I Gemelli di Guidonia arrivano con la loro “Disco-patia”

I Gemelli di Guidonia debutteranno a teatro col loro nuovissimo spettacolo dal titolo “Disco-patia…dica 33 giri”. Dopo i successi televisivi, radiofonici e teatrali al fianco di Enrico Montesano (E’ permesso?) e successivamente con Rosario Fiorello (Edicola Fiore e L’ora del Rosario), i tre fratelli Gino, Eduardo e Pacifico Acciarino saliranno sul palco del Teatro Tirso de Molina dal 24 al 28 ottobre. Finalmente una grande occasione da unici protagonisti per dimostrare in un teatro di Roma il loro valore, comunque già convincentemente espresso in molte piazze di città italiane. Il trio esaminerà con “orecchio clinico” la musica e i suoi protagonisti, cercando di prescrivere loro una fantomatica cura. Uno show comico-musicale frizzante e coinvolgente, diretto dal regista Antonello Costa, che trascinerà lo spettatore in forme di intrattenimento del tutto innovative.

I Gemelli di Guidonia durante le prove col regista Antonello Costa

Di seguito alcune domande ai Gemelli di Guidonia, che tornano sulle nostre pagine, stavolta per parlarci di “Disco-patia…dica 33 giri”.

Ciao ragazzi! Come nasce l’idea di portare questo spettacolo e su quali temi verterà?

L’idea nasce insieme al regista Antonello Costa. Abbiamo immaginato di ricreare una fantomatica clinica medico-musicale in cui siamo tre dottori che curano i cantanti, la musica e anche il pubblico. A questi speciali pazienti somministreremo divertenti e grottesche prescrizioni. Scherzeremo inoltre con alcune caratteristiche dei cantanti italiani e stranieri (non vi diciamo quali però) senza far mancare momenti emozionali cantati. 

Voi avete fatto molti show nelle piazze, peraltro riscuotendo ottimi consensi e partecipazione. A teatro vi aspettate un pubblico diverso, più critico e attento?

Si. Sicuramente il pubblico del teatro e molto più esigente e critico, ma allo stesso tempo per noi è molto più stimolante perché l’attenzione è al massimo rivolta sulla scena. Di conseguenza anche i tempi sono più dilatati rispetto alla piazza e puoi prenderti tutte le pause che vuoi. E il nostro spettacolo cercherà di adeguarsi il più possibile a questi canoni teatrali.

Perché gli spettatori non si dovranno perdere assolutamente il vostro spettacolo? Promuovetevi !

Perché è uno spettacolo leggero, senza volgarità in cui si ride (si spera 😀) con intelligenza. Da consigliare soprattutto a chi piace la musica e il cabaret musicale. Il pubblico sarà coinvolto in forme di intrattenimento del tutto innovative, come piace fare a noi. E quindi venite tutti al Teatro Tirso de Molina di Roma, dove saremo in scena dal 24 al 28 ottobre !!!

Quando:

Dal 24 al 28 Ottobre

mercoledi-sabato ore 21, domenica 17,30

Info e prezzi:

068411827 ; ticketone

intero 15,00 € (mercoledi e giovedi) 18,00 € venerdi sabato e domenica

ridotto 13,00 € (mercoledi e giovedi) 15,00 € venerdi sabato e domenica

Dove:

Teatro Tirso de Molina, Via Tirso, 89, 00198 Roma

La serie “Do You Have A Sec ?” di Laura Anzani in concorso al Roma Web Fest 2018

La divertente serie web “Do You have A Sec ?”, ideata dall’attrice Laura Anzani, sarà in concorso al Roma Web Fest 2018 dal 28 al 30 novembre. Per la Anzani, che conosciamo già per il progetto DIRETTAmente in Scena, una “piccola” grande conquista e soddisfazione enorme. I brevi monologhi al femminile, tutti da ridere, vedono come protagonista il personaggio di Sylvia. Il magazine Io Donna lo ha definito “Un po’ Franca Valeri e un po’ Sex and the City”. Infatti è facile per le donne identificarsi in esso. Con umorismo racconta la sua vita quotidiana, le insicurezze e la fragilità. E’ una persona normale e genuina che ha sempre la forza di sorridere, nonostante l’attitudine a cacciarsi nei guai. Ecco perchè cerca supporto e consigli. Per votare la web-serie basta andare su questo link https://www.romawebfest.it/video/do-you-have-a-sec/, cliccando sulle stelle accanto alla finestra con il video. E qui è proprio il caso di dire che un secondo da spendere lo potete avere tutti.

Do you have a sec ?” – Laura Anzani nell’episodio Optimism

Sylvia e la sua vita al telefono

Il progetto “Do You have A Sec ?” è iniziato circa 2 anni fa e portato avanti unicamente dall’attrice milanese, col prezioso sostegno di un pubblico fidatissimo. La bravura di Laura Anzani, impegnata anche con teatro e cinema, viene dimostrata dall’ironia e energia con cui affronta le sfumature caratteriali del suo personaggio. Sylvia, italiana che vive a Brooklyn, è una donna molto ingenua, brutalmente onesta e senza filtri. È sempre sull’orlo di una crisi che cerca di risolvere “in un secondo” al telefono con amici molto pazienti e solidali. Vari gli argomenti trattati, che vanno dalla gelosia per l’ex ragazzo ai testardi comportamenti adolescenziali, dai problemi di lavoro agli egoistici interessi. Tutti i monologhi sono recitati in lingua inglese con sottotitoli in italiano. Questa scelta, secondo l’artista, è dovuta al fatto che l’inglese valorizza molto più il ritmo e l’emozionalità di alcune espressioni, oltre i cambi di tonalità vocale. L’italiano, utilizzato comunque in rari momenti, sarebbe stato meno diretto in una conversazione telefonica frenetica, per una Sylvia che vede solo bianco o nero.

Per vedere le pillole delle puntate pubblicate, potete visitare la pagina Facebook sylviapills, alla sezione video.

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“Venerdi in bellezza”, spettacolo immersivo sulla Genesi di Michelangelo

Un Venerdi in bellezza per vivere le notti d’estate con la magia dell’arte di Michelangelo. Dal 20 luglio fino ad Ottobre, ogni venerdì diventa l’occasione per una serata unica. Il visitatore potrà infatti partecipare allo spettacolo “Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel”, l’innovativo show in scena all’Auditorium Conciliazione. Successivamente avrà la possibilità di entrare nei Musei Vaticani per una straordinaria visione notturna delle opere dal vivo, approfittando di una speciale offerta.

“Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel”, ideato da Marco Balich e realizzato da Artainment Worldwide Shows con la consulenza scientifica dei Musei Vaticani, è uno spettacolo immersivo sulla genesi del capolavoro di Michelangelo che ha già appassionato più di 130.000 spettatori, grazie all’emozione delle proiezioni ravvicinate delle opere, alla musica di Sting e alle voci di Pierfrancesco Favino e Susan Sarandon. Le riproduzioni a 270° degli affreschi nella Cappella Sistina permettono una visione unica e spettacolare del genio di Michelangelo, che completa l’esperienza insostituibile della visita della Cappella stessa. Per permettere allo spettatore il percorso ideale che comincia con lo spettacolo e prosegue con la visita dei Musei del Papa, “Giudizio Universale”,  propone la replica del Venerdì in orario pomeridiano ad hoc, in lingua italiana, con un biglietto speciale riservato ai visitatori dei Musei Vaticani.

Diluvio Universale” @Antonello&Montesi

I Musei Vaticani aprono ulteriormente le porte ad una straordinaria visita notturna, che prevede  anche  l’ascolto di un concerto nella  splendida cornice del Cortile della Pigna. E’ possibile abbinare, ad un prezzo speciale, anche la visione dello spettacolo “Giudizio Universale” e passare così una serata intera immersi nella bellezza, nell’arte e nella musica. L’apertura notturna offre, in primo luogo, la possibilità di visitare i Musei del Papa in un orario inconsueto, lontano dai ritmi vorticosi dei circuiti del turismo di massa, diventando così uno spazio privilegiato per chi desidera beneficiare al meglio del patrimonio culturale che i Vaticani racchiudono. Un momento ideale, dunque, per trarre ispirazione, istruzione e diletto dalla contemplazione dei capolavori custoditi nelle raccolte pontificie. L’agio di spazi meno affollati, la luce e il silenzio che la notte porta con sé rendono i Notturni un’esperienza emozionante, uno spettacolo della conoscenza.

