. (Il Marchese del Grillo, Il Conte Tacchia). Che ricordi hai di queste esperienze?

La cosa incredibile è che mi sono vista assegnare dei personaggi come Camilla e Gertrude che hanno molto in comune con il mio essere, e questo è merito di Enrico Montesano. Ad esempio nel Conte Tacchia, la figura di Gertrude è stata creata e scritta apposta per me, perchè nel film non esiste. Sono la prima Gertrude della storia, ecco ! Per i ricordi ci sarebbe veramente tanto da dire. Nei primi anni del Marchese del Grillo, ero una pupetta di 19 anni che si chiedeva: “Oddio, ma dove sono arrivata?”. E’ stata un po’ la mia culla. Poi le due epoche (1910-1944) affrontate nel Conte Tacchia sono state indimenticabili ! Mi sono anche ritrovata a ballare un boogie-woogie, io che provengo da 18 anni di danza classica e da genitori ballerini professionisti. Fortunatamente ho incontrato delle persone meravigliose, tra le quali Andrea Pirolli, Roberto Attias, Giulio Farnese e Massimo Romeo Piparo. Tutti quanti mi hanno accompagnato in questo percorso, e continuano ad essere presenti per me. Non bisogna mai dimenticare le persone che ti aiutano e ti danno molta forza. Questo lo dirò sempre!

Da sinistra Ambra con parte della compagnia nel Marchese del Grillo (@Flaminio Boni); a destra accanto a Montesano nel Conte Tacchia (@Antonio Agostini, fonte ilcontetacchia.com)

Completamente altro genere i ruoli fantastici di “Spugna” in un musical di “Peter Pan” e quello del “Cappellaio Matto”. Ti ha divertito interpretarli?

Da morire!! Soprattutto Spugna, venuto fuori grazie all’intuito dei bambini. Io insegno recitazione ai piccoli nella scuola di mia madre, Teatro Danza 85. Durante alcune lezioni scherzavo con loro facendo un voce molto simpatica, e mi dissero di provarla nel personaggio del musical. E ha fuzionato! Questi ruoli vengono dalla Disney, una scuola di immaginazione, in cui la creatività viene sempre più stimolata come anche il canto. Infatti continuo ancora oggi a guardare questi cartoni animati e intonare le canzoni della Sirenetta sotto la doccia.

Ambra e il canto

Ho apprezzato molto la tua versione di “Ciumachella de Trastevere” che hai eseguito per un festival musicale romano. Quali sono i tuoi miti canori?

Quella era una serata in cui ho cantato canzoni di cabaret insieme al mio corpo di ballo. Non ho proprio una punta di diamante, anche se mi piace svariare da Liza Minnelli a pezzi come “On my Own“. Per quanto riguarda la romanità, in “Ciumachella”, credo di essermi ispirata al serenante di Rugantino, il compianto Aldo Donati. In particolare nella parte cantata “Ciumachella tu sei nata pe incantà…”, l’artista eseguiva un levare di voce fantastico. Partiva dal cuore e arrivava fino alle braccia. Questa è la romanità a cui voglio attingere, ovvero quella che fa arrivare al pubblico il sentimento viscerale, come d’altronde avviene anche nelle altre canzoni popolari italiane. Quando canto io mi sento al settimo cielo!

Professionalmente è nata prima l’Ambra cantante, attrice o ballerina?

E’ nata prima l’Ambra danzante sul palcoscenico, anche perchè i miei genitori erano coreografi e ballerini. Ci sono salita per la prima volta a 2 anni con un tutù minuscolo e solo successivamente ho cantato nei balletti. La prima canzone in assoluto che ho eseguito è “My Way” di Frank Sinatra, una cosetta così, mica “il coccodrillo come fa” o “Le tagliatelle di Nonna Pina”! La passione per la recitazione è nata molto dopo assistendo a “Sogno di una notte di mezza estate” che vidi al Globe Theatre. Da quel momento ho deciso di dedicarmi a fare teatro. Io scrivo anche testi e ne ho molti pronti, ma sono ancora alla ricerca di un bravo compositore. 

Dove ti vedremo prossimamente? E a cosa ti piacerebbe lavorare?

Dove mi vedrete prossimamente non lo so, e se qualcuno me lo vole fa sapè me lo dica.. ahaha. Il mio sogno è avere un ruolo alla Broadway e cantare una canzone tutta mia e che posso dedicare con tutto il cuore, tipo come “Somewhere over the raimbow”. Quando ci fu lo spettacolo dedicato a Judy Garland, dissi a Massimo Romeo Piparo, “mammamia che fico, pure io vojo cantà sta canzone”. Ma questo capisco che si raggiunge solo a piccoli passi e con molta umiltà. Il nostro mestiere è complesso, e non può esistere senza le emozioni. Ogni esperienza ti fa aumentare di capacità, emotività e consapevolezza. Io voglio perfezionarmi e andare avanti come cantante e attrice nella commedia musicale tutta la vita.

