made in Italy, Ligabue, cinema

Made in Italy, il film. La recensione

made in Italy, Ligabue, cinema

“Ognuno ha la sua storia per cui anch’io ho la mia. Nessuno può cambiarmi la memoria”

(Mi chiamano tutti Riko – Ligabue)

 

Ognuno ha la sua storia. Made in Italy racconta quella di Riko nella nuova pellicola diretta da Luciano Riccardo Ligabue. Un nome che svela già l’impronta di un’autobiografia possibile del terzo lavoro da regista del rocker emiliano dopo “Radiofreccia” (1998) e “Da zero a dieci” (2002).

Si sporca le mani Riko (Stefano Accorsi), non solo a insaccare mortadella, dipendente di un salumificio di provincia, ma a farsi travolgere dagli eventi della vita: il matrimonio in crisi con Sara (Kasia Smutniak) e la precarietà di un lavoro vittima di un’economia nazionale (made in italy) al collasso. Un film anticipato dall’omonimo album pubblicato l’anno scorso che, attraverso 14 brani, racconta la storia tormentata del protagonista e dei venerdì in discoteca con il suo amico Carnevale (Fausto Maria Sciarappa).

Sul grande schermo ritroviamo tutto, o quasi. Ci sono i 15 minuti di popolarità davanti a un telecronista sbugiardato nella volontà di raccontare l’abuso di un manganello su un manifestante. Informazione corrotta? Poco importa. La battuta ritagliata di Riko basterà a scuotere l’indignazione degli spettatori.  C’è la frustrazione per un mondo egoista piegato alle logiche di mercato, la cui depressione corrode anche le viscere più profonde e autentiche di una vita di provincia. Grandi meccanismi di potere che costringono l’onesta generazione di Riko a vendere la casa di campagna costruita dal nonno e allargata dal padre, con tutta la precarietà per il futuro di un figlio che sta per iscriversi al Dams.

made in Italy, Ligabue, cinema

C’è questo e molto altro in Made in Italy. Un altro che non si discosta mai dalla realtà che Ligabue conosce bene correndo, per questo, anche il rischio di rimanere sempre uguale a se stesso, nella musica ma anche nel suo cinema. Una coerenza che tutto sommato non si discosta dalla realtà di un uomo che non ha mai abbandonato Correggio, il proprio paese. Il rocker di provincia tra il sogno e la realtà di un bicchiere di lambrusco e pop corn che anche questa volta sceglie i “suoi” luoghi ma non solo. Tra i portici e le ex officine reggiane c’è la bellezza della città eterna ma soprattutto dell’Italia, il Paese (made in Italy) che Riko è costretto a salutare per una nuova speranza che arriva da Francoforte. Ma il suo non è un addio bensì un arrivederci. A dircelo sono le parole di Cesare Pavese: “Un paese ci vuole. Non fosse che per il gusto di andarsene via. Vuol dire sapere che nella gente e nella terra c’è qualcosa di tuo. Che anche quando non ci sei, resta lì ad aspettarti”.

 

Made in Italy, il trailer

Le fiabe di Rodari a Natale

Perdersi tra le pagine dolci e incantate che Gianni Rodari ha dedicato alle festività con “Rodari a Natale”. Spettacolo a ingresso gratuito che la Piccola Compagnia del Piero Gabrielli porta in scena il 22 dicembre alle ore 17,00 presso la biblioteca Goffredo Mameli. Parole e immagini legate in un gioco fatto di visioni, suoni, emozioni, ricordi, attraverso le interpretazioni di Edoardo LombardoGabriele OrtenziSimone SalucciGiulia Tetta e Danilo Turnaturi, giovani attori scritturati dal Teatro di Roma. Coinvolgeranno grandi e piccini in un momento di festa, periodo in cui i ritmi si allentano, ci si riappropria del tempo familiare e spesso si riflette sul valore delle persone e delle cose.

Dalla penna di Gianni Rodari…

Le letture di fiabe e filastrocche, drammatizzate dalla regia di Roberto Gandini e adattate da Attilio Marangon, prendono vita per la gioia dei più piccoli. Insieme al pubblico dei più grandi potranno lasciarsi rapire da un universo magico e incantato. Ricordi lontani, storie spensierate e felici, ma anche di solidarietà estrema. Come quella di un tenero nonno alla ricerca dei giocattoli per i suoi nipotini, che si imbatterà in un ambiguo Mefistofele alle prese con un marchingegno che fa scomparire oggetti e persone non graditi ai bambini. O la tenera parabola di un presepe in cui verranno catapultati Toro Seduto, un tamburino e un aviatore con tanto di aereo. E ancora, il racconto della rivolta dei personaggi classici del presepe: pastori e vecchine delle caldarroste, con tre finali possibili a scelta dei bambini. Un divertente gioco del destino saldamente nelle mani dei desideri dei più piccoli.

Da sinistra: Edoardo Maria Lombardo, Giulia Tetta, Gabriele Ortenzi (foto Diana Bulf)

Fiabe in scena per educare

Letture recitate sotto l’albero alla scoperta dei tesori che le fiabe e le filastrocche di Gianni Rodari raccontano e continuano a conservare, affascinando il pubblico con l’ironia, la fantasia e la capacità di immaginare un mondo migliore. Tessere e frammenti di un suggestivo mosaico di brani dello scrittore di Omegna sul tema del Natale. Atmosfere e momenti di magico incanto che si trasferiscono dalla pagina alla scena, per raccontare anche storie di solidarietà e vicinanza fra gli uomini. Queste parole di Rodari forse valgono anche per i grandi…

Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo. (Gianni Rodari)

“Toro Seduto” è Simone Salucci; Edoardo Maria Lombardo nei panni del pastorello (foto Diana Bulf)

Il Laboratorio teatrale integrato 

Il Laboratorio teatrale integrato Piero Gabrielli vede al lavoro una compagnia di giovani composta da normodotati e diversamente abili. E’ un progetto che ha un forte coinvolgimento di ragazzi, insegnanti e artisti. Una realtà che dal 1995 fa scuola sul tema dell’inclusione attraverso il teatro e del teatro sociale. Il rapporto che riesce a creare con la scuola è tale che la maggioranza delle attività si svolgono all’interno degli orari curricolari, e in collaborazione con tutti i docenti. Il laboratorio è riuscito a mettere in pratica il principio di inclusione che da molti viene sbandierato come un vessillo, ma che spesso rimane tale. Riuscire a parlare di questa realtà, farla conoscere, vuol dire non parlare solo di brutte notizie, ma poter dare una speranza a quanti pensano che non ci siano soluzioni o che tutto quello che accade sia sbagliato o corrotto.