Artainment Worldwide Shows è stata fondata nel 2016 all’interno di WSCorp. Nel 2017, la società Overjoy, composta da professionisti italiani di primo piano, ha deciso di investire in AWS credendo nella mission di Artainment. La roadmap di AWS prevede una seconda fase con il tour mondiale di “Giudizio Universale. Michelangelo and the Secrets of the Sistine Chapel” ed una terza con nuovi spettacoli, applicando il codice e il linguaggio di Artainment ad altri capolavori del patrimonio artistico e culturale italiano.

Quando:

Luglio, Agosto, Settembre e Ottobre 2018, ogni venerdì  (escluso Venerdì 10 Agosto, per riposo spettacolo)

Prezzi e Orari:

VISITA LIBERA IN NOTTURNA DEI MUSEI E SPETTACOLO GIUDIZIO UNIVERSALE (settori)

Immersive: € 38 (16€ + 22€)

Central: € 34 (16€ + 18€)

Standard: € 31 (16€ + 15€)

Under 18 e studenti under26 : Musei Vaticani + Giudizio Universale, tutti i Settori: € 24 (12€ + 12€)

Orario spettacolo Giudizio Universale: ore 17:30

Orario visita ai Musei: dalle 19.00 alle 23.00

Info:

Box Office: via della Conciliazione, 4t – Roma tel.+39.06.6832256 info@ giudiziouniversale.com

I biglietti sono acquistabili dal sito giudiziouniversale.com  e attraverso il circuito Vivaticket

Per acquistare il biglietto ridotto per la visita ai Musei, recarsi sul sito dei Musei Vaticani  oppure mostra il biglietto dello spettacolo del venerdì stesso all’ingresso dei Musei.

 

The Line Punch, oltre il senso del Rap

Il duo romano The Line Punch nasce nel Luglio del 2017 dall’unione di due rapper emergenti, legati nella musica e nell’amore: Stefano Porretta (in arte DeRua) e Eleonora La Monica (aka BKA). I primi due estratti, “Oggi” (prodotta da Dr. Cream, registrata e mixata presso il Dream Studio) e “Non Credo” (Prodotta e Mixata da Alieno), pubblicati tramite videoclip ufficiali, riscuotono un successo relativamente notevole considerata la posizione d’emergenza dei due. Inoltre, nell’Aprile del 2018 partecipano al One Shot Game dell’Honiro presso lo ZooBar di Roma, posizionandosi secondi sul podio. Di seguito l’intervista telefonica ai giovani cantanti che ci raccontano la loro interessante musica, un insieme di suoni moderni a contenuti sentiti.

The Line Punch (foto Simone Bureca)

Come e quando è nato il vostro progetto artistico The Line Punch? E soprattutto da dove ha origine questo nome?

Eleonora: Abbiamo iniziato a fare musica insieme da luglio 2017, ma già ci conoscevamo da molto tempo prima frequentando gli stessi studi di registrazione. Ci siamo resi conto che il progetto funzionava bene unendo le nostre forze, e siamo voluti andare oltre la semplice collaborazione formando il gruppo.

Stefano: Per quanto riguarda la scelta del nome, è avvenuta molto spontaneamente, quasi per scherzo. La parola “Punch Line” infatti è un termine che si usa nei giochi di parole nel mondo Rap. Nel momento in cui mettevamo le parole al contrario rispetto a come erano in realtà, ci è piaciuto molto l’effetto della pronuncia di questo termine.

Prima della vostra unione artistica lavoravate a progetti indipendenti. Eleonora, te avevi pubblicato dei singoli con il nome di Arya, vero?

Eleonora: Si, anche se il mio nome artistico è stato modificato diverse volte. Il primo nome era appunto Arya, poi è arrivato anche il secolo di Black Arya. Inizialmente era nato anche questo per gioco. Ero una ragazzina di 15 anni che adorava cantare, finchè non è arrivato qualcuno che ha voluto puntare sulla mia voce. C’era il rischio di poter cadere e bruciarsi, ma per fortuna già dalla seconda canzone le cose si stavano mettendo molto seriamente in positivo. Sono felice perchè ho realizzato un percorso di un anno e mezzo con dei cambiamenti enormi. Adesso mi sento a posto con la coscienza perchè so di avere un excursus.

Stefano, invece le tue precedenti esperienze soliste?

Stefano: Sono circa 4 anni che faccio musica, e col tempo sono stato sempre invogliato sia dalla gente che mi ha supportato che dai risultati ottenuti. Prima collaboravo con una family, poi per incomprensioni ho deciso di intraprendere un percorso da solista. Successivamente mi sono trovato con Eleonora iniziando il progetto TLP.

Quali sono le vostre influenze musicali o i cantanti che vi hanno segnato particolarmente?

Eleonora: Per il duo sicuramente la musica di G-Eazy e quella di Halsey ha giocato un ruolo importantissimo. Personalmente posso dire che sono cresciuta tra Michael Jackson e Eminem, e poi mi sono avvicinata tanto al Rap, soprattutto italiano.

Stefano: Anche io sono stato influenzato molto dai rapper italiani, avendoli ascoltati sin da ragazzino. Ritengo che per fare Rap sia impossibile non ascoltarlo.

La vostra musica non è semplice Rap? Come la definireste?

Eleonora: Cerchiamo di andare in qualche modo oltre a quello che è il Rap attuale. Non abbiamo assolutamente la pretesa di affermare di essere gli unici che mettono contenuti nei brani, perchè non è cosi. Sicuramente in un panorama artistico italiano in cui sono pochi gli artisti che fanno veramente leva sul significato del testo, noi cerchiamo di collocarci verso questo orizzonte. Vogliamo sperimentare ed essere sempre innovativi, restando però fedeli al concetto di Rap e quello di espressione personale su qualsiasi tipo di aspetto.

Stefano: Prendiamo spunto da vari stili e sonorità come la Trap, il Pop. Non facciamo la solita cosa scontata che si trova prevalentemente adesso.

Oggi” affronta un tema purtroppo ancora attuale, quello della violenza sulle donne. Raccontate un po’ la storia di questo pezzo.

Eleonora: In realtà la voglia di scrivere un pezzo su un argomento simile nasce in periodo non felicissimo della mia vita, e che mi ha turbata per molto tempo. Quando il Rap ti si presenta come una via di fuga, porta al bisogno di sfogare le proprie emozioni e scriverle. Ho chiesto a Stefano di prestare la sua voce e dare la possibilità di ricreare passo per passo la mia idea. Questo testo vuole far aprire gli occhi a chi attraversa situazioni del genere e non se ne rende ancora conto, per capire in anticipo la durezza della realtà.

Stefano: Il giorno in cui è uscito il videoclip di “Oggi” sul nostro canale Youtube, contemporaneamente si teneva anche la giornata internazionale contro la violenza di genere a Barcellona. E’ stata una casualità, assolutamente non preventivata, che ci ha permesso di partecipare al congresso (aperto a circa 600 studenti) e presentare il nostro video !

Eleonora: Io ho avuto la fortuna di vivere a Barcellona per un determinato periodo della vita e frequentare un liceo italiano. In onore del fatto che conoscevo l’ambiente e alcuni esponenti del consolato italiano, ho ricevuto il regalo della partecipazione. Chiaramente hanno anche ritenuto significativo e importante il concetto veicolato dalla canzone.

Anche il videoclip di “Non credo” ha avuto un notevole successo di visualizzazioni su Youtube. Di cosa parla questo singolo?