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Donne de Roma, quando la rivoluzione la fa l’amore

Al teatro Porta Portese è andato in scena, in anteprima Nazionale, Donne de Roma. Il racconto di una Roma che non c’è più attraverso le storie di 5 donne coraggiose, legate dalle loro personalissime rivoluzioni. Abbracciando un arco temporale che va dai moti carbonari agli anni ’40 delle deportazioni ebree a Roma, i diversi monologhi sono costantemente accompagnati da brani classici della tradizione romanesca. Filo conduttore è l’amore, non solo per l’uomo amato, ma anche per la famiglia e la libertà. Il progetto teatrale, in parte finanziato da una campagna di crowfunding, è stato ideato da Alessandra Kre con la regia di Ambra Cianfoni. Entrambe le attrici sono anche le protagoniste dello spettacolo, affiancate dalle colleghe Annalisa Peruzzi, Claudia Casciani e Sara Signorelli. Ultima data in replica mercoledì 27 giugno 2018, ore 21.00.

Le Donne de Roma: da sinistra Sara Signorelli, Annalisa Peruzzi, Alessandra Kre, Ambra Cianfoni e Claudia Casciani (foto LighTales)

Donne de Roma inizia con il racconto popolare di Delia (Sara Signorelli), che è la trasposizione femminile dell’irriverente Pasquino. Ha dato voce in maniera profonda all’episodio dei due carbonari Angelo Targhini e Leonida Montanari, morti in nome dei loro ideali libertari contro il potere. Molto simpatico il personaggio di Tina (Annalisa Peruzzi), alle prese con un processo per il presunto omicidio del marito. Le divertenti battute sulle infedeltà reciproche e sulle maniere un po’ troppo manesche del consorte Gino, regalano al pubblico molti sorrisi.

Decisamente diversa la tonalità del ruolo di Teresa, interpretato da un’intensa Alessandra Kre. L’attrice recita con un magistrale trasporto emotivo il celebre Er fattaccio der vicolo der moro, per l’occasione riadattato al femminile. La protagonista si presenta con le manette ai polsi ammettendo al delegato giudiziario di aver ucciso la sorella prepotente. Racconta tutta la sua verità fino al drammatico momento dell’omicidio della madre avvenuto proprio per mano della sorella cattiva.

Da sinistra Adriano Di Benedetto con Alessandra Kre, Ambra Cianfoni (al centro) e Claudia Casciani

Nella storia della dolce e soave Ninetta (una super Ambra Cianfoni) si racconta la passione travolgente e inaspettata della giovane ragazza per un uomo, conteso anche dalla sorella. Amore che durerà molto poco per via dell’improvviso rifiuto di lui e del litigio con la sorella. Presa dalla disperazione e col cuore spezzato dalle persone a lei care, Ninetta decide di abbandonarsi ad una decisione estrema. Bellissimo l’accostamento con la famosissima canzone “Er barcarolo“, eseguita dalla Signorelli, che anticipa il suicidio di Ninetta nelle acque del Tevere.

Bella e convincente Claudia Casciani che ha portato in scena il personaggio di Celeste Di Porto, la “Pantera Nera” accusata di aver venduto ai fascisti i suoi correligionari ebrei. La donna dalla seducente femminilità e un carattere deciso, giustifica le sue colpe ricordando di aver agito per salvare la sua famiglia dalla deportazione. Al termine del monologo viene riportato un pezzo musicale composto dagli ebrei nel carcere di Regina Coeli prima di essere uccisi nelle Fosse Ardeatine. “Stella di porto” è infatti un rarissimo documento storico concesso gentilmente dall’Associazione Musikstrasse.

Conclusioni

Donne de Roma è stato un ottimo spettacolo, in cui le 5 attrici hanno fornito una prova attoriale e canora davvero eccezionale. L’impressione dalla platea era di vivere la piazza romana di un tempo lontano, quella dove le storie si raccontavano attraverso gli stornelli. Apprezzabile la scelta di collegare ogni finale di storia con brani cantati da un’attrice diversa, come anche quella di portare le interpreti tra il pubblico durante la recitazione. Il testo della Kre è risultato ben scritto, impreziosito da contributi noti e storici ben amalgamati. Ideali anche le musiche di accompagnamento di Carmelo Caprera, suonate dal vivo dal bravo Adriano Di Benedetto. Suo il brano “Serenata” riprodotto nel monologo di Ninetta. Da sottolineare, a fine spettacolo, la grande voce fuori campo dell’attore Andrea Pirolli. Voce che fa riflettere sull’importanza e la forza delle donne, senza le quali non esisterebbe amore in questo mondo.