Nell’anno in corso i Laboratori Gabrielli stanno coinvolgendo: 1530 ragazzi (di cui 462 con disabilità), 52 scuole, 99 docenti e 42 teatranti realizzando 1010 incontri laboratoriali. A compimento dei percorsi laboratoriali, si realizzeranno circa 80 rappresentazioni teatrali, coinvolgendo 9000 spettatori.

Info:

Il 22 dicembre, ore 17.00 Durata: 50 minuti

Ingresso gratuito

laboratoriogabrielli ; facebook

Dove:

Biblioteca Goffredo Mameli, Via del Pigneto, 22, 00176 Roma

Live Gospel concert al Vitala Festival

Giovedi 21 Dicembre, un attesissimo appuntamento in clima natalizio con la magia della musica Gospel ! A grande richiesta, tornano al Vitala Festival, i Chicago High Spirits. Le straordinarie voci black di Charlie Cannon, Joy Garrison, Kevin Ettienne, Fatimah Provillon, accompagnate al piano da Davide Pistoni, daranno vita a A Merry Little Christmas”. Nel contempo, nel foyer del teatro sarà possibile visitare la mostra gratuita “Artigiani in progress”, che esporrà variegate opere di 7 artisti italiani.

Una serata in pieno spirito festivo!

Chicago High Spirits sono uno spumeggiante gruppo che unisce esperienza, talento, potenza vocale e versatile fusione armoniosa. Con il loro emozionante concerto A Merry Little Christmas, condurranno il pubblico all’essenza della musica Spiritual e Gospel Song, brillando per varietà di repertorio e esecuzione. Lo spettatore sarà invitato anche a seguire il racconto storico di questo genere musicale. Ciascun brano scelto rappresenta un momento particolare del passaggio attraverso la cultura afro-americana e le origini della musica blues, soul e jazz. Ogni canzone è quindi una celebrazione della vita passata e presente, un’elevazione dello spirito. Il costante impegno dei Chicago High Spirits è alla base dei successi ottenuti in tutto il mondo. Hanno collaborato con solisti di fama internazionale come Ramazzotti, Bocelli, Zucchero, Amii Stewart, Baglioni, Ricciarelli, Gasdia. Importanti le loro partecipazioni ai Concerti in Vaticano per il Papa e al Giubileo degli artisti in Sala Paolo VI.

Artigiani  in progress

Dal 15 al 23 dicembre al Teatro San Genesio sarà allestita la mostra collettiva “Artigiani in progress“, esposizione delle originali opere di 7 artisti che spaziano su varie tecniche. Ogni artista si caratterizza per tecniche specifiche e un linguaggio personale. Dalla pittura ad olio di Angela Tirelli, con esperienza ventennale nel campo, a Patrizia e Nicoletta Galluccio con l’utilizzo dell’acrilico e decorazione con stoffa. Saranno presenti anche Patrizia Molinari, con le sue decorazioni artigianali attraverso l’uso di gioielli, e Giovanni Fontana, fine scultore che plasma il legno in modo armonico. Infine Laura Tirelli e Elisabetta Anello esporranno le loro opere rifinite con la tecnica africana del batik. La mostra sarà visitabile nelle ore pomeridiane, previo appuntamento o contestualmente agli eventi in programma presso il Teatro.

A ciascuno di noi è data una scintilla di follia artistica…non perdiamola !

Quando:

Gospel Concert: giovedì 21 Dicembre 2017 ore 21.00

Mostra “Artigiani in progress“: dal 15 al 23 dicembre, ore 18.30 – 20.00

Info:

347-8248661wonderwallenter@gmail.com Si consiglia la prenotazione

Prezzo:

Intero: 15 €  (include primo drink al bar);  Ridotto: 13 € (studenti/bambini).

Dove:

Teatro San Genesio | Via Podgora, 1 – Roma

Viaggio alla scoperta interiore di Frida Kahlo

Un grande evento di due giorni, nella nuova area dell’ Ex Dogana, permetterà di immergersi nelle atmosfere della pittrice Frida Kahlo. Attraverso una installazione composta da 15 video-proiettori e 12 schermi, il racconto della vita e le ispirazioni dell’artista messicana da un punto di vista nuovo e insolito. Sonorizzazioni a tema ripercorreranno le ambientazioni esotiche della sua terra, l’amore represso, gli autoritratti. Sullo schermo appariranno le fantasiose opere, le lettere e le fotografie. Inoltre verrà proiettato anche il film biografico “Frida“, interpretato da Salma Hayek, e il documentario “The Life and Times of Frida Kahlo“. “Inside Frida Kahlo” vi aspetta dal 7 al 8 ottobre, con party e area food nella location.

A sinistra una scena del film “Frida” con Salma Hayek (2002), a destra “Le due Frida”, (1939)

L’arte, l’ amore, il Messico

Frida Kahlo (1907-1954) ha affascinato per la straordinaria capacità di essere icona, di piegare la propria esistenza, con le sue sofferenze fisiche e sentimentali, con le sue grandezze, le sue debolezze e miserie. Un’immagine simbolo di donna-artista, emancipata, impegnata, ma dai tratti profondamente e universalmente umani. Questa ragazza dei sobborghi di Città del Messico, figlia di un fotografo di regime decaduto, nonostante il suo pur breve percorso esistenziale, è riuscita a diventare personaggio protagonista, venendo in contatto con massime personalità artistiche, politiche e storiche del suo tempo. I suoi quadri sono stati accostati all’arte surrealista. In realtà esprimono in maniera molto chiara i sentimenti e il dolore della loro autrice. Ad esempio in Autoritratto con collana di spine e colibrì c’è un parallelismo tra l’artista e Gesù Cristo, anche se qui la corona di spine viene sostituita da una collana. Una sorta di martire laica, che doveva le sue sofferenze alla malattia e ai tradimenti delle persone vicine. La sua attività artistica troverà grande rivalutazione dopo la sua morte, in particolare in Europa, con l’allestimento di numerose mostre.

Da sinistra “I novelli sposi nel 1931” (dono nuziale per Diego Rivera), “Autoritratto con collana di spine e colibrì” (1940), “Io e i miei pappagalli” (1941).

