Elsa canta Ella, un concerto evocativo ed emozionante

” Elsa canta Ella ”, un evento speciale nella serata del 28 aprile per il Vitala Festival, al Teatro San Genesio. Elsa Baldini, con la sua band, dedicherà un tributo particolare ad una delle più grandi ed influenti interpreti della storia del Jazz, la grandissima cantante americana Ella Fitzgerald. Questa sarà l’occasione per raccontare un viaggio tra i brani più celebri della discografia della Fitzgerald, riproponendo anche perle compositive di altri illustri autori del Jazz. La straordinaria voce di Elsa Baldini verrà accompagnata al pianoforte da Stefano Proietti, mentre Davide Di Giuseppe si posizionerà alla batteria Oscar Cherici al contrabbasso.

L’armonia vocale di Elsa Baldini

Elsa Baldini nasce a Wetzikon, in Svizzera, nel 1965. Considerate le sue inclinazioni nel canto sin da bambina, comincia l’attività già da adolescente. Trasferitasi a Roma alla fine degli anni ottanta, e aver subito intrapreso la professione vera e propria, costituisce il suo primo gruppo, “Helsapoppin“. Qui interpreta brani di estrazione soul/blues e soprattutto dance ’70/’80/’90, tenendo più di 1000 concerti in tutta Italia. Elsa è una delle cantanti della Capitale più presenti su tanti palcoscenici nazionali ed esteri. Infatti ha partecipato a varie tournée e progetti sia teatrali che televisivi, lavorando come corista a varie trasmissioni di Rai e Mediaset.

Negli anni ha collaborato con alcuni artisti della scena romana, nazionale ed internazionali, quali Max Gazzè, Andrea Bocelli, Gerardina Trovato, Giorgia, Tosca, Mario Biondi, James Taylor, Fulvio Tomaino, Alan Soul, Bobby Kimbal, Mike Francis, Gabriella Ferri, Edoardo Vianello. Canta poi nella colonna sonora di “Uomini senza donne” di Sergio Cammariere. Nel 2006 registra i cori nel cd Calypso di Francesco De Gregori, e con Gigi Proietti collabora nello spettacolo “Di nuovo buonasera” come vocal coach dei cantanti/attori/ballerini. Dopo varie esperienze in diversi generi musicali, trova la propria identità artistica nel gruppo soul-jazz “Elsa Baldini 4et”, col quale incide un disco nel 2010, “Soul Jazz from the birth”. Il Soul-Jazz, genere musicale sviluppatosi negli anni ’50, enfatizza una pulsazione ritmica ripetitiva, con cadenze melodiche più stilizzate e assoli meno complessi rispetto a quelli praticati nel Blues o Gospel.

Da qualche anno la Baldini tiene con successo in tutta Italia un’attività intensa tra seminari, master-classes, clinics e stages di canto e perfezionamento sulla voce artistica.

Quando:

Elsa canta Ella: sabato 28 Aprile, ore 21:30

Info e prezzi:

347-8248661wonderwallenter@gmail.com  Si consiglia la prenotazione.

Intero 15€  (include primo drink al bar del foyer);  Ridotto 13€ (studenti/bambini).

Dalle 20.30 sarà disponibile un SERVIZIO BUFFET pre-concerto.

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora,1, Roma

Enigma Fest, 4 serate all’insegna delle Arti creative

L’ Enigma Fest è un Festival che coinvolge tutte le arti quali Danza, Teatro, Musica, Arti Visive, Poesia e Pittura, ed è rivolto a tutti gli artisti emergenti del panorama italiano con l’intento di diffondere la cultura e condividerla. L’Enigma è il simbolo di tutto ciò che deve essere portato alla luce, riscoperto. È una domanda senza risposta, che sorge dal profondo della coscienza. È il motivo per il quale l’uomo ha iniziato a fare Arte. È l’ignoto che nasconde qualsiasi significato. L’ Enigma Fest vuole recuperare questo primordiale bisogno di conoscenza e metterlo a disposizione della creatività, vuole dare spazio alle idee e costruire un cerchio di fiducia che si basa su poche premesse: Arte e Vita. Nasce da un’idea di Andrea Pizzari, Diletta Brancatelli e Lidia di Girolamo con il supporto tecnico Federico Vigorito e del Teatro della Visitazione, che ospiterà la manifestazione. Per le 4 serate, oltre alle esibizioni delle giovani compagnie, saranno ospiti il regista e attore Massimiliano Bruno, il cantante Max Manfredi, l’ étoile Mariella Castelli Giuseppe Sorgi. Durante l’ Enigma Fest, all’interno del teatro, sarà anche possibile visitare le opere artistiche di Andrea Pizzari, Laura Desideri, Matteo Nardone, Adriano Natale e Federico D’Antoni. Di seguito l’intera programmazione del festival che avrà inizio giovedì 19 aprile e si concluderà domenica 22.

Gli ospiti e i Visual Artists dell’ Enigma Fest 2018

Giovedì 19 aprile

A iniziare sarà la Saw Dance Company, emergente compagnia di danza contemporanea da Riva Del Garda. Il loro spettacolo s’intitola “Autòs-Entòs”, e si basa su “Cosa significa essere autentici oggi?“, prendendo ispirazione dall’opera Essere e Tempo di Heidegger. Regia e coreografie a cura di Veronica Boniotti. L’attore e danzatore toscano Giuseppe Claudio Insalaco presenterà l’estratto del suo spettacolo teatrale All My Shit”. L’idea generatrice è il concetto che il lavoro di un artista rappresenti una tappa della propria formazione come essere umano, e che l’intera sua opera omnia possa essere vista come una mappa in cui sono indicati i momenti salienti della vita personale. Altro spettacolo di danza è il “Il Mago di Oz”, della compagnia romana Namastè Dance Company, per la regia e coreografia di Letizia Arcudi. Un atto unico ispirato all’omonimo romanzo per ragazzi di Frank Baum, rivisitato con tematiche particolari legate principalmente alla psiche e l’animo umano. Il racconto vede Dorothy, una ragazza che affronta le difficoltà adolescenziali e il passaggio ad un’età adulta. La presa di coscienza che il mondo reale necessita di intelligenza, coraggio e cuore, porta Dorothy prima ad allontanarsi dalla realtà, per poi  ritornarvi finalmente matura. Spazio anche ad un reading poetico-musicale intitolato “Vorrei perdermi tra le mie braccia”. Gli autori dei testi sono il chitarrista Roberto Scippa e la poetessa Francesca Castro. Il reading nasce come atto poetico musicale che desidera indagare la densa complessità del femminile nelle sue molteplici sfaccettature. Parole e musica accompagneranno lo spettatore in un viaggio notturno ed evocativo, a tratti onirico, alla scoperta dell’identità e della sessualità, verso quel luogo mitico e senza tempo, nel quale si celebra il misterioso e intimo incontro con se stessi e con l’altro.