Stefano: Parla di un’amicizia finita male. Per noi assume un significato che per tanti altri può variare a seconda di come la si interpreta. 

Eleonora: Questo pezzo nasce in un periodo in cui entrambi avevamo discusso con una determinata persona. L’unico sfogo che abbiamo è la nostra musica, e abbiamo pensato che sarebbe stata protagonista per esprimere anche quegli attimi non propriamente spensierati della vita. Non abbiamo usato filtri, tutto quello che provavamo lo abbiamo tirato fuori.

Stefano: Quando ho trovato la base, ho cominciato a scrivere il testo. Eleonora è rimasta contenta del lavoro, contribuendo a potenziarne la scrittura. Insomma, siamo tutt’ora stra-soddisfatti di questo singolo!

Avete in programma nuovi brani e progetti a breve?

Stefano: Una settimana fa, circa, abbiamo pubblicato un freestyle su Instagram che svelava la copertina del nostro nuovo EP che uscirà molto presto. Si chiama (Un)Conscious e conterrà 7 tracce. Non segue una linearità, ma presenta perlopiù sperimentazioni, soprattutto per farci capire fino a che punto possiamo spingerci.

Eleonora: Ci stiamo portando avanti nel lavoro e sono pronte moltissime altre cose; ma stiamo procedendo piano, aspettando prima l’effetto che farà (Un)Conscious

 

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Segui i The Line Punch su:

Youtube: The Line Punch

Facebook: thelinepunchofficial

Instagram: thelinepunch

Into the Wild Word, spettacolo multimediale tra anima e natura

Il 31 maggio il Vitala Festival ospita nella consueta cornice del Teatro San Genesio di Roma un nuovo evento che unisce musica e racconto: ” Into the Wild World – quelli che cercano”. Un viaggio nei territori selvaggi dell’anima e della natura. Lo spettacolo multimediale, scritto e diretto dall’ attore e cantante Riccardo Mei, non propone soltanto un repertorio di canzoni live di Eddie Vedder dei Pearl Jam e Cat Stevens. Si spazierà infatti anche in ambito cinematografico, teatrale e letterario e viceversa.

Il Teatro racconta storie

Questo spettacolo mette in scena una storia esemplare che ne contiene molte altre. Come in un gioco di incastri, i contenitori si aprono per raccontare altre vicende, recitate, immaginate, vissute. Da una storia si passa all’altra, dalla vita vissuta si passa al racconto, al film e al teatro. Riccardo Mei per molti anni è stato voce narrante di importanti programmi di viaggi e scoperte della tv italiana come Kilimangiaro, Passaggio a nord Ovest, Superquark, Rai Storia, Correva l’anno, Geo & Geo, Gaia, Voyager, ma anche per National Geographic. Con Into the Wild World vuole condurre gli spettatori in un viaggio teatrale, letterario, cinematografico e musicale. Si parte dai bisogni primari dell’uomo alle emozioni narrate dal libro “Nelle Terre Estreme” di Jon Krakauer, fino al film Into The Wild, con Sean Penn. Si parlerà anche di autori che hanno scritto di viaggi e ricerca di se stessi come Jack London, Walter Bonatti e Giorgio Gaber.

Riccardo, accompagnato dal suo gruppo, interpreterà le canzoni di Eddie Vedder scritte per il film, brani di Cat Stevens e Pearl Jam, oltre a sue composizioni e brani originali. Le parti recitate e i monologhi verranno alternate alle canzoni, mentre sullo schermo scorreranno video proiezioni realizzate da Sergio Vecia, Chiara Cetorelli e Massimiliano Sbrolla per sottolineare le fasi della narrazione proponendone una parallela. In esclusiva, anche le straordinarie foto naturalistiche di Barbara Dall’Angelo. Into the Wild World è più di uno spettacolo, è la messa in scena del sogno di tutte quelle anime libere che cercano profondamente l’essenza della vita, forti emozioni ed una maggiore consapevolezza e coscienza ambientale.

Riccardo Mei, voce, ukulele, flauto, chitarra

Maurizio Loffredo, chitarre,

Maurizio Meo, contrabbasso

Nunzia Carrozza, pianoforte

Ivo Parlati, batteria, percussioni

Quando:

Into the Wild Word: Giovedi 31 maggio ore 21.00

Info e prezzi:

Intero € 15 (include primo drink al bar del foyer);  Ridotto € 13 (studenti/bambini).

3478248661 ; wonderwallenter@gmail.com

vitalafestival    www.riccardomei.it

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora, 1, Roma

Elsa canta Ella, un concerto evocativo ed emozionante

” Elsa canta Ella ”, un evento speciale nella serata del 28 aprile per il Vitala Festival, al Teatro San Genesio. Elsa Baldini, con la sua band, dedicherà un tributo particolare ad una delle più grandi ed influenti interpreti della storia del Jazz, la grandissima cantante americana Ella Fitzgerald. Questa sarà l’occasione per raccontare un viaggio tra i brani più celebri della discografia della Fitzgerald, riproponendo anche perle compositive di altri illustri autori del Jazz. La straordinaria voce di Elsa Baldini verrà accompagnata al pianoforte da Stefano Proietti, mentre Davide Di Giuseppe si posizionerà alla batteria Oscar Cherici al contrabbasso.

L’armonia vocale di Elsa Baldini

Elsa Baldini nasce a Wetzikon, in Svizzera, nel 1965. Considerate le sue inclinazioni nel canto sin da bambina, comincia l’attività già da adolescente. Trasferitasi a Roma alla fine degli anni ottanta, e aver subito intrapreso la professione vera e propria, costituisce il suo primo gruppo, “Helsapoppin“. Qui interpreta brani di estrazione soul/blues e soprattutto dance ’70/’80/’90, tenendo più di 1000 concerti in tutta Italia. Elsa è una delle cantanti della Capitale più presenti su tanti palcoscenici nazionali ed esteri. Infatti ha partecipato a varie tournée e progetti sia teatrali che televisivi, lavorando come corista a varie trasmissioni di Rai e Mediaset.

Negli anni ha collaborato con alcuni artisti della scena romana, nazionale ed internazionali, quali Max Gazzè, Andrea Bocelli, Gerardina Trovato, Giorgia, Tosca, Mario Biondi, James Taylor, Fulvio Tomaino, Alan Soul, Bobby Kimbal, Mike Francis, Gabriella Ferri, Edoardo Vianello. Canta poi nella colonna sonora di “Uomini senza donne” di Sergio Cammariere. Nel 2006 registra i cori nel cd Calypso di Francesco De Gregori, e con Gigi Proietti collabora nello spettacolo “Di nuovo buonasera” come vocal coach dei cantanti/attori/ballerini. Dopo varie esperienze in diversi generi musicali, trova la propria identità artistica nel gruppo soul-jazz “Elsa Baldini 4et”, col quale incide un disco nel 2010, “Soul Jazz from the birth”. Il Soul-Jazz, genere musicale sviluppatosi negli anni ’50, enfatizza una pulsazione ritmica ripetitiva, con cadenze melodiche più stilizzate e assoli meno complessi rispetto a quelli praticati nel Blues o Gospel.

Da qualche anno la Baldini tiene con successo in tutta Italia un’attività intensa tra seminari, master-classes, clinics e stages di canto e perfezionamento sulla voce artistica.

Quando:

Elsa canta Ella: sabato 28 Aprile, ore 21:30

Info e prezzi:

347-8248661wonderwallenter@gmail.com  Si consiglia la prenotazione.

Intero 15€  (include primo drink al bar del foyer);  Ridotto 13€ (studenti/bambini).

Dalle 20.30 sarà disponibile un SERVIZIO BUFFET pre-concerto.