Orari:

Sabato 7: ore 22 – 5 (con party)
Domenica 8: 16 – 00

Prezzo:

€ 10 su prenotazione, scrivendo il proprio nominativo sulla bacheca di questo evento e il giorno della partecipazione.

Info:

ExDoganaRoma  – 3343849185

Dove:

Ex Dogana, Via di Scalo San Lorenzo 10, Roma

Al Vitala Festival inizia una nuova e ricca stagione di musica

Il 29 settembre 2017 prenderà il via la 6° edizione della Rassegna Musicale Vitala Festival presso il Teatro San Genesio di Roma. Il Vitala Festival, a cura di Fabiana De Rose, è una rassegna a natura filantropica con lo scopo di promuovere e sostenere musicisti, cantanti, artisti del settore musicale e delle arti visive. Attraverso un fittissimo calendario, che si concluderà il 24 Giugno 2018, verranno ospitati diversi gruppi musicali variegati per genere e composizione. Ad inaugurare la nuova stagione sarà il gruppo dei That’s All Folk con il suggestivo concerto-evento in cui verranno proposti i più celebri brani della tradizione folk e folk-rock Irlandese e Americana. Una serata di pieno folk-rock revival con celebri canzoni, ballate e brani strumentali. Uno sguardo alle edizioni passate del Vitala Festival rivissute in questo breve video.

All Folk, it’s right !

Il progetto That’s All Folk nasce dall’incontro di vecchi amici accomunati dalla passione per l’Irlanda e per la musica folk in generale. Qualcosa di simile la fecero grandi interpreti del folk revival come Christy Moore, gli Sweeney’s Men o i Fairport Convention. Alcuni componenti provenivano da precedenti esperienze in gruppi rock, per cui la voglia fu anche quella di fare una musica acustica che riprendesse anche lo spirito di gruppi come Pogues e Waterboys. I membri del gruppo hanno approfondito le loro conoscenze studiando e suonando con grandi interpreti e divulgatori del genere. Da loro hanno appreso e consolidato dunque un repertorio che parte dalle melodie dell’arpista irlandese O’Carolan, passando per le tradizionali gighe irlandesi, i reels scozzesi, le melodie delle montagne americane degli Appalacchi, le canzoni da pub portate al successo negli anni sessanta dai Dubliners, fino alle moderne contaminazioni. Il gruppo si è esibito e si esibisce tuttora nei più noti Irish pub di Roma e dal 2015 al festival “Eire!” di Bondeno, il più importante in Italia nel genere. Nel marzo del 2017 hanno auto-prodotto e pubblicato l’album “Waiting for Kathy“. Per ascoltarli, appuntamento venerdi 29 ore 21 al Teatro San Genesio.

Il gruppo dei That’s All Folk

Il programma del festival

Gli altri appuntamenti nel corso della manifestazione proseguiranno con cadenza mensile. Ad ottobre la splendida e avvolgente voce della cantante e compositrice Piera Pizzi, accompagnata al piano dal musicista Max Testa, presenterà un repertorio di brani soul, blues, jazz e italiani d’autore. Con The Beginners si vivrà una serata con il sound più genuino dei sixties con cover di Otis Redding, The Beatles, Van Morrison, Sam Cooke, Beach boys, Elvis Presley. Ritmi decisamente piu “caldi” nei mesi di novembre e dicembre. The Story Of the Blues di Eddie Zengeni percorrerà un viaggio suggestivo partendo dalle radici della tradizione afroamericana del Blues, mentre, in pieno clima natalizio, delizierà con i suoi cori il gruppo Gospel dei Chicago High Spirits. Da marzo a giugno i mesi dei grandi tributi! A marzo i Quanno Good Good ricorderanno Pino Daniele, mentre gli Hazy Shades si esibiranno nel repertorio intramontabile delle musiche Simon & Garfunkel. In aprile le grandi voci di Elsa Baldini e Lucy Campeti regaleranno rispettivamente il Jazz di Ella Fitzgerarld e il Soul di Aretha Franklin e Stevie Wonder. Concluderanno la rassegna nel mese finale lo spettacolo multimediale Into the Wild World di Riccardo Mei (con le canzoni di Eddie Vedder, Pearl Jam, Cat Stevens) e i No Quartet con l’acustica dei Led Zeppelin.

Da sinistra il coro Gospel Chicago High Spirits; Elsa Baldini con il suo “Elsa canta Ella” e Lucy Campeti in “A Soul Experience”.

Quando :

Vitala Festival : dal 29 settembre 2017 al 24 Giugno 2108

Prezzo: 

Intero € 15  (include primo drink al bar del foyer);  Ridotto € 13 (studenti/bambini).

Info/prenotazioni:

347-8248661; wonderwallenter@gmail.com

vitalafestival

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora, 1, Roma

Primavalle tra spettacoli, concerti e altro ancora!

Primavalle…mica l’ultima! , festa del quartiere promossa dall’associazione “Vengo da Primavalle”, nasce 6 anni fa da un gruppo di cittadini uniti dalla voglia di mostrare il volto migliore della zona. Dal 4 al 10 settembre, presso il Parco Anna Bracci, 7 giorni di programmazione live tra spettacoli, concerti, danza e tanto altro, per rendere questa sesta edizione indimenticabile come le precedenti. Tra i protagonisti ci saranno: Cose Popolari” di Nicola Pistoia, Francesco Stella e Ariele Vincenti, Emilio Stella Band, Alberto Farina, Brusco con i Roots in the Sky, Orchestraccia, Radici nel cemento, Dado, Inna Cantina Sound e tanti altri!

Aggregazione e divertimento

L’elemento che rende la festa Primavalle…mica l’ultima! un appuntamento atteso dalla cittadinanza è senza dubbio la fitta programmazione di eventi e spettacoli dal vivo. La scelta stessa del nome rappresenta il desiderio di risvegliare l’orgoglio di una periferia troppe volte raccontata solo con immagini di degrado, che invece dimostra di essere luogo di produzione culturale, in grado di catturare l’attenzione di un pubblico sempre più vasto. Rispettando lo spirito presente i precedenti appuntamenti, in Primavalle… mica l’ultima! si punterà sull’interdisciplinarietà, grazie all’intervento di artisti di fama nazionale nonché di giovani esordienti. Lo scopo principale sarà quello di avvicinare e conquistare le diverse fasce di pubblico a partire dai più giovani fino ad arrivare alla terza età.  Tutti gli eventi saranno completamente ad ingresso gratuito.