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Quando:

Ultima data mercoledì 27 giugno 2018, ore 21.00

Info:

Costo del biglietto: 10 euro + 2 di tessera

Official Facebook: donnederoma

Dove:

Teatro Porta Portese, via Portuense, 102 – Roma

Medea Redux, l’emozionante monologo di Laura Anzani

Medea Redux è l’ultimo spettacolo che conclude la stagione teatrale in streaming di DIRETTAMENTE in SCENA. Ad interpretare la commedia drammatica di Neil Labute è proprio Laura Anzani, una delle ideatrici del progetto delle dirette web. L’attrice, con il suo monologo, ha fornito una straordinaria e intensa prova recitativa. Attraverso il suo timbro di voce, gli sguardi persi nel vuoto e le pause nervose tra una sigaretta e un bicchiere d’acqua crea la giusta atmosfera di suspense per il coinvolgimento emotivo. La confessione del suo personaggio, che avviene da un istituto penitenziario, farà rimanere lo spettatore con il fiato sospeso fino alla fine. Per rivedere la diretta streaming del 13 giugno di Medea Redux, cliccare qui.

L’interpretazione di Laura Anzani in “Medea Redux

Sinossi

Un fatto di cronaca ambientato in America che ricorda il mito greco. Una Medea dei nostri giorni. Oggi, come nell’antichità classica, lo stesso personaggio di donna mostra una serie di sfaccettature del proprio animo che culminano in un infanticidio. Da una parte una giovane e appassionata adolescente, vittima d’amore del suo professore; dall’altra una feroce e vendicativa assassina. Debole e forte allo stesso tempo. Forte perché decisa a distruggere tutto quello che rappresenta il suo passato, debole perché non riesce a reggere più l’umiliazione e l’abbandono del traditore. Nel finale arriva una scioccante rivelazione: lasciare sospeso negli occhi dell’uomo il perché del suo gesto. Questa sarà la sua vendetta e la sua atakia, ovvero il ritorno all’ordine cosmico.

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DIRETTAmente in SCENA

Quelle che hanno perso il corteo, la recensione

Al Teatro Testaccio è andato in scena “Quelle che hanno perso il corteo“, spettacolo che conclude la stagione 2017/18. Protagoniste assolute Floriana Corlito e Roberta Pompili (qui l’intervista) in una commedia ironica che al tempo stesso pone una riflessione sulla figura femminile di ieri e di oggi. Un plauso alle due giovani attrici che in questa settimana di prove intense, ansie, sacrifici e ore tarde nelle ripetizioni del copione, sono state ripagate dal giusto calore del pubblico. Avranno anche perso il corteo, è vero, ma entrambe viaggiano già sulla corriera che le porterà un giorno non troppo lontano verso la notorietà.

Da sinistra Floriana Corlito e Roberta Pompili (foto Flavio Sforza)

Breve sinossi

Due aspiranti giornaliste si ritrovano in una redazione per una prova di assunzione. Alle ragazze, che ancora non si conoscono, viene assegnato il compito di scrivere insieme un articolo sui cambiamenti della figura della donna fino alla società odierna. Dopo le simpatiche schermaglie iniziali, le giovani cominciano a collaborare interrogandosi sui possibili scenari. Da qui in poi si materializzeranno i loro pensieri con schetch che scimmiottano coloro che amano apparire in televisione come sui social: le veline, le influencer, le icone di seduzione. Alla visibilità a tutti i costi queste donne sacrificano le relazioni interpersonali, la loro intimità e diventano spesso  oggetto di mercificazione.

Vengono riportati tuttavia anche esempi positivi di donne rivoluzionarie come Alfonsina Strada, prima ciclista a gareggiare al Giro d’Italia, e tutte quelle che faticosamente hanno conquistato una posizione rilevante nel mondo del lavoro.  Nel finale, quando le ragazze (ormai divenute amiche) termineranno l’articolo, si scoprirà l’atteggiamento disonesto del capo redattore. Contro di lui le giornaliste opporranno la loro dignitosa solidarietà e il rispetto dei diritti che spettano ad ogni donna.

A sinistra la scena delle veline more e a destra quella della influencer

Le attrici

Floriana e Roberta hanno dimostrato un’ottima presenza scenica tenendo benissimo il palco. Grande merito poi per aver saputo rapidamente passare da un cambio di scena all’altro mantenendo il giusto tempo delle battute e una inesauribile espressività. Si sono trasformate in quelle donne che oggi sono protagoniste in vari contesti. Dalla mamma concorrente di “Uomini & Donne” di Roberta Pompili, col suo divertentissimo dialetto, alle scatenate veline bionde e more. Di particolare rilevanza l’interpretazione di Floriana Corlito nella velina balbuziente, una parte molto comica e al contempo difficilissima da eseguire. Viene presentata la tendenza al “Ferragnesimo” con la conseguente dipendenza da followers e persino evocata Barbie, citando la celebre canzone degli Aqua “Barbie girl”. Davvero brave e belle, non c’è che dire !

Alcune istantanee di scena: dalla mamma concorrente di “Uomini & Donne” alla parodia di Barbie (foto Vincenzo Scudieri)

Il testo e la regia

Molto apprezzabile la scenografia, la cui struttura a scalette permetteva alle attrici di muoversi su e giù. C’è da sottolineare però che lo spettacolo ha peccato nelle tracce audio, risultate troppo alte nel volume, tanto da coprire in due occasioni l’inizio delle parti recitate. Il testo, scritto da Alessandro Mancini e Tiziana Foschi, è comunque stato brillante, coinvolgente ma non solo. Ha lasciato anche riflettere sul ruolo della donna e di quanto sia importante in ogni campo, al di là dei pregiudizi maschili.