Da sinistra: “Autòs-Entòs” della Saw Dance Company, a destra “Il Mago di Oz” della Namastè Dance Company

Venerdì 20 aprile

Il solo di Teatro-DanzaIsa.Bella, vedrà la collaborazione dell’interprete Irene Maria Giorgi e di Teresa Farella in regia. Questa unione artistica ha dato vita ad un progetto che nasce dalla voglia di riscattare la femminilità di donne incontrate e conosciute in diversi ambiti lavorativi: da contesti detentivi e protetti a quelli più quotidiani. Un continuo interrogarsi su come la danza possa spogliarsi dal suo aspetto performante e parlare di autenticità e di verità femminile, fino a raccontare di vita, quella che pulsa, fatta di viscere. “Fase R.E.M.” è un primo studio di teatro-danza della Compagnia Echoes, che vede in Giuliana Maglia la direzione artistica. Nasce da quei labirinti della mente immersa nel sonno più profondo, un insieme d’immagini oniriche evocative di una “realtà non realtà” alterata, nella quale spesso si trova la parte più vera e autentica di noi. La fase REM è il momento in cui si sogna, ed è proprio sul sogno che si sviluppa il nuovo lavoro coreografico della Maglia. Il progetto musicale sperimentale VOX NUDA viene portato dalla cantante e musicista di organetto Laura Desideri. La performance racconta l’approccio alla voce come strumento, teoria e pratica attraverso l’ausilio dell’elettronica e lavori di overdubbing, sintesi di anni di studi ed esperimenti. La Desideri, dotata di una vasta gamma vocale dal tono cristallino, condurrà gli ascoltatori ad immergersi nelle emozioni invitandoli a riconnettersi con il proprio scopo e il cuore della Terra. Un viaggio su voce nuda, appunto NUDA VOX. “(In)Finito” è il titolo dello spettacolo di danza contemporanea della Entropia dance company proveniente da Napoli. La ricerca dell’uomo, attraverso il movimento, della rappresentazione del senso di finitudine della vita umana. Una corda delimita lo spazio che simboleggia il confine, varco oltre il quale c’è l’ignoto della morte, stimolatrice dell’immaginario artistico. Dall’affannosa ricerca della comprensione, attraverso la danza, sopraggiunge la sensazione dell’eterno, un attimo in cui dinanzi alla caducità umana della nostra natura, si spiega il senso di infinito di cui siamo capaci. Regia e coreografie di Marco Lombardi.

Laura Desideri con il progetto musicale VOX NUDA;  a destra (In)finito della Entropia dance company

Sabato 21 aprile

Ospite della serata Mariella Castelli, étoile e pedagoga, che inaugurerà il Sabato ad Enigma Fest insieme a Sandro D’Ippoliti, coreografo e direttore della Scuola Milesimo Sport Center. Diletta Brancatelli seguirà regia e coreografia di “Altamarea“, il primo studio dello spettacolo di danza contemporanea di Atlantide Dance Company. Il progetto mette in scena le molteplici reazioni che scaturiscono dall’incontro tra il sensibile e l’artificiale. I protagonisti sono degli esseri cellulari, prodotti dall’energia cosmica, all’alba dei tempi quando la terra era ancora magma in trasformazione. Lungo il loro viaggio alla scoperta di sé e delle cose, incapperanno nell’evoluzione del mondo e nell’avanzamento incalzante della tecnologia. La volontà è di porsi come osservatori delle reazioni chimiche e naturali che derivano da questa grandiosa e affascinante divergenza. Poesia e danza contemporanea si incontrano in “Lettera al medico in Manicomio” di Alda Merini. Il testo è proposto ed interpretato contemporaneamente dall’attrice Lidia Di Girolamo e dalla danzatrice e coreografa Federica De Francesco. Sulla scena quindi la figura di Alda Merini è volutamente “sdoppiata” nella voce e nel corpo. “Dalla Padella alla Brace” è lo spettacolo teatrale in due atti unici di e con Luigi Falco e Beatrice Siciliano. I protagonisti si troveranno in situazioni che metteranno in evidenza le loro differenze e debolezze. La serata si concluderà con il cantautore genovese Max Manfredi che presenterà alcuni suoi brani insieme al Duo Griot, ovvero Matteo Colasanti e Laura Desideri, con la partecipazione della compagnia Atlantide Dance Company.

“Altamarea” della Atlantide Dance Company; “Pluriessenza” della Compagnia Identità Contemporanee

Domenica 22 aprile

Ospite che aprirà l’ultima serata è Massimiliano Bruno, grande attore e regista teatrale. Ci sarà poi il progetto sperimentale di danza contemporanea “Apple After Netwon della Uscite di Emergenza Contemporary Dance Company (regia e coreografie di Davide Romeo). La mela: metafora della gravità per un lavoro corporeo e simbolo che ha stimolato l’immaginario umano entrando nel folklore e nella mitologia. Partendo da Newton, si esplorano le possibilità espressive delle immagini, dei racconti, dei miti e dei giochi che hanno a che fare con la mela per creare una performance surreale e citazionistica, con una vena ironica e allo stesso tempo poetica. La mela è il leit motif di una ricerca antropologica su tutti i fronti: umano, relazionale, evocativo, esperienziale, coreutico e coreografico. “Pluriessenza“, spettacolo di danza contemporanea della Compagnia siciliana Identità Contemporanee (regia e coreografie di Simona Fichera). E’ un viaggio introspettivo alla riscoperta dei 5 sensi, che sfocia in un pensiero intimo talvolta influenzato da giudizi sociali. Un percorso sensoriale per il piacere di essere se stessi, attraverso interrogazioni personali, incontri, contatti, odori, sensazioni, emozioni, gusti. Spesso il nostro io si sdoppia e segue direzioni opposte: si scontra, si incontra e percorre una strada alla fine della quale deciderà se essere o apparire. Dharma Bums e Luca Natali è l’incontro musicale che vede la presenza di Matteo Colasanti alla chitarra, la voce Laura Desideri e Luca Natali, musicista di tamburo armonico e didgeridoo. E’ un progetto aperto di contaminazione e ricerca sonora tra world ed elettronica. Il festival si concluderà con l’ultimo ospite in scaletta, l’attore e autore Giuseppe Sorgi.

Quando:

Enigma Fest : Dal 19 al 22 aprile

Info e prezzi:

enigmafest2018@gmail.com  Fb Enigma FEST

Costo biglietto: 10 €+ 2 € tessera associativa.

Dove:

Teatro della Visitazione, via  dei Crispolti 142 – Roma

Prime Donne, la web serie intelligente, ironica, quanto mai reale

Prime Donne è la web-serie ideata dall’attrice Liliana Fiorelli, con la partecipazione attiva delle colleghe Adele Piras, Irene Splendorini e Gloria Radulescu. Attrici giovani, preparate, bellissime e già con molteplici esperienze in diversi campi che vanno dal teatro, al cinema, alle fiction tv. La prima stagione prevede 4 episodi, ciascuno legato ad un singolo personaggio femminile (dalle diverse sfumature) alle prese con un primo appuntamento. Donne impossibili, problematiche, con le quali non si vorrebbe mai uscire e che invece si incontrano e alla fine piacciono proprio perchè esistono. La produzione, che ha già in cantiere la seconda stagione, è affidata alla casa cinematografica romana Dispàrte, e viene distribuita dalla Premiere Film Italy. Curiosi, restiamo in attesa di notizie ufficiali sulla data di pubblicazione. Nel frattempo Prime Donne si è aggiudicata la finale dell’ International Online Web Fest nella categoria European Web Series, dove rappresenterà l’Italia in autunno. In bocca al lupo ragazze, anzi Prime Donne!

Da sinistra: Gloria Radulescu, Irene Splendorini, Liliana Fiorelli e Adele Piras, “Prime Donne” alla Festa del Cinema di Roma (foto Iorio)

Di seguito le interviste a Liliana, Adele, Irene e Gloria che ci raccontano la serie e descrivono i loro accattivanti personaggi.

Liliana Fiorelli: La mia Gioia? Una mistica pop

Liliana, sei l’ideatrice di Prime Donne. Ci puoi spiegare da cosa nasce questo progetto e come lo avete costruito?