Dove:

Teatro San Genesio, Via Podgora,1, Roma

Enigma Fest, 4 serate all’insegna delle Arti creative

L’ Enigma Fest è un Festival che coinvolge tutte le arti quali Danza, Teatro, Musica, Arti Visive, Poesia e Pittura, ed è rivolto a tutti gli artisti emergenti del panorama italiano con l’intento di diffondere la cultura e condividerla. L’Enigma è il simbolo di tutto ciò che deve essere portato alla luce, riscoperto. È una domanda senza risposta, che sorge dal profondo della coscienza. È il motivo per il quale l’uomo ha iniziato a fare Arte. È l’ignoto che nasconde qualsiasi significato. L’ Enigma Fest vuole recuperare questo primordiale bisogno di conoscenza e metterlo a disposizione della creatività, vuole dare spazio alle idee e costruire un cerchio di fiducia che si basa su poche premesse: Arte e Vita. Nasce da un’idea di Andrea Pizzari, Diletta Brancatelli e Lidia di Girolamo con il supporto tecnico Federico Vigorito e del Teatro della Visitazione, che ospiterà la manifestazione. Per le 4 serate, oltre alle esibizioni delle giovani compagnie, saranno ospiti il regista e attore Massimiliano Bruno, il cantante Max Manfredi, l’ étoile Mariella Castelli Giuseppe Sorgi. Durante l’ Enigma Fest, all’interno del teatro, sarà anche possibile visitare le opere artistiche di Andrea Pizzari, Laura Desideri, Matteo Nardone, Adriano Natale e Federico D’Antoni. Di seguito l’intera programmazione del festival che avrà inizio giovedì 19 aprile e si concluderà domenica 22.

Gli ospiti e i Visual Artists dell’ Enigma Fest 2018

Giovedì 19 aprile

A iniziare sarà la Saw Dance Company, emergente compagnia di danza contemporanea da Riva Del Garda. Il loro spettacolo s’intitola “Autòs-Entòs”, e si basa su “Cosa significa essere autentici oggi?“, prendendo ispirazione dall’opera Essere e Tempo di Heidegger. Regia e coreografie a cura di Veronica Boniotti. L’attore e danzatore toscano Giuseppe Claudio Insalaco presenterà l’estratto del suo spettacolo teatrale All My Shit”. L’idea generatrice è il concetto che il lavoro di un artista rappresenti una tappa della propria formazione come essere umano, e che l’intera sua opera omnia possa essere vista come una mappa in cui sono indicati i momenti salienti della vita personale. Altro spettacolo di danza è il “Il Mago di Oz”, della compagnia romana Namastè Dance Company, per la regia e coreografia di Letizia Arcudi. Un atto unico ispirato all’omonimo romanzo per ragazzi di Frank Baum, rivisitato con tematiche particolari legate principalmente alla psiche e l’animo umano. Il racconto vede Dorothy, una ragazza che affronta le difficoltà adolescenziali e il passaggio ad un’età adulta. La presa di coscienza che il mondo reale necessita di intelligenza, coraggio e cuore, porta Dorothy prima ad allontanarsi dalla realtà, per poi  ritornarvi finalmente matura. Spazio anche ad un reading poetico-musicale intitolato “Vorrei perdermi tra le mie braccia”. Gli autori dei testi sono il chitarrista Roberto Scippa e la poetessa Francesca Castro. Il reading nasce come atto poetico musicale che desidera indagare la densa complessità del femminile nelle sue molteplici sfaccettature. Parole e musica accompagneranno lo spettatore in un viaggio notturno ed evocativo, a tratti onirico, alla scoperta dell’identità e della sessualità, verso quel luogo mitico e senza tempo, nel quale si celebra il misterioso e intimo incontro con se stessi e con l’altro.

Da sinistra: “Autòs-Entòs” della Saw Dance Company, a destra “Il Mago di Oz” della Namastè Dance Company

Venerdì 20 aprile

Il solo di Teatro-DanzaIsa.Bella, vedrà la collaborazione dell’interprete Irene Maria Giorgi e di Teresa Farella in regia. Questa unione artistica ha dato vita ad un progetto che nasce dalla voglia di riscattare la femminilità di donne incontrate e conosciute in diversi ambiti lavorativi: da contesti detentivi e protetti a quelli più quotidiani. Un continuo interrogarsi su come la danza possa spogliarsi dal suo aspetto performante e parlare di autenticità e di verità femminile, fino a raccontare di vita, quella che pulsa, fatta di viscere. “Fase R.E.M.” è un primo studio di teatro-danza della Compagnia Echoes, che vede in Giuliana Maglia la direzione artistica. Nasce da quei labirinti della mente immersa nel sonno più profondo, un insieme d’immagini oniriche evocative di una “realtà non realtà” alterata, nella quale spesso si trova la parte più vera e autentica di noi. La fase REM è il momento in cui si sogna, ed è proprio sul sogno che si sviluppa il nuovo lavoro coreografico della Maglia. Il progetto musicale sperimentale VOX NUDA viene portato dalla cantante e musicista di organetto Laura Desideri. La performance racconta l’approccio alla voce come strumento, teoria e pratica attraverso l’ausilio dell’elettronica e lavori di overdubbing, sintesi di anni di studi ed esperimenti. La Desideri, dotata di una vasta gamma vocale dal tono cristallino, condurrà gli ascoltatori ad immergersi nelle emozioni invitandoli a riconnettersi con il proprio scopo e il cuore della Terra. Un viaggio su voce nuda, appunto NUDA VOX. “(In)Finito” è il titolo dello spettacolo di danza contemporanea della Entropia dance company proveniente da Napoli. La ricerca dell’uomo, attraverso il movimento, della rappresentazione del senso di finitudine della vita umana. Una corda delimita lo spazio che simboleggia il confine, varco oltre il quale c’è l’ignoto della morte, stimolatrice dell’immaginario artistico. Dall’affannosa ricerca della comprensione, attraverso la danza, sopraggiunge la sensazione dell’eterno, un attimo in cui dinanzi alla caducità umana della nostra natura, si spiega il senso di infinito di cui siamo capaci. Regia e coreografie di Marco Lombardi.

Laura Desideri con il progetto musicale VOX NUDA;  a destra (In)finito della Entropia dance company

Sabato 21 aprile

Ospite della serata Mariella Castelli, étoile e pedagoga, che inaugurerà il Sabato ad Enigma Fest insieme a Sandro D’Ippoliti, coreografo e direttore della Scuola Milesimo Sport Center. Diletta Brancatelli seguirà regia e coreografia di “Altamarea“, il primo studio dello spettacolo di danza contemporanea di Atlantide Dance Company. Il progetto mette in scena le molteplici reazioni che scaturiscono dall’incontro tra il sensibile e l’artificiale. I protagonisti sono degli esseri cellulari, prodotti dall’energia cosmica, all’alba dei tempi quando la terra era ancora magma in trasformazione. Lungo il loro viaggio alla scoperta di sé e delle cose, incapperanno nell’evoluzione del mondo e nell’avanzamento incalzante della tecnologia. La volontà è di porsi come osservatori delle reazioni chimiche e naturali che derivano da questa grandiosa e affascinante divergenza. Poesia e danza contemporanea si incontrano in “Lettera al medico in Manicomio” di Alda Merini. Il testo è proposto ed interpretato contemporaneamente dall’attrice Lidia Di Girolamo e dalla danzatrice e coreografa Federica De Francesco. Sulla scena quindi la figura di Alda Merini è volutamente “sdoppiata” nella voce e nel corpo. “Dalla Padella alla Brace” è lo spettacolo teatrale in due atti unici di e con Luigi Falco e Beatrice Siciliano. I protagonisti si troveranno in situazioni che metteranno in evidenza le loro differenze e debolezze. La serata si concluderà con il cantautore genovese Max Manfredi che presenterà alcuni suoi brani insieme al Duo Griot, ovvero Matteo Colasanti e Laura Desideri, con la partecipazione della compagnia Atlantide Dance Company.