© Riproduzione riservata

Si ringraziano i fotografi Flavio Sforza, Cristina Rezzi per la foto in copertina e Vincenzo Scudieri per quelle di Barbie.

Info:

quellechehannopersoilcorteo

TeatroTestaccio

BrucoTeatro, il progetto di fare teatro con i bambini

BrucoTeatro ha concluso la sua mini rassegna teatrale fatta di 5 giornate e 6 spettacoli diversi, con 160 interpreti dai 6 ai 10 anni. Un piccolo miracolo, ovvero quello di fare teatro con i bambini. Il bellissimo progetto è realizzato dall’attrice Elisabetta Mandalari e dalla collega/complice/amica Viviana Altieri. Un lavoro questo che è una vera esplosione di gioia e tenerezza da dedicare ai piccoli bimbi, i quali si cimentano per la prima volta sul palco. Ulteriore asso nella manica l’attore/regista/drammaturgo Gabriele Carbotti, che lavora da anni sul territorio romano per commedie inedite. Senza dimenticare infine Domenica Cavallaro, docente responsabile dei progetti esterni e della scuola elementare di riferimento Istituto Ovidio.

Il programma:

Questi gli spettacoli  dei piccoli attori che si sono avvicendati durante la settimana di questa prima edizione di BrucoTeatro:

“Favole al Telefono (4 giugno)

Le emozioni d’oro” (5 giugno)

“Il libro della giungla” (6 e 7 giugno)

Sogno di una notte di mezza estate” (5 e 8 giugno)

Fare Teatro da piccoli

BrucoTeatro si propone di “fare teatro” come stimolo per l’autoconoscenza, un’occasione per mettersi in gioco, confrontarsi e relazionarsi con gli altri. Il Teatro inteso come forma interattiva di linguaggi diversi (verbale, non verbale, mimico, gestuale, prossemico, iconico, musicale) si configura come prezioso strumento formativo, multi e interdisciplinare. Ogni bambino ha bisogno di essere aiutato a scoprire il valore proprio e delle cose. E allora ecco il Teatro come la più importante forma di divertimento, di incontro e di espressione. Quello strumento per apprendere le regole comuni e le pratiche del rispetto di sé e del prossimo, superando le barriere che ostacolano i rapporti tra culture differenti, tra coetanei e tra studenti e docenti.

Ogni insegnante è formato accademicamente per l’educazione teatrale, avendo intrapreso una carriera nel campo della recitazione con ottimi risultati. Il percorso offerto da BrucoTeatro coinvolgerà attivamente ciascuna classe di bambini nella preparazione e realizzazione di uno spettacolo finale. La progettazione e la realizzazione di spettacoli teatrali offre infatti ai bambini l’opportunità di comprendere gli spettacoli “dal di dentro“, manipolare il linguaggio e sperimentare diverse forme di interpretazione in contesti storici del passato e del presente. Senza dimenticare infine di spingerli sempre più verso la fantasia interpretando storie del futuro. Saranno questi bimbi gli attori di domani?

Ulteriori info su:

www.brucoteatro.it

Dove:

Mamo Center, via Pomeonte 71, Roma

Roberta e Floriana, 2 amiche per il Teatro

Il Teatro, specie quello Offè sempre un luogo dove scoprire talenti emergenti o spettacoli e performance piacevoli. Per l’occasione presentiamo due giovanissime e simpatiche attrici romane, Floriana Corlito e Roberta Pompili, che debutteranno con un nuovo spettacolo al Teatro Testaccio di Roma. Il 12 e 13 giugno, infatti, andranno in scena con Quelle che hanno perso il corteo, (qui la recensione) brillante commedia scritta da Alessandro Mancini e Tiziana Foschi, che ne cura anche la regia. Nei loro occhi traspare tutta quella passione per il teatro e un carattere deciso, che (soprattutto alla loro età) è molto raro incontrare oggi. Apprezzando ciò, auguriamo davvero alle ragazze di poter raggiungere al più presto traguardi importanti e significativi!

Conosciamo meglio Floriana e Roberta in un’intervista realizzata tra le poltrone rosse del Teatro Testaccio, appena dopo aver concluso le prove del loro spettacolo.

Potete raccontarci di cosa parlerà “Quelle che hanno perso il corteo” ? Cosa ci aspetta?

Roberta: Lo spettacolo parla di donne. Averlo portato l’8 marzo sarebbe stato troppo scontato, farlo inizio estate è proprio coraggioso! Tratta la storia di 2 giovani giornaliste che partecipano ad un bando che dà l’opportunità alle vincitrici di lavorare in redazione per una prova.

Floriana: Queste 2 ragazze, che ancora non si conoscono, si ritrovano a dover scrivere un articolo insieme sul tema del “Come è cambiata la donna dall’8 marzo del 1946 ad oggi?”. Questa è la domanda che ci poniamo e che rivolgiamo anche al pubblico.