Un programma multiforme

L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAEOrganizzata con il patrocinio dell’ATER di Roma e ASL ROMA 1, vede il coinvolgimento di diverse realtà sociali, culturali ed associative del territorio. Nelle precedenti edizioni il successo è stato strepitoso, registrando la presenza giornaliera di circa 2500 persone, divenendo di fatto un evento riconosciuto e atteso dall’intero quadrante nord ovest della Capitale. Tantissimi appuntamenti a partire dalle ore 18,00. Mercatino e stand, animazione e laboratorio creativo scientifico (Cre.Sci-Lab) a cura dell’Associazione Mirimimmi. Appuntamenti di prevenzione curati dalla ASL Roma 1 e dalla ASL Veterinaria, attività sportive, aneddoti e racconti su Primavalle. Non mancheranno gli artisti di strada del Petit Cabaret 1924 con spettacoli di circo contemporaneo, esibizioni di danze orientali, concerti di gruppi emergenti. Ogni sera il clou con grandi ospiti. Lunedì 4 spettacolo teatrale “Cose Popolari” di Nicola Pistoia, Francesco Stella, Ariele Vincenti, con protagonisti Francesco Stella, Ariele Vincenti, Giordana Morandini. Martedì 5 alle 20:00 “I remember Massimo”, Concerto in ricordo di Massimo Urbani con Maurizio Urbani, Pericle Odierna, Stefano Sabatini, Dario Rosciglione, Armando Bertozzi e alle 21:45 Emilio Stella Band in concerto. Mercoledì 6 alle 21:00 All You Can Hear in concerto e alle 21:45 direttamente da Colorado, risate con Alberto Farina. Giovedì 7 alle 21:00 Inna Cantina Sound in concerto e alle 21:45 Brusco con i Roots in the Sky. Venerdì 8 alle 21:00 Dream Box in concerto e alle 21:45 direttamente da Zelig, il divertente Dado “Canta la notizia”. Sabato 9 alle 21:00 Rastalady & The Originals in concerto e alle 21:45 Radici nel cemento. Domenica 10 alle 21:00 Civico 33 in concerto e 21:45 Orchestraccia. Alle 23:30 chiusura festa con fuochi d’artificio.

Programmazione completa:

Social:

facebook: vengodaprimavalle

web: vengodaprimavalle

Quando:

Dal 4 al 10 Settembre

Orario inizio eventi 18:00

Dove:

Parco Anna Bracci , Via Alessio Ascalesi, Primavalle, Roma

Crack! Il festival dei Fumetti Dirompenti

Dal 20 al 23 Giugno 2017 il Forte Prenestino ospita CRACK!, il festival del fumetto dirompente che dal 2005 si svolge ogni anno a Giugno. L’evento estivo più atteso dagli appassionati dell’arte disegnata e stampata. Quest’anno la 13° edizione, dal nome COYOTE, trova un originalissimo aspetto: l’esperienza artistica, letteraria, musicale, di artisti e ospiti internazionali con sorprese imperdibili!

Ricordiamo gli ospiti della scorsa edizione: WostokRocco LombardiBambi Kramer, Laura NomisakeCoco RiotArturo Brutti, Inechi e Tony Cheung.

Il festival verrà allestito nei sotterranei del suggestivo centro sociale punk Forte Prenestino, situato nel cuore del quartiere romano di Centocelle, ambiente dove 13 anni fa nasceva. Un evento autogestito e auto-organizzato in rete, capace di raggruppare in sé artisti da ogni parte del mondo, che con la loro filosofia si distaccano dai canoni dell’arte prestabilita e pensata che la società promuove e sponsorizza, dando libero sfogo d’espressione all’istintività dell’opera d’arte. La manifestazione è aperta a tutti gli autori e produttori underground e d’avanguardia. Non ci sono costi di partecipazione, non c’è selezione sulla qualità del lavoro ma solo sulla tipologia. Pertanto l’aspettativa si fa più interessante. Ogni anno questo festival è capace di regalarci esperienze uniche e disegni mai visti prima!

Quest’anno CRACK è  dedicato alle divinità femminili e transgender!

Ecco a cosa si ispirano gli artisti al festival di quest’anno:

Amaterasu Omikami, la Pachamama, Sheila-na-gig, Juno, Adi Parashakti, Morgana, Feronia, Baba Yaga, Estsanatlehi, Freya, Coyolxauhqui e la Lupa romana. Spazio, oltre ai numerosi stand anche a performance, installazioni, laboratori, workshop, concerti, DJ-set e presentazioni.

Quando:

Da Martedi 20 Giugno a Venerdi 23 Giugno 2017

Per maggiori info:

Pagina Facebook evento 

Forte prenestino 

Dove:

Centro sociale Forte Prenestino – Via Federico del Pino, 187 (zona Centocelle) Roma

Franc Cinelli live al Vitala Festival

Il Vitala Festival, organizzato da Fabiana De Rose in collaborazione con il Teatro San Genesio, è una rassegna di natura filantropica con lo scopo di promuovere e sostenere musicisti, cantanti, artisti del settore musicale e delle arti visive. Da settembre 2016 ha presentato un calendario articolato e variegato per genere e composizione dei gruppi musicali ospitati. Il Festival chiude la sua 5° edizione con un grande concerto all’insegna del Blues, Folk e Rock. Il cantautore italo-inglese Franc Cinelli si esibirà infatti sul palco del Teatro San Genesio sabato 10 giugno alle ore 21,00 presentando i brani dal suo nuovo albumThe Marvel Age“. Lo affiancheranno Laurence Saywood al bassoDrew Manley alla batteria.