Prime Donne è un progetto che ho sempre voluto vedere nel web come spettatrice. Un prodotto che abbiamo cercato di rendere qualitativo sotto tutti gli aspetti, con un cura cinematografica, un’attenzione antropologica alla costruzione dei personaggi col reparto trucco e costumi (Liliana Serra e Marta Romano), e una dedizione recitativa molto attenta. Volevamo fare un piccolo cambiamento dato dalla necessità di unire contenuti e approccio visivo. Attraverso la scelta del linguaggio, si è creato un testo che fosse privo di gender, senza rivolgerci al maschile né al femminile. E con la lingua italiana è difficilissimo trovare degli escamotage! Prime Donne racconta di primi appuntamenti che avvengono direttamente con lo spettatore, proprio per dare questo senso di realtà in un incontro virtuale. Anche se sembrerebbe un controsenso, la volontà è quella di  rappresentare il più possibile il contatto con lo spettatore. Grazie alla regia di Giacomo Spaconi, abbiamo voluto “umanizzare” la macchina da presa lavorando sui punti di riferimento come occhi, naso e bocca dell’interlocutore che stavamo guardando rispetto agli angoli dell’obiettivo. Non capita molto spesso di dover interagire con la telecamera come se fosse un essere umano! Ogni puntata della serie ricorda un’esibizione piuttosto che una necessità di un incontro o voglia di stare con un’altra persona. In alcuni momenti si frappongono dei flashback che tendono a raccontare la realtà rispetto alla finzione e svelare le intenzioni del personaggio. L’utilizzo della forma del monologo non permette allo spettatore di parlare, proprio perchè la prima donna, con tutta la voglia di esprimersi, di affermarsi, non gli darà mai ascolto. La sfida è quella di presentare dei primi appuntamenti che raccontino 5 minuti della vita di una persona che sicuramente abbiamo incontrato, prima o poi.

Liliana Fiorelli

Esistono similitudini con altre “prime donne” (le politiche Raggi, Meloni n.d.r.) che parodizzi su facebook nei divertentissimi video di “Maladonna?

E’ un mio interesse cercare di cogliere l’anima artistica, comica, umana (e quindi di debolezza) di personaggi femminili della sfera pubblica, apparentemente monolitici. Innanzitutto sono pochi, ed è difficile trovarli avvincenti. Una cosa che sento molto sono questi attacchi, strumentalizzazioni che vengono compiuti nei loro confronti, al di là del colore politico. Vorrei far riflettere sulla frustrazione di un personaggio immaginando come se potesse esprimere tutto il suo risentimento. Dico sempre che non sono delle parodie, ma delle vere e proprie impersonificazioni. Cerco di immergermi completamente nel personaggio di riferimento. Anche qui è avvincente fare un percorso trasformativo, che una volta acquisito posso replicare.

Parlaci della donna che interpreti nella serie.

La adoro ! Il mio personaggio si chiama Gioia e la puntata la Pop-olistica. Esattamente è un mix tra cultura pop e rinfusi concetti olistici, senso comune e spiritualità. L’obiettivo del suo primo appuntamento è quello di riuscire a convincere l’ editore alla produzione dei propri brani pop-spirituali. In pratica vuole unire il suo misticismo a qualcosa di terreno. Gioia vive di sensazioni, percezioni, e nel suo racconto confonde e seduce con presagi, coincidenze, casualità. Ella inoltre sostiene di aver ricevuto un messaggio spirituale dall’universo secondo il quale deve diventare famosa. La sua follia costringerà il povero editore ad ascoltare il suo brano… ovviamente orrendo.  🙂

Adele Piras nel ruolo della “A-Mantide”

Adele Piras

Adele, ti abbiamo già incontrato per DIRETTAmente in Scena, progetto sul teatro in streaming. Questo Prime Donne, invece, quali contenuti vuole affrontare? Perché scegliere proprio la comedy?

Non ci sono molti ruoli femminili in generale che abbiano uno spessore e che siano diversi dalla solita fidanzata, moglie di, amante. Spesso i prodotti di commedia sono silenti della figura femminile, utilizzata come compendio del personaggio maschile. Quante donne comiche conosci che non abbiano rinunciato alla loro femminilità per raggiungere l’obiettivo della comicità? Sono davvero poche. Noi siamo attrici belle e femminili, che parlano di donne, per le donne e per gli uomini. Vogliamo tornare ad avere ruoli in chiave comica, senza rinunciare o mettere sotto forma di clichè la nostra femminilità per far ridere. Ci siamo molto ispirate a Amy Schumer, che è una web commedian molto importante in America, ma anche alla tagliente ironia della Dandini o di Cinzia Leone. I contenuti di Prime Donne vogliono essere infatti intelligenti, autoironici, e superare stereotipi e volgarità. La comedy è proprio un’esigenza artistica molto forte e nobile che permette allo spettatore di identificarsi. Per questo abbiamo immaginato diversi personaggi al loro primo appuntamento, che è sempre un grande salto nel buio. C’è poi una riflessione sul mondo social relativa a “cosa può succedere adesso che ci incontriamo a tu per tu? “quanto fa paura conoscere uno sconosciuto dal vivo sperando ogni volta che sia quello giusto? Cosa vuol dire incontrarsi per davvero e avere un primo appuntamento?“. La generazione del nostro tempo si sta un po’ dimenticando delle “vecchie maniere“, perchè abbiamo modo di approcciarci come prima battuta magari proprio tramite social. Abbiamo già ben in mente il viso del nostro interlocutore in tante vesti diverse, sappiamo già i suoi gusti, gli amici in comune. Noi vorremmo tornare alle basi del primo appuntamento, per svelare un’umanità che poi è quella di Prime Donne, cioè personaggi abbastanza esuberanti, forti di personalità, che hanno tante paure ma non hanno vergogna di presentare le loro debolezze.

Il tuo personaggio quali peculiarità presenta?

La mia Rita è nella puntata la “A-Mantide“, ideata da un piccolo gioco di parole tra amante e mantide. Parte da questo impulso un pò distruttivo, scorretto, battagliero sugli uomini, ma poi si rivelerà una persona piena di simpatiche nevrosi. Interpreto una donna con un’energia piuttosto disturbata, cacofonica, che vive una sorta di fastidio perenne. Seduce, consuma e uccide nel mentre, è questa la metafora che rende bene l’idea. La puntata del mio personaggio, ad oggi, è stata resa visibile anche in occasione della Festa del Cinema di Roma, dove esordivo con la frase: “Perchè tu non fumi…? Meglio! Ecco, a causa mia voglio che inizi a fumare“. Come dire… se mi conosci hai una ragione in più per rovinarti la vita.  😛

Irene Splendorini nei panni della “stupenda.com”

Irene Splendorini

Irene, oltre che attrice, nella vita hai esperienza anche come social media manager. Non posso che chiedere a te quindi i canali comunicativi che avete scelto per portare avanti il vostro lavoro. Quale pubblico e aspettative volete raggiungere?

Abbiamo concluso una parte molto impegnativa del crowdfunding sulla piattaforma Eppela per la raccolta fondi, affiancandola ad eventi in locali di Roma. Qui facevamo serate di letture e intrattenimento per i nostri sostenitori che ci hanno poi offerto le loro donazioni. Successivamente ad aprile del 2017 abbiamo girato in studio le prime puntate utilizzando la tecnica del green screen. In parallelo, come tutte le buone strategie di inbound marketing, abbiamo fatto una call to action ai nostri followers attraverso la pagina ufficiale di Facebook DonnePrimeDonne e anche di Instagramm (primedonne_). Il nostro lavoro è stato affidato poi alla Premiere Film, casa di distribuzione per festival, che ha visto in esso delle potenzialità. Si è deciso così di effettuare inizialmente un iter festivaliero, esclusivamente dedicato alle web serie inedite. Prima o poi verrà pubblicato sul web e ovviamente anche su Youtube, che è comunque un palco di tutto rispetto. Noi speriamo che Prime Donne diventi una serie con molte puntate, e ci aspettiamo di allargare il cast con altri personaggi, anche maschili. Non è quindi una serie rivolta a sole donne ma a un pubblico molto più ampio, dai 18 ai 50 anni.