Roberta: Si interrogano e affrontano, in pochissimo tempo a disposizione, un argomento così vasto. Da qui verranno fuori riferimenti che vanno dalla televisione a tutto ciò che è cambiato di generazione in generazione: dalla nostre nonne, madri e infine figlie. E’ uno spettacolo molto brillante, dove si ride. La regia è di Tiziana Foschi (ex Premiata Ditta) e il testo di Alessandro Mancini, autori comici professionisti, che si sono messi a nostra completa disposizione. Si sono proprio immedesimati in noi e ci hanno saputo ascoltare.

Floriana: La cosa bella è che ci hanno detto: “di che cosa vorreste parlare?” Per noi è stato straordinario sentir nascere questo spettacolo, portarlo quasi “in grembo” e vedere realizzare la scrittura. Poi adesso basta dire altro….perchè a un certo punto….Venite a teatro a vederlo!  😋

I ruoli comici femminili che si impongono, a teatro come nello spettacolo, sono molto pochi o spesso sono un compendio di quelli maschili. E’ un fattore che personalmente spero si sovverta. Quali sono gli idoli (anche attori uomini) a cui vi ispirate?

Floriana: Si è vero! Per me idoli moderni sono assolutamente Paola Cortellesi e Luca Marinelli. Li adoro! Invece tra i  più “datati” Nino Manfredi e Monica Vitti.

Roberta: Enrico Brignano è sicuramente stato l’artista che mi ha avvicinata per primo alla recitazione, facendomi riderere con i suoi esilaranti monologhi, che puntualmente imitavo già da piccola. Per quanto riguarda il cinema moderno, quella che ha segnato la Roberta di oggi è Paola Cortellesi. Ci sono cresciuta e ritengo sia un’attrice a tutto tondo! In merito agli attori del passato, mi hai fatto una domanda da 100 milioni di dollari, perchè mi viene in mente Nino Manfredi

Floriana: Vabbè mo se me stai a copià però me lo dici…cioè…

Roberta: Ci tengo a precisare che Manfredi  è l’ “Attore” per eccellenza. Però per non nominare lui, che per me è il “cuore”, nominerei Gigi Proietti. Ho adorato anche vedere i vecchi schetch di Franca Valeri e Anna Marchesini, che hanno rivoluzionato molto il ruolo della donna comica. Un tempo le comiche erano Bice Valori, Ave Ninchi, le classiche maschere.

Floriana: Tornando al discorso dei ruoli, sono convinta che ci sono state e ci sono tutt’ora tantissime donne comiche straordinarie. Poi è logico che gli uomini sono prevalenti, perchè per loro fare ruoli come il brutto, il matto, lo scemo gli riesce meglio, ahahaha.🤣

Roberta Pompili e Floriana Corlito

Come è nata la vostra empatia professionale? Vi trovate bene penso?

Floriana: Oddio non troppo…, ahahahaha. Per parlare di questo bisogna partire un po’ a posteriori. Io e lei ci siamo conosciute tramite social network. Roberta aveva postato su Instagram una foto di Enrico Brignano mentre cantava “Lulù”, un omaggio ad Aldo Fabrizi. “Lulù, nel cielo blu…” 🎶 (canta). Mentre vedo questa foto penso dentro di me: “strano che una ragazza della mia età conosca Fabrizi”. Inizio a spulciare il suo profilo, e noto che erano presenti Manfredi, Montesano, Proietti, la Lazio….Tante passioni comuni insomma.

Roberta: Quindi è nata prima la nostra amicizia in realtà. Lei mi ha contattato e io ho detto: “Chi è questa matta?”. Anche io ho visualizzato il suo profilo ed era molto molto simile al mio. Avevamo praticamente le stesse foto! Dopodiché ci siamo incontrate e da li Floriana è diventata una cambiale a vita. Per 2 anni siamo state tranquillissime, facevamo delle chiacchierate straordinarie, passeggiate in centro. Poi un giorno, non so a chi, venne la malsana idea dire: “Perchè non facciamo qualcosa insieme?” E’ finita l’amicizia ed è iniziata la società, ahahaha, scherzo. 😜

Floriana: Io ho fatto di tutto per non vederla più, ma ormai mi si era attaccata. Una cosa pazzesca.😫

In cosa vi sentite uguali e diverse? Vabbè, a parte che una è mora e l’altra castana.

Floriana: Si, una è riccia e una è liscia, vabbè lascia fa …😉

Roberta: Io mi sento uguale a Floriana in molte cose. Ho trovato in lei una amica, una socia, una complice a tutti gli effetti. Questa è una dedica che ti sto facendo Floria’. 😙E’ molto difficile trovare una coetanea con cui discutere di miti, i sogni e aspirazioni. 

Floriana: Ma non solo! Parlare con una persona di Garinei & Giovannini, ma dove la trovi della nostra età? Oppure che dice allo stesso tempo: “Che bello Alleluja Brava Gente“.