Una musica piena di promesse

Franc Cinelli, bluesman cantante, autore e polistrumentista, è nato a Roma, cresciuto a Londra e vissuto tra Inghilterra e Stati Uniti. Il suo è un rock di stampo angloamericano, ma dal cuore italiano. La sua musica è stata descritta dalla stampa inglese “come il sole che tramonta sul deserto, ed è ricca di candore fanciullesco”. Dopo numerosissimi concerti nei pub, teatri londinesi e in ogni angolo della Gran Bretagna, Franc Cinelli si è fatto conoscere ed apprezzare anche negli Stati Uniti, esibendosi in locali prestigiosi come il Sidewalk Café, la Rockwood Music Hall di N.Y. e nei templi del folk di Nashville. In seguito all’omonimo album di successo, prodotto da Danton Supple (che ha lavorato per i Coldplay e Morrissey), nel 2013 Franc Cinelli ha lanciato “Alcatraz Ep”, 5 brani in cui canta le storie di alcuni prigionieri del famoso carcere. Nel 2014, con l’album strettamente folk “I Have Not Yet Begun To Fight”, ha ottenuto diversi sold-out sia alla Royal Albert Hall di Londra con Ligabue, al Blue Note di Milano (in una esibizione TV per Sky con il suo fan Joe Bastianich) e a New York

Il nuovo album

Il bluesman italo-britannico torna con un nuovo sorprendente album che attraverso il blues ed il folk cerca il suo lato pop, ispirato ai suoi maestri Springsteen e Dylan. Completamente realizzato e prodotto dallo stesso Cinelli, “The Marvel Age” è il disco che consacra Franc come uno dei principali artisti italiani capaci di proporre questo particolare ed amatissimo genere anche a livello internazionale. “The Marvel Age” arriva dopo 12 mesi di tour intensi, e mostra un artista in continua e determinata ricerca del suo percorso stilistico. Un disco che nasce da una vena folk, dove viene usato un ritmo che rende gli arrangiamenti vibranti e imprevedibili. Lo scorrere delle 10 canzoni dell’album, portano il cuore e la testa nei grandi spazi americani e in luoghi inediti. Il disco è stato scritto durante i lunghi tour che tra il 2013 e il 2014 hanno portato Franc ad esibirsi in UK, USA e la nativa Italia. Le persone incontrate ed i posti visitati in quel tour, dallo stretto di Messina al nord dell’Inghilterra, sono tutti presenti nei 10 brani. Franc ha prodotto l’album a Londra nel suo Song Circle Studio con l’aiuto della sua live band, composta da Laurence Saywood al basso e Drew Manley alla batteria. Il nuovo tour partirà proprio dalla tappa al Teatro San Genesio con cui si chiuderà il Vitala Festival.

Si ringrazia per il materiale ufficio stampa Sara Battelli

Social:

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Quando:

Sabato 10 Giugno ore 21.00

Prezzo:

Intero 15€ (include primo drink al bar del foyer);  Ridotto 13€ (studenti/bambini).

Info/prenotazioni:

347-8248661wonderwallenter@gmail.com

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora, 1 – Roma (Piazza Mazzini)

Pamela Lacerenza: vivo per lei, la musica !

Una voce potentissima, un talento innato, un carisma da showgirl come poche. Questo è Pamela Lacerenza, che con il suo carattere deciso, ha da sempre dimostrato e voluto fortemente vivere per la musica. Dopo essersi perfezionata nel canto, ha cominciato ad affacciarsi nel mondo dello spettacolo attraverso i talent, e successivamente in importanti teatri con il cabaret. Totalmente a suo agio in molte categorie musicali, riesce ad abbracciare epoche e generazioni differenti. La sua simpatia coinvolgente poi si esprime ai massimi livelli nella cartoon cover band di cui è voce leader. Insomma, una grande artista che merita il giusto spazio per le emozioni che sa trasmettere. Pamela sarà il 26 maggio al Salone Margherita con il fascino retrò del Burlesque Cafe’, mentre per il 1 Giugno appuntamento al Locanda Blues con la sua scatenata Ufo Rock Band. Noi di Pocket Art l’abbiamo raggiunta telefonicamente, e ci ha raccontato il suo percorso artistico, curiosità e considerazioni. Non perdetevela!

Quando hai cominciato ad avvicinarti al canto ? Quali sono stati i tuoi riferimenti musicali e la tua formazione artistica?

P. Io ho iniziato a studiare canto, prendendo lezioni in una scuola privata dall’età di 18 anni. Ovviamente facevo altri lavori, era solo un hobby. Piano piano ho cominciato ad esibirmi insieme alla mia insegnante Marina Cara facendo pianobar e karaoke. Un’ evoluzione questa che praticamente mi ha “sbloccato” per quanto riguarda il live, e da li ho cominciato a prendere seriamente il fatto di voler cantare. Il riferimento dell’epoca giovanile, che ho amato e amo tutt’ora, era Giorgia. Mi piaceva come artista per la sua vocalità, il suo pop melodico; era la mia preferita, oltre ai cartoni animati…

In tv su Rai 2 ti ricordiamo per la partecipazione a “The Voice of Italy“, dove hai gareggiato per il team di Raffaella Carra’. Ci puoi raccontare la tua esperienza?

P. Dopo aver fatto diverse selezioni per altri talent, con scarsissimi risultati, mi ero decisa a non farli più. Quando è uscito questo nuovo talent, mi sono incuriosita e documentata. Sono andata così, pensando che non mi avrebbero mai preso, convinta che sarebbe stato l’ennesimo buco nell’acqua. Con mia grande sorpresa sono rientrata nelle “blind audition” che mi hanno permesso di esibirmi in prima serata su Rai 2. La mia idea era quella di fare la showgirl e sapendo che c’era Raffaella Carrà, speravo che dalle poltrone si girasse proprio lei. Così è stato! Contemporaneamente si girò anche Piero Pelù e questo mi sorprese tantissimo! Pensavo fosse un rocker e basta, e invece fece delle osservazioni che mi lasciarono un po’ basita. Mi disse: “Tu mi ricordi Liza Minnelli, io ti farei cantare Mina”. In quel momento io non ho colto, perché comunque puntavo ad andare con Raffaella, non notando questa sua analisi perfetta sul mio modo di cantare. Quindi scelsi la Carrà. Lei aveva visto subito la mia dote di non essere semplicemente solo una cantante e mi prese a benvolere portandomi fino al live show. Certo, i cantanti erano tantissimi, i meccanismi erano quelli; io molto felicemente dove sono potuta arrivare sono arrivata. Ma ci tengo a dire che “The Voice” è un programma vero, perché non conoscevo nessuno, ho fatto il provino e sono entrata. Sicuramente ho acquisito da quel momento il “mio genere”, dando retta a Pelù, e la consapevolezza di dedicarmi completamente a fare la cantante di professione, vendendo definitivamente il negozio in cui lavoravo.