Tornando ai social, il  personaggio che interpreti si può dire molto legato a questo mondo, vero?

Assoutamente si! Il mio personaggio si chiama Cocò e la puntata Stupenda.com, quindi questo già dice tutto! E’ molto social-addicted, cosa che io vorrei essere davvero nella vita ma non ho il coraggio di diventare.  🙄 Il suo è il tipico atteggiamento delle fashion blogger, delle influencer, spavaldo e senza vergogna nel condividere e mostrare. Ama apparire, seguire i gattini, il countoring, il make-up. Questa vita fatta di iphone, telecamere professionali e foto dalle luci perfette, le fa dimenticare tutto il resto, come l’amore e il sesso. Le relazioni umane sono limitate e non si cerca un partner per la vita, ma quello che possa funzionare per i social: un uomo carino che abbia un seguito, un engagment. In fondo Cocò cerca di essere amata a tutti i costi, perché poi la vita vera è diversa da quella social, e conclude dicendo: “nella vita, a volte, un filtro non basta…”.

Gloria Radulescu in una “Indie” molto dipendente

Gloria Radulescu

Gloria, ci puoi descrivere il vostro incontro professionale? Come definiresti il rapporto con le tue colleghe, la regia, la produzione?

Liliana mi è stata presentata 2 anni fa da amicizie in comune ad una serata. In quell’occasione mi anticipò di questo progetto che era in cantiere già da diversi anni, fermatosi però per varie dinamiche e priorità su altri lavori. Dopo diverso tempo ha avuto la possibilità di conoscere meglio me, Adele e Irene, e le è tornata la voglia di riprenderlo e rimetterlo in moto. La nostra collaborazione è nata in modo molto semplice, con una chiacchierata in una sera d’estate. Ci siamo messe al tavolino con 4 fogli e una penna e abbiamo buttato giù tutte quelle che erano le nostre idee, scrivendo insieme dei monologhi a più mani. Reciprocamente ci siamo aiutate con i vari personaggi, non soffermandoci solo sul nostro. C’è stato proprio uno scambio di consigli, un lavoro collettivo, una coesione. Stessa cosa è avvenuta con i produttori di Dispàrte, Alessandro Amato e Luigi Chimienti. Abbiamo lavorato davvero in un bel clima.

Tra le varie fiction tv che hai fatto, ti mancava ancora questo ruolo femminile particolare che vai a inscenare qui?

E’ vero, hai detto bene. In realtà questa è la prima volta che interpreto un personaggio così complesso. Mi sono divertita tantissimo a misurarmi con un soggetto così lontano da come sono io e da altri personaggi che ho fatto in questi anni. Lei si chiama Fiorella, apparentemente timida, molto riservata, remissiva e poco avvezza all’apprendimento. Ha degli attacchi di rabbia, un rapporto conflittuale con la mamma e si ritrova per la maggior parte del tempo a vestirsi di nero come una Emo. Ama la sofferenza e lo stare chiusa in casa, quindi ha proprio l’ansia di un possibile contatto umano. Nella puntata, che non a caso si chiama Indie-sagio, in un incontro con un ipotetico interlocutore, Fiorella si ritroverà a dover rovesciare tutte quelle che sono le sue paure, fobie, ansie. Sarà una sorta di seduta psicologica più che un appuntamento, un vero e proprio momento di sfogo per lei, che finora non ha mai potuto manifestare. Durante il mio monologo si evince una sorta di controllo spietato della mamma nei confronti della figlia, come se gli avesse sempre imposto cosa sia giusto fare. Infatti ripete sempre: “me lo aveva detto mia mamma, me lo aveva detto…“. Sarebbe interessante, nel prosieguo della serie, vedere Fiorella in altri contesti, relazionarsi con altre persone, e liberasi finalmente da questo potere materno.

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Outdoor, festival della cultura metropolitana a Roma

Torna dal 14 aprile al 12 maggio 2018 negli spazi del Mattatoio, Outdoor, il più grande Festival in Italia dedicato alla cultura metropolitana. La manifestazione, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale in collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo, è ideata e diretta dall’agenzia creativa Nufactory, con il patrocinio della Regione Lazio. Quest’anno il tema centrale della manifestazione è Heritage”. Nell’anno europeo dedicato al patrimonio culturale, Outdoor, attraverso le discipline artistiche, indaga sul tema ponendo degli interrogativi a quanti visiteranno la manifestazione: Cosa rappresenta il patrimonio oggi? Quali culture sono considerate come patrimonio nella nostra società? Quale patrimonio stiamo costruendo e trasmetteremo alle future generazioni? L’odierna cultura popolare, tra influenze internazionali, mass media e social network, sarà al centro di un’indagine che metterà in risalto il singolo e le proprie scelte. Per questo Outdoor propone un’offerta eterogenea che si articola in varie sezioni: Arte, Musica, Televisione, alle quali si aggiungono le aree dedicate alle conferenze e al mercato dei makers contemporanei.

Outdoor festival è un progetto nato nel 2010 con l’intento di contribuire al cambiamento del tessuto sociale della città attraverso azioni di carattere culturale in grado di segnare profondamente le abitudini di chi vive e abita a Roma. Nel 2014, dopo 15 anni, Outdoor festival ha aperto l’Ex Dogana Ferroviaria, e nel 2015 l’Ex Caserma Guido Reni, offrendo alla città nuovi luoghi di aggregazione. Outdoor crede nel cambiamento, nelle pulsioni che lo animano e nelle correnti generazionali che nascono dai contesti urbani. Oggi, attraverso un network di artisti e produttori, offre un palcoscenico internazionale in aperto dialogo con il mondo. L’intera programmazione è consultabile sul sito www.out-door.it .

4 percorsi nel labirinto dell’Arte

Il padiglione Arte, a cura di Antonella Di Lullo e Christian Omodeo, si sviluppa in un percorso coinvolgente, interattivo e ludico. Il collettivo di architetti ha realizzato un Grande Labirinto che pone lo spettatore al centro della mostra, con la possibilità di scegliere la propria esperienza tra 4 percorsi diversi. Il primo percorso, “Disobedience”, riunisce artisti di diverse generazioni che, dal 1968 ad oggi, introducono degli elementi di discontinuità nel racconto storico. La crew dei writers tedeschi Berlin Kidz vive i graffiti come uno sport estremo e ha trasformato negli ultimi anni lo skyline berlinese con un alfabeto ispirato ai pixaçao brasiliani e all’alfabeto runico. L’artista italiano Biancoshock crea delle installazioni urbane che ironicamente invitano i passanti a riflettere sui problemi della nostra società. Il rapporto tra tempo oggettivo e soggettivo è alla base della ricerca di Paolo Buggiani, che ha incrociato nel suo percorso artisti come Keith Haring, Richard Hambleton e Ken Hiratsuka. Attraverso installazioni urbane, divenute virali su internet, il francese Mathieu Tremblin, riadatta lo spirito dei Situazionisti al mondo contemporaneo. Infine i disegni satirici e le installazioni di Wasted Rita, artista portoghese, offriranno un punto d’osservazione privilegiato sulla società contemporanea, sull’invasività dei nuovi media e sul ruolo delle donne.