Roberta: Insieme andavamo poi al Sistina alle 4 di pomeriggio a vedere Massimo Ranieri. Insomma io ho trovato una persona con cui condividere tutto. Chiaramente c’è qualcosa in cui non ci troviamo. Non condividiamo la mia ansia, perchè sono una ragazza abbastanza ansiosa….

Floriana: No, non se pò condivide l’ansia de Roberta….!! L’ansia di Roberta è patologica !! E’ come dire “condivido una malattia”, non puoi condividere una malattia. La puoi sopportare, la puoi gestire….

Roberta: Però devi apprezzare il fatto che lo sto dicendo, lo sto ammettendo. E questo è già un passo verso la guarigione. 😁

Floriana: Fortunatamente questa è una cosa che ci dà empatia, perchè se in una coppia entrambe le persone sono estremamente energiche/entusiaste e dicono “dai facciamo, dai andiamo, dai che fico”, si rischia di partire per la tangente senza avere dubbi. Invece funziona se una delle due parti è più frenata. Questa è una cosa che ho imparato grazie a Roberta. 

Roberta: Io sono sia energica che riflessiva. Insieme abbiamo capito che porci domande è intraprendere la giusta direzione. Floriana è LA SOLUZIONE A TUTTI I MIEI PROBLEMI.

Floriana: Invece Roberta è IL PROBLEMA A TUTTE LE MIE SOLUZIONI 😅 . Questo è il sunto del nostro rapporto, però ci vogliamo anche bene.

Da “L’Italia in Bianco e Nero” (2017).

Entrambe avete avuto esperienze lavorative al fianco di personaggi conosciuti. Cosa avete imparato?

Roberta: Io ho iniziato a fare teatro seriamente nel 2015. Ho seguito il laboratorio “Bonalaprima” di Marco Falaguasta, qui al Testaccio, il primo a livello professionale per me. Da qui, perfezionando alcune cose, ho capito seriamente che questa era la strada che volevo intraprendere. Poi sono passata al laboratorio di arti sceniche di uno straordinario artista come Massimiliano Bruno. Davvero una bella occasione! In questa “Isola Felice” ho conosciuto persone straordinarie, partendo in primis dal mio gruppo di lavoro e dagli insegnanti che ho avuto. Da Pietro De Silva a Luca Angeletti, e in ultimo Maurizio Lops, tutti grandi professionisti con cui mi sono rapportata cercando di prendere tutto, anche le piccole cose regalate durante la pausa caffè.

Floriana: Io invece ho iniziato a studiare teatro all’accademia Artès di Enrico Brignano a Pomezia. Era un corso propedeutico rivolto a tutti i bambini, avevo 16 anni. Anche a me quell’anno è servito per capire che volevo fare questo lavoro da grande. Successivamente sono venuta qui al Teatro Testaccio seguendo 2 anni il laboratorio di Marco Falaguasta, e poi ho iniziato con lui a lavorare come sua assistente. Per me Marco è il mio mentore, come dire….un “padre artistico”, ecco. Inoltre ho collaborato nell’aiuto regia con Tiziana Foschi in “Non si butta via niente” e Marco Fiorini in “Punto e a capo”. Ho conosciuto poi un sacco di attori all’interno dell’ambito come Benedetta Valanzano, Claudia Campagnola e molti altri. A livello formativo, gestendo da 4 anni questo teatro, ho avuto la possibilità di capire il funzionamento delle luci, delle tecniche, della scatola teatrale. A 20 anni fare queste esperienze mi rendo conto che è un grosso privilegio. Roberta ed io abbiamo poi collaborato con la Compagnia della Rosa, che ci ha dato la possibilità di sperimentare delle cose, come fosse una palestra. (L’Italia in Bianco e Nero n.d.r.)

Qualche settimana fa avete debuttato a Scicli (Ragusa) con “Risotto agli Scambi“. Lo riproporrete anche a Roma?

Roberta: Siamo proprio reduci infatti…abbiamo ancora i cannoli siciliani sopra lo stomaco. 😄 E’ stata un’esperienza bellissima perchè ci siamo confrontate con un pubblico totalmente nuovo, eravamo fuori casa a tutti gli effetti. Non c’erano amici e parenti a supportarci. Questo pubblico non ci conosceva ancora e aveva pagato i biglietto senza sapere cosa aspettarsi da noi. Eravamo li insieme a Giovanni Alfieri e Riccardo Cananiello con un testo curato da Sabrina Scansani. Questa simpatica commedia racconta la vicenda di 2 coppie che si rivedono dopo un’estate a cena, durante la quale emergeranno una serie di equivoci e non detti che cambieranno gli equilibri in generale.

Floriana: Per quanto mi riguarda, è stato bello scoprire come il pubblico siciliano sia completamente diverso da quello romano. Durante queste repliche mi sono accorta infatti che è più abituato alla commedia dialettale e alle sfumature della risata o la gag. Mentre quello romano forse vuole andare più in fondo alla ricerca della verità nella commedia.