Pamela Lacerenza a “The voice of Italy” , Stefano De Grandis/lapresse
Milano 24/01/13

Personalmente mi hai colpito molto quando hai eseguito la canzone “Big Spender” alle blind. Io l’avevo vista fare solo da Freddye Mercury, nel concerto del Magic Tour 1986! (da DVD ovviamente)

P. Bravo, grazie! Secondo me, quella canzone è stato il mio punto di forza, semplicemente perché era differente da quello che si era sentito fino a quel momento. Ecco perché la Carrà, appena partì la canzone, si girò immediatamente rimanendo colpita dal tipo di pezzo. Poi vabbè, ovviamente gli piaceva anche la mia voce! Scelsi quel pezzo proprio per essere diversa, perché sapevo che non l’avrebbe portata nessuno ecco. Infatti la produzione era contenta del pezzo che andavo ad interpretare. Si, bellissima Big Spender, versione di Shirley Bassey, fantastica !

Non tutti sanno però che sei stata presentata nel 2006 al festival di Sanremo come giovane proposta con la canzone ” Le parole“.

P. La casa discografica Road House, con la produzione di Marco Patrignani e Roberto Volpe, mi propose di andare a Sanremo. Quello fu l’anno della vittoria di Fabrizio Moro con “Pensa”. Il mio brano fu arrangiato da Celso Valli, che ha lavorato per Vasco Rossi e Laura Pausini, e per me che ero piccolina era praticamente un sogno. Purtroppo non è andato avanti. All’epoca non ero molto matura musicalmente. In realtà forse il pop non è il genere in cui mi esprimo meglio, sono molto più contenta di quello che faccio adesso.

Hai fatto parte come voce leader di molti gruppi musicali, che riproponevano cover di successi di vario genere. Dal 2008 sei tra i componenti della “Ufo Rock Band”, la cover band per eccellenza, tuttora molto amata nel panorama romano e non solo. Come è nata l’idea di crearla e qual è l’ obiettivo principale?

P. La cosa bella di tutto questo mio percorso è che la maggior parte delle band che ho costruito nel tempo ci sono ancora. I “Grandfathers” sono proprio il mio primo gruppo, e ogni tanto torno da loro a fare delle comparsate. Però sia la Red’s Band che la Ufo Rock Band sono le mie band principali in cui faccio live, e non penso che le mollerò, perché appunto a prescindere da essere colleghi siamo amici. Ed è questa la vittoria nelle band, essere comunque complici, non si è turnisti in questo senso, siamo proprio affiatati al massimo! La Ufo Rock Band a ottobre compirà 10 anni, e faremo un grandissimo evento che annunceremo a breve. E’ nato tutto per gioco. La band stava cercando una cantante e io fui presentata dalla mia amica Marina Cara. Feci un provino, ma io dico sempre che sono io che ho provinato loro….ahahaha. Si vabbè ma per gioco 😆 Il giorno dopo mi hanno chiamata e da li, fino ad adesso, le soddisfazioni sono state tante. Arrivare al Lucca Comics, i sold-out ai nostri concerti, cantare al fianco di Cristina D’Avena. Quando con lei ho cantato insieme Jem“, penso di non essere svenuta per poco…Per me è un mito! Il pubblico che viene a vederci è sui 30 anni come ranking di età; lo definirei nostalgico in quanto i nostri spettacoli gli ricordano l’infanzia. La formula è vincente secondo me perché non è un concerto e basta. E’ vero, ce ne sono tante a Roma di cartoon cover band, una bella concorrenza. Però comunque noi ci distinguiamo: ci vestiamo, riproponiamo i personaggi, facciamo gli sketch e abbiamo anche un personaggio inventato, “Ceppaman”. Oltre agli appassionati dei cartoni, abbiamo anche gli affezionati al nostro mondo, che fa ridere, diverte e svaga. Ci dicono sempre che a ogni nostro spettacolo “staccano la spina” dalla loro settimana.

In primo piano, da sinistra, i cantanti della Ufo Rock Band: Pamela Lacerenza, Fulvio Pannese e Daniela Lacerenza.

Completamente un altro mondo e atmosfere quello del cabaret, dove lavori da anni come cantante performer e presentatrice per il Micca Club. Parlaci un po’ del tuo personaggio Gigì.

P. Gigì nasce in in duo vocale con Nanà per uno spettacolo anni ’60. Mi ero ispirata alla pin-up degli anni ’40, Betty Grable. Io presi le sue canzoni in inglese e me le feci tradurre da una mia amica attrice, Giulia Nervi, e le riadattammo in italiano. La stagione successiva il direttore artistico mi propose di provare un repertorio diverso non più italiano ma internazionale, con brani su base come “New York, New York”. All’inizio c’è stata un po’ di perplessità, perché il Micca Club era un locale dove si faceva musica swing, jazz, cabaret, un tipo di musica molto ricercata. Questa novità era più un repertorio internazionale-popolare, forse non lo vedevano molto adatto e non avevano ancora fiducia canora. Invece quando ho eseguito i pezzi per la prima volta, hanno accettato e li ho convinti a cambiare. La Gigì di adesso è una diva dell’epoca, con costumi meravigliosi, molto vicina come vocalità a Liza Minnelli, diciamo. Da allora sono nati due spettacoli. Uno è Tra le luci dello swing, con un’orchestra di 9 elementi, un corpo di ballo, con repertorio all the jazz, cabaret, tutta roba molto “Broadway” ecco. Poi è nato lo “Swing-lesque”, uno degli spettacoli portati in scena al Salone Margherita a Roma da due anni. E’ stato il primo show affidato ad una conduzione femminile visto che mi hanno chiesto di presentarlo. Certamente un grande passo per me! E’ venuto fuori un bellissimo spettacolo, con un’orchestra di 5 elementi e la presenza appunto del burlesque. Gigì è questo, è una diva che presenta, canta, fa le gag divertenti, (ma non il burlesque n.d.r.) ed io, quando la impersono cantando, la sento molto adatta alla mia vocalità e al mio modo di fare. Più che altro sono io sul palcoscenico, sempre, anche con la Ufo Rock Band. Ogni tanto tiro fuori altri lati, e qui esce la mia voglia di essere showgirl…

Il duetto di “That’s Life” tra Vera Dragone e Pamela Lacerenza al Salone Margherita

Ho saputo che te la cavi anche nella creazione di abiti?