Da sinistra: Biancoshock_Web 0.0; Sam3_Outdoor 2012; Scorpion Dagger_Morning Joe (Outdoor 2018)

I richiami del passato sono alla base della seconda sezioneTotal Recall”, che mette in scena una riappropriazione nostalgica e ironica del patrimonio. Tony Cheung, illustratore cinese, pone al centro delle sue opere le forti contraddizioni tra l’antica cultura e la moderna società del suo paese. Leonardo Crudi, artista romano, con i suoi poster disseminati per le strade della città, ispirati alle principali avanguardie storiche, crea un corto circuito visivo tra estetica del passato e contemporaneità. Un’icona della Street Art parigina dell’ultimo decennio, Madame, nei suoi collages urbani inserisce forti richiami alla grafica e alle scenografie teatrali dell’800 e inizio ‘900. Sam 3, internazionalmente riconosciuto per le sue grandi figure nere antropomorfe che appaiono sui muri delle principali città, si è recentemente cimentato nelle sperimentazioni video in stop motion. Il canadese Scorpion Dagger, ha fatto delle Gif animate il suo territorio privilegiato di sperimentazione, prelevando personaggi dai grandi dipinti del Rinascimento nordico. Rub Kandy (Mimmo Rubino) artista difficile da collocare in un ambito artistico, osserva e decostruisce il contesto urbano attraverso immagini dal forte impatto visivo.

Con il terzo percorso “Speedlight”, si sperimenta un nuovo sistema rispetto a questo continuo rivolgersi al passato. Un movimento istantaneo per tornare al futuro. Kid Acne, street artist inglese, fa delle parole l’oggetto principale della sua arte, come la scritta Paint over the cracks realizzata in occasione di Outdoor 2011. Motorefisico, progetto artistico degli architetti e designer romani Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo, disegna e reinventa lo spazio circostante attraverso rigorose linee simmetriche. I Quiet Ensemble sperimentano la contaminazione dell’elemento naturale con la tecnologia in precario equilibrio tra casualità e controllo. Uno, artista romano conosciuto per aver portato il volto del bambino della Kinder per le strade di diverse città, pone al centro della sua ricerca la ripetizione e la manipolazione della carta.

Kid Acne_Outdoor Roma 2011 (foto Guido Gazzilli), a destra UNO_Cvta Street Fest

Il quarto percorso, “Retromania”, indaga quei meccanismi che restituiscono un’aura agli oggetti industriali destinati alle masse, per includerli in un racconto storico normalmente riservato alle produzioni uniche ed irripetibili rivolte alle élites. Ricky Powell, uno dei grandi nomi della street photography, da quasi 40 anni documenta con il suo obiettivo la scena artistica e musicale underground newyorkese e, con essa, l’evoluzione dei codici della street fashion. I Love Tokyo, la collezione di sneakers di Fabrizio Efrati, fondatore di Market Kickit, riunisce scarpe da ginnastica prodotte a partire dagli anni ‘80 e testimonia la comparsa di un mercato internazionale di sneakers destinato ai collezionisti di streetwear.

In partnership con Google Arts and Culture, il tour che esplora tramite la realtà virtuale le opere delle passate edizioni del festival, viene presentato Stories. Un progetto di digitalizzazione del patrimonio immateriale ed orale di Roma, sviluppato dallo studio The Fake Factory specializzato in progetti di videoarte. Un’indagine sull’identità culturale e collettiva di alcuni quartieri periferici della città per restituirli al pubblico contemporaneo e futuro. Video a 360° guidano lo spettatore in un percorso emotivo nei luoghi della città, arricchito dal contributo di diversi artisti che ne narrano la storia e la quotidianità, e dal racconto fotografico a cura di Rub Kandy, Niccolò Beretta, Guido Gazzilli e a.DNA collective.

Ogni sabato musica di tendenza

La musica è la nuova protagonista della programmazione del festival che ospita quest’anno una line-up ispirata alle tendenze e sonorità che hanno segnato le ultime generazioni: dalla techno alla house, dalla disco all’hip hop e alla trap. All’interno del Mattatoio viene allestito un temporary club dove musica e visual si fondono insieme per offrire al pubblico un’esperienza live unica. Ad animare i 5 sabati, a partire dal 14 aprile, ci pensano gli Headliner del Festival. Quest’anno sarà il ritorno in Italia dopo 8 anni dei Booka Shade, duo berlinese patrimonio della musica elettronica europeaIn programma il 21 aprile la “Female Night“, una serata tutta al femminile. Si alternano in consolle le dj e producer Anja Schneider, artiste tra le più richieste e apprezzate nel mondo del clubbing internazionale, Erica.Me del collettivo femminile romano “She made” e Francesca Lombardo, reduce dai più grandi festival di tutto il mondo come il Tomorrowland e The Burning Man. Il 25 aprile, si esibirà dj Buenoventura, co-fondatore della techno band viennese Elektro Guzzi

Da sinistra i Booka Shade, la dj-producer Anja Schneider e DJ Buenoventura

Appuntamento il 28 aprile con i Digitalism, duo elettronico di Amburgo che con il loro disco d’esordio Idealism (2007) ha conquistato pubblico e critica. Il 5 maggio sarà la volta del dj e producer tedesco Purple Disco Machine, in tutte le radio con la hit Devil In Me (feat. Joe Killington & Duane Harden) e dj Mari Ka, nuova protagonista del clubbing milanese. Il 12 maggio, il party di chiusura del Red Bull BC One Italy Cypher 2018, evento nazionale più importante dedicato al mondo della break-dance, dove i migliori b-boy si sfidano per conquistare l’accesso alla finale internazionale. Headliner della serata l’icona e precursore dell’hip hop francese Cut Killer che vanta una partecipazione al fianco di Vincent Cassel nel film «L’Odio».

Le conferenze

Un ricco programma di conferenze e incontri caratterizzano tutti i venerdì del festival. Il 20 aprile è in programma un incontro organizzato in collaborazione con Ladies, Wines & Design, realtà internazionale che pone al centro il ruolo delle donne nel settore creativo e culturale. Il 27 aprile si apre con la conferenza “Talento digitale”, un incontro con esperti del settore digital e new media realizzata da Digital Yuppies, network di talenti e professionisti dell’industria digitale e creativa, con il supporto di IED – Istituto Europeo di Design.

In partnership con VICE Italia, il 4 maggio, è in programma la proiezione del documentario The Last Man of Mahana, prodotto da VICE Australia, che segue le tracce di Arthur, uno degli ultimi membri della comunità Mahana, fondata nel 1978 in Nuova Zelanda, sulla scia del movimento hippie. Segue l’incontro con Stefano Bianchi, fondatore della casa editrice di fotografia in crowdfunding Crowdbooks, che presenta il progetto Utopia di Carlo Bevilacqua, un racconto fotografico del giro per il mondo alla ricerca di persone che hanno abbandonato la società moderna per vivere in comunità. L’11 maggio il collettivo creativo Manifesto delle Visioni Parallele presenta Errore Digitale – Collezione 2018, un incontro con gli artisti internazionali e un workshop dedicato alla Glitch Art, genere artistico strettamente connesso alla video arte e alla fotografia, che attraverso l’apporto di processi informatici e digitali trasforma in forma artistica il concetto e il valore dell’ ”errore”.

Televisione e Fiera Mercato

Non si può parlare di patrimonio senza poter celebrare lo strumento che più di altri ha contribuito alla formazione ed alla diffusione di informazioni, tendenze, notizie per oltre mezzo secolo. La sezione dedicata alla televisione, realizzata in collaborazione con Rai, affronta il patrimonio televisivo italiano attraverso proiezioni e talk suddivisi in 4 appuntamenti domenicali. Ogni ciclo di proiezioni, dedicate all’intrattenimento, alla scienza alla cultura, allo sport e alle serie tv, è aperto da un momento di incontro e racconto con i protagonisti della televisione italiana. L’intento è quello di mostrare una parte della storia nazionale, per restituirla sia ad un pubblico che ha visto “in diretta” quei programmi sia alla generazione successiva.