Roberta: Non avevamo ancora citato lo scenografo, Peppe Spadaro. Noi siamo scesi in Sicilia con “il girevole” sul palco! Cioè, dopo il Sistina c’eravamo noi con il Piccolo Stabile di Scicli, diciamolo. Un girevole dove c’era la cucina e poi una sala. Il pubblico ha apprezzato molto questa tecnica scenica, una vera chicca dello spettacolo, che ci ha regalato molti applausi. Ringraziamo davvero Peppe con il suo gran lavoro, come tutti i ragazzi della troupe di Scicli. La Sicilia in generale ci ha accolto da Regine, da Prime Donne. Ne abbiamo ancora nostalgia e ritorneremo sicuramente.

Floriana: Probabilmente replicheremo “Risotto agli Scambi” a Roma, qui al Testaccio per il 9 e 10 Novembre 2018. Col girevole, non dimenticatevelo!

Una scena di “Risotto agli Scambi” insieme a Riccardo Cananiello e Giovanni Alfieri

Infine vi chiedo: qual è la soddisfazione più grande che vi volete togliere e il sogno che volete realizzare come attrici?

Floriana: Un sogno che mi farebbe dire un domani ai nipoti “Io l’ho fatto”, è quello di recitare al Sistina. Questo teatro per me è tanta roba a livello emotivo, proprio nel ricordo degli attori prima citati che lo hanno calcato. Un posto sacro. Una grande soddisfazione sarebbe quella poi di poter lavorare al fianco di attori che per me sono “piezz ‘e core”, tali Montesano, Proietti, Brignano. Vai Roberta,… e tu?

Roberta: Uffa…! Come ho ricordato prima, con Floriana siamo uguali quasi in tutto. Ci conosciamo bene e siamo molto compatibili anche per questo, e non escludo quello che ha detto. Io posso aggiungere, e sono sicura condivida anche Flo, che una soddisfazione che vorrei levarmi è quella di poter dire: “vivo di questo mestiere”. Anche con le cose più piccole, nel teatrino più polveroso di questa città o in quello abbandonato in periferia. Poter altresì regalare la gioia sia ai miei genitori nel vedere la propria figlia fare l’attrice, sia a tutte le persone che mi vogliono bene e mi hanno sempre sostenuto in questa strada un po’ tortuosa.

 © Riproduzione Riservata

Quando:

12-13 Giugno 2018, ore 21:00

Info e prenotazioni:

Quellechehannopersoilcorteo

TeatroTestaccio , tel: 065755482

Dove:

Via Romolo Gessi, 8, Roma

Romeo e Giulietta, torna in scena a Roma il musical che cambia il mondo

“Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo” ritorna a Roma sul palco del Palalottomatica dal 1 al 3 Giugno. Il musical ha debuttato il 2 ottobre 2013 all’Arena di Verona, con la ripresa Tv in diretta su RaiDue. Ad oggi, in Italia lo spettacolo è stato visto da 900 mila spettatori e rappresentato in tour per 20 diverse città. Sarà soprattutto l’opportunità per ricordare il genio di David Zard, scomparso a gennaio, e per rivivere ogni intensa emozione che l’opera da lui prodotta continuerà a regalare al pubblico.

Romeo e Giulietta è stato insignito di 4 Oscar del Musical nel settembre 2015: miglior Spettacolo Big (David e Clemente Zard); miglior Coreografia (Veronica Peparini); migliori Costumi (Frédéric Olivier) e il Premio Web. Questo musical non vuole solo raccontare la storia d’amore più bella e commovente di tutti i tempi, ma lancia anche un messaggio universale con l’obiettivo di far tornare a credere le per­sone nell’amore. “L’amore è l’arma più forte per cambiare il mondo.”

La regia e la direzione artistica del musical è affidata a Giuliano Peparini, tra i registi più prolifici ed eclettici della scena internazionale. La versione italiana dello spettacolo musicale è firmata da Vincenzo Incenzo, affermato autore italiano che ha al suo attivo numerose collaborazioni con grandi artisti italiani. Incenzo ha scelto di mantenere la struttura drammatica originaria dell’opera, ponendo però al centro le emozioni dei personaggi. Ha preferito una lettura piuttosto antropologica che storica, tenendo comunque fede alla stesura francese di Gérard Presgurvic. Le moderne coreografie sono curate da Veronica Peparini che, con il suo stile molto particolare nel panorama artistico degli ultimi anni, è divenuta una delle coreografe più affermate in Italia e all’estero.

Da sinistra Romeo e Giulietta interpretati da Davide Merlini e Giulia Luzi (foto Luca Brunetti); a destra Gianluca Merolli e Riccardo Maccaferri

Lo straordinario cast attoriale è composto in primo luogo dai protagonisti Davide Merlini (Romeo) e la bellissima Giulia Luzi (Giulietta), che forniranno entusiasmanti parti canore grazie alla loro limpida vocalità. Altri intensi ruoli dalla forte presenza scenica saranno eseguiti da eccezionali performers: il folle Mercuzio da Luca Giacomelli Ferrarini, l’onesto Benvolio da Riccardo Maccaferri e il tormentato Tebaldo da Gianluca Merolli. La gestualità e le potenti voci di Barbara Cola (Lady Capuleti) e Roberta Faccani (Lady Montecchi) esprimeranno l’odio e i sentimenti delle madri delle due rispettive famiglie. Completano il cast Leonardo Di Minno (Principe Escalus), Graziano Galàtone (Conte Capuleti), Silvia Querci (Nutrice), Emiliano Geppetti (Frate Lorenzo) e il giovane Renato Crudo, che si alternerà a Merlini nel ruolo di Romeo.