P. Ho fatto un corso da poco, con Maria Freitas, la costumista storica del Micca Club, che poi ha aperto un suo atelier che si chiama “Atelier Ultramoderno”. A prescindere da questo l’anno scorso avevo esigenze di creare un abito per me e per la mia compagna di lavoro al Salone Margherita, Vera Dragone, praticamente la mia migliore amica e un’attrice meravigliosa. Ci siamo accoppiate vocalmente, vedendo che il duo funziona. In queste settimane abbiamo provato alcune cose, ma siamo due sceme complete 😛 . Il bello è che siamo due personalità completamente diverse e nessuna è succube dell’altra. Ci lasciamo lo spazio giusto nel parlare, elaborando insieme le cose, non c’è rivalità. Due dive fatte, lei più anni ’30 , io molto pin-up anni ’40. Dicevo….avevamo l’esigenza di creare un costume che ci mancava. Mi son messa lì ed ho “accroccato”, dico questo perché alla fine era così, un abito che è venuto veramente bene! Da quel momento ho chiesto a Vera se potevo farle qualche abito, visto che non aveva una costumista ancora. Le ho realizzato tutti i costumi dello spettacolo 1920, indossati da lei stupendamente. Poi ho cominciato a fare i costumi anche alla Ufo Rock Band. Ho iniziato improvvisando, documentandomi su internet, e poi mi sono specializzata seguendo il corso. Sono molto contenta di poter assecondare qualsiasi tipo di richiesta venga fuori e per non essere da meno se mi chiedessero di fare un abito. Se non dovessi fare più la cantante, un domani potrei andare su questa strada, potrebbe essere buona.

Anche questa è arte no?

P. Si bravo! Ma infatti amo scoprire di saper fare più cose. Non mi piace essere limitata e che mi si dica soltanto: “sai cantare e basta” insomma.

Il mondo dello spettacolo ha una concorrenza grandissima tra artisti, preparati e non. Io penso che estrosita’, carisma, talento e simpatia, tutte caratteristiche che ritrovo in te, possano essere armi vincenti per emergere e distinguersi. Ma non sempre merito e sacrificio vengono riconosciuti, tu che ne pensi?

P. Madonna, grazie ! Penso che bisogna essere al punto giusto e al momento giusto. E’ vero, non sempre il merito è riconosciuto, molte volte c’è gente che ci passa avanti e sa fare meno. Per fortuna ci sono eccezioni. Ho trovato tante colleghe che quando si è presentata l’opportunità si sono fatte trovare pronte. Sono convinta che la ruota gira per tutti e arriverà anche il momento in cui farò qualcosa di molto più grande, speriamo. Bisogna farsi trovare preparati, ed è per questo che io cerco sempre di darmi da fare e non mi adagio solo su quello a cui sto lavorando. Credo che sia importante riuscire a procurarsi un proprio spazio, che non vuol dire ricevere lavoro solo dagli altri, ma anche saperselo creare. Le cose che vanno avanti nella mia vita sono quelle a cui sono legata: sono mie idee, miei progetti. Lo scopo principale è di poter fare l’artista per sempre, a prescindere di avere un ruolo da protagonista in un musical, di incidere un disco. Non mi interessa la fama, mi interessa cantare e vivere della mia arte, questa è la cosa più importante per me.

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Il Festival delle Arti Labirinto, alla scoperta dei “giovani del futuro”

Il Festival delle Arti Labirinto, organizzato dal Gruppo della Creta, giunge alla seconda edizione con ulteriori novità. Gli spettatori potranno orientarsi non solo verso il teatro e la video-arte come nella prima edizione, ma anche a ulteriori forme artistiche come la musica, la drammaturgia, i workshop ed una performance che sfrutti l’ambiente urbano circostante. Col sostegno della SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) e il patrocinio del Municipio V del Comune di Roma, ci saranno eventi per celebrare i 90 anni di Torpignattara. Appuntamento quindi al Teatro Studio Uno di Roma, in via Carlo della Rocca 6, dal 15 al 28 maggio 2017.

Progetto grafico a cura di Giuditta Gabriotti

Cos’è il Labirinto?

Il Festival Labirinto è nato nel 2016 per volontà degli attori del Gruppo della Creta, spinti dal desiderio di mescolare diverse arti e dare spazio a tanti autori. L’immagine del labirinto è stata scelta per indicare i vari percorsi che si possono effettuare, puntando non necessariamente all’uscita, quanto a raggiungere il centro. Ciò significa che l’arte non tende a dare le risposte definitive che ci aspettiamo, ma cerca continuamente, si interseca con altre forme di espressione per creare un prodotto unico ma sempre nuovo. Obiettivo principale è quello di mettere a confronto e unire le varie arti. Lo spettatore potrà così andare una serata a teatro e contemporaneamente potrà assistere a una mostra pittorica, trovarsi all’interno di una video installazione o un concerto musicale. Una specie di “Luna Park Culturale” insomma. Il tema principale sarà dedicato ai “giovani del futuro“, ovvero individui non necessariamente di bassa età anagrafica, i quali vivono la realtà quotidiana e l’esperienza della tecnologia.

Da sinistra “Il bello dei bambini è che un giorno saranno adulti” con Alessandro De Feo, Matteo Cirillo e Giordana Morandini; “Tre once di lana nera” con Maria Chiara Tofone; “Icaro” con Barbara Alesse, Malvina Ruggiano e Massimiliano Aceti

Icaro, Dedalo e Minotauro, tra teatro e video-arte

Il percorso Icaro è finalizzato alla ricerca di spettacoli che “mirino al sole“, ma che abbiano l’intelligenza di non far sciogliere le proprie ali, proprio come la figura mitologica greca. Nella programmazione generale del festival saranno presentati 4 spettacoli. “Il bello dei bambini è che un giorno saranno adulti“, è presentato dal regista Tiziano Caputo che afferma: “L’allestimento punta all’essenziale. Gli attori, letteralmente immersi nel pubblico, cercano di creare un rapporto di intimità con esso, rendendolo partecipe all’azione. I personaggi non interagiscono tra loro, se non in senso ritmico e concettuale.”  In “Tre once di lana nera“, regia di Giacomo Troianiello, una donna riceve una lettera in cui le viene comunicato che il suo lavoro all’osservatorio è finito, costretta ad abbandonare quel luogo dove, da anni, vive e lavora con sempre meno frequenti contatti con il mondo, dove passa le sue notti “con il naso all’insù”. “Icaro”, del regista Massimiliano Aceti, è uno spettacolo basato su una storia vera, e racconta la vicenda del giovane Icaro, vittima di plagio da parte di un regista teatrale e di sua moglie. Icaro vuole fare l’attore, ma è costretto a vivere in una villa sperduta nella campagna laziale. Le sue ali saranno abbastanza forti, per scappare dal labirinto costruito da Minosse e abitato dal mostruoso Minotauro? Chiude “o’ Princepino”, con la regia di Cristiano Demurtas (produzione del Gruppo della Creta). La sezione Dedalo (l’architetto del labirinto) invece va alla ricerca di drammaturghi che possano proporre la loro visione della realtà attraverso la scrittura scenica. Quest’anno inoltre si presenterà una selezione di opere di giovani videoartisti internazionali nominata Minotauro. Il progetto Brave New World, tratto dal romanzo dello scrittore inglese Aldous Huxley Il Mondo Nuovo, è curato da Nicolas Vamvouklis ed è stato presentato da K-Gold Temporary Gallery ad agosto 2016 nell’isola greca di Lesbo. Il programma di screening include un nucleo estremamente eterogeneo di lavori che mettono in questione la relazione tra corpo umano e natura, evoluzione ed ambiente, città e circolazione dell’informazione, memoria e storia, identità e sviluppo tecnologico, religione ed ambiente domestico.