“Altamarea” della Atlantide Dance Company; “Pluriessenza” della Compagnia Identità Contemporanee

Domenica 22 aprile

Ospite che aprirà l’ultima serata è Massimiliano Bruno, grande attore e regista teatrale. Ci sarà poi il progetto sperimentale di danza contemporanea “Apple After Netwon della Uscite di Emergenza Contemporary Dance Company (regia e coreografie di Davide Romeo). La mela: metafora della gravità per un lavoro corporeo e simbolo che ha stimolato l’immaginario umano entrando nel folklore e nella mitologia. Partendo da Newton, si esplorano le possibilità espressive delle immagini, dei racconti, dei miti e dei giochi che hanno a che fare con la mela per creare una performance surreale e citazionistica, con una vena ironica e allo stesso tempo poetica. La mela è il leit motif di una ricerca antropologica su tutti i fronti: umano, relazionale, evocativo, esperienziale, coreutico e coreografico. “Pluriessenza“, spettacolo di danza contemporanea della Compagnia siciliana Identità Contemporanee (regia e coreografie di Simona Fichera). E’ un viaggio introspettivo alla riscoperta dei 5 sensi, che sfocia in un pensiero intimo talvolta influenzato da giudizi sociali. Un percorso sensoriale per il piacere di essere se stessi, attraverso interrogazioni personali, incontri, contatti, odori, sensazioni, emozioni, gusti. Spesso il nostro io si sdoppia e segue direzioni opposte: si scontra, si incontra e percorre una strada alla fine della quale deciderà se essere o apparire. Dharma Bums e Luca Natali è l’incontro musicale che vede la presenza di Matteo Colasanti alla chitarra, la voce Laura Desideri e Luca Natali, musicista di tamburo armonico e didgeridoo. E’ un progetto aperto di contaminazione e ricerca sonora tra world ed elettronica. Il festival si concluderà con l’ultimo ospite in scaletta, l’attore e autore Giuseppe Sorgi.

Quando:

Enigma Fest : Dal 19 al 22 aprile

Info e prezzi:

enigmafest2018@gmail.com  Fb Enigma FEST

Costo biglietto: 10 €+ 2 € tessera associativa.

Dove:

Teatro della Visitazione, via  dei Crispolti 142 – Roma

Prime Donne, la web serie intelligente, ironica, quanto mai reale

Prime Donne è la web-serie ideata dall’attrice Liliana Fiorelli, con la partecipazione attiva delle colleghe Adele Piras, Irene Splendorini e Gloria Radulescu. Attrici giovani, preparate, bellissime e già con molteplici esperienze in diversi campi che vanno dal teatro, al cinema, alle fiction tv. La prima stagione prevede 4 episodi, ciascuno legato ad un singolo personaggio femminile (dalle diverse sfumature) alle prese con un primo appuntamento. Donne impossibili, problematiche, con le quali non si vorrebbe mai uscire e che invece si incontrano e alla fine piacciono proprio perchè esistono. La produzione, che ha già in cantiere la seconda stagione, è affidata alla casa cinematografica romana Dispàrte, e viene distribuita dalla Premiere Film Italy. Curiosi, restiamo in attesa di notizie ufficiali sulla data di pubblicazione. Nel frattempo Prime Donne si è aggiudicata la finale dell’ International Online Web Fest nella categoria European Web Series, dove rappresenterà l’Italia in autunno. In bocca al lupo ragazze, anzi Prime Donne!

Da sinistra: Gloria Radulescu, Irene Splendorini, Liliana Fiorelli e Adele Piras, “Prime Donne” alla Festa del Cinema di Roma (foto Iorio)

Di seguito le interviste a Liliana, Adele, Irene e Gloria che ci raccontano la serie e descrivono i loro accattivanti personaggi.

Liliana Fiorelli: La mia Gioia? Una mistica pop

Liliana, sei l’ideatrice di Prime Donne. Ci puoi spiegare da cosa nasce questo progetto e come lo avete costruito?

Prime Donne è un progetto che ho sempre voluto vedere nel web come spettatrice. Un prodotto che abbiamo cercato di rendere qualitativo sotto tutti gli aspetti, con un cura cinematografica, un’attenzione antropologica alla costruzione dei personaggi col reparto trucco e costumi (Liliana Serra e Marta Romano), e una dedizione recitativa molto attenta. Volevamo fare un piccolo cambiamento dato dalla necessità di unire contenuti e approccio visivo. Attraverso la scelta del linguaggio, si è creato un testo che fosse privo di gender, senza rivolgerci al maschile né al femminile. E con la lingua italiana è difficilissimo trovare degli escamotage! Prime Donne racconta di primi appuntamenti che avvengono direttamente con lo spettatore, proprio per dare questo senso di realtà in un incontro virtuale. Anche se sembrerebbe un controsenso, la volontà è quella di  rappresentare il più possibile il contatto con lo spettatore. Grazie alla regia di Giacomo Spaconi, abbiamo voluto “umanizzare” la macchina da presa lavorando sui punti di riferimento come occhi, naso e bocca dell’interlocutore che stavamo guardando rispetto agli angoli dell’obiettivo. Non capita molto spesso di dover interagire con la telecamera come se fosse un essere umano! Ogni puntata della serie ricorda un’esibizione piuttosto che una necessità di un incontro o voglia di stare con un’altra persona. In alcuni momenti si frappongono dei flashback che tendono a raccontare la realtà rispetto alla finzione e svelare le intenzioni del personaggio. L’utilizzo della forma del monologo non permette allo spettatore di parlare, proprio perchè la prima donna, con tutta la voglia di esprimersi, di affermarsi, non gli darà mai ascolto. La sfida è quella di presentare dei primi appuntamenti che raccontino 5 minuti della vita di una persona che sicuramente abbiamo incontrato, prima o poi.

Liliana Fiorelli

Esistono similitudini con altre “prime donne” (le politiche Raggi, Meloni n.d.r.) che parodizzi su facebook nei divertentissimi video di “Maladonna?

E’ un mio interesse cercare di cogliere l’anima artistica, comica, umana (e quindi di debolezza) di personaggi femminili della sfera pubblica, apparentemente monolitici. Innanzitutto sono pochi, ed è difficile trovarli avvincenti. Una cosa che sento molto sono questi attacchi, strumentalizzazioni che vengono compiuti nei loro confronti, al di là del colore politico. Vorrei far riflettere sulla frustrazione di un personaggio immaginando come se potesse esprimere tutto il suo risentimento. Dico sempre che non sono delle parodie, ma delle vere e proprie impersonificazioni. Cerco di immergermi completamente nel personaggio di riferimento. Anche qui è avvincente fare un percorso trasformativo, che una volta acquisito posso replicare.

Parlaci della donna che interpreti nella serie.

La adoro ! Il mio personaggio si chiama Gioia e la puntata la Pop-olistica. Esattamente è un mix tra cultura pop e rinfusi concetti olistici, senso comune e spiritualità. L’obiettivo del suo primo appuntamento è quello di riuscire a convincere l’ editore alla produzione dei propri brani pop-spirituali. In pratica vuole unire il suo misticismo a qualcosa di terreno. Gioia vive di sensazioni, percezioni, e nel suo racconto confonde e seduce con presagi, coincidenze, casualità. Ella inoltre sostiene di aver ricevuto un messaggio spirituale dall’universo secondo il quale deve diventare famosa. La sua follia costringerà il povero editore ad ascoltare il suo brano… ovviamente orrendo.  🙂

Adele Piras nel ruolo della “A-Mantide”

Adele Piras

Adele, ti abbiamo già incontrato per DIRETTAmente in Scena, progetto sul teatro in streaming. Questo Prime Donne, invece, quali contenuti vuole affrontare? Perché scegliere proprio la comedy?