All’interno degli spazi del Festival, in partnership con Wave Market, viene ricreato un mercato, un angolo di città, che si propone di promuovere la cultura dell’artigianato. Una vera e propria fiera dell’handmade che ogni settimana propone ai visitatori una tematica diversa: artigianato e design, vintage, street wear, editoria e illustrazioni. Il 25 aprile è il “Simply Amazing Day”, in questa occasione viene presentata al pubblico l’ultima nata del birrificio Birra del Borgo: la lager Lisa. Nella stessa giornata il Roma Vinyl Village propone al pubblico romano un market del vinile itinerante. L’area food è in collaborazione con Foodora mentre il beverage è affidato ad una selezione dei migliori bartender della città.

Quando:

Dal 14 aprile al 12 maggio

Info:

www.out-door.it  |  www.facebook.com/OUTDOORfestival/ |www.instagram.com/outdoorfestivalroma/

info@nufactory.it |06 7061 4597

Prezzi:

MOSTRA : Venerdì dalle 12.00 alle 00.00* | Sabato dalle 12.00 alle 00.00** | Domenica dalle 12.00 alle 21.00*

*include ingresso alle conferenze e al mercato  **esclude l’ingresso MUSICA

Intero: 10€ | Ridotto: 8€ | Under 10: Gratis

CONCERTI: Sabato dalle 21.30 alle 04.00

Intero: 15€ Ingresso: Lungo Tevere Testaccio

MERCATO: Venerdì: 18.00 – 22.00 | Sabato: 12.00 – 22.00 |Domenica: 12.00 – 20.00  Ingresso con il biglietto MOSTRA

Dove:

Mattatoio, Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma

made in Italy, Ligabue, cinema

Made in Italy, il film. La recensione

made in Italy, Ligabue, cinema

“Ognuno ha la sua storia per cui anch’io ho la mia. Nessuno può cambiarmi la memoria”

(Mi chiamano tutti Riko – Ligabue)

 

Ognuno ha la sua storia. Made in Italy racconta quella di Riko nella nuova pellicola diretta da Luciano Riccardo Ligabue. Un nome che svela già l’impronta di un’autobiografia possibile del terzo lavoro da regista del rocker emiliano dopo “Radiofreccia” (1998) e “Da zero a dieci” (2002).

Si sporca le mani Riko (Stefano Accorsi), non solo a insaccare mortadella, dipendente di un salumificio di provincia, ma a farsi travolgere dagli eventi della vita: il matrimonio in crisi con Sara (Kasia Smutniak) e la precarietà di un lavoro vittima di un’economia nazionale (made in italy) al collasso. Un film anticipato dall’omonimo album pubblicato l’anno scorso che, attraverso 14 brani, racconta la storia tormentata del protagonista e dei venerdì in discoteca con il suo amico Carnevale (Fausto Maria Sciarappa).

Sul grande schermo ritroviamo tutto, o quasi. Ci sono i 15 minuti di popolarità davanti a un telecronista sbugiardato nella volontà di raccontare l’abuso di un manganello su un manifestante. Informazione corrotta? Poco importa. La battuta ritagliata di Riko basterà a scuotere l’indignazione degli spettatori.  C’è la frustrazione per un mondo egoista piegato alle logiche di mercato, la cui depressione corrode anche le viscere più profonde e autentiche di una vita di provincia. Grandi meccanismi di potere che costringono l’onesta generazione di Riko a vendere la casa di campagna costruita dal nonno e allargata dal padre, con tutta la precarietà per il futuro di un figlio che sta per iscriversi al Dams.

made in Italy, Ligabue, cinema

C’è questo e molto altro in Made in Italy. Un altro che non si discosta mai dalla realtà che Ligabue conosce bene correndo, per questo, anche il rischio di rimanere sempre uguale a se stesso, nella musica ma anche nel suo cinema. Una coerenza che tutto sommato non si discosta dalla realtà di un uomo che non ha mai abbandonato Correggio, il proprio paese. Il rocker di provincia tra il sogno e la realtà di un bicchiere di lambrusco e pop corn che anche questa volta sceglie i “suoi” luoghi ma non solo. Tra i portici e le ex officine reggiane c’è la bellezza della città eterna ma soprattutto dell’Italia, il Paese (made in Italy) che Riko è costretto a salutare per una nuova speranza che arriva da Francoforte. Ma il suo non è un addio bensì un arrivederci. A dircelo sono le parole di Cesare Pavese: “Un paese ci vuole. Non fosse che per il gusto di andarsene via. Vuol dire sapere che nella gente e nella terra c’è qualcosa di tuo. Che anche quando non ci sei, resta lì ad aspettarti”.

 

Made in Italy, il trailer

Le fiabe di Rodari a Natale

Perdersi tra le pagine dolci e incantate che Gianni Rodari ha dedicato alle festività con “Rodari a Natale”. Spettacolo a ingresso gratuito che la Piccola Compagnia del Piero Gabrielli porta in scena il 22 dicembre alle ore 17,00 presso la biblioteca Goffredo Mameli. Parole e immagini legate in un gioco fatto di visioni, suoni, emozioni, ricordi, attraverso le interpretazioni di Edoardo LombardoGabriele OrtenziSimone SalucciGiulia Tetta e Danilo Turnaturi, giovani attori scritturati dal Teatro di Roma. Coinvolgeranno grandi e piccini in un momento di festa, periodo in cui i ritmi si allentano, ci si riappropria del tempo familiare e spesso si riflette sul valore delle persone e delle cose.

Dalla penna di Gianni Rodari…

Le letture di fiabe e filastrocche, drammatizzate dalla regia di Roberto Gandini e adattate da Attilio Marangon, prendono vita per la gioia dei più piccoli. Insieme al pubblico dei più grandi potranno lasciarsi rapire da un universo magico e incantato. Ricordi lontani, storie spensierate e felici, ma anche di solidarietà estrema. Come quella di un tenero nonno alla ricerca dei giocattoli per i suoi nipotini, che si imbatterà in un ambiguo Mefistofele alle prese con un marchingegno che fa scomparire oggetti e persone non graditi ai bambini. O la tenera parabola di un presepe in cui verranno catapultati Toro Seduto, un tamburino e un aviatore con tanto di aereo. E ancora, il racconto della rivolta dei personaggi classici del presepe: pastori e vecchine delle caldarroste, con tre finali possibili a scelta dei bambini. Un divertente gioco del destino saldamente nelle mani dei desideri dei più piccoli.

Da sinistra: Edoardo Maria Lombardo, Giulia Tetta, Gabriele Ortenzi (foto Diana Bulf)

Fiabe in scena per educare

Letture recitate sotto l’albero alla scoperta dei tesori che le fiabe e le filastrocche di Gianni Rodari raccontano e continuano a conservare, affascinando il pubblico con l’ironia, la fantasia e la capacità di immaginare un mondo migliore. Tessere e frammenti di un suggestivo mosaico di brani dello scrittore di Omegna sul tema del Natale. Atmosfere e momenti di magico incanto che si trasferiscono dalla pagina alla scena, per raccontare anche storie di solidarietà e vicinanza fra gli uomini. Queste parole di Rodari forse valgono anche per i grandi…

Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente. La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo. (Gianni Rodari)

“Toro Seduto” è Simone Salucci; Edoardo Maria Lombardo nei panni del pastorello (foto Diana Bulf)

Il Laboratorio teatrale integrato 

Il Laboratorio teatrale integrato Piero Gabrielli vede al lavoro una compagnia di giovani composta da normodotati e diversamente abili. E’ un progetto che ha un forte coinvolgimento di ragazzi, insegnanti e artisti. Una realtà che dal 1995 fa scuola sul tema dell’inclusione attraverso il teatro e del teatro sociale. Il rapporto che riesce a creare con la scuola è tale che la maggioranza delle attività si svolgono all’interno degli orari curricolari, e in collaborazione con tutti i docenti. Il laboratorio è riuscito a mettere in pratica il principio di inclusione che da molti viene sbandierato come un vessillo, ma che spesso rimane tale. Riuscire a parlare di questa realtà, farla conoscere, vuol dire non parlare solo di brutte notizie, ma poter dare una speranza a quanti pensano che non ci siano soluzioni o che tutto quello che accade sia sbagliato o corrotto.