Prevista l’ulteriore partecipazione di 20 artisti tra ballerini e acrobati dalle grandi performance. Romeo e Giulietta vanta inoltre un’equipe di creatori internazionali, e una troupe di 30 persone tra tecnici e produzione. Lo spettacolo prevede 23 straordinari cambi di scena e 270 costumi, mentre le proiezioni luci e video, poste su volumetrie ed elementi mobili che compongono l’impianto scenico, consentono molteplici configurazioni e spazialità differenti. Romeo & Giulietta. Ama e cambia il mondo sostiene infine i progetti 2018 di “Fabbrica del Sorriso”. Parte del ricavato dei biglietti andrà in favore della grande raccolta fondi di Mediafriends.

Il fantastico corpo di ballo di “Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo”

Quando: 

Dal 1 al 3 giugno

Venerdi ore 21.00; sabato ore 16.00 e 21.00; domenica ore 17.00

Info e prezzi:

Da € 40,00 a € 90,00 ; prenotazioni su ticketone

www.facebook.com/romeoegiuliettaopera  ; instagram: romeoegiuliettaofficial

Dove:

Palalottomatica, Piazzale dello Sport (zona EUR), 00100, Roma

Oggi sposo, il monologo di Matteo Cirillo sull’amore

Oggi sposo”, spettacolo che lo scorso anno ha vinto il Nuovo Premio Teatro Traiano (Festival nazionale di corti e monologhi teatrali), sarà in scena in anteprima nazionale il 29 maggio al Teatro Marconi. Scritto e interpretato da Matteo Cirillo, “Oggi sposo” è un monologo brillante e ironico sull’amore perfetto che non esiste ma, proprio perché imperfetto, ci piace. L’attore è reduce da altri successi piuttosto recenti. Infatti si è aggiudicato il premio ‘Comedy 2017‘ e quello speciale della critica al Roma Fringe Festival con un altro suo divertentissimo monologo “Aspettando una chiamata”, omaggio alla surreale comicità petroliniana. Ultimamente ha lavorato in tourneè con Giulio Scarpati e Valeria Solarino in “Una giornata particolare”. Ad aprile è stato poi al Teatro Roma con “Quando eravamo repressi” per la regia di Pino Quartullo. Tutt’ora è in scena con la sua compagnia al Teatro Vittoria con lo spettacolo “Un uomo è un uomo”, di B. Brecht.

Matteo Cirillo nel monologo “Aspettando una chiamata” (Foto Lisa Marziani)

Sinossi

Un ragazzo si sta per sposare, ma la sposa non arriva. Attraverso situazioni comiche, drammatiche e a volte surreali, lo sposo racconta la sua storia d’amore, il suo amore per questa ragazza che l’ha lasciato, ma che lui comunque continua ad amare. Un amore che, fino a poco tempo fa, rendeva lui e lei entrambi “soli”, ora rende lui una persona “sola”. Ci vogliono solo 8.2 secondi per innamorarsi di una persona, ma potrebbe non bastare una vita intera per dimenticarsene. Si dice che l’amore è eterno finché dura. Ma finché dura che cosa? L’amore o la vita? Lo sposo dichiara amore eterno alla sua donna non solo in questa vita, ma anche per tutte le altre vite che verranno, perché in fondo su questa terra, siamo solo di passaggio tra un’epoca che era e l’epoca che sarà.

La vittoria alla V^ edizione del Nuovo Premio Teatro Traiano dello scorso anno ha consentito a Matteo Cirillo di sviluppare l’idea del nuovo progetto e di presentarlo, in anteprima nazionale, al Teatro Marconi di Roma. Il Premio Teatro Traiano infatti, dedicato agli inediti teatrali, vuole essere un’opportunità per dar voce agli autori, anche emergenti, e di far conoscere giovani interpreti sperimentando nuovi progetti su un palcoscenico importante. Ricordiamo che la finale della VI^ edizione del Nuovo Premio Teatro Traiano si terrà il 28 maggio alle ore 21, sempre al Teatro Marconi. Tutte le info potete trovarle su www.teatromarconi.it nella sezione ‘Calendario Spettacoli’.

Quando:

29 maggio 2018 ore 21.00

Info e prezzi:

065943554  ; info@teatromarconi.it

€15 intero – € 10 ridotto

Biglietto Speciale di € 16 che include l’ingresso alla Finale del 28 maggio della VI edizione del Premio Teatro Traiano

Dove:

Teatro Marconi, Viale Guglielmo Marconi 698e, Roma