Non ci sono molti ruoli femminili in generale che abbiano uno spessore e che siano diversi dalla solita fidanzata, moglie di, amante. Spesso i prodotti di commedia sono silenti della figura femminile, utilizzata come compendio del personaggio maschile. Quante donne comiche conosci che non abbiano rinunciato alla loro femminilità per raggiungere l’obiettivo della comicità? Sono davvero poche. Noi siamo attrici belle e femminili, che parlano di donne, per le donne e per gli uomini. Vogliamo tornare ad avere ruoli in chiave comica, senza rinunciare o mettere sotto forma di clichè la nostra femminilità per far ridere. Ci siamo molto ispirate a Amy Schumer, che è una web commedian molto importante in America, ma anche alla tagliente ironia della Dandini o di Cinzia Leone. I contenuti di Prime Donne vogliono essere infatti intelligenti, autoironici, e superare stereotipi e volgarità. La comedy è proprio un’esigenza artistica molto forte e nobile che permette allo spettatore di identificarsi. Per questo abbiamo immaginato diversi personaggi al loro primo appuntamento, che è sempre un grande salto nel buio. C’è poi una riflessione sul mondo social relativa a “cosa può succedere adesso che ci incontriamo a tu per tu? “quanto fa paura conoscere uno sconosciuto dal vivo sperando ogni volta che sia quello giusto? Cosa vuol dire incontrarsi per davvero e avere un primo appuntamento?“. La generazione del nostro tempo si sta un po’ dimenticando delle “vecchie maniere“, perchè abbiamo modo di approcciarci come prima battuta magari proprio tramite social. Abbiamo già ben in mente il viso del nostro interlocutore in tante vesti diverse, sappiamo già i suoi gusti, gli amici in comune. Noi vorremmo tornare alle basi del primo appuntamento, per svelare un’umanità che poi è quella di Prime Donne, cioè personaggi abbastanza esuberanti, forti di personalità, che hanno tante paure ma non hanno vergogna di presentare le loro debolezze.

Il tuo personaggio quali peculiarità presenta?

La mia Rita è nella puntata la “A-Mantide“, ideata da un piccolo gioco di parole tra amante e mantide. Parte da questo impulso un pò distruttivo, scorretto, battagliero sugli uomini, ma poi si rivelerà una persona piena di simpatiche nevrosi. Interpreto una donna con un’energia piuttosto disturbata, cacofonica, che vive una sorta di fastidio perenne. Seduce, consuma e uccide nel mentre, è questa la metafora che rende bene l’idea. La puntata del mio personaggio, ad oggi, è stata resa visibile anche in occasione della Festa del Cinema di Roma, dove esordivo con la frase: “Perchè tu non fumi…? Meglio! Ecco, a causa mia voglio che inizi a fumare“. Come dire… se mi conosci hai una ragione in più per rovinarti la vita.  😛

Irene Splendorini nei panni della “stupenda.com”

Irene Splendorini

Irene, oltre che attrice, nella vita hai esperienza anche come social media manager. Non posso che chiedere a te quindi i canali comunicativi che avete scelto per portare avanti il vostro lavoro. Quale pubblico e aspettative volete raggiungere?

Abbiamo concluso una parte molto impegnativa del crowdfunding sulla piattaforma Eppela per la raccolta fondi, affiancandola ad eventi in locali di Roma. Qui facevamo serate di letture e intrattenimento per i nostri sostenitori che ci hanno poi offerto le loro donazioni. Successivamente ad aprile del 2017 abbiamo girato in studio le prime puntate utilizzando la tecnica del green screen. In parallelo, come tutte le buone strategie di inbound marketing, abbiamo fatto una call to action ai nostri followers attraverso la pagina ufficiale di Facebook DonnePrimeDonne e anche di Instagramm (primedonne_). Il nostro lavoro è stato affidato poi alla Premiere Film, casa di distribuzione per festival, che ha visto in esso delle potenzialità. Si è deciso così di effettuare inizialmente un iter festivaliero, esclusivamente dedicato alle web serie inedite. Prima o poi verrà pubblicato sul web e ovviamente anche su Youtube, che è comunque un palco di tutto rispetto. Noi speriamo che Prime Donne diventi una serie con molte puntate, e ci aspettiamo di allargare il cast con altri personaggi, anche maschili. Non è quindi una serie rivolta a sole donne ma a un pubblico molto più ampio, dai 18 ai 50 anni.

Tornando ai social, il  personaggio che interpreti si può dire molto legato a questo mondo, vero?

Assoutamente si! Il mio personaggio si chiama Cocò e la puntata Stupenda.com, quindi questo già dice tutto! E’ molto social-addicted, cosa che io vorrei essere davvero nella vita ma non ho il coraggio di diventare.  🙄 Il suo è il tipico atteggiamento delle fashion blogger, delle influencer, spavaldo e senza vergogna nel condividere e mostrare. Ama apparire, seguire i gattini, il countoring, il make-up. Questa vita fatta di iphone, telecamere professionali e foto dalle luci perfette, le fa dimenticare tutto il resto, come l’amore e il sesso. Le relazioni umane sono limitate e non si cerca un partner per la vita, ma quello che possa funzionare per i social: un uomo carino che abbia un seguito, un engagment. In fondo Cocò cerca di essere amata a tutti i costi, perché poi la vita vera è diversa da quella social, e conclude dicendo: “nella vita, a volte, un filtro non basta…”.

Gloria Radulescu in una “Indie” molto dipendente

Gloria Radulescu

Gloria, ci puoi descrivere il vostro incontro professionale? Come definiresti il rapporto con le tue colleghe, la regia, la produzione?

Liliana mi è stata presentata 2 anni fa da amicizie in comune ad una serata. In quell’occasione mi anticipò di questo progetto che era in cantiere già da diversi anni, fermatosi però per varie dinamiche e priorità su altri lavori. Dopo diverso tempo ha avuto la possibilità di conoscere meglio me, Adele e Irene, e le è tornata la voglia di riprenderlo e rimetterlo in moto. La nostra collaborazione è nata in modo molto semplice, con una chiacchierata in una sera d’estate. Ci siamo messe al tavolino con 4 fogli e una penna e abbiamo buttato giù tutte quelle che erano le nostre idee, scrivendo insieme dei monologhi a più mani. Reciprocamente ci siamo aiutate con i vari personaggi, non soffermandoci solo sul nostro. C’è stato proprio uno scambio di consigli, un lavoro collettivo, una coesione. Stessa cosa è avvenuta con i produttori di Dispàrte, Alessandro Amato e Luigi Chimienti. Abbiamo lavorato davvero in un bel clima.

Tra le varie fiction tv che hai fatto, ti mancava ancora questo ruolo femminile particolare che vai a inscenare qui?

E’ vero, hai detto bene. In realtà questa è la prima volta che interpreto un personaggio così complesso. Mi sono divertita tantissimo a misurarmi con un soggetto così lontano da come sono io e da altri personaggi che ho fatto in questi anni. Lei si chiama Fiorella, apparentemente timida, molto riservata, remissiva e poco avvezza all’apprendimento. Ha degli attacchi di rabbia, un rapporto conflittuale con la mamma e si ritrova per la maggior parte del tempo a vestirsi di nero come una Emo. Ama la sofferenza e lo stare chiusa in casa, quindi ha proprio l’ansia di un possibile contatto umano. Nella puntata, che non a caso si chiama Indie-sagio, in un incontro con un ipotetico interlocutore, Fiorella si ritroverà a dover rovesciare tutte quelle che sono le sue paure, fobie, ansie. Sarà una sorta di seduta psicologica più che un appuntamento, un vero e proprio momento di sfogo per lei, che finora non ha mai potuto manifestare. Durante il mio monologo si evince una sorta di controllo spietato della mamma nei confronti della figlia, come se gli avesse sempre imposto cosa sia giusto fare. Infatti ripete sempre: “me lo aveva detto mia mamma, me lo aveva detto…“. Sarebbe interessante, nel prosieguo della serie, vedere Fiorella in altri contesti, relazionarsi con altre persone, e liberasi finalmente da questo potere materno.