Nell’anno in corso i Laboratori Gabrielli stanno coinvolgendo: 1530 ragazzi (di cui 462 con disabilità), 52 scuole, 99 docenti e 42 teatranti realizzando 1010 incontri laboratoriali. A compimento dei percorsi laboratoriali, si realizzeranno circa 80 rappresentazioni teatrali, coinvolgendo 9000 spettatori.

Info:

Il 22 dicembre, ore 17.00 Durata: 50 minuti

Ingresso gratuito

laboratoriogabrielli ; facebook

Dove:

Biblioteca Goffredo Mameli, Via del Pigneto, 22, 00176 Roma

Live Gospel concert al Vitala Festival

Giovedi 21 Dicembre, un attesissimo appuntamento in clima natalizio con la magia della musica Gospel ! A grande richiesta, tornano al Vitala Festival, i Chicago High Spirits. Le straordinarie voci black di Charlie Cannon, Joy Garrison, Kevin Ettienne, Fatimah Provillon, accompagnate al piano da Davide Pistoni, daranno vita a A Merry Little Christmas”. Nel contempo, nel foyer del teatro sarà possibile visitare la mostra gratuita “Artigiani in progress”, che esporrà variegate opere di 7 artisti italiani.

Una serata in pieno spirito festivo!

Chicago High Spirits sono uno spumeggiante gruppo che unisce esperienza, talento, potenza vocale e versatile fusione armoniosa. Con il loro emozionante concerto A Merry Little Christmas, condurranno il pubblico all’essenza della musica Spiritual e Gospel Song, brillando per varietà di repertorio e esecuzione. Lo spettatore sarà invitato anche a seguire il racconto storico di questo genere musicale. Ciascun brano scelto rappresenta un momento particolare del passaggio attraverso la cultura afro-americana e le origini della musica blues, soul e jazz. Ogni canzone è quindi una celebrazione della vita passata e presente, un’elevazione dello spirito. Il costante impegno dei Chicago High Spirits è alla base dei successi ottenuti in tutto il mondo. Hanno collaborato con solisti di fama internazionale come Ramazzotti, Bocelli, Zucchero, Amii Stewart, Baglioni, Ricciarelli, Gasdia. Importanti le loro partecipazioni ai Concerti in Vaticano per il Papa e al Giubileo degli artisti in Sala Paolo VI.

Artigiani  in progress

Dal 15 al 23 dicembre al Teatro San Genesio sarà allestita la mostra collettiva “Artigiani in progress“, esposizione delle originali opere di 7 artisti che spaziano su varie tecniche. Ogni artista si caratterizza per tecniche specifiche e un linguaggio personale. Dalla pittura ad olio di Angela Tirelli, con esperienza ventennale nel campo, a Patrizia e Nicoletta Galluccio con l’utilizzo dell’acrilico e decorazione con stoffa. Saranno presenti anche Patrizia Molinari, con le sue decorazioni artigianali attraverso l’uso di gioielli, e Giovanni Fontana, fine scultore che plasma il legno in modo armonico. Infine Laura Tirelli e Elisabetta Anello esporranno le loro opere rifinite con la tecnica africana del batik. La mostra sarà visitabile nelle ore pomeridiane, previo appuntamento o contestualmente agli eventi in programma presso il Teatro.

A ciascuno di noi è data una scintilla di follia artistica…non perdiamola !

Quando:

Gospel Concert: giovedì 21 Dicembre 2017 ore 21.00

Mostra “Artigiani in progress“: dal 15 al 23 dicembre, ore 18.30 – 20.00

Info:

347-8248661wonderwallenter@gmail.com Si consiglia la prenotazione

Prezzo:

Intero: 15 €  (include primo drink al bar);  Ridotto: 13 € (studenti/bambini).

Dove:

Teatro San Genesio | Via Podgora, 1 – Roma

Viaggio alla scoperta interiore di Frida Kahlo

Un grande evento di due giorni, nella nuova area dell’ Ex Dogana, permetterà di immergersi nelle atmosfere della pittrice Frida Kahlo. Attraverso una installazione composta da 15 video-proiettori e 12 schermi, il racconto della vita e le ispirazioni dell’artista messicana da un punto di vista nuovo e insolito. Sonorizzazioni a tema ripercorreranno le ambientazioni esotiche della sua terra, l’amore represso, gli autoritratti. Sullo schermo appariranno le fantasiose opere, le lettere e le fotografie. Inoltre verrà proiettato anche il film biografico “Frida“, interpretato da Salma Hayek, e il documentario “The Life and Times of Frida Kahlo“. “Inside Frida Kahlo” vi aspetta dal 7 al 8 ottobre, con party e area food nella location.

A sinistra una scena del film “Frida” con Salma Hayek (2002), a destra “Le due Frida”, (1939)

L’arte, l’ amore, il Messico

Frida Kahlo (1907-1954) ha affascinato per la straordinaria capacità di essere icona, di piegare la propria esistenza, con le sue sofferenze fisiche e sentimentali, con le sue grandezze, le sue debolezze e miserie. Un’immagine simbolo di donna-artista, emancipata, impegnata, ma dai tratti profondamente e universalmente umani. Questa ragazza dei sobborghi di Città del Messico, figlia di un fotografo di regime decaduto, nonostante il suo pur breve percorso esistenziale, è riuscita a diventare personaggio protagonista, venendo in contatto con massime personalità artistiche, politiche e storiche del suo tempo. I suoi quadri sono stati accostati all’arte surrealista. In realtà esprimono in maniera molto chiara i sentimenti e il dolore della loro autrice. Ad esempio in Autoritratto con collana di spine e colibrì c’è un parallelismo tra l’artista e Gesù Cristo, anche se qui la corona di spine viene sostituita da una collana. Una sorta di martire laica, che doveva le sue sofferenze alla malattia e ai tradimenti delle persone vicine. La sua attività artistica troverà grande rivalutazione dopo la sua morte, in particolare in Europa, con l’allestimento di numerose mostre.

Da sinistra “I novelli sposi nel 1931” (dono nuziale per Diego Rivera), “Autoritratto con collana di spine e colibrì” (1940), “Io e i miei pappagalli” (1941).

Orari:

Sabato 7: ore 22 – 5 (con party)
Domenica 8: 16 – 00

Prezzo:

€ 10 su prenotazione, scrivendo il proprio nominativo sulla bacheca di questo evento e il giorno della partecipazione.

Info:

ExDoganaRoma  – 3343849185

Dove:

Ex Dogana, Via di Scalo San Lorenzo 10, Roma

Al Vitala Festival inizia una nuova e ricca stagione di musica

Il 29 settembre 2017 prenderà il via la 6° edizione della Rassegna Musicale Vitala Festival presso il Teatro San Genesio di Roma. Il Vitala Festival, a cura di Fabiana De Rose, è una rassegna a natura filantropica con lo scopo di promuovere e sostenere musicisti, cantanti, artisti del settore musicale e delle arti visive. Attraverso un fittissimo calendario, che si concluderà il 24 Giugno 2018, verranno ospitati diversi gruppi musicali variegati per genere e composizione. Ad inaugurare la nuova stagione sarà il gruppo dei That’s All Folk con il suggestivo concerto-evento in cui verranno proposti i più celebri brani della tradizione folk e folk-rock Irlandese e Americana. Una serata di pieno folk-rock revival con celebri canzoni, ballate e brani strumentali. Uno sguardo alle edizioni passate del Vitala Festival rivissute in questo breve video.