Workshop, Musica e Orientheatre

Due i workshop: uno di recitazione, condotto da Max Mazzotta (dal 15 al 19 maggio), ed uno di drammaturgia, condotto da Giampiero Rappa (dal 22 al 25 maggio), caratterizzeranno l’aspetto pedagogico del festival. Grazie al pretesto offerto dal tema di Labirinto II, “Noi giovani del futuro”, servendosi della loro sensibilità artistica e del loro metodo di lavoro, i due artisti accompagnano i partecipanti in una full immersion altamente stimolante. Non mancheranno concerti e aperitivi musicali come suggestiva colonna sonora per chiunque voglia addentrarsi nel Labirinto. Gli ospiti di questa edizione sono Sten & the Groovemates Duo (chitarra: Stefano Gasperi, basso: Andrea Sabatino), The Goodfellas Duo (voce e chitarra: Claudio Cirillo, percussioni e tromba: Domenico Rizzuto) e Trieste meolo roncade (chitarra: Amedeo Monda, batteria: Marco Ronconi). Gli attori del Gruppo della Creta hanno poi ideato l’evento urbano Orientheatre prendendo spunto dalla disciplina dell’orienteering, (orientamento) che consiste nell’effettuare un percorso caratterizzato da punti di controllo chiamati “lanterne” con l’aiuto esclusivo di una cartina topografica. Sostituendo le “lanterne” con attori, gli spettatori sono invitati ad orientarsi nel quartiere di Torpignattara, come dentro ad una drammaturgia spaziale. Seguendo le moderne correnti di “riappropriazione territoriale”, messe in moto in più parti del mondo da svariati gruppi di ricerca teatrale e artistica, si vorrà valorizzare le zone depresse urbane ed extraurbane. Il Gruppo propone una possibilità esperienziale di spettacolarizzazione dell’impianto urbanistico, che diventa scenografia e set delle narrazioni degli attori disseminati nella zona.

Il calendario degli eventi:

Lunedì 15 maggio 2017

  • Ore 10 – 16 workshop di recitazione condotto da Max Mazzotta presso Artem Dance, via Natale Palli 11/13
  • Ore 19 inaugurazione festival con Sten & the Groovemates Duo ed installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno

Martedì 16 e mercoledì 17 maggio 2017

  • Ore 10 – 16 workshop di recitazione condotto da Max Mazzotta presso Artem Dance, via Natale Palli 11/13

Giovedì 18 e venerdì 19 maggio 2017

  • Ore 10 – 16 workshop di recitazione condotto da Max Mazzotta presso ArtemDance, via Natale Palli 11/13
  • Ore 19 installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 21 spettacolo Il bello dei bambini è che un giorno saranno adulti – regia di Tiziano Caputo (Sala Teatro)
  • Ore 21 spettacolo Tre once di lana nera – regia di Giacomo Troianiello (Sala Specchi)

Sabato 20 maggio 2017

  • Ore 19 aperitivo musicale con The Goodfellas Duo ed installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 21 spettacolo Il bello dei bambini è che un giorno saranno adulti – regia di Tiziano Caputo (Sala Teatro)
  • Ore 21 spettacolo Tre once di lana nera – regia di Giacomo Troianiello (Sala Specchi)
  • Ore 23 concerto di The Goodfellas Duo 

Domenica 21 maggio 2017

  • Ore 17 performance urbana Orientheatre – regia di Alessandro Di Murro, con punto di ritrovo iniziale presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 17 installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno

Lunedì 22, martedì 23 e mercoledì 24 maggio 2017

  • Ore 11 – 16 workshop di drammaturgia condotto da Giampiero Rappa presso il Teatro Studio Uno

Giovedì 25 maggio 2017

  • Ore 11 – 16 workshop di drammaturgia condotto da Giampiero Rappa presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 19 installazione di video-arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 21 spettacolo ’o Princepino – regia di Cristiano Demurtas (Sala Teatro)
  • Ore 21 spettacolo Icaro – regia di Massimiliano Aceti (Sala Specchi)

Venerdì 26 maggio 2017

  • Ore 19 installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 21 spettacolo ’o Princepino – regia di Cristiano Demurtas (Sala Teatro)
  • Ore 21 spettacolo Icaro – regia di Massimiliano Aceti (Sala Specchi)

Sabato 27 maggio 2017

  • Ore 19 aperitivo musicale con Trieste meolo roncade  ed installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 21 spettacolo ’o Princepino – regia di Cristiano Demurtas [Gruppo della Creta](Sala Teatro)
  • Ore 21 spettacolo Icaro – regia di Massimiliano Aceti (Sala Specchi)
  • Ore 23 concerto di Trieste meolo roncade (chitarra: Amedeo Monda, batteria: Marco Ronconi)

Domenica 28 maggio 2017

  • Ore 17 performance urbana Orientheatre, regia di Alessandro Di Murro, con punto di ritrovo iniziale presso il Teatro Studio Uno
  • Ore 17 installazione di video arte Brave New World a cura di Nicolas Vamvouklis in collaborazione con K-Gold Temporary Gallery presso il Teatro Studio Uno

Si ringrazia per il materiale fornito Ufficio Stampa Maya Amenduni

Social & Info:

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labirintofestival@gmail.com   Tel: 3929768519

Prezzo : 

€ 10

Dove:

Teatro Studio Uno, Via Carlo della Rocca, 6, Roma