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Foto, video e ultime novità seguendo le pagine social ufficiali di Prime Donne:

Instagramm: primedonne_   ; Facebook: DonnePrimeDonne

Outdoor, festival della cultura metropolitana a Roma

Torna dal 14 aprile al 12 maggio 2018 negli spazi del Mattatoio, Outdoor, il più grande Festival in Italia dedicato alla cultura metropolitana. La manifestazione, promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale in collaborazione con l’Azienda Speciale Palaexpo, è ideata e diretta dall’agenzia creativa Nufactory, con il patrocinio della Regione Lazio. Quest’anno il tema centrale della manifestazione è Heritage”. Nell’anno europeo dedicato al patrimonio culturale, Outdoor, attraverso le discipline artistiche, indaga sul tema ponendo degli interrogativi a quanti visiteranno la manifestazione: Cosa rappresenta il patrimonio oggi? Quali culture sono considerate come patrimonio nella nostra società? Quale patrimonio stiamo costruendo e trasmetteremo alle future generazioni? L’odierna cultura popolare, tra influenze internazionali, mass media e social network, sarà al centro di un’indagine che metterà in risalto il singolo e le proprie scelte. Per questo Outdoor propone un’offerta eterogenea che si articola in varie sezioni: Arte, Musica, Televisione, alle quali si aggiungono le aree dedicate alle conferenze e al mercato dei makers contemporanei.

Outdoor festival è un progetto nato nel 2010 con l’intento di contribuire al cambiamento del tessuto sociale della città attraverso azioni di carattere culturale in grado di segnare profondamente le abitudini di chi vive e abita a Roma. Nel 2014, dopo 15 anni, Outdoor festival ha aperto l’Ex Dogana Ferroviaria, e nel 2015 l’Ex Caserma Guido Reni, offrendo alla città nuovi luoghi di aggregazione. Outdoor crede nel cambiamento, nelle pulsioni che lo animano e nelle correnti generazionali che nascono dai contesti urbani. Oggi, attraverso un network di artisti e produttori, offre un palcoscenico internazionale in aperto dialogo con il mondo. L’intera programmazione è consultabile sul sito www.out-door.it .

4 percorsi nel labirinto dell’Arte

Il padiglione Arte, a cura di Antonella Di Lullo e Christian Omodeo, si sviluppa in un percorso coinvolgente, interattivo e ludico. Il collettivo di architetti ha realizzato un Grande Labirinto che pone lo spettatore al centro della mostra, con la possibilità di scegliere la propria esperienza tra 4 percorsi diversi. Il primo percorso, “Disobedience”, riunisce artisti di diverse generazioni che, dal 1968 ad oggi, introducono degli elementi di discontinuità nel racconto storico. La crew dei writers tedeschi Berlin Kidz vive i graffiti come uno sport estremo e ha trasformato negli ultimi anni lo skyline berlinese con un alfabeto ispirato ai pixaçao brasiliani e all’alfabeto runico. L’artista italiano Biancoshock crea delle installazioni urbane che ironicamente invitano i passanti a riflettere sui problemi della nostra società. Il rapporto tra tempo oggettivo e soggettivo è alla base della ricerca di Paolo Buggiani, che ha incrociato nel suo percorso artisti come Keith Haring, Richard Hambleton e Ken Hiratsuka. Attraverso installazioni urbane, divenute virali su internet, il francese Mathieu Tremblin, riadatta lo spirito dei Situazionisti al mondo contemporaneo. Infine i disegni satirici e le installazioni di Wasted Rita, artista portoghese, offriranno un punto d’osservazione privilegiato sulla società contemporanea, sull’invasività dei nuovi media e sul ruolo delle donne.

Da sinistra: Biancoshock_Web 0.0; Sam3_Outdoor 2012; Scorpion Dagger_Morning Joe (Outdoor 2018)

I richiami del passato sono alla base della seconda sezioneTotal Recall”, che mette in scena una riappropriazione nostalgica e ironica del patrimonio. Tony Cheung, illustratore cinese, pone al centro delle sue opere le forti contraddizioni tra l’antica cultura e la moderna società del suo paese. Leonardo Crudi, artista romano, con i suoi poster disseminati per le strade della città, ispirati alle principali avanguardie storiche, crea un corto circuito visivo tra estetica del passato e contemporaneità. Un’icona della Street Art parigina dell’ultimo decennio, Madame, nei suoi collages urbani inserisce forti richiami alla grafica e alle scenografie teatrali dell’800 e inizio ‘900. Sam 3, internazionalmente riconosciuto per le sue grandi figure nere antropomorfe che appaiono sui muri delle principali città, si è recentemente cimentato nelle sperimentazioni video in stop motion. Il canadese Scorpion Dagger, ha fatto delle Gif animate il suo territorio privilegiato di sperimentazione, prelevando personaggi dai grandi dipinti del Rinascimento nordico. Rub Kandy (Mimmo Rubino) artista difficile da collocare in un ambito artistico, osserva e decostruisce il contesto urbano attraverso immagini dal forte impatto visivo.

Con il terzo percorso “Speedlight”, si sperimenta un nuovo sistema rispetto a questo continuo rivolgersi al passato. Un movimento istantaneo per tornare al futuro. Kid Acne, street artist inglese, fa delle parole l’oggetto principale della sua arte, come la scritta Paint over the cracks realizzata in occasione di Outdoor 2011. Motorefisico, progetto artistico degli architetti e designer romani Lorenzo Pagliara e Gianmaria Zonfrillo, disegna e reinventa lo spazio circostante attraverso rigorose linee simmetriche. I Quiet Ensemble sperimentano la contaminazione dell’elemento naturale con la tecnologia in precario equilibrio tra casualità e controllo. Uno, artista romano conosciuto per aver portato il volto del bambino della Kinder per le strade di diverse città, pone al centro della sua ricerca la ripetizione e la manipolazione della carta.

Kid Acne_Outdoor Roma 2011 (foto Guido Gazzilli), a destra UNO_Cvta Street Fest

Il quarto percorso, “Retromania”, indaga quei meccanismi che restituiscono un’aura agli oggetti industriali destinati alle masse, per includerli in un racconto storico normalmente riservato alle produzioni uniche ed irripetibili rivolte alle élites. Ricky Powell, uno dei grandi nomi della street photography, da quasi 40 anni documenta con il suo obiettivo la scena artistica e musicale underground newyorkese e, con essa, l’evoluzione dei codici della street fashion. I Love Tokyo, la collezione di sneakers di Fabrizio Efrati, fondatore di Market Kickit, riunisce scarpe da ginnastica prodotte a partire dagli anni ‘80 e testimonia la comparsa di un mercato internazionale di sneakers destinato ai collezionisti di streetwear.

In partnership con Google Arts and Culture, il tour che esplora tramite la realtà virtuale le opere delle passate edizioni del festival, viene presentato Stories. Un progetto di digitalizzazione del patrimonio immateriale ed orale di Roma, sviluppato dallo studio The Fake Factory specializzato in progetti di videoarte. Un’indagine sull’identità culturale e collettiva di alcuni quartieri periferici della città per restituirli al pubblico contemporaneo e futuro. Video a 360° guidano lo spettatore in un percorso emotivo nei luoghi della città, arricchito dal contributo di diversi artisti che ne narrano la storia e la quotidianità, e dal racconto fotografico a cura di Rub Kandy, Niccolò Beretta, Guido Gazzilli e a.DNA collective.