All Folk, it’s right !

Il progetto That’s All Folk nasce dall’incontro di vecchi amici accomunati dalla passione per l’Irlanda e per la musica folk in generale. Qualcosa di simile la fecero grandi interpreti del folk revival come Christy Moore, gli Sweeney’s Men o i Fairport Convention. Alcuni componenti provenivano da precedenti esperienze in gruppi rock, per cui la voglia fu anche quella di fare una musica acustica che riprendesse anche lo spirito di gruppi come Pogues e Waterboys. I membri del gruppo hanno approfondito le loro conoscenze studiando e suonando con grandi interpreti e divulgatori del genere. Da loro hanno appreso e consolidato dunque un repertorio che parte dalle melodie dell’arpista irlandese O’Carolan, passando per le tradizionali gighe irlandesi, i reels scozzesi, le melodie delle montagne americane degli Appalacchi, le canzoni da pub portate al successo negli anni sessanta dai Dubliners, fino alle moderne contaminazioni. Il gruppo si è esibito e si esibisce tuttora nei più noti Irish pub di Roma e dal 2015 al festival “Eire!” di Bondeno, il più importante in Italia nel genere. Nel marzo del 2017 hanno auto-prodotto e pubblicato l’album “Waiting for Kathy“. Per ascoltarli, appuntamento venerdi 29 ore 21 al Teatro San Genesio.

Il gruppo dei That’s All Folk

Il programma del festival

Gli altri appuntamenti nel corso della manifestazione proseguiranno con cadenza mensile. Ad ottobre la splendida e avvolgente voce della cantante e compositrice Piera Pizzi, accompagnata al piano dal musicista Max Testa, presenterà un repertorio di brani soul, blues, jazz e italiani d’autore. Con The Beginners si vivrà una serata con il sound più genuino dei sixties con cover di Otis Redding, The Beatles, Van Morrison, Sam Cooke, Beach boys, Elvis Presley. Ritmi decisamente piu “caldi” nei mesi di novembre e dicembre. The Story Of the Blues di Eddie Zengeni percorrerà un viaggio suggestivo partendo dalle radici della tradizione afroamericana del Blues, mentre, in pieno clima natalizio, delizierà con i suoi cori il gruppo Gospel dei Chicago High Spirits. Da marzo a giugno i mesi dei grandi tributi! A marzo i Quanno Good Good ricorderanno Pino Daniele, mentre gli Hazy Shades si esibiranno nel repertorio intramontabile delle musiche Simon & Garfunkel. In aprile le grandi voci di Elsa Baldini e Lucy Campeti regaleranno rispettivamente il Jazz di Ella Fitzgerarld e il Soul di Aretha Franklin e Stevie Wonder. Concluderanno la rassegna nel mese finale lo spettacolo multimediale Into the Wild World di Riccardo Mei (con le canzoni di Eddie Vedder, Pearl Jam, Cat Stevens) e i No Quartet con l’acustica dei Led Zeppelin.

Da sinistra il coro Gospel Chicago High Spirits; Elsa Baldini con il suo “Elsa canta Ella” e Lucy Campeti in “A Soul Experience”.

Quando :

Vitala Festival : dal 29 settembre 2017 al 24 Giugno 2108

Prezzo: 

Intero € 15  (include primo drink al bar del foyer);  Ridotto € 13 (studenti/bambini).

Info/prenotazioni:

347-8248661; wonderwallenter@gmail.com

vitalafestival

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora, 1, Roma

Primavalle tra spettacoli, concerti e altro ancora!

Primavalle…mica l’ultima! , festa del quartiere promossa dall’associazione “Vengo da Primavalle”, nasce 6 anni fa da un gruppo di cittadini uniti dalla voglia di mostrare il volto migliore della zona. Dal 4 al 10 settembre, presso il Parco Anna Bracci, 7 giorni di programmazione live tra spettacoli, concerti, danza e tanto altro, per rendere questa sesta edizione indimenticabile come le precedenti. Tra i protagonisti ci saranno: Cose Popolari” di Nicola Pistoia, Francesco Stella e Ariele Vincenti, Emilio Stella Band, Alberto Farina, Brusco con i Roots in the Sky, Orchestraccia, Radici nel cemento, Dado, Inna Cantina Sound e tanti altri!

Aggregazione e divertimento

L’elemento che rende la festa Primavalle…mica l’ultima! un appuntamento atteso dalla cittadinanza è senza dubbio la fitta programmazione di eventi e spettacoli dal vivo. La scelta stessa del nome rappresenta il desiderio di risvegliare l’orgoglio di una periferia troppe volte raccontata solo con immagini di degrado, che invece dimostra di essere luogo di produzione culturale, in grado di catturare l’attenzione di un pubblico sempre più vasto. Rispettando lo spirito presente i precedenti appuntamenti, in Primavalle… mica l’ultima! si punterà sull’interdisciplinarietà, grazie all’intervento di artisti di fama nazionale nonché di giovani esordienti. Lo scopo principale sarà quello di avvicinare e conquistare le diverse fasce di pubblico a partire dai più giovani fino ad arrivare alla terza età.  Tutti gli eventi saranno completamente ad ingresso gratuito.

Un programma multiforme

L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAEOrganizzata con il patrocinio dell’ATER di Roma e ASL ROMA 1, vede il coinvolgimento di diverse realtà sociali, culturali ed associative del territorio. Nelle precedenti edizioni il successo è stato strepitoso, registrando la presenza giornaliera di circa 2500 persone, divenendo di fatto un evento riconosciuto e atteso dall’intero quadrante nord ovest della Capitale. Tantissimi appuntamenti a partire dalle ore 18,00. Mercatino e stand, animazione e laboratorio creativo scientifico (Cre.Sci-Lab) a cura dell’Associazione Mirimimmi. Appuntamenti di prevenzione curati dalla ASL Roma 1 e dalla ASL Veterinaria, attività sportive, aneddoti e racconti su Primavalle. Non mancheranno gli artisti di strada del Petit Cabaret 1924 con spettacoli di circo contemporaneo, esibizioni di danze orientali, concerti di gruppi emergenti. Ogni sera il clou con grandi ospiti. Lunedì 4 spettacolo teatrale “Cose Popolari” di Nicola Pistoia, Francesco Stella, Ariele Vincenti, con protagonisti Francesco Stella, Ariele Vincenti, Giordana Morandini. Martedì 5 alle 20:00 “I remember Massimo”, Concerto in ricordo di Massimo Urbani con Maurizio Urbani, Pericle Odierna, Stefano Sabatini, Dario Rosciglione, Armando Bertozzi e alle 21:45 Emilio Stella Band in concerto. Mercoledì 6 alle 21:00 All You Can Hear in concerto e alle 21:45 direttamente da Colorado, risate con Alberto Farina. Giovedì 7 alle 21:00 Inna Cantina Sound in concerto e alle 21:45 Brusco con i Roots in the Sky. Venerdì 8 alle 21:00 Dream Box in concerto e alle 21:45 direttamente da Zelig, il divertente Dado “Canta la notizia”. Sabato 9 alle 21:00 Rastalady & The Originals in concerto e alle 21:45 Radici nel cemento. Domenica 10 alle 21:00 Civico 33 in concerto e 21:45 Orchestraccia. Alle 23:30 chiusura festa con fuochi d’artificio.

Programmazione completa:

Social:

facebook: vengodaprimavalle

web: vengodaprimavalle

Quando:

Dal 4 al 10 Settembre

Orario inizio eventi 18:00

Dove:

Parco Anna Bracci , Via Alessio Ascalesi, Primavalle, Roma