Ogni sabato musica di tendenza

La musica è la nuova protagonista della programmazione del festival che ospita quest’anno una line-up ispirata alle tendenze e sonorità che hanno segnato le ultime generazioni: dalla techno alla house, dalla disco all’hip hop e alla trap. All’interno del Mattatoio viene allestito un temporary club dove musica e visual si fondono insieme per offrire al pubblico un’esperienza live unica. Ad animare i 5 sabati, a partire dal 14 aprile, ci pensano gli Headliner del Festival. Quest’anno sarà il ritorno in Italia dopo 8 anni dei Booka Shade, duo berlinese patrimonio della musica elettronica europeaIn programma il 21 aprile la “Female Night“, una serata tutta al femminile. Si alternano in consolle le dj e producer Anja Schneider, artiste tra le più richieste e apprezzate nel mondo del clubbing internazionale, Erica.Me del collettivo femminile romano “She made” e Francesca Lombardo, reduce dai più grandi festival di tutto il mondo come il Tomorrowland e The Burning Man. Il 25 aprile, si esibirà dj Buenoventura, co-fondatore della techno band viennese Elektro Guzzi

Da sinistra i Booka Shade, la dj-producer Anja Schneider e DJ Buenoventura

Appuntamento il 28 aprile con i Digitalism, duo elettronico di Amburgo che con il loro disco d’esordio Idealism (2007) ha conquistato pubblico e critica. Il 5 maggio sarà la volta del dj e producer tedesco Purple Disco Machine, in tutte le radio con la hit Devil In Me (feat. Joe Killington & Duane Harden) e dj Mari Ka, nuova protagonista del clubbing milanese. Il 12 maggio, il party di chiusura del Red Bull BC One Italy Cypher 2018, evento nazionale più importante dedicato al mondo della break-dance, dove i migliori b-boy si sfidano per conquistare l’accesso alla finale internazionale. Headliner della serata l’icona e precursore dell’hip hop francese Cut Killer che vanta una partecipazione al fianco di Vincent Cassel nel film «L’Odio».

Le conferenze

Un ricco programma di conferenze e incontri caratterizzano tutti i venerdì del festival. Il 20 aprile è in programma un incontro organizzato in collaborazione con Ladies, Wines & Design, realtà internazionale che pone al centro il ruolo delle donne nel settore creativo e culturale. Il 27 aprile si apre con la conferenza “Talento digitale”, un incontro con esperti del settore digital e new media realizzata da Digital Yuppies, network di talenti e professionisti dell’industria digitale e creativa, con il supporto di IED – Istituto Europeo di Design.

In partnership con VICE Italia, il 4 maggio, è in programma la proiezione del documentario The Last Man of Mahana, prodotto da VICE Australia, che segue le tracce di Arthur, uno degli ultimi membri della comunità Mahana, fondata nel 1978 in Nuova Zelanda, sulla scia del movimento hippie. Segue l’incontro con Stefano Bianchi, fondatore della casa editrice di fotografia in crowdfunding Crowdbooks, che presenta il progetto Utopia di Carlo Bevilacqua, un racconto fotografico del giro per il mondo alla ricerca di persone che hanno abbandonato la società moderna per vivere in comunità. L’11 maggio il collettivo creativo Manifesto delle Visioni Parallele presenta Errore Digitale – Collezione 2018, un incontro con gli artisti internazionali e un workshop dedicato alla Glitch Art, genere artistico strettamente connesso alla video arte e alla fotografia, che attraverso l’apporto di processi informatici e digitali trasforma in forma artistica il concetto e il valore dell’ ”errore”.

Televisione e Fiera Mercato

Non si può parlare di patrimonio senza poter celebrare lo strumento che più di altri ha contribuito alla formazione ed alla diffusione di informazioni, tendenze, notizie per oltre mezzo secolo. La sezione dedicata alla televisione, realizzata in collaborazione con Rai, affronta il patrimonio televisivo italiano attraverso proiezioni e talk suddivisi in 4 appuntamenti domenicali. Ogni ciclo di proiezioni, dedicate all’intrattenimento, alla scienza alla cultura, allo sport e alle serie tv, è aperto da un momento di incontro e racconto con i protagonisti della televisione italiana. L’intento è quello di mostrare una parte della storia nazionale, per restituirla sia ad un pubblico che ha visto “in diretta” quei programmi sia alla generazione successiva.

All’interno degli spazi del Festival, in partnership con Wave Market, viene ricreato un mercato, un angolo di città, che si propone di promuovere la cultura dell’artigianato. Una vera e propria fiera dell’handmade che ogni settimana propone ai visitatori una tematica diversa: artigianato e design, vintage, street wear, editoria e illustrazioni. Il 25 aprile è il “Simply Amazing Day”, in questa occasione viene presentata al pubblico l’ultima nata del birrificio Birra del Borgo: la lager Lisa. Nella stessa giornata il Roma Vinyl Village propone al pubblico romano un market del vinile itinerante. L’area food è in collaborazione con Foodora mentre il beverage è affidato ad una selezione dei migliori bartender della città.

Quando:

Dal 14 aprile al 12 maggio

Info:

www.out-door.it  |  www.facebook.com/OUTDOORfestival/ |www.instagram.com/outdoorfestivalroma/

info@nufactory.it |06 7061 4597

Prezzi:

MOSTRA : Venerdì dalle 12.00 alle 00.00* | Sabato dalle 12.00 alle 00.00** | Domenica dalle 12.00 alle 21.00*

*include ingresso alle conferenze e al mercato  **esclude l’ingresso MUSICA

Intero: 10€ | Ridotto: 8€ | Under 10: Gratis

CONCERTI: Sabato dalle 21.30 alle 04.00

Intero: 15€ Ingresso: Lungo Tevere Testaccio

MERCATO: Venerdì: 18.00 – 22.00 | Sabato: 12.00 – 22.00 |Domenica: 12.00 – 20.00  Ingresso con il biglietto MOSTRA

Dove:

Mattatoio, Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma

made in Italy, Ligabue, cinema

Made in Italy, il film. La recensione

made in Italy, Ligabue, cinema

“Ognuno ha la sua storia per cui anch’io ho la mia. Nessuno può cambiarmi la memoria”

(Mi chiamano tutti Riko – Ligabue)

 

Ognuno ha la sua storia. Made in Italy racconta quella di Riko nella nuova pellicola diretta da Luciano Riccardo Ligabue. Un nome che svela già l’impronta di un’autobiografia possibile del terzo lavoro da regista del rocker emiliano dopo “Radiofreccia” (1998) e “Da zero a dieci” (2002).

Si sporca le mani Riko (Stefano Accorsi), non solo a insaccare mortadella, dipendente di un salumificio di provincia, ma a farsi travolgere dagli eventi della vita: il matrimonio in crisi con Sara (Kasia Smutniak) e la precarietà di un lavoro vittima di un’economia nazionale (made in italy) al collasso. Un film anticipato dall’omonimo album pubblicato l’anno scorso che, attraverso 14 brani, racconta la storia tormentata del protagonista e dei venerdì in discoteca con il suo amico Carnevale (Fausto Maria Sciarappa).

Sul grande schermo ritroviamo tutto, o quasi. Ci sono i 15 minuti di popolarità davanti a un telecronista sbugiardato nella volontà di raccontare l’abuso di un manganello su un manifestante. Informazione corrotta? Poco importa. La battuta ritagliata di Riko basterà a scuotere l’indignazione degli spettatori.  C’è la frustrazione per un mondo egoista piegato alle logiche di mercato, la cui depressione corrode anche le viscere più profonde e autentiche di una vita di provincia. Grandi meccanismi di potere che costringono l’onesta generazione di Riko a vendere la casa di campagna costruita dal nonno e allargata dal padre, con tutta la precarietà per il futuro di un figlio che sta per iscriversi al Dams.

made in Italy, Ligabue, cinema

C’è questo e molto altro in Made in Italy. Un altro che non si discosta mai dalla realtà che Ligabue conosce bene correndo, per questo, anche il rischio di rimanere sempre uguale a se stesso, nella musica ma anche nel suo cinema. Una coerenza che tutto sommato non si discosta dalla realtà di un uomo che non ha mai abbandonato Correggio, il proprio paese. Il rocker di provincia tra il sogno e la realtà di un bicchiere di lambrusco e pop corn che anche questa volta sceglie i “suoi” luoghi ma non solo. Tra i portici e le ex officine reggiane c’è la bellezza della città eterna ma soprattutto dell’Italia, il Paese (made in Italy) che Riko è costretto a salutare per una nuova speranza che arriva da Francoforte. Ma il suo non è un addio bensì un arrivederci. A dircelo sono le parole di Cesare Pavese: “Un paese ci vuole. Non fosse che per il gusto di andarsene via. Vuol dire sapere che nella gente e nella terra c’è qualcosa di tuo. Che anche quando non ci sei, resta lì ad aspettarti”.

 

Made in Italy, il